Educazione dell’infanzia, l’approccio di Reggio Emilia diventa una risorsa per le scuole palestinesi

Reggio Emilia - Più classi nelle scuole palestinesi per l'infanzia, maggiori opportunità educative per i bambini in una fascia d'età cruciale per lo sviluppo e un metodo pedagogico che li metta al centro di ogni esperienza di apprendimento. Sono i capisaldi del progetto PACE, presentato a Reggio Emilia il 12 novembre scorso da parte dell'organizzazione della società civile RTM - Reggio Terzo Mondo insieme ai partner dell'iniziativa.

Il progetto - primo classificato nel lotto 2 del bando OSC 2017 e sostenuto da un finanziamento AICS di 1,53 milioni di euro - rappresenta una prosecuzione e un ampliamento della precedente iniziativa AEPIC - Alliance for an inclusive and qualitative early childhood education in the West Bank, egualmente cofinanziata da AICS e conclusa a maggio 2018.

L'obiettivo generale è quello di supportare il ministero palestinese dell'Educazione (MEP) nella realizzazione della strategia nazionale per lo sviluppo della prima infanzia nel periodo 2017-2022 migliorando la qualità, l'accessibilità e la sostenibilità del sistema dei servizi educativi per i più piccoli. Il ministero dell'Educazione si conferma, quindi, nel ruolo di controparte centrale e decisiva per il successo del progetto e la presenza a Reggio Emilia del ministro per l’Istruzione, S.E. Sabri Saidam, ne è stata prova concreta.

"L’educazione ha un ruolo cruciale nell’agenda politica palestinese" ha sottolineato il ministro Saidam, evidenziando che "il principio di riferimento è assicurare un’istruzione di qualità a ogni cittadino, in qualunque condizione o situazione si trovi, inclusi, per esempio, i bambini ricoverati in ospedale o i detenuti nelle carceri."

Nell'ottica di una vera e propria "rivoluzione educativa" che parte dal basso, cioè da un'educazione di qualità della prima infanzia, il MEP ha avviato un ambizioso programma di apertura di nuove classi pre-scolari nelle scuole pubbliche: altre 12 partiranno nel corso del mese prossimo. In questo modo si cerca di dare una risposta al fatto che, ad oggi, circa il 40% dei bambini palestinesi non frequenta la scuola dell’infanzia.

RTM, il ministero palestinese, i partner locali che si occupano direttamente di educazione dell'infanzia - i tre Patriarcati di Gerusalemme (Latino, Greco-Cattolico e Greco-Ortodosso) e l'associazione culturale Ibdaa' - e gli altri partner italiani - il comune di Reggio Emilia e la fondazione Reggio Children - hanno avviato inoltre una collaborazione per rafforzare le competenze del personale ministeriale, scolastico e universitario sotto i profili della formazione pedagogica e degli aspetti gestionali. Questi temi sono stati al centro della visita di studio in Italia che, dall'11 al 18 novembre, ha coinvolto una delegazione di funzionari ministeriali, insegnanti dell'infanzia e docenti universitari palestinesi: nel corso della visita è stato illustrato il "Reggio Emilia Approach" all'educazione pre-scolare, un modo speciale e attento di intendere l'approccio ai bambini che entrano per la prima volta nel mondo della scuola, basato sull'autonomia dei piccoli nei processi di apprendimento e dove gli adulti - educatori e famiglie - assumono il ruolo di guide del percorso.

Il “Reggio Emilia Approach”, elaborato dal pedagogista Loris Malaguzzi nel secondo dopoguerra, ha reso i servizi educativi di Reggio Emilia un'eccellenza italiana nel settore e ha ispirato tantissime scuole in tutto il mondo.

RTM - Comunicato stampa

 

Educazione dell’infanzia, l’approccio di Reggio Emilia diventa una risorsa per le scuole palestinesi

Educazione dell’infanzia, l’approccio di Reggio Emilia diventa una risorsa per le scuole palestinesi

Educazione dell’infanzia, l’approccio di Reggio Emilia diventa una risorsa per le scuole palestinesi

Educazione dell’infanzia, l’approccio di Reggio Emilia diventa una risorsa per le scuole palestinesi

Educazione dell’infanzia, l’approccio di Reggio Emilia diventa una risorsa per le scuole palestinesi

 

Taggato , .