Roma – Il dividendo demografico africano è un’opportunità, attori della cooperazione a confronto

Roma - Mercoledi 23 maggio, presso la sala Aldo Moro della Farnesina, si è svolto il seminario internazionale "Migrazione e Dividendo Demografico: mobilità dell’Africa Sub-Sahariana” organizzato dal Ministero degli affari esteri e dal fondo per la popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA), con il sostegno dell'Agenzia e la collaborazione dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (AIDOS).

Al seminario hanno partecipato esperti italiani e internazionali che hanno illustrato dati, tendenze e politiche socio-economiche sulle sfide e le opportunità del dividendo demografico nell'Africa subsahariana e sul nesso con le dinamiche migratorie. L’evento è stato aperto dal Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo Giorgio Marrapodi: “L’obiettivo è sbloccare il potenziale socio-economico della più grande percentuale di popolazione giovanile mai esistita prima d’ora nella storia. Diventa un imperativo concentrare la nostra azione, le nostre risorse e il nostro impegno nel mettere questi giovani nelle condizioni di poter esprimere pienamente il loro potenziale umano, sociale ed economico, a beneficio loro e delle loro comunità”.

Nel suo intervento Emilio Ciarlo, responsabile comunicazione dell'AICS, ha fatto riferimento agli obiettivi dell'Agenda 2030 in Africa: "Per raggiungere gli SDGs occorrono cospicui investimenti nel settore della salute e in quello dell’educazione, aree importantissime che consentono ai Paesi in transizione demografica di cogliere a pieno le opportunità offerte dal cosidetto 'dividendo demografico'. La Cooperazione italiana continuerà a sostenere finanziariamente il lavoro delle agenzie internazionali in questi settori. Tuttavia - ha proseguito Ciarlo - la nostra cooperazione ha una taglia media e per rendere più efficace il nostro contributo dobbiamo concentrarci nei settori in cui possiamo effettivamente portare un valore aggiunto. Lo facciamo su temi come la lotta alle malattie non trasmissibili, con il nostro impegno sulla sanità di base e sulla disabilità. Un settore nel quale potremmo assumere una più marcata leadership è quello della raccolta e analisi dei dati statistici, presupposto per disegnare correttamente qualsiasi politica. Con poco più di 300 milioni di euro l’anno daremmo un contributo decisivo per aiutare i Paesi partner in questo settore, una spinta decisiva verso quella data revolution di cui si parla nell’Agenda 2030 e che ha un costo tutto sommato modesto: 340 milioni sono pari al valore di due calciatori come Messi e Neymar!"

E' stato inoltre sottolineato lo sforzo dell’Agenzia nel qualificare le iniziative di cooperazione rispetto alla creazione di posti di lavoro, dal momento che le economie africane soffrono di una “crescita del PIL senza lavoro” - come sottolinea l’ultimo outlook della Banca Africana di sviluppo – in particolare nell'ambito dello sviluppo rurale e nell’agroindustria, settori in cui si esprime una forte vocazione italiana.

"Vista l’altissima percentuale di giovani presenti nella regione – ha affermato Arthur Erken, direttore della Comunicazione e Partenariato Strategico di UNFPA - la maggior parte dei Paesi dell'Africa subsahariana è pronta a valorizzare il proprio dividendo demografico. Ma per fare questo, i giovani africani hanno bisogno di decidere in merito alle proprie politiche di riproduzione. Negli ultimi quattro anni - ha aggiunto Erken - i programmi di UNFPA hanno aiutato oltre 17 milioni adolescenti ad avere accesso ai servizi sanitari sessuali e riproduttivi."

L’inviata Speciale ONU Jayathma Wickramanayake ha concluso che “i giovani di oggi rappresentano la generazione più in movimento della storia, costantemente alla ricerca di posti di lavoro e opportunità che travalicano i confini nazionali. Occorre dare un più forte e convinto riconoscimento al ruolo importante che i giovani giocano nel raggiungimento dello sviluppo sostenibile, e ai loro contributi positivi sia per le comunità di origine che per quelle ospitanti."

Con una popolazione di circa 1,2 miliardi, si stima che la popolazione africana raggiungerà quota 1,7 miliardi nel 2030 e 3 miliardi nel 2063. Il seminario ha evidenziato la necessità di un approccio integrato, multisettoriale e multipartner, per agire sulle cause profonde delle migrazioni forzate e sulle sfide interconnesse, affinchè la regione dell'Africa sub-sahariana trasformi davvero la sfida del dividendo demografico in una opportunità.

 

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