Contro la violenza di genere, 16 giorni di attivismo 

Al via “Orange the World: Fund, Respond, Prevent, Collect!"
dal 25 novembre al 10 dicembre 2020

All’ insegna dello slogan “Orange the World: Fund, Respond, Prevent, Collect!" (Colora il mondo di arancione: finanzia, reagisci, previeni, raccogli!”, oggi inizia la campagna di attivismo contro la violenza di genere (25 Novembre – 10 Dicembre).

Comunemente conosciuta come la ‘16 Days Campaign‘ (la campagna dei 16 giorni) e promossa dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, questa campagna è un appuntamento annuale e globale per sensibilizzare il mondo intero sulla necessità di porre fine alla violenza contro le donne e le bambine.
Sostenuta da Organizzazioni internazionali e della società civile presenti nei cinque continenti, la campagna si collega a due importanti ricorrenze: il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e il 10 dicembre, Giornata Internazionale per i diritti umani.Come ogni anno, nel corso di questi 16 giorni, il colore arancione farà da sfondo ad ogni attività. Così edifici e luoghi simbolici di tutto il mondo saranno illuminati o decorati in arancione e dello stesso colore saranno distribuite magliette, mascherine e gadget di vario genere.

La violenza di genere è sempre esistita e i dati pubblicati dalle Nazioni Unite confermano che, nel 2019, ben 243 milioni di donne hanno subito violenza da parte del partner o dell’ex partner.
Ma quest’anno è un anno particolare: nel corso del 2020 infatti, a causa del COVID-19 e delle misure adottate dai vari paesi per contenerne la diffusione, i casi di violenza sono aumentati.

In Palestina la convivenza forzata, la mancanza di privacy, la chiusura delle scuole e la crisi economica generata dai vari lockdown, hanno contribuito ad un’impennata del numero di casi di violenza non solo sulle donne adulte, ma anche nei confronti di bambine, bambini e adolescenti di entrambi i sessi. Questa situazione di emergenza rende pertanto necessario uno sforzo economico maggiore per poter garantire protezione e misure di prevenzione allo sfruttamento economico, all’abbandono scolastico e ai matrimoni forzati.
Il distanziamento sociale e le misure di sicurezza per contenere il contagio del COVID-19, se da un lato hanno limitato gli assembramenti, dall’altro hanno incrementato l’uso delle piattaforme digitali, dei social network e dei mezzi di comunicazione più tradizionali quali radio e televisione. Proprio questo approccio ha favorito il coinvolgimento di persone che, per diverse ragioni, non hanno l’abitudine di partecipare ad eventi sociali.
Le attività previste in Palestina sono pensate per informare e sensibilizzare le ragazze ed i ragazzi di oggi, che rappresentano la società di domani. Quindi: campagne social, proiezioni di video e cortometraggi, attività sportive, conferenze su come richiedere assistenza legale, spettacoli di teatro, interventi di sensibilizzazione da parte di persone dello spettacolo o dello sport e molto altro ancora ci coinvolgeranno per i prossimi 16 giorni, come un’enorme “onda arancione” il cui effetto, si auspica, possa durare ben oltre il 10 dicembre.