Gli studenti del progetto “Il Partenariato per la Conoscenza” si confrontano sui diritti delle donne

Lunedì 8 marzo, Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, si è tenuto il webinar “Gender Equality and Women Empowerment” durante il quale studenti provenienti da diciassette nazioni del mondo, hanno parlato dei diritti delle donne nei rispettivi paesi di origine.

Protagonisti 91 studenti stranieri selezionati nell’ambito del progetto “Il Partenariato per la Conoscenza” – PfK - iniziativa dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), in collaborazione con un ampio consorzio di 23 Atenei italiani. A partire dall’anno accademico 2019-20, infatti, sono disponibili circa cento borse di studio presso Università Italiane per la frequenza a corsi di Laurea Magistrale e di Dottorato di Ricerca. Il progetto è nato all’insegna della multidisciplinarietà e del partenariato fra le Università. Gli studenti, che afferiscono a diversi ambiti disciplinari, sono ospitati nelle università italiane, che collaborano fra loro nell’ambito di quattro piattaforme tematiche su: sviluppo rurale, sanità, energia&ambiente, patrimonio culturale.

L’incontro dell’8 marzo è stato introdotto da Gian Battista Parigi (docente di Chirurgia Pediatrica all’Università di Pavia), coordinatore della Piattaforma 2 e da Marco Focacci, responsabile Aics del progetto. Interverrà anche Shamsi Maqsoudi, avvocata ed ex borsista dell’Università di Pavia, impegnata in diverse associazioni per i diritti civili in Afghanistan. La parola è passata poi agli studenti che presenteranno, anche con il supporto di contenuti multimediali, la situazione dei diritti delle donne nei rispettivi paesi (Afghanistan, Albania, Cuba, Egitto, El Salvador, Eritrea, Etiopia, Giordania, Israele, Kenya, Libano, Mozambico, Myanmar, Pakistan, Palestina, Sudan, Tunisia). Si affronteranno diverse tematiche come l’accesso a scuola per le bambine, l’accesso alle professioni maschili e la maternità obbligata. Diritti ormai acquisiti in molte nazioni (anche se troppo spesso le cronache ci raccontano il contrario) ma che in molti altri paesi sono ancora ben lontani da una reale affermazione.

L’auspicio è che, al termine del loro brillante percorso universitario in Italia, questi giovani sappiano contribuire all’affermazione dei diritti delle donne e possano “fare la differenza” nei loro paesi di origine. L’8 marzo ci racconteranno a che punto è il percorso per la parità di genere nei loro paesi, ma anche le loro speranze, proposte, punti di vista… Storie che vale la pena raccontare e, soprattutto, ascoltare.