Sudan – Una sinergia di successo tra UE e Cooperazione italiana per il diritto alla salute

Il capo delegazione dell’Unione europea in Sudan, Jean-Michel Dumond, ha visitato i progetti di cooperazione che sostengono l’agricoltura, la pesca, il miglioramento delle condizioni di vita, l’istruzione e la salute nello stato del Mar Rosso. La visita, effettuata nei primi giorni di dicembre, ha toccato anche due progetti finanziati dall’Unione europea e guidati dalla Cooperazione italiana: “Promoting Qualitative Health Services” e “Improving the Health Status of Vulnerable Population”, entrambi realizzati nei tre stati del Sudan orientale. Con un finanziamento totale 13,1 milioni di euro, i due programmi hanno come obiettivo primario l’aumento dell’accesso al diritto universale alla salute. Questo è stato possibile ampliando i servizi sanitari di base nelle comunità rurali, sviluppando le amministrazioni sanitarie locali e sostenendo le politiche sanitarie nazionali.

Parallelamente, le due iniziative hanno costruito e riabilitato strutture sanitarie, organizzato corsi di formazione per il personale sanitario e rafforzato il sistema di distribuzione dei farmaci. A Port Sudan, Dumond ha incontrato il ministro della Salute dello stato del Mar Rosso, Hatim Mohammed Aliass, e visitato due centri di salute, “Omar Ibn Khatab” e “Ahmed Gasim”, insieme all’ospedale materno-infantile di Tagadom. Tutte le strutture sono state riabilitate ed equipaggiate con i fondi dell’Unione europea. Le strutture, ad oggi operative, forniscono servizi sanitari di qualità a circa 110 mila persone in tre differenti zone di Port Sudan, dove risiedono anche rifugiati e sfollati.

“Oltre a rendere disponibili  i servizi sanitari di cui la popolazione ha bisogno, queste due grandi iniziative sostengono l’amministrazione sanitaria sia a livello locale che federale e hanno creato modelli di successo, che dovrebbero essere replicati nello stato del Mar Rosso e in tutto il Sudan. Fondi addizionali e il sostegno a una miglior capacità di pianificazione a livello statale e federale sono vitali per assicurare alla maggior parte della popolazione possibile l’accesso ai servizi sanitari di qualità”,  ha dichiarato Dumond nel corso della visita.

Gli interventi, iniziati nel 2014 e 2015, sono oggi esempio di una collaborazione di successo tra l’Unione europea e la Cooperazione italiana. “Abbiamo lavorato per rafforzare il sistema sanitario a livello locale e federale. Una solida e forte collaborazione e integrazione con la popolazione sudanese e con le istituzioni ci ha consentito di raggiungere i nostri obiettivi” ha spiegato Paolo Giambelli, esperto sanitario della Cooperazione italiana che guida i programmi europei.

Il direttore dell’ospedale Tagadom, Ahmed Darreer, ha espresso un sentito riconoscimento all’Unione europea e alla Cooperazione italiana. “ Quando l’Unione europea e la Cooperazione italiana sono arrivati in questa località per la prima volta per lavorare con noi, ci è sembrato un sogno. Oggi possiamo dire che è una realtà che ci rende orgogliosi di fare il nostro lavoro e di rispondere ai bisogni sanitari della popolazione”.

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