Esperti boliviani e italiani disegnano il nuovo Centro di Conservazione del Patrimonio Culturale a La Paz

Lo scorso 7 giugno, nella prestigiosa cornice dell’auditorium del Museo Archeologico Nazionale di La Paz, gli esperti della Cooperazione Italiana hanno presentato la bozza di piano programmatico per l’istituzione di un Centro di Conservazione dei Beni e del Patrimonio Culturale. Alla presentazione hanno partecipato più di 50 esperti e studiosi di spicco dei vari settori coinvolti nella conservazione e restauro del patrimonio culturale boliviano. La lunga attività di analisi tecnico-scientifica, sviluppata nell'arco di oltre un anno da parte degli esperti della Cooperazione italiana nel quadro di un’iniziativa di rafforzamento istituzionale del Ministero boliviano di Cultura e Turismo, si è conclusa con la prima definizione organica di progetto per la creazione del Centro di Conservazione, ritenuta fondamentale per la tutela dei Beni Culturali del Paese.
Si tratta del "Centro Plurinacional de Preservaciòn del Patrimonio Cultural Boliviano", la cui struttura e organizzazione tecnico-amministrativa è stata definita in un progetto di fattibilità che passerà ora al vaglio dell’esecutivo boliviano. Il Centro è concepito per dare soluzione agli attuali problemi in materia di conservazione del ricco patrimonio materiale e immateriale della Bolivia, relativo alle identità dei popoli nativi indigeni, le comunità afro-boliviane, le comunità interculturali e meticce, curando l'identità nazionale e latino-americana. L’obiettivo principale è quello di raggiungere l’autonomia necessaria per assicurare la conservazione e restauro dei beni culturali, istituendo una scuola boliviana sostenibile per la conservazione del patrimonio e la produzione di risorse per la conservazione di ogni espressione culturale esposta a fattori di deterioramento, realizzando piani di manutenzione adeguati e rafforzando una politica di conservazione preventiva.

L’evento di presentazione, aperto dal direttore della Sede AICS di La Paz, Felice Longobardi, ha visto gli interventi della direttrice generale del Patrimonio del Ministero di Cultura e Turismo boliviano, Sonia Aviles e del direttore del Laboratorio di Restauro di La Paz, Carlos Rua. Sono quindi intervenuti gli esperti italiani che, congiuntamente al personale della Sede AICS di La Paz, lavorano sul Programma di Assistenza Tecnica al Ministero di Cultura e Turismo finanziato dalla nostra Cooperazione. Simona Piras, esperta in gestione culturale e turistica, ha illustrato i tratti principali di tale programma, le cui attività stanno fornendo un importante contributo per il rafforzamento istituzionale della controparte ministeriale; Renzo Carlucci, esperto in tecnologie applicate ai Beni Culturali, ha quindi presentato la proposta tecnica, finanziaria e concettuale per la creazione del centro, che potrebbe diventare il punto di riferimento per l’articolazione di iniziative, esperienze e conoscenze degli strumenti adottati per la salvaguardia e la conservazione. In questo modo, tutti gli apporti conoscitivi andrebbero a confluire su di un unico polo centrale, per poi essere opportunamente scambiati e diffusi su più livelli: internazionale, nazionale, regionale, locale e delle comunità indigene.

Sul piano della localizzazione del Centro è stato individuato uno spazio di 800 m² nella zona della vecchia stazione ferroviaria di La Paz, area attualmente oggetto di interventi di recupero tesi alla creazione del Parco della Cultura. Considerato l’alto potenziale dell’area, che nel futuro prossimo sarà interamente dedicata alla cultura, ci si augura che il Centro possa sorgere proprio su questi terreni, attualmente di proprietà di Mi Teleferico, società statale responsabile della gestione dell’impianto a fune che permette il trasporto via cabinovia nell’area urbana di La Paz.


Bolivia - Rassegna Stampa

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