Mozambico – L’Agenzia e le OSC italiane al lavoro per superare l’emergenza El Niño in Africa australe

Nell'ultima stagione delle piogge (ottobre 2015 – marzo 2016) l’Africa australe è stata colpita da una grave siccità indotta da El Niño, che ha drammaticamente ridotto la produzione agricola dipendente dalle precipitazioni, principale fonte di sostentamento per la maggior parte della popolazione. Si tratta dell’episodio di siccità più grave degli ultimi 35 anni per l’intera regione.

Il raccolto del mese di aprile 2016 è risultato decisamente ridotto rispetto alle medie degli anni precedenti: si è registrato un deficit della produzione di cereali rispetto ai fabbisogni nazionali che va dal 25 % del Mozambico e il 33 % del Malawi al 71 % dello Zimbabwe e il 74% dello Swaziland. I prezzi delle principali derrate alimentari sono aumentati fino al raddoppio in alcuni casi, accrescendo pericolosamente l’insicurezza alimentare e la vulnerabilità delle popolazioni. 

Inoltre, in diversi tra gli stati della regione, le pressioni climatiche si aggiungono a una crisi economica che rende tutte le importazioni più costose. E’ certamente il caso del Mozambico, ma anche del Sudafrica e dello Zimbabwe. Le necessità riscontrate sono drammatiche, sia nel breve che nel medio-lungo periodo, poiché l’impatto dello shock esterno della siccità è accentuato dalla vulnerabilità diffusa, causata da ampie diseguaglianze sociali, dalla povertà cronica, dalla scarsa differenziazione delle colture agricole e dall’assenza di attività economiche alternative in tutto il contesto rurale.

Molti tra gli stati colpiti, sia individualmente che tramite la Comunità dei paesi dell’Africa australe per lo Sviluppo Economico (SADC), hanno dichiarato lo stato d’emergenza e richiesto l’assistenza della comunità di donatori, nonché delle organizzazioni della società civile, per assistere oltre 40 milioni di persone a rischio.

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ha risposto prontamente prendendo parte all’assistenza promossa dai partner di cooperazione, lanciando l’iniziativa di emergenza per la mitigazione degli effetti della siccità causati dal Niño nei paesi dell’Africa Australe, per un importo di circa 4.000.000 di euro. “Il programma emergenza della Cooperazione Italiana”, racconta Saverio Frazzoli, esperto dell’Agenzia per i programmi emergenza, “sostiene i Paesi colpiti dalla siccità aiutando le comunità più povere e vulnerabili a lottare contro la malnutrizione, a far funzionare meglio i servizi di base, a far ripartire l'agricoltura”.

L’iniziativa si compone di tre fasi. La prima si è concretizzata in un bando per OSC italiane già operanti in Mozambico, Swaziland, Zimbabwe e Malawi, che ha permesso di realizzare 12 progetti di primissima emergenza, oltre ad alcuni interventi in gestione diretta da parte della sede AICS di Maputo. Della durata di 4 mesi al massimo, questi progetti mirano a un impatto immediato sui bisogni delle popolazioni, tramite azioni puntuali e cruciali, quali la riabilitazione di fonti idriche malfunzionanti o la distribuzione di derrate alimentari.

A ciò si aggiunge una seconda fase, composta da 5 progetti di emergenza di durata maggiore (9 -10 mesi), orientati a ristabilire le condizioni produttive dei sistemi locali e la fornitura di servizi di base, specialmente in ambito idrico, ad uso sia umano che animale. Ciò permetterà di rilanciare le attività generatrici di reddito tipiche dei contesti rurali, come l’agricoltura, l’artigianato e il commercio. I beneficiari raggiunti direttamente dalle prime due fasi dell’iniziativa sono 150.000 (100.000 per la prima e 50.000 per la seconda).

La terza fase propone un’evoluzione verso il contesto post emergenza, tramite il rafforzamento della resilienza delle popolazioni dei quattro Paesi in cui già si è intervenuto con la prima risposta alla crisi. Anche questa componente si articola sulla promozione e il rilancio delle attività del settore primario e il rafforzamento dei servizi di base. L’iniziativa, approvata recentemente, prevede un finanziamento di 8.700.000 di euro per una durata di 3 anni, a sostegno di iniziative realizzate dalle OSC italiane e locali.

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