Gestione dei rischi naturali, adattamento e mitigazione nell’ultimo giorno di Mare Climaticum Nostrum

Di gestione delle emergenze e dei rischi naturali, oltre che di mitigazione e adattamento si è parlato durante l’ultima giornata di Mare Climaticum Nostrum, la conferenza che si è tenuta dal 5 al 7 ottobre a Firenze sugli effetti del climate change nel bacino del Mediterraneo.

Durante la mattinata dell’ultima giornata, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha partecipato a una sessione di lavoro e confronto tra esperti e tecnici delle Protezioni civili dei Paesi euro-mediterranei. L’evento è stato e introdotto da Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile italiana sulla gestione dei rischi naturali e di natura antropica e sulla gestione delle emergenze, con il coinvolgimento di Undrr, e moderato da Fausto Guzzetti, direttore per la previsione e la prevenzione dei rischi del dipartimento della Protezione Civile.

Letizia Fischioni, funzionaria dell’unità Emergenza e Stati fragili, Focal point per la riduzione del rischio di disastri, ha evidenziato l’impegno dell’Agenzia nel rispondere alle emergenze in modo rapido grazie alle proprie sedi lungo il bacino del Mediterraneo. Un approccio che Aics unisce anche a programmi di riduzione del rischio da disastri, di allerta precoce e di ripresa, collaborando con diverse organizzazioni internazionali. “Agiamo meglio quando agiamo insieme”, ha detto.

Fischioni ha poi citato i progetti dell’Agenzia realizzati in Albania per la modernizzazione della sede della Protezione civile, e in Tunisia per rafforzare il sistema di sorveglianza delle emergenze. L’Aics ha lavorato anche in Libano, con l’ausilio della fondazione Cima, implementando un sistema di allerta precoce per gli incendi boschivi, ha spiegato Fischioni.

Klajdi Nikolla, dell’agenzia nazionale della Protezione Civile albanese ha confermato l’impegno dell’Italia nel suo Paese. "L’Italia ha finanziato l’Albania con 5 milioni a dono e 90 in credito d'aiuto, di cui 30 per il rafforzamento della nostra Protezione civile" ha sottolineato.

L’appello di tutti i presenti è stato rivolto a una maggiore integrazione e sinergia tra gli attori che si occupano della prevenzione e delle risposte a disastri ed emergenze. “Dobbiamo offrire risorse e sostegno per rafforzare i sistemi di Protezione civile europei e del Mediterraneo. Abbiamo tanto da dare ma anche tanto da imparare” ha sintetizzato Curcio.

Alla tavola rotonda hanno preso parte anche l'ambasciatore John Grech, capo della divisione Affari sociali e civili della Protezione civile - Unione per il Mediterraneo e Zahi Chahine, esperto che lavora al supporto dell'Ufficio del primo ministro libanese per il rafforzamento delle capacità di gestione del rischio di catastrofi.

Nel pomeriggio Emilio Ciarlo, responsabile dei Rapporti istituzionali e della comunicazioni dell'Aics, è intervenuto al panel conclusivo su prevenzione e adattamento rispetto ai cambiamenti climatici.“Dobbiamo iniziare a parlare di glocal challenges perché le sfide del cambiamento climatico hanno implicazioni sia globali sia locali, come l’adattamento delle comunità” ha detto.

“Come Agenzia, a queste sfide non si può rispondere con piccoli progetti, bensì serve spostare la nostra attenzione su azioni di più ampio respiro. Esempi di questo approccio sono i centri di prevenzione del rischio che mettiamo in piedi in Africa e l’esportazione di tecnologie all’avanguardia”.

“Abbiamo poi la fortuna”, ha spiegato ancora Ciarlo, “di poter portare all'estero tutto il Sistema Italia con le sue eccellenze. Questa prospettiva, testimoniata anche in questa conferenza, deve continuare a ingrandirsi, inglobando ancora più attori”.

La sessione è stata moderata da Massimo Angelini, direttore della comunicazione della Luiss, e ha ospitato l’intervento, da remoto, del divulgatore scientifico Mario Tozzi. Hanno partecipato alla tavola rotonda, tra gli altri, Maria Siclari, direttrice generale di Ispra, il presidente di Ewa Erasmo D’Angelis, Gianni Gigli, in rappresentanza di Leonardo, Hafzullah Aksoy, professore dell’Istanbul Technical University, Alessandro Manfredini, direttore di Group Security e Cyber Defence del Gruppo A2A, Edoardo Zanchini, direttore Ufficio speciale Clima di Roma Capitale, Massimo Marra e Neri Di Volo per la Banca Europea degli Investimenti.

Gestione dei rischi naturali, adattamento e mitigazione nell’ultimo giorno di Mare Climaticum Nostrum
Gestione dei rischi naturali, adattamento e mitigazione nell’ultimo giorno di Mare Climaticum Nostrum
Gestione dei rischi naturali, adattamento e mitigazione nell’ultimo giorno di Mare Climaticum Nostrum
Gestione dei rischi naturali, adattamento e mitigazione nell’ultimo giorno di Mare Climaticum Nostrum
Gestione dei rischi naturali, adattamento e mitigazione nell’ultimo giorno di Mare Climaticum Nostrum


 

Firenze, 6 ottobre 2022 

Mare Climaticum Nostrum, l’acqua al centro delle azioni della cooperazione italiana

Il tema dell’acqua è centrale nell’azione della cooperazione italiana e lo sarà ancora maggiormente nei prossimi anni. Lo ha spiegato Emilio Ciarlo, responsabile dei rapporti istituzionali e della comunicazione per l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) durante la sessione mattutina del secondo giorno di Mare Climaticum Nostrum.

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Firenze, 5 ottobre 2022 

Il direttore Aics Maestripieri all’apertura della prima conferenza sul clima nel Mediterraneo

"L’area del Mediterrano rappresenta un’area strategica in fatto di emergenze umanitarie e insorgenze ambientali a cui dare risposte. Davanti al cambiamento climatico però non esistono Paesi ricchi e Paesi poveri, attorno al Mediterraneo i Paesi hanno problemi analoghi da affrontare insieme" ha detto Luca Maestripieri, direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), intervenuto all'evento inaugurale di Mare Climaticum Nostrum.

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Roma, 25 settembre 2022 

Mare Climaticum Nostrum: prima conferenza mediterranea sugli effetti del clima e azioni di mitigazione e adattamento

"Il Mediterraneo come hot spot dei cambiamenti climatici non ha 'una sponda nord e una sponda sud'. Tutti i Paesi sono accomunati dalle sfide che la cooperazione allo sviluppo dovrà ancor affrontare”. È uno dei messaggi principali che il direttore dell’Agenzia per la Cooperazione ha inteso lanciare nella conferenza di presentazione di Mare Climaticum Nostrum.

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