Firenze – Al via gli incontri territoriali in preparazione al primo Summit delle diaspore

Come coinvolgere le associazioni delle diaspore nelle iniziative di cooperazione internazionale? Come valorizzare le competenze dei migranti che hanno fatto strada nel percorso di integrazione, senza perdere di vista i propri Paesi di origine? Quali partenariati costruire, quali modelli di coordinamento prendere in considerazione e quali risorse attivare in un sistema della cooperazione che diventa sempre più ampio? Intorno a domande come queste, il 15 luglio nella sede AICS di Firenze, si sono confrontati i partecipanti al primo incontro territoriale in preparazione al Summit delle Diaspore che si svolgerà a Roma nel mese di novembre.

A pochi giorni dal lancio dell'iniziativa a Roma, l'incontro di Firenze ha segnato un importante momento di dialogo con i rappresentanti di alcune tra le 2100 associazioni di migranti attive in Italia. Partecipanti originari di diversi Paesi - dalla Somalia al Camerun, dall'Albania alla Costa d'Avorio, dall'Eritrea alla Nigeria - hanno accettato l'invito dell'Agenzia a costruire insieme un percorso ambizioso che possa individuare gli strumenti più efficaci per mettere a frutto la preziosa esperienza delle diaspore nelle attività di cooperazione allo sviluppo.

L'incontro, coordinato da un team multiculturale espressione del gruppo di lavoro su "Migrazioni e Sviluppo" del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS), ha cercato di mettere a fuoco il valore aggiunto che può essere offerto da una partecipazione più organizzata delle diaspore alle attività di cooperazione, alla luce delle opportunità offerte dalla legge 125.

"Le sfide attuali sono sempre più complesse, ma non devono intimorire - ha detto Tiberio Chiari, funzionario AICS, nel saluto iniziale. - Si tratta di maturare una consapevolezza sempre più profonda del fatto che i bisogni delle popolazioni che vengono a contatto attraverso le migrazioni sono complementari, e le tante esperienze delle diaspore che partecipano allo sviluppo dell'Europa lo dimostrano."

Nella sessione plenaria è stato brevemente illustrato uno studio sulle diaspore e la cooperazione italiana in via di elaborazione da parte del CeSPI. Il documento, che intende offrire una base per mettere in relazione l'associazionismo migrante con la Cooperazione italiana, sarà arricchito dagli elementi che saranno raccolti lungo il percorso degli incontri territoriali, per essere poi presentato al Summit nella versione definitiva.

I lavori, animati anche dagli interventi di organizzazioni della società civile come Oxfam Italia, Arci e Nosotras, sono proseguiti in due gruppi di lavoro che hanno affrontato questioni concrete come le modalità di accesso delle associazioni migranti a partenariati e bandi della cooperazione, le possibili attività da proporre, il ruolo delle rimesse come risorse di cooperazione e la struttura da creare per rendere più stabile il dialogo con le istituzioni di livello nazionale e territoriale.

Nella consapevolezza che il rapporto tra le associazioni dei migranti e le comunità dei Paesi di origine non è sempre facile, né scontato, i partecipanti hanno espresso il loro sostegno per un percorso innovativo che può aprire opportunità interessanti per tutti gli attori coinvolti.

I prossimi incontri preparatori al Summit sono in programma a Napoli, Padova, Roma, Torino, Cagliari e Milano.

 

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