Sudan – Un concerto dedicato ai rifugiati, simbolo del nexus tra sviluppo e assistenza umanitaria

Khartoum - Nella suggestiva cornice dei giardini del Museo Nazionale di Khartoum la delegazione dell'Unione Europea in Sudan, l'ambasciata d'Italia in Sudan e l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo hanno lanciato due programmi dedicati al sostegno dei rifugiati e delle comunità ospitanti nelle regioni orientali del Paese: Strengthening resilience for refugees, IDPs and host communities in Eastern Sudan e Improving access to safe water and sanitation for migrants and host communities in Eastern Sudan. Il 15 novembre scorso l'evento di apertura ha proposto un concerto che ha richiamato il pubblico negli straordinari spazi del Museo Nazionale sudanese, già oggetto di interventi della Cooperazione italiana.

I due programmi di cooperazione delegata UE, denominati SDN 11 e SDN 13, sono rivolti alle popolazioni più vulnerabili e marginalizzate in tre stati - Kassala, Gedaref e Red Sea - dove la Cooperazione italiana è impegnata da anni con un ruolo di leadership nel campo della sanità e dell'acceso all'acqua potabile. Promuovere la salute primaria e riproduttiva, la nutrizione di qualità e l'accesso all’acqua potabile sono i cardini delle due iniziative, per un finanziamento totale di 14 milioni di euro. In particolare, l’iniziativa SDN 13 vuole sostenere lo sviluppo del sistema primario sanitario rendendolo accessibile alle fasce della popolazione più marginalizzata, in particolar modo i migranti, attraverso interventi infrastrutturali, forniture di farmaci ed equipaggiamenti e attività di formazione e supporto istituzionale. L’iniziativa SDN11, complementare all'altra, punta a migliorare l'accesso all'acqua per le popolazioni di migranti e sfollati, a sviluppare sistemi di energia alternativa e a riabilitare servizi igienici in scuole e centri sanitari.

Entrambe le iniziative si concentrano sul rafforzamento delle capacità locali e sulla sensibilizzazione delle comunità sui rischi e sui comportamenti appropriati in ambito sanitario. Le attività progettuali saranno svolte in partnership con il ministero della Salute, il ministero dell’Irrigazione e quello dell'Educazione, sia a livello federale che degli stati interessati.

"L'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari nei tre stati è estremamente limitato, inoltre le regioni orientali sono interessate da un importante flusso migratorio che contribuisce a ridurre la capacità delle comunità locali di far fronte ai bisogni della popolazione" ha affermato l’ambasciatore italiano Fabrizio Lobasso. "Il nostro obiettivo principale – ha continuato - è garantire l'efficienza e l'efficacia dei nostri interventi.  Il popolo sudanese potrà contare sul sostegno dell’Italia: lavoreremo insieme alle nostre controparti al fine di assicurare un consistente aiuto nel settore igienico-sanitario, soprattutto in favore delle popolazioni più vulnerabili."

Le iniziative – in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile # 3 e 6 - saranno realizzate secondo modelli d'intervento replicabili in tutto il Paese.

Il capo della Delegazione europea in Sudan, ambasciatore Jean Michel Dumond, ha sottolineato che l'Unione Europea continua a essere il maggior donatore di assistenza umanitaria in Sudan. L'Unione Europea e i suoi stati membri concordano con il governo sudanese sulla necessità di perseguire una cooperazione allo sviluppo a più lungo termine, in linea con la strategia Humanitarian - Development Nexus che punta ad affermare un approccio di continuità tra l'intervento umanitario e lo sviluppo. A questo riguardo, il Sudan rappresenta un Paese pilota. Dumond ha aggiunto che sono in fase di identificazione nuove iniziative nel contesto del Nexus e che si attende di finalizzare un nuovo programma nel settore salute, con la Cooperazione italiana, entro il prossimo anno.

Sudan - Brochure programmi SDN 11 e SDN 13

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