Roma – Espressioni mirabili della relazione tra uomo e ambiente, i siti GIAHS si presentano al mondo

Roma - Valorizzare i sistemi agro-silvo-pastorali che riflettono l’ingegnosità dell’adattamento umano all’ambiente, che esprimono la ricchezza della diversità bioculturale e del rapporto tra uomo e natura, ma che sono anche in grado di fornire un sostentamento alle comunità locali attraverso la promozione dei prodotti agricoli, il sostegno al turismo sostenibile, la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e la conservazione della biodiversità. Sono questi i capisaldi del programma FAO GIAHS - Globally Important Agriculture Heritage Systems, una rete che conta attualmente 50 siti protetti in 20 Paesi e che può contare anche sul sostegno dell'Agenzia. Il 19 aprile scorso, nella sede della FAO, ha avuto luogo il Forum internazionale del network GIAHS.

L’evento ha visto la partecipazione di delegati provenienti da tutti i continenti che, nella diversità delle esperienze, hanno testimoniato il patrimonio di conoscenze accumulate dagli agricoltori in millenni di coesistenza con i propri territori. Ad esempio sono stati analizzati i benefici per i Ghout del deserto algerino, piccole oasi scavate senza l’utilizzo di alcun mezzo meccanico attraverso l’utilizzo del vento, attualmente minacciate dall’introduzione di tecniche moderne di estrazione e sovrasfruttamento dell’acqua, e il sistema agropastorale Oldonyonyokie and Olkeri nel sud del Kenya, dove gruppi di etnia Masai hanno organizzato una società capace di far coesistere la pastorizia con la conservazione della fauna selvatica.

Nel corso del forum sono stati presentati e premiati 14 nuovi siti iscritti all’elenco GIAHS, tra cui il sistema di coltivazione lacustre galleggiante Chinanpa di Città del Messico, già documentato da Cortés al suo ingresso nella capitale Azteca Tenochtitlan, la coltivazione tradizionale del Wasabi in Giappone e il sistema misto di produzione ittica e coltivazione del gelso di Hazou in Cina.

L’Italia ha partecipato con un intervento del vice ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali Andrea Olivero che ha descritto nei dettagli il progetto AICS “Building capacity: corso internazionale avanzato applicativo su GIAHS per la valutazione della resilienza in tre diversi contesti socio-ambientali e bio-culturali in Africa, Asia e America Latina”. L’iniziativa, di durata triennale e un impegno di 2 milioni di euro, è gestita dal Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali dell’Università di Firenze e prevede la creazione del centro internazionale di formazione di riferimento per tutto il programma GIAHS. L’offerta formativa, che prenderà il via alla fine dell’anno, si articolerà in corsi multidisciplinari di 8 mesi ciascuno e sarà indirizzata a tecnici di ministeri, enti locali e ONG dei Paesi prioritari per la Cooperazione italiana. Il progetto prevede inoltre l’individuazione di 3 potenziali, nuovi siti GIAHS in tre Paesi prioritari, con l’obiettivo di rafforzare e integrare l’azione dell’AICS nei settori del turismo sostenibile, della sicurezza alimentare e della resilienza delle popolazioni locali.

 


foto GIAHS: George Steinmetz/FAO

 

Posted in ITA.