Roma – L’Agenzia al Forum PA 2017: “Fare sistema per lo sviluppo sostenibile”

Delineare l’importanza dell’area d’intervento della cooperazione internazionale sia dal punto di vista metodologico che da quello del riorientamento di tutte le azioni di aiuto internazionale attuate da amministrazioni centrali, regionali e locali. Questo l’obiettivo del convegno “La cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile”, promosso il 25 maggio in occasione del Forum PA 2017 presso il nuovo Centro congressi di Roma. L’incontro ha visto la partecipazione del direttore dell’Agenzia, Laura Frigenti, che nel suo intervento ha posto l’accento sulla missione principale cui è chiamata ad assolvere l’Agenzia, ovvero “convogliare intorno agli obiettivi di sviluppo sostenibile il sistema delle istituzioni pubbliche e private”.

“Il trend di risorse per le iniziative di cooperazione a dono è in crescita, che è una notizia positiva per l’Italia poiché riscatta anni bui: i fondi a dono erogati nel 2016 sono stati 340 milioni di euro, quelli deliberati 445 milioni, mentre gli stanziamenti per le iniziative sono passati da 426 del 2016 a 557 milioni nel 2017. Nonostante una situazione difficile dal punto di vista gestionale, l’Agenzia è tuttavia riuscita a rispondere alle sue esigenze”.  Nel corso del suo primo anno e mezzo di vita, “l’Aics ha infatti istruito e valutato crediti bilaterali per un totale di 220 milioni di euro, ha elaborato il primo rapporto sulle migrazioni e sta contribuendo alla definizione della "Taormina initiative" della presidenza italiana del G7, che sarà focalizzata sull’Africa”, ha aggiunto Frigenti.

Presente al convegno anche il direttore generale della Dgcs, Pietro Sebastiani, il quale ha sottolineato come in un’epoca di grandi cambiamenti e di sfide epocali, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile abbia rimesso al centro l’uomo. Di fronte a tali cambiamenti, la tendenza è di un “approccio trasversale che si allontana dalla visione settoriale precedente e che va verso una multisettorialità diffusa”. In questo senso, la legge 125 ha fornito degli strumenti in più alla cooperazione italiana, come la nuova Agenzia e la Cassa depositi e prestiti. “Il governo ha incrementato le risorse che si erano ridotte a seguito della crisi del 2007 garantendo un incremento annuo di 120 milioni di euro che sta riportando l’Italia a livelli di tutto rispetto. La legge assicura inoltre un maggiore coinvolgimento del settore privato”, strumento essenziale per “creare posti di lavoro nei paesi in via di sviluppo”.

Un ruolo cruciale nell’attuazione dell’Agenda 2030, secondo Sebastiani, sarà svolto dal rapporto che l’Europa saprà instaurare con il continente africano. “L’Africa è un continente ricco di risorse e di giovani, e sul quale l’Europa deve fare affidamento. Non è solo un continente di sfide e, ma un continente in cui il nostro continente potrà trovare il suo stesso futuro”, ha aggiunto il Sebastiani. L’incontro, moderato dalla responsabile per la Comunicazione della Dgcs, Rita Mannella, ha visto la partecipazione di Mario Baldi, responsabile del Settore umanitario e le emergenze della Dgcs, Marco Sechi, del Servizio rapporti internazionali e con l’Unione europea, nazionali e regionali della Regione Sardegna e Giordana Francia, responsabile per programmi in Italia presso il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli.

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