Sudan – Riabilitazione di unità ospedaliere e formazione, si consolida l’impegno nel settore sanitario

Khartoum - Si è svolta il 6 maggio scorso, presso la sede dell’Ospedale Universitario di Ostetricia di Port Sudan, la cerimonia di inaugurazione delle unità di terapia semi intensiva e di nutrizione che sono state riabilitate attraverso un intervento dell'organizzazione AISPO e dell’università di Sassari, in collaborazione con il Ministero sudanese della Salute, con il finanziamento dell'Agenzia. Le azioni di riabilitazione, che hanno rafforzato le capacità operative del più grande ospedale dello stato del Red Sea, sono state effettuate nell’ambito del progetto “Sostegno al Teaching Obstetric Hospital di Port Sudan per fronteggiare la malnutrizione delle donne in stato di gravidanza, delle giovani mamme di bambini sotto i cinque anni e dei loro figli.”

L'iniziativa – della durata di 9 mesi per un ammontare di 350mila euro - ha offerto un percorso di formazione sui temi della nutrizione, del metodo KAP - Knowledge Attitude and Practice, e delle attrezzature per la terapia semi-intensiva coinvolgendo 65 operatori sanitari locali tra ginecologi, infermieri e ostetriche. L'intervento ha visto anche la riabilitazione di due spazi per il ricovero delle pazienti con problemi nutrizionali, che ha permesso un aumento dei posti letto, e il miglioramento di due locali per la terapia semi-intensiva con area filtro, stazione infermieristica di controllo, verande e fognature che garantiranno la riduzione del rischio di infezioni. Sono state inoltre rafforzate le disponibilità di farmaci e presidi terapeutici di prevenzione e cura quali ferro e acido folico, vitamine A e D, K, iodio. Nel suo complesso, il programma ha raggiunto oltre 12mila beneficiari tra donne in stato di gravidanza e neomamme e i loro bambini sotto ai 5 anni di età.

In parallelo all'inaugurazione si è svolta la cerimonia di consegna dei certificati a 20 insegnati dell'Accademia delle Scienze mediche che hanno partecipato ad un corso di formazione IT organizzato da AISPO e università di Sassari e finanziato da AICS, volto a potenziare le capacità attraverso le tecnologie informatiche.

L'intervento di Port Sudan si inserisce nel quadro del più ambio programma di emergenza di AICS 2017-2018 che punta a migliorare le condizioni di vita della popolazione degli stati dell’Est, Nord Darfur e Khartoum, con particolare attenzione a profughi e migranti. Allo stesso tempo, l’iniziativa si colloca all’interno dell' Humanitarian Response Plan di UN-OCHA che identifica il quadro generale dei bisogni e delinea le strategie operative a partire da questi elementi: 5,5 milioni di sudanesi hanno bisogno di assistenza umanitaria; 3,8 milioni di sudanesi hanno bisogno di assistenza alimentare; 1,2 milioni di persone sono rifugiati; 3,3 milioni di persone sono sfollati interni (IDP).

Il programma AICS di emergenza si concentra sulla riduzione dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione delle donne in gravidanza e delle giovani madri attraverso l’implementazione di attività come la formazione del personale sanitario nelle tematiche della prevenzione e del trattamento della malnutrizione; la creazione all’interno delle comunità di focal point e gruppi di sostegno alle madri; la fornitura di farmaci, presidi terapeutici, materiali di laboratorio ed equipaggiamenti sanitari; il sostegno ai servizi che consentono l'accesso all'acqua potabile.

In Sudan l’Agenzia è tra i maggiori donatori nel settore sanitario: nel 2017 il 60% dei finanziamenti hanno riguardato la sanità. Gli interventi nel settore sanitario, in forma bilaterale e multilaterale, approvati e in corso, ammontano a circa 43 milioni di euro.

Guidance book - Nutrition in pregnancy, 2018

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