Iniziativa della Cooperazione Italiana per la cura di piccoli pazienti provenienti dalla Libia

L’iniziativa della Cooperazione italiana per la cura di minori libici affetti da patologie onco-ematologiche ha visto ieri, 17 dicembre, l’arrivo all’aeroporto militare di Ciampino del secondo gruppo di 5 piccoli pazienti, accompagnati rispettivamente da un genitore.

“Grazie a questo intervento umanitario vogliamo dimostrare che per la Libia l’Italia c’è e ci sarà sempre per contribuire al processo di stabilizzazione e alla costruzione della pace nel Paese”, ha detto la Vice Ministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Marina Sereni. All’arrivo del C130 dell’Aereonautica Militare, ad accompagnare la Vice Ministra, erano presenti il Vice Direttore dell'AICS, Leonardo Carmenati, il Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) del MAECI, Giorgio Marrapodi, il Capo Ufficio Emergenza del MAECI Cristina Carenza, oltre al personale medico dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù dove verranno curati i bambini.

Leonardo Carmenati ha sottolineato come questa iniziativa preveda il trasferimento delle eccellenze italiane nel settore sanitario, grazie al coinvolgimento del Bambin Gesù, “per poter offrire una speranza e provare a salvare la vita ai più vulnerabili in un contesto in cui l’accesso ai servizi sanitari è molto limitato”. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha infatti sottoscritto un Accordo con l’Ospedale pediatrico che prevede la cura di 14 bambini provenienti dall’area di Bengasi, lo sviluppo di collaborazioni e scambi con i medici libici, il percorso di inclusione scolastica e l’insegnamento della lingua italiana.

Un primo gruppo di 4 pazienti è arrivato a settembre 2019, mentre per i restanti 5 sarà programmato un volo nel corso del 2020. I 5 bambini arrivati ieri hanno un’età compresa tra i 5 e 14 anni. “Il reale valore aggiunto di questa iniziativa è che facciamo veramente la differenza nella vita delle persone”, ha aggiunto Carmenati. Oltre a ringraziare per l’opportunità offerta dall’Italia per la cura dei propri figli un padre ha espresso l’augurio di “un successo, se Dio vorrà”.