Sudan – Lotta alla malnutrizione, strategie e buone pratiche a partire dai primi mille giorni di vita

Khartoum - La sede AICS di Khartoum ha partecipato e contribuito, assieme a UNICEF, alla prima conferenza nazionale sul tema della nutrizione, focalizzata sui primi mille giorni di vita del bambino, che si è svolta nella capitale il 2 agosto scorso alla presenza della First Lady sudanese, signora Widad Babiker Omer, e del ministro della Salute.

In Sudan, dove si stima che oltre due milioni di bambini al di sotto dei cinque anni siano malnutriti, la lotta alla malnutrizione costituisce un ambito di intervento in cui la Cooperazione italiana sta assumendo un ruolo sempre più rilevante. L’Italia è attualmente in prima linea in questo settore con interventi di emergenza e di sviluppo volti a prevenire e contrastare il grave fenomeno della malnutrizione infantile, affinché si investano maggiori risorse nel settore della nutrizione e sia sempre al centro dell’agenda politica.

In tal senso, e coerentemente al ruolo di Donor Convenor nell’ambito del movimento globale Scaling Up Nutrition (SUN), il titolare della sede ha ricordato che l’AICS e il dipartimento di Nutrizione del ministero della Salute hanno siglato un accordo, lo scorso 29 luglio, per l’avvio di un'indagine secondo la metodologia S3M (metodo del campionamento spaziale semplice) che – per la prima volta – fornirà una fotografia reale della situazione sudanese in campo nutrizionale.

La forma di malnutrizione più diffusa in Sudan è lo stunting, “ritardo nella crescita” o “malnutrizione cronica”: ne soffre il 38,2% dei bambini al di sotto dei 5 anni. Lo stunting può essere prevenuto: i primi mille giorni di vita del bambino - la cosiddetta “finestra delle opportunità” - rappresentano un periodo cruciale durante il quale alcuni semplici interventi possono risultare determinanti nella prevenzione della malnutrizione.

Nel settore della riduzione della povertà e della nutrizione la Cooperazione italiana in Sudan ha in corso iniziative per un totale di circa 12,5 milioni di euro, sia in ambito bilaterale che multilaterale, con la partecipazione attiva di WHO, UNICEF, UNIDO e UNWOMEN.

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