Tanzania – CUAMM, i primi cinquant’anni di impegno per la salute e la sicurezza alimentare

Dar Es Salaam - La promozione della salute riproduttiva, materna, neonatale e infantile a livello comunitario ha costituito sin dal 1968 un impegno di grande valenza per il Cuamm in Tanzania, che quest’anno festeggia il cinquantesimo anniversario dall’inizio delle attività in questo Paese. Un lavoro lungo e impegnativo che ebbe inizio a pochi anni dall’indipendenza (1961) con l’invio dei primi medici presso gli ospedali missionari di Ikonda e Tosamaganga e che da allora esprime un contributo di grande rilievo nell’ambito della promozione e tutela della salute.

Il primo programma sanitario realizzato dal Cuamm in Tanzania, con il sostegno della Cooperazione italiana, risale al 1977. Da allora oltre 300 medici sono partiti per la Tanzania con il Cuamm e oggi l’organizzazione è presente nelle regioni di Dodoma, Inringa, Njombe, Morogoro, Ruvuma, Shinyanga e Simiyu con 140 operatori tra medici e cooperanti, sia tanzani che italiani e di altre nazionalità europee.

I festeggiamenti per l’importante anniversario hanno avuto luogo presso la residenza dell’ambasciatore d’Italia in Tanzania Roberto Mengoni. Hanno partecipato all'evento, insieme al direttore don Dante Carraro, alti funzionari del ministero tanzano della Sanità a livello centrale e regionale, il vescovo di Iringa ed ex presidente della conferenza episcopale della Tanzania, mons. Tarcisius JM Ngalalekumtwa, funzionari UNICEF, operatori espatriati e locali dell’organizzazione in Tanzania, e  una nutrita rappresentanza di volontari di altre Osc italiane che collaborano con Cuamm.

Con oltre 1.200 casi di malnutrizione acuta trattati nell’ultimo anno, il Cuamm è in prima fila tra le organizzazioni italiane impegnate nella lotta alla malnutrizione infantile, anche grazie al sostegno ricevuto dall’AICS per la realizzazione del progetto di “Sostegno integrato per il diritto all’acqua, igiene e nutrizione in Tanzania centrale” che vede l’Osc italiana LVIA nel ruolo di capofila. L’obiettivo specifico del progetto, sostenuto dall'Agenzia con un contributo di 1,2 milioni di euro, è quello di contribuire in modo durevole al miglioramento della qualità e della governance dei servizi idrici, di igiene e di nutrizione, a favore di circa 40mila residenti nelle regioni di Dodoma e Iringa. Tra le attività previste dall'iniziativa rientra la formazione del personale delle strutture ospedaliere e dei Community Health Workers, che sono incaricati della sensibilizzazione a livello di comunità sui comportamenti da adottare per prevenire la malnutrizione, oltre che dell’identificazione e del riferimento dei casi di Severe Acute Malnutrition (SAM) alle strutture sanitarie.

Le attività in ambito nutrizionale promosse dal Cuamm comprendono la formazione di operatori sanitari di villaggio addetti alle attività di screening, la formazione del personale sanitario della regione di Iringa sulla diagnosi e il trattamento della malnutrizione, la fornitura di alimenti terapeutici per l'assistenza dei bambini malnutriti e l'erogazione di servizi specialistici per il trattamento dei casi più complicati.

La struttura di riferimento regionale si trova nell’ospedale di Tosamaganga, che riceve una media di 200 casi di malnutrizione infantile acuta all’anno. Presso il medesimo ospedale, il Cuamm promuove dal 2012 il programma “Prima le mamme e i bambini”  che intende garantire alle donne il diritto al parto assistito, oltre che l’assistenza sanitaria e nutrizionale per tutto il periodo che va dall’inizio della gravidanza ai primi due anni di vita dei bambini. Tra i principali servizi offerti dall’ospedale si annoverano la chirurgia d’urgenza e l’ostetricia. Servizi, dunque, di assistenza medica specialistica che l’ospedale è in grado di erogare anche grazie alla presenza di personale sanitario italiano garantita dal Cuamm.

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