2022, un anno chiave per la biodiversità e la cooperazione

Mangrovieto sull’isola di Inhaca, Maputo: Con oltre 2.700 km di litorale, le aree marine e costiere del Mozambico presentano la seconda estensione di mangrovie più grande del continente africano. Le mangrovie sono fondamentali per diverse ragioni: contribuiscono alla conservazione della biodiversità locale, grazie alla loro funzione di nursery per differenti tipi di specie marine, alla protezione delle aree marino-costiere, e costituiscono un vero e proprio “serbatoio” per lo stoccaggio di CO2. Inoltre, rappresentano luoghi per lo sviluppo dell’ecoturismo, per esempio per l’osservazione di specie di uccelli che trovano riparo al suo interno. L’AICS è impegnata insieme alle autorità locali, alla rete delle Organizzazioni della Società Civile (OSC) e alle Università italiane e mozambicane di eccellenza per promuovere la conservazione dei mangrovieti in diverse aree del Mozambico.

MOZAMBICO - Mangrovieto sull’isola di Inhaca, Maputo. Le mangrovie costituiscono un ecosistema essenziale per l’equilibrio ecologico delle aree costiere. Collocate spesso alla foce di fiumi e corsi d’acqua che si gettano nell’oceano, creano un filtro naturale capace di intrappolare inquinanti e sedimenti vari che altrimenti soffocherebbero le barriere coralline. Inoltre, costituiscono un habitat che sostiene la vita di diverse specie animali e vegetali. Insetti, uccelli e mammiferi trovano, nell’elaborata rete di rami che compongono queste foreste, cibo, riparo e un ambiente in cui prosperare. Mentre le intricate radici creano porti naturali per mammiferi acquatici, vivai per pesci e crostacei (granchio delle mangrovie) che qui possono trascorrere le prime fasi del loro sviluppo. Le mangrovie svolgono anche un ruolo fondamentale per il sostentamento delle comunità costiere: oltre 120 milioni di persone in tutto il mondo vivono in prossimità di queste foreste. Rappresentano un prezioso alleato nella riduzione dei gas serra e una soluzione naturale per molte sfide legate al contenimento del cambiamento climatico. Capaci di assorbire fino 4 volte in più di anidride carbonica rispetto alle altre specie forestali, queste piante sono destinate ad avere un ruolo fondamentale nei progetti di mitigazione dei cambiamenti climatici (funzione sink). © Aics Maputo

In estate si terrà la Cop15 il negoziato più importante dell’ultima decade sul tema della biodiversità .In arrivo nuove risorse economiche e nuovi obiettivi, che interesseranno direttamente anche la cooperazione internazionale.
Il 2022 sarà un anno chiave per il tema della biodiversità. Il momento clou sarà l’incontro chiave di Kunming in estate (la nuova data sarà annunciata i primi di febbraio, riferisce l’ufficio stampa delle Nazioni Unite). Dopo due anni di ritardi si dovrebbe tenere in Cina la Cop15, quindicesima conferenza della Convenzione per la Biodiversità (Cbd) che ha lo scopo di concludere i lavori negoziali e definire il Post-2020 Global Biodiversity Framework (Gbf). Questo framework Onu dovrà determinare l’azione globale della prossima decade per la tutela della biodiversità e l’implementazione dei due protocolli, il l protocollo di Cartagena sulla biosicurezza (per la protezione della biodiversità dai rischi derivanti dal trasferimento, dalla manipolazione e dall’uso degli organismi geneticamente modificati ottenuti dalle moderne tecniche di biotecnologia) e il protocollo di Nagoya sull’accesso alle risorse genetiche e l’equa condivisione dei benefici.


L’azione dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics)

L’Aics si sta già attivando per raccogliere le sollecitazioni della comunità internazionale, tra cui vanno annoverate anche le raccomandazioni con cui il Consiglio dell’Unione Europea ha accolto e adottato la Strategia Ue per la Biodiversità, richiedendo di considerare adeguatamente la tutela della natura e dei servizi ecosistemici sia nell’azione esterna dell’Unione che nelle attività bilaterali di cooperazione. Sul documento si legge ad esempio: “Sul fronte della cooperazione internazionale, l’Ue dovrebbe promuovere pratiche agricole e di pesca sostenibili e azioni di tutela e ripristino delle foreste del pianeta. Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alla gestione sostenibile delle risorse idriche, al ripristino dei terreni degradati e alla protezione e al ripristino delle zone ricche di biodiversità che offrono molti servizi ecosistemici e presentano un potenziale di mitigazione climatica. Una migliore protezione degli ecosistemi naturali, unita agli sforzi per ridurre il commercio e il consumo di specie selvatiche, contribuirà anche a prevenire l’insorgere di malattie e pandemie e rafforzare la resilienza alle stesse. L’Ue aumenterà il sostegno agli sforzi da compiere a livello mondiale per applicare l’approccio ‘One Health’, che riconosce il nesso intrinseco tra la salute umana, la salute degli animali e una natura integra e resiliente”.

Su questa linea non mancano i progetti attivi, spiegano i funzionari dell’Ufficio V Aics, esperti di biodiversità. Le sedi estere e l’Ufficio V dell’Agenzia stanno infatti lavorando ad una serie di nuove iniziative in corso, che si sommeranno alle esperienze pregresse della Cooperazione Italiana..... continua a leggere