Roma, 15 maggio – Il saluto del Direttore dell’Agenzia

E’ con grande soddisfazione ed orgoglio che assumo oggi le funzioni di direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, al termine di una lunga e complessa procedura di selezione. Desidero in proposito inviare un deferente saluto e un sincero ringraziamento al Presidente Conte, al Ministro Moavero Milanesi ed alla Vice Ministra Del Re per la fiducia accordatami, assicurando il mio personale impegno volto a rendere l’Agenzia pienamente all’altezza dei compiti che il Governo vorrà affidarle nei prossimi quattro anni.

La legge 125, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento nell’estate 2014 ha rappresentato una tappa fondamentale per mettere il sistema di cooperazione italiano al passo delle nuove sfide globali. L’Agenda 2030, il nuovo sistema di finanziamento dello sviluppo, l’agenda internazionale sui cambianti climatici sono i pilastri ispiratori della nostra azione, declinati sul piano interno dalle priorità geografiche e settoriali che il Governo seleziona ed aggiorna nel documento triennale di programmazione e di indirizzo. Di queste priorità l’Agenzia rappresenta, nell’ambito dell’indirizzo e vigilanza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’attore fondamentale e il punto di raccordo e conivolgimento di tutti i soggetti della cooperazione italiana, pubblici e privati, profit e no profit.

Dalla sua entrata in funzione nel gennaio 2016 l’Agenzia ha rapidamente assunto i compiti che la legge le assegnava, portando avanti tutti i progetti di cooperazione precedentemente gestiti dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e mettendone in cantiere altri, in una situazione in cui si doveva corrispondere ad un’accresciuta attenzione dell’opinione pubblica e del Parlamento che, negli anni recenti, le ha assegnato fondi crescenti.

Restano ancora dei nodi strutturali da affrontare su cui, nell’immediato, intenderò concentrare la mia attenzione nella consapevolezza che l’Agenzia deve diventare sempre di più il cardine di tutto il sistema di cooperazione italiano e lo sarà pienamente una volta che competenze professionali, strutture organizzative e procedure gestionali interne saranno all’altezza delle sfide che ci attendono. Non intendo qui dilungarmi su tutte le cose da fare, ma sicuramente vorrei citare il completamento dell’organico, una soluzione definitiva per le sedi italiane dell’Agenzia, una riorganizzazione degli uffici e un miglioramento dei rapporti fra centro e periferia, un irrobustimento delle procedure interne di gestione, ispirate a principi di efficienza e trasparenza.

L’Italia può vantare un solido sistema di cooperazione allo sviluppo, alquanto variegato e che rappresenta al meglio capacità altissime di cui poter essere fieri nel mondo. Sarà mio compito interloquire con tutti i rappresentanti di questo sistema, da coloro che operano, da molti anni, nei settori e nei Paesi più diversificati a coloro che si sono avvicinati al mondo della cooperazione più recentemente, magari con idee e proposte innovative, in linea coi più recenti sviluppi imposti dall’agenda internazionale. Obiettivo comune deve essere quello di fare sempre più sistema, evitando inutili contrapposizioni e creando semmai nuove sinergie.

Infine, un saluto ed un ringraziamento vorrei tributarlo a quanti in Agenzia hanno fornito in questi primi anni di attività il loro contributo di pensiero e di azione, augurandomi di risucire a rinsaldare un clima interno di collaborazione reciproca fra tutte le figure professionali, vecchie e nuove.