L’Italia protagonista del primo trapianto di midollo osseo nel Kurdistan iracheno

Ahmed, 42 anni, tornerà tra pochi giorni a casa dai suoi due figli dopo essere stato il primo uomo a ricevere un trapianto di midollo osseo nel Kurdistan iracheno. A operarlo è stato un team di specialisti italiani guidato dall’ematologo romano Ignazio Majolino, coordinatore scientifico di nuovo progetto promosso e finanziato dalla Cooperazione italiana per il sostegno al settore sanitario locale e realizzato dall’Ong Icu

L’intervento è stato realizzato il 27 giugno scorso all’Hiwa Cancer Hospital di Sulaymaniyah attraverso una tecnica particolare che fa uso delle cellule dello stesso paziente e di una sofisticata macchina robotizzata, il separatore cellulare, in grado di selezionare le cellule staminali immesse nella circolazione sanguigna per reinfonderle al malato dopo una terapia particolarmente energica.

Una tecnica nella quale il team italiano è particolarmente esperto e che la Cooperazione italiana ha l’obiettivo di affermare in tutto il territorio curdo, insieme ad altri tipi di trapianto. Tra questi spicca soprattutto quello allogenico, utile per combattere una malattia particolarmente diffusa nella regione come la talassemia. La terapia ha già avuto molto successo in altre parti del mondo, ma che non era mai stata praticata sinora in Kurdistan, cosa che aveva costretto tanti pazienti ad andarsi a curare in altri paesi, fra cui l’India e la Giordania.

Ahmed era stato colpito da mieloma multiplo, una malattia del sangue e delle ossa sulla quale la ricerca ha compiuto notevoli progressi anche per il contributo della tecnica di trapianto. L’intervento è riuscito perfettamente e l’uomo è pronto per fare ritorno a casa. La speranza del team italiano è che l’esperienza possa essere replicata efficacemente con altri pazienti ammalati di cancro e provenienti da tutto il paese. Proprio per questo motivo Majolino ha addestrato un’intera equipe di infermieri e di medici dello staff dell’Hiwa Cancer Hospital, ospedale moderno diretto da Dosti Ohtman. “I colleghi - dice Majolino - sin dai prossimi mesi potranno svolgere da soli questo difficile intervento, ma noi rimarremo ancora al loro fianco”. L’iniziativa italiana ha previsto anche la realizzazione di un grande reparto “sterile”, una unità capace di 100 trapianti all’anno che entrerà in funzione a giorni e rappresenterà una risorsa preziosa non solo per il Kurdistan, ma anche per le regioni limitrofe.

La Cooperazione italiana è impegnata dall'inizio del conflitto in Siria ad aiutare la popolazione del Kurdistan iracheno, i rifugiati e gli sfollati con una serie di interventi per i servizi di base che coinvolgono vari organismi non profit italiani.

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