Brindisi – Una base operativa di eccellenza per la logistica dell’aiuto umanitario globale

Brindisi - Venerdì 6 luglio il direttore vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo Leonardo Carmenati, insieme al responsabile dell'Ufficio Comunicazione Emilio Ciarlo e al referente AICS per gli aiuti umanitari Andrea Senatori, ha preso parte all'evento organizzato in occasione della visita del direttore esecutivo del World Food Programme, David Beasley, alla base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi - UNHRD.

La visita si è aperta con una breve cerimonia di saluto alla presenza di autorità nazionali e locali ed esponenti del corpo diplomatico. Sono intervenuti il direttore esecutivo del WFP, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Direttore generale della Cooperazione italiana allo sviluppo, Giorgio Marrapodi, il direttore vicario dell’Agenzia, Leonardo Carmenati, e il comandante del distaccamento aeroportuale di Brindisi, Col. Giambattista Degiuli.

"La base di Brindisi svolge un ruolo determinante.” Con queste parole il Direttore esecutivo del WFP, David Beasley, ha rimarcato l’importanza della base di pronto intervento di Brindisi, chiamata a gestire operazioni di aiuto umanitario alle popolazioni che affrontano situazioni di crisi in ogni angolo del mondo.

Investita di un ruolo fondamentale, per Leonardo Carmenati "la base di Brindisi è un efficace strumento per rispondere alle emergenze", mentre Giorgio Marrapodi ha ricordato che la base di Brindisi “ha ormai una storia di 18 anni, 18 anni di collaborazione tra il governo e le Nazioni Unite per intervenire nei teatri di crisi.”

La visita è proseguita negli spazi espositivi, i magazzini e il laboratorio UNHRD dove vengono revisionate, testate e sviluppate idee innovative per migliorare gli strumenti e i materiali da utilizzare in situazioni di emergenza. I partecipanti hanno assistito anche a una simulazione di montaggio dei prefabbricati utilizzati nelle emergenze.

La Cooperazione italiana ha direttamente contribuito alla creazione della base di Brindisi sin dall’anno 2000, finanziando la copertura delle spese per magazzini e uffici, dapprima ospitati all’interno dell’aeroporto militare Pierozzi e successivamente a San Vito dei Normanni, dove si trova oggi.

L'Agenzia sostiene la base di Brindisi dal 2016 con un contributo annuale medio di 2,3 milioni di euro e corrisponde annualmente contributi destinati sia al PAM/WFP che all’OMS/WHO per l’acquisto, lo stoccaggio e l’invio di beni umanitari e forniture mediche di prima emergenza in risposta a calamità naturali o crisi complesse.

L’importante centro operativo di Brindisi è servito da modello per l’espansione in un più ampio Network di basi posizionate in altre cinque aree strategiche del mondo che includono - oltre a Brindisi - Las Palmas (Spagna), Dubai (Emirati Arabi Uniti), Accra (Ghana), Città di Panama (Panama) e Subang (Malesia). Nel 2017 il Network UNHRD ha effettuato 575 operazioni per l’assistenza umanitaria, di cui 72 operate da Brindisi. Di queste, 29 operazioni sono state realizzate per conto della Cooperazione italiana e delle organizzazioni della società civile, per un peso totale di circa 368 tonnellate, un volume di 1.117 metri cubi ed un valore complessivo pari a un milione di dollari.

In qualità di leader del cluster per la logistica all’interno del sistema onusiano, il PAM/WFP gestisce l’operatività di Brindisi e del Network UNHRD per conto della comunità internazionale. Tra i partner utilizzatori della base di Brindisi vi sono – oltre alla Cooperazione italiana - agenzie Onu, organizzazioni non governative, governi e agenzie internazionali della cooperazione.

Grazie ai servizi offerti dalla base di Brindisi, la Cooperazione Italiana ha potuto rispondere prontamente a emergenze improvvise inviando beni di prima necessità in scenari colpiti da terremoti, come il Kurdistan iracheno e il Messico, e da alluvioni, come i Balcani, ma anche rispondendo a crisi complesse come quelle dei rifugiati sud sudanesi in Uganda o le popolazioni vulnerabili del Niger. Molteplici sono state inoltre le operazioni realizzate per l’invio di materiali gestito da organizzazioni della società civile in Malawi, San Salvador, Perù, Giordania e Repubblica Centrafricana.

UNHRD - Comunicato stampa
UNHRD - Rassegna stampa

Posted in ITA and tagged .