Premio mondiale per l’archeologia intitolato a Khaled Al-Asaad

Il ritrovamento dei rilievi rupestri di Faida da parte dell’Università di Udine premiato come la più importante scoperta archeologica del 2019

 

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La scoperta archeologica di dieci imponenti bassorilievi rupestri dell’VIII sec. a.C. raffiguranti il sovrano e i grandi dei d’Assiria nel sito archeologico di Faida nel Kurdistan iracheno settentrionale avviene nell’ambito del Kurdish-Italian Faida Archaeological project condotto dall’Università di Udine.

Il progetto, cofinanziato dall’Aics e coordinato dall’esperta Aics Rita Gonelli insieme alla Direzione delle Antichità di Duhok, ha vinto il premio mondiale per l’archeologia intitolato a Khaled al-Asaad il grande archeologo barbaramente ucciso dall’Isis, a Palmira, nel 2015.

Daniele Morandi Bonacossi, professore dell’Università di Udine, avrebbe dovuto ricevere l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad 2020” lo scorso 20 novembre a Paestum, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico; consegna non avvenuta ufficialmente a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

L’importanza della scoperta archeologica compiuta dall’Università di Udine è stata riconosciuta anche da Aliph (International Alliance for the Protection of Heritage in Conflict areas), fondo globale dedicato esclusivamente alla protezione e riabilitazione del patrimonio culturale in aree di conflitto e post-conflitto. Il fondo ha finanziato infatti la documentazione dei rilievi assiri di Faida e l’elaborazione di un progetto di restauro e protezione di questo monumentale complesso di arte rupestre gravemente minacciato da vandalismo e dall’espansione delle attività produttive del vicino villaggio.

Il progetto è stato sostenuto da importanti partner quali: Repubblica dell’Iraq, Governo Regionale del Kurdistan – Iraq, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Consolato d’Italia a Erbil e Ambasciata d’Italia a Baghdad, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, ArcheoCrowd srl e Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo.