Il Direttore Frigenti: “Finanza etica e microcredito parti integranti del sistema italiano dello sviluppo”

La legge 125/2014 considera a tutti gli effetti la finanza etica e lo strumento del microcredito come soggetti di sviluppo e parti integranti del Sistema Italia. Lo ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, Laura Frigenti, intervenendo al convegno “La microfinanza per lo sviluppo dei popoli”, svolto alla Farnesina il 19 ottobre. “La microfinanza offre prodotti e servizi che consentono un miglioramento dell’accesso alla sanità, all’educazione, all’energia pulita. La maggioranza dei beneficiari sono donne, il che evidenzia il legame esistente con l’Obiettivo di sviluppo numero 5, che sostiene l’empowerment delle donne. Molto resta da fare: l’Africa, ad esempio, non è coperta a sufficienza da programmi di microcredito. C’è bisogno di avere come target principale, in maniera più strutturata, gli small farmers in aree depresse”, ha detto Frigenti. In alcuni casi, ha aggiunto, le istituzioni di microcredito sono diventate delle istituzioni finanziarie vere e proprie. “Molti di questi programmi sono ancora piccoli e istituzionalmente fragili, e ancora molto dipendenti da forma a dono. Non c’è ancora una exit strategy per una seconda fase, bisogna continuare a ragionare su come farli evolvere”, ha concluso.

Alla conferenza hanno partecipato, tra gli altri, anche il Direttore Generale della Cooperazione italiana allo Sviluppo, Pietro Sebastiani, il responsabile Business Development di Cassa Depositi e Prestiti, Bernardo Bini Smaghi, il Direttore della Direzione Crescita sostenibile e sviluppo della Direzione generale Sviluppo presso la Commissione europea, Roberto Ridolfi, il Presidente di banca Etica, Ugo Biggeri e il Direttore di Cuamm, Don Dante Carraro. L’evento è stato promosso da Banca Popolare Etica, attiva nel campo della micro-finanza nel Sud del mondo fin dal suo avvio. In questi 17 anni la banca ha erogato oltre 100 milioni di euro a Ong italiane che operano in quei paesi e attualmente sono 17,5 milioni di euro gli affidamenti a soggetti che lì fanno microfinanza, per un totale di circa 18.500 beneficiari diretti.

La Cooperazione italiana ha sempre esercitato un ruolo propulsivo nella finanza per lo sviluppo, a cominciare dalla micro-finanza che molto spesso, nei contesti più fragili e vulnerabili, è il primo momento di contatto con il sistema finanziario e di trasmissione di imprenditorialità a favore delle persone più deboli. Il microcredito ha costituito e costituisce, tutt’oggi, uno strumento formidabile di valorizzazione dello sviluppo locale e in particolare dell’imprenditorialità femminile secondo l’ormai noto slogan “no women, no growth”. L’accesso al micro-credito consente, infatti, soprattutto alle donne, che spesso risultano svantaggiate nell’accesso al credito, di realizzare il loro massimo potenziale produttivo. Realizzare sistemi di micro-credito specifici per le donne, a livello locale, permette quindi non solo di migliorare il reddito di intere famiglie nelle comunità svantaggiate, ma anche di agire sui fattori della sfera sociale come l’esclusione e le discriminazioni di vario genere. Sono tante le esperienze positive che la Cooperazione Italiana ha realizzato negli anni e che sta ancora oggi perseguendo secondo questo approccio, per esempio in Albania, Etiopia, Palestina, Senegal e Mozambico.

In Albania, l’Italia sostiene lo sviluppo diffuso e sostenibile dell’imprenditoria locale attraverso il miglioramento dell’accesso al credito delle Pmi nelle aree più svantaggiate del Paese; in Etiopia, attraverso la collaborazione con Unido e la Banca Mondiale, l’Italia sta utilizzando da alcuni anni schemi di microcredito per valorizzare l’imprenditorialità femminile soprattutto in ambiente rurale, dove vivono le donne socialmente ed economicamente più vulnerabili; in Palestina la Cooperazione italiana ha promosso numerose attività con il programma Welod che opera  attraverso i Centri chiamati Tawasol, parola araba equivalente all’empowerment inglese, che forniscono  attività formative e di creazione di impiego e di impresa attraverso l’accesso al microcredito; in Senegal, l’Italia è capofila dell’Unione Europea e sostiene il Programma Nazionale Senegalese sull’Uguaglianza di Genere e promuove l’imprenditorialità sociale, grazie anche al microcredito, attraverso il Programma Pides, mentre un’ulteriore risorsa è fornita dal programma Plasepri, rivolto in particolare alla micro-impresa e al sostegno dei migranti di ritorno, che ha già promosso l’avvio di 250 imprese di donne, proprio attraverso un programma specifico di microcredito. In Mozambico, infine, è in fase di avvio un grande programma per l’imprenditoria femminile a livello rurale.

Programma 19 ottobre 2016

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