Firenze – Coordinamento degli aiuti e sviluppo rurale sul tavolo delle Agenzie dei paesi G7

“Dalla visione all’azione: come lavorare meglio insieme": un'intenzione condivisa che diventa programma comune per le Agenzie di cooperazione allo sviluppo dei Paesi membri del G7 che si sono incontrate per la prima volta a Firenze. In continuità con il vertice di Taormina del giugno scorso, l'evento ha avuto lo scopo di riunire i direttori delle Agenzie dei Paesi G7 per affrontare più efficacemente le sfide della sicurezza alimentare e la diffusione di un'agricoltura sostenibile.

Ha aperto i lavori il direttore dell'Agenzia per la cooperazione allo sviluppo, Laura Frigenti. Oltre ai sette rappresentanti delle agenzie di cooperazione dei Paesi G7, sono intervenuti anche Daniel Runde (CSIS) e Gilbert Houngbo, presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

"La discussione - ha detto la direttrice dell'Agenzia - è stata molto interessante e ha messo in luce tre grandi problematiche che sarà nostro compito risolvere:

  1. un'importante differenza per quel che riguarda l'erogazione delle risorse: ci sono Paesi che ricevono donazioni importanti, mentre a tanti altri, che possiamo chiamare "Paesi orfani", arrivano solo le briciole, ed è doveroso trovare un equilibrio in questo campo;
  2. è fondamentale che gli impegni dei Governi vadano verso la stessa direzione, così da permettere i medesimi sforzi nei medesimi progetti. L'Italia è uno dei pochi Paesi del G7 che, nell'ultimo anno, ha aumentato il suo impegno economico nel settore della cooperazione: nel 2016 si è attestato allo 0,27% del Pil, per circa 4,2 miliardi di euro;
  3. devono essere individuati congiuntamente i settori e le nicchie strategiche dove indirizzare i contributi dei Paesi donatori per impostare  al meglio gli interventi di cooperazione."

 

Tutti i partecipanti hanno concordato sull'urgenza di un cambio di mentalità. Ai fini dello sviluppo rurale, infatti, non si può considerare soltanto l'aumento del raccolto, ma si deve guardare necessariamente anche ad altre dimensioni, come la qualità della vita, il livello dell'occupazione e dell'integrazione sociale.

"Abbiamo concluso i lavori con il desiderio comune di lavorare insieme per tradurre in soluzioni concrete le grandi visioni del G7 politico - ha aggiunto il Direttore - e abbiamo passato il testimone al Canada che il 1 gennaio 2018 prenderà la guida dei Paesi G7."

Nel pomeriggio del 3 novembre, nello splendido scenario della sala d'Arme di Palazzo Vecchio, Il dibattito "Obiettivo Fame Zero" ha affrontato la domanda su quali partenariati siano necessari per porre fine alla fame nel mondo e promuovere uno sviluppo rurale in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. La conversazione, aperta al pubblico, ha visto la partecipazione del sindaco di Firenze, Dario Nardella, e gli interventi di Gilbert Houngbo, presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), Cheikh Mouhamady Cissokho, presidente della Rete delle Organizzazioni dei Produttori Agricoli in Africa Occidentale (ROPPA), Johannes Trimmel, presidente di Concord Europe e Giuseppe Iasella di Coop Italia.

A Firenze il G7 della Cooperazione: è la prima volta che avviene (Repubblica.it)

 

 

 

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