magazine n. 6/17 – Minori non accompagnati: restituire un futuro a un’infanzia negata

di Valerio Neri, Direttore generale di Save the Children Italia

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, Save the Children ha diffuso il primo Atlante dei minori stranieri non accompagnati in Italia. Tra il 2011 e 2016 il numero dei bambini soli in Italia è cresciuto di sei volte. I minori soli rappresentano il 14,2 per cento di tutti i migranti sbarcati in Italia e il 91,5 per cento di tutti i minori arrivati sulle coste italiane nell’ultimo anno. Triplicato il numero di under 14 e quadruplicato quello delle ragazze in un sistema di accoglienza insufficiente che attende l'applicazione della nuova legge.

• Oggi, nel mondo, un bambino su sei è tagliato fuori dalla possibilità di apprendere, studiare e andare a scuola: parliamo di 263 milioni di bambini, di cui 3,7 milioni sono rifugiati. Solo nel 2016, 28 milioni di minori, uno su 80, sono stati costretti a fuggire dalle proprie abitazioni a causa di guerre, violenze e persecuzioni. Numeri spaventosi che devono renderci ancora più consapevoli dell’urgenza e della necessità di restituire fino all’ultimo bambino il diritto di vivere a pieno quell’infanzia che oggi, troppo spesso, gli viene negata e di garantirgli ad ogni costo un futuro migliore. Volgendo lo sguardo al nostro paese, negli ultimi sei anni più di 62 mila minori sono sbarcati sulle nostre coste soli, senza alcun familiare o adulto di riferimento al proprio fianco, dopo aver affrontato viaggi lunghi e pericolosi durante i quali hanno messo a repentaglio le proprie giovanissime vite. Una condizione, quella di essere soli, che rende questi bambini e ragazzi ancora più fragili e vulnerabili: perché sono minorenni, a volte anche molto piccoli; perché sono privi di punti di riferimento, e quindi a rischio di essere sfruttati e abusati; perché, infine, sono costretti a immaginare la loro nuova vita in un paese di cui non conoscono neppure la lingua, a migliaia di chilometri di distanza dalla loro casa, lontani dalle proprie famiglie e dai propri affetti.

Tra il 2011 e il 2016, come racconta il primo Atlante di Save the Children sui minori stranieri non accompagnati in Italia, il numero dei minori soli in Italia è cresciuto di sei volte passando da 4.209 a 25.846. In termini percentuali i minori soli rappresentano ora il 14,2 per cento di tutti i migranti sbarcati in Italia. Ma, soprattutto, rappresentano ormai il 91,5 per cento di tutti i minori arrivati sulle coste italiane nell’ultimo anno.

In aumento anche il numero di bambini e bambine accolti con meno di 14 anni di età e che quindi si ritrovano in una condizione di ancor maggiore vulnerabilità: da 698 nel 2012 sono stati ben 2.050 nel 2016. E sono sempre di più anche le ragazze: un numero quadruplicato tra il 2012 e il 2016, passando da 440 a 1.832, con una presenza crescente di minorenni nigeriane, a forte rischio di tratta finalizzata alla prostituzione, ed eritree, che raccontano invece di essere state in molti casi ripetutamente vittime di violenza sessuale durante il loro lungo viaggio. Ci sono, poi, i cosiddetti minori “invisibili”, che avendo come meta altri paesi europei dove vivono già familiari o connazionali con cui sono in contatto, si rendono irreperibili al sistema di accoglienza formale e si riaffidano ai trafficanti correndo gravissimi rischi per la loro vita. A fine 2016, sono più di 6.500 i minori stranieri soli “scomparsi” nel nostro paese. Per salvare e garantire un futuro migliore fino all’ultimo bambino, Save the Children opera in 51 paesi nel mondo, compresi alcuni di provenienza dei minori stranieri non accompagnati, attraverso 98 progetti di sviluppo – dall’educazione alla salute e alla nutrizione, dal contrasto alla povertà alla sicurezza alimentare e alla protezione – e 77 progetti di risposta alle emergenze.

In Italia i nostri operatori, ormai da dieci anni, sono al fianco dei minori che sbarcano sulle nostre coste, operando in diverse aree del territorio: dalla frontiera sud alle grandi città di transito o di “secondo approdo” come Roma, Milano e Torino, fino ai valichi della nuova frontiera nord, dove molti di questi ragazzi cercano un passaggio per recarsi in altri paesi europei. Minori che troppo spesso, tuttavia, restano intrappolati tra le lacune di un sistema di accoglienza e di integrazione fortemente frammentato e in molti casi caratterizzato da un approccio emergenziale, che in Italia lascia ancora molti minori senza un’adeguata protezione. Una nuova legge, fortemente voluta da Save the Children assieme a molte altre organizzazioni, è stata finalmente approvata lo scorso marzo, a larga maggioranza, dal parlamento italiano. Della nuova legge si è discusso nel corso del Forum nazionale “Proteggere, accogliere, crescere insieme. L'attuazione della nuova legge per i minori stranieri soli”, promosso da the Children in collaborazione con il Comune di Milano il 15 e 16 giugno nel capoluogo lombardo. È una legge avanzata, la prima di questo genere in Europa, che sistematizza in un quadro organico l’accoglienza e la protezione dei minori stranieri soli, che valorizza il ruolo delle comunità locali con istituti quali l’affidamento familiare e la tutela volontaria, e tocca ogni sfera della crescita, dalla salute alla scuola, dall’assistenza legale al delicato passaggio all’età adulta.

Ora sarà però fondamentale attuare concretamente le misure previste dalla nuova legge, grazie anche alla partecipazione attiva delle comunità locali e delle reti territoriali, tra cui comuni, scuole, associazioni, aziende e reti di volontari. In questo modo potremo finalmente assicurare a tutti i bambini e i ragazzi che giungono nel nostro paese soli la protezione che meritano e di cui hanno bisogno.

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