Roma – L’Agenzia promuove il confronto sulle strategie per le malattie non trasmissibili

Roma - Nuovi strumenti per rafforzare la prevenzione delle malattie non trasmissibili nei paesi a basso e medio reddito. Il tema è stato al centro di un convengo organizzato dall'Agenzia che ha riunito gli esperti del settore per discutere di un fenomeno sempre più allarmante: l’aumento esponenziale delle malattie croniche non trasmissibili, soprattutto malattie cardiovascolari, diabete, tumori e malattie respiratorie, nei paesi a reddito più basso. Secondo dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il 60 per cento dei decessi nel mondo sono dovuti a malattie non trasmissibili, di cui l'80 per cento riguarda i paesi a basso e medio reddito; circostanza che rischia di portare al limite le capacità dei già fragili sistemi sanitari nazionali, rappresentando un freno allo sviluppo di quei paesi.

Di questo è ben consapevole la comunità internazionale, che nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ha incluso tra i suoi obiettivi quello di ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili. Il tema chiama in causa la responsabilità dei governi che, come affermato dal viceministro per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale Mario Giro, devono costruire un "sistema preventivo" per far fronte alla proliferazione di queste patologie. "Siamo abituati a pensare ai rischi sanitari in termini di grandi pandemie, dall'ebola all'Aids, ma non ci rendiamo conto che il mondo è cambiato", ha affermato Giro. In Africa, ad esempio, "l'incidenza del cancro è aumentata perché è aumentata l’aspettativa di vita". Il tema "è stato al centro del primo convegno nel continente sugli anziani abbandonati", tenuto due anni fa in Malawi. Il problema delle malattie croniche, così Giro, si diffonde oggi anche in paesi prima estranei all'insorgere di queste malattie.

In questo contesto "la cooperazione allo sviluppo deve autoregolarsi rispetto a questi nuovi bisogni”, adottando “strategie che vadano oltre l'emergenza". Una questione centrale per l'Europa, che nei prossimi anni si troverà l'unica ad essere in prima linea nel settore dello sviluppo dopo i tagli annunciati dalla nuova amministrazione Usa. Sull’importanza della prevenzione si è soffermato anche il direttore dell’Aics, Laura Frigenti. “La prevenzione è un buon affare per i governi, in quanto è più veloce, economica ed efficace”, ha detto Frigenti, sottolineando il ruolo di primo piano dell’Italia nel settore. La Cooperazione italiana "è sempre stata molto attiva nel campo della salute, dalla cura materno-infantile, alla malnutrizione". Un bagaglio di esperienza da "condividere e rafforzare".

L’evento odierno, ha aggiunto, “riporta l'attenzione sulla responsabilità dei governi nel campo della salute pubblica" e sulla necessità di adottare soluzione efficaci. Un sistema sanitario di successo "è un sistema in cui c'è integrazione tra attori profit e non-profit", ha dichiarato il direttore Aics. Tanti i fattori che contribuiscono alla diffusione di queste patologie. Tra questi, ha spiegato l’esperto Aics Enrico Materia, c’è sicuramente la globalizzazione, che favorisce l'accesso a prodotti alimentari poco salutari. Per ridurre l'insorgere di malattie non trasmissibili come cancro, diabete, malattie respiratorie e cardiovascolari occorre controllare i fattori di rischio, come tabacco o alcol, ha spiegato Materia, soffermandosi sugli interventi realizzati in Palestina per frenare l'aumento di queste patologie.

In Palestina "l'Italia ha adottato un approccio intersettoriale, che ha incluso campagne di informazione a livello nazionale, la formazione di educatori nel settore alimentare e interventi per ridurre il consumo di sale negli alimenti". E' il caso dell'iniziativa avviata per ridurre il quantitativo di sale nel pane, tra le principali fonti di introito di sale, che ha portato il ministero della Salute palestinese ad adottare una risoluzione in materia. Adesso, ha concluso l’esperto Aics, "occorre monitorare che i produttori si attengano alle direttive". Il proliferare di queste malattie rischia di tradursi in un serio freno allo sviluppo dei paesi più colpiti, tra cui spiccano numerosi paesi africani. Come spiegato da Douglas Bettcher, direttore del dipartimento Prevenzione delle malattie non trasmissibili presso l’Oms, "tali patologie hanno un grande impatto sullo sviluppo, in quanto incidono negativamente sulla crescita economica".

Tra i fattori di rischio più diffusi c’è il tabacco. Come evidenziato da Prasad Vinayak, dell'Organizzazione mondiale della sanità, il tabacco ucciderà più di 175 milioni di persone entro il 2030. Due regioni nel mondo, quella africana e quella del Mediterraneo orientale, stanno registrando un aumento esponenziale nel numero di fumatori, ha spiegato l'esperto, secondo cui i dati sono particolarmente allarmanti nel continente africano, dove un adolescente su dieci fa uso di tabacco. In questo contesto, la tassazione sul tabacco può contribuire a disincentivare i fumatori, da un lato, e a finanziare i budget nazionali, dall'altro. Il provvedimento tuttavia, ha spiegato Vinayak, deve far fronte all'ostruzionismo dell'industria di settore, che tenta di ostacolare l’attuazione della convenzione sul controllo del tabacco, adottata nel 2003 con lo scopo di proteggere le generazioni presenti e future dalle devastanti conseguenze sanitarie, sociali, ambientali ed economiche causate dal consumo di tabacco e dall’esposizione al fumo di tabacco.

Oltre al tabacco, un altro importante fattore di rischio è rappresentato dal sale alimentare, come rilevato da Temo Waqanivalu (Oms). Ridurre l'assunzione di sale alimentare gioca un ruolo importante nel contrasto alla malattie non trasmissibili, ha affermato l’esperto, sottolineando come il consumo di sale "aumenti la pressione del sangue e favorisca l'insorgere di malattie cardiovascolari". Anche in questo caso il continente africano è tra le regioni maggiormente colpite, con Burkina Faso, Senegal e Sudan che figurano tra i paesi in cui si registra il maggior numero di persone affette da problemi a livello di pressione sanguigna. Ridurre il consumo di sale è l'intervento più vantaggioso dal punto di vista dei costi per ridurre l'insorgenza delle malattie non trasmissibili, ha affermato l'esperto, citando alcune misure da adottare per prevenire l'insorgenza di queste malattie. Tra queste, campagne di informazione efficaci e l’adozione di etichette standard che consentano ai consumatori di conoscere il reale contenuto degli alimenti. Una sfida per cui attrezzarsi se si vogliono mettere in atto gli ambiziosi obiettivi dell’Agenda 2030.

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