sede AICS di Mogadiscio, Somalia

La Somalia è un “paese non paese”, profondamente toccato da oltre vent’anni di guerra civile che, oltre a distruggere e danneggiare le infrastrutture, ha intimamente minato il rapporto di fiducia tra popolazione e istituzioni e deviato l’attenzione degli amministratori dall’interesse per la cosa comune. Le sfide del Paese sono enormi e le stringenti necessità quotidiane per la sopravvivenza hanno spesso impedito di elaborare una visione prospettica. In seguito all’approvazione del Piano nazionale di sviluppo 2017-2019 le autorità somale e la comunità internazionale si stanno impegnando per affrancare la Somalia dalla condizione di fragilità estrema e promuovere una crescita sostenibile e duratura.

Nel quadro del sistema degli aiuti internazionali in Somalia, la Cooperazione italiana si è distinta attraverso una presenza attiva sia a livello centrale che periferico, negli Stati che formano la Repubblica Federale: South West, Hirshabelle, Jubaland, Galmudug, Puntland e Somaliland. Tale presenza è stata mantenuta anche nei momenti di maggiore difficoltà, anche grazie all’impegno delle Ong che si sono sempre contraddistinte per la passione e la professionalità nel loro lavoro, insieme ai partner locali.

Inserita tra i Paesi prioritari per le attività di cooperazione, la Somalia ha visto un aumento costante dell’impegno italiano bilaterale e multilaterale: gli stanziamenti sono infatti passati dai 9 milioni del 2014 ai 18,5 milioni del 2017, integrati da 6,5 milioni di aiuti di emergenza in risposta alla grave siccità.

La rilevanza della Somalia per l'Italia è confermata dall’accordo di Novazione firmato il 21 settembre 2011 tra il governo italiano e il Transitional Federal Government somalo e, successivamente, dal Somali Compact siglato a Bruxelles nel quale sono individuati cinque obiettivi strategici, i Peace and Statebuilding Goals: politiche inclusive, sicurezza, giustizia, fondamenta economiche, entrate e servizi. Il Compact, considerato un modello di successo nel coordinamento degli aiuti, ha visto l'Italia protagonista come co-chair del Pillar 5. Nel 2017 la Cooperazione italiana presiede il Gruppo dei donatori per la Somalia e guida del Gruppo di lavoro sulla Sanità.

L'impegno italiano nel settore sanitario è storico e ha visto la realizzazione di uno tra i pochi programmi per il sostegno delle infrastrutture ospedaliere in Somalia, il programma “Novation” a sostegno degli ospedali di Garowe, di Eyl e di alcuni reparti dell’ospedale generale De Martino a Mogadiscio.

Negli ultimi anni il lavoro di cooperazione si è concentrato su attività ponte tra l’umanitario e lo sviluppo, sul rafforzamento delle università pubbliche e sulla riabilitazione delle infrastrutture, specie quelle produttive e di utilità strategica per lo sviluppo del settore privato. Su questo fronte la costruzione dell’aeroporto internazionale di Bosaso è sicuramente la realizzazione più importante, insieme alla tangenziale di raccordo tra la strada nazionale proveniente da Garowe e il porto di Bosaso, mentre sono in corso le attività per la riabilitazione del porto e dell’aeroporto di Kismayo.

Un’attenzione particolare è rivolta  alla questione giovanile e alle problematiche di genere con il programma congiunto “YES - Youth Employment in Somalia" e con un programma di formazione tecnica affidato all’UNIDO nel Jubaland, finalizzati a contrastare l'elevata disoccupazione giovanile. E' inoltre in corso il Joint Programme di Social Protection che punta alla creazione del primo quadro di riferimento per l'elaborazione di un sistema di protezione sociale a livello nazionale.

Le sfide rimangono ancora molte, prima tra tutte quella della resilienza. Dal 2016 la Somalia è colpita da una gravissima siccità a cui la comunità internazionale sta dando una risposta di tipo prevalentemente umanitario, ma che richiede in parallelo degli interventi strutturali. A questo livello la Cooperazione italiana ha programmato iniziative per l'approvvigionamento idrico e il rilancio dei sistemi produttivi nelle oasi del Puntland.

Resta infine centrale il tema delle migrazioni, sia per il problema degli sfollati interni a causa della siccità e dell’insicurezza legata al terrorismo ancora attivo in vaste aree del Paese, sia per l’immigrazione dal Golfo di Aden a causa della guerra in Yemen, sia per l’emigrazione della popolazione somala verso altri Paesi del corno d’Africa e in Europa, in fuga dalla povertà e in cerca di migliori opportunità economiche.

contatti

Italian Agency for Development Cooperation - Somalia

Titolare: Guglielmo Giordano

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