Verso una migrazione sostenibile – STRATEGIE di PROTEZIONE SOCIALE per RIFUGIATI e MIGRANTI nei PAESI a BASSO e MEDIO REDDITO

Realizzato da ICID (Italian Centre for International Development per la Cooperazione allo Sviluppo - Università di Tor Vergata) con il finanziamento dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Si tratta del secondo momento di approfondimento relativo alla strategia per una migrazione sostenibile, che segue il primo volume "Verso una migrazione sostenibile" focalizzato sui sette assi di azione per i progetti di cooperazione.

Il volume affronta, in particolare, la sfida che molti Paesi all'interno o vicini ad aree di crisi devono fronteggiare per provvedere alle necessità di un grande numero di rifugiati per un lungo periodo di tempo. Il rapporto analizza  le caratteristiche ed i problemi relativi ai diversi interventi di protezione sociale, discute i canali di erogazione ed i loro meriti relativi e brevemente, i canali di finanziamento disponibili.

Riportiamo di seguito l'introduzione al rapporto di cui pubblichiamo la versione in inglese e una versione ridotta in italiano.

"Recentemente, il mondo è stato testimone di ampi spostamenti di migranti e rifugiati ed il numero di migranti internazionali ha raggiunto il massimo storico. E’ necessario adottare strategie volte a realizzare una migrazione “sostenibile”, che sia vantaggiosa per i paesi di destinazione, di transito e di origine e che ne riduca al minimo i costi economici e sociali.
In questo rapporto, ci concentriamo sulle sfide che i paesi a basso e medio reddito affrontano nella gestione di grandi flussi di rifugiati e migranti e, in particolare, sugli interventi che possono sostenere i loro sforzi per fornire ai rifugiati accesso alle diverse forme di protezione sociale.
Una parte sostanziale dell’enorme crescita del numero di rifugiati è dovuta alla crisi siriana, tuttavia anche molte altre crisi sviluppatesi, perdurando, contribuiscono ad incrementare il numero dei rifugiati. La maggior parte dei rifugiati è ospitata in paesi a basso e medio reddito e, il protrarsi delle crisi fa sì che, i rifugiati spesso non facciano rientro nel paese d’origine in tempi brevi. I paesi ospitanti, quindi, devono fronteggiare la sfida di provvedere alle necessità di un grande numero di rifugiati per un lungo periodo di tempo.
La protezione sociale è un diritto umano fondamentale sancito da leggi internazionali e recentemente riaffermato nella Dichiarazione di New York (2016). È essenziale, non solo per la sopravvivenza ed il benessere dei rifugiati e dei migranti ma, data la durata della permanenza nel paese ospitante, anche per la loro inclusione nella società e nell’economia ospitante. Inoltre, contribuendo a migliorarne le condizioni di vita, l’accesso alla protezione sociale nei paesi di accoglienza e di transito riduce gli incentivi per i rifugiati a spostarsi ulteriormente.
In questo rapporto la definizione di protezione sociale, in conformità con gli standard e le convenzioni internazionali, include l’accesso ai servizi di base (quali accoglienza, istruzione e salute) nonché interventi di sviluppo volti a promuovere l’autosufficienza dei rifugiati ed a favorire la loro integrazione nell’economia ospitante, come, tra gli altri, politiche di sussistenza, politiche attive del mercato del lavoro (ALMP) e altre politiche similari.
In particolare, si propone di esaminare l’approccio umanitario e di sviluppo all’erogazione di protezione sociale, sottolineando che essi non devono essere considerati alternativi ma complementari, soprattutto in un’ottica di medio e lungo periodo. In quest’ottica, particolare attenzione è rivolta all’integrazione con le comunità ospitanti. Il rapporto analizza anche le caratteristiche ed i problemi relativi ai diversi interventi di protezione sociale, discute i canali di erogazione ed i loro meriti relativi e brevemente, i canali di finanziamento disponibili.
Analizza poi in maniera più dettagliata la situazione di un sottoinsieme di paesi a basso e medio reddito che ospitano la maggior parte dei rifugiati: Etiopia, Giordania, Libano, Sudan e Turchia. Questi paesi sono prioritari per l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), con l’eccezione della Turchia, e costituiscono l’insieme dei paesi più colpiti dai grandi flussi di rifugiati. Il riferimento alle esperienze e agli approcci adottati in paesi diversi da quelli qui considerati sarà comunque discusso ogni qualvolta rilevante."