magazine n. 9/17 – Per una cooperazione di valore e di valori

di Laura Frigenti, Direttore AICS

• La domanda che Papa Francesco ha posto a tutti noi nel suo intervento alla celebrazione della Giornata mondiale dell’alimentazione ci interroga e offre nuovi stimoli per il nostro lavoro: “È troppo pensare di introdurre nel linguaggio della Cooperazione internazionale la categoria dell’amore, declinata come gratuità, parità nel trattare, solidarietà, cultura del dono, fraternità, misericordia? ... Queste parole esprimono il contenuto pratico del termine “umanitario”, tanto in uso nell’attività internazionale. Amare i fratelli e farlo per primi, senza attendere di essere corrisposto: è questo un principio evangelico che trova riscontro in tante culture e religioni e diventa principio di umanità nel linguaggio delle relazioni internazionali. È auspicabile che la diplomazia e le Istituzioni multilaterali alimentino e organizzino questa capacità di amare, perché è la via maestra che garantisce non solo la sicurezza alimentare, ma la sicurezza umana nella sua globalità..."

Dare senso e significato quindi alla Cooperazione internazionale in una dimensione di valori è un richiamo forte perché spesso siamo limitati dalle nostre preoccupazioni quotidiane, impegnati nel far gestire al meglio i nostri investimenti per i tanti progetti sparsi nel Mondo perdendo di vista il senso e il significato ultimi della nostra azione. Ma la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, arrivata oggi in oltre 150 Paesi diventando uno dei giorni più celebri del calendario delle Nazioni Unite, ci ricorda che il nostro impegno è parte di un progetto più vasto che non solo considera la nutrizione adeguata e la salute come diritti umani fondamentali ma li lega alla nostra azione nei Paesi in via di sviluppo. L’alimentazione è infatti uno dei fattori che maggiormente incidono sullo sviluppo, sul rendimento e sulla produttività delle persone, sulla qualità della vita e sulle condizioni psicofisiche con cui si affronta l’invecchiamento. I successi ottenuti, come quello di dimezzare negli ultimi 20 anni la probabilità di un bambino di morire prima dei cinque anni con circa 17.000 bambini salvati ogni giorno non devono farci perdere di vista il secondo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile per raggiungere Fame Zero entro il 2030.

Occorre dunque ricordare, al di là degli obiettivi dell’Agenda 2030, che il richiamo ai valori più veri e autentici della convivenza mondiale fondata su principi di uguaglianza, sviluppo sostenibile, solidarietà, sarà il vero collante di un’azione globale complessa che la Comunità internazionale dovrà portare a compimento.

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