Palestina – Sanità, economia e diritti umani, cooperazione a pieno regime in Cisgiordania e a Gaza

Gerusalemme - Nei giorni dell'11 e 12 ottobre scorsi il Direttore vicario dell’Agenzia, Leonardo Carmenati, si è recato nei nei Territori palestinesi allo scopo di visitare una serie di progetti realizzati col sostegno della Cooperazione italiana e partecipare alla firma di un accordo per un nuovo intervento nella Striscia di Gaza con l'Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, UNRWA.

Accompagnato dalla titolare della sede AICS Cristina Natoli, Carmenati ha raggiunto il sud della Cisgiordania per visitare alcune strutture ospedaliere del governatorato di Hebron, dove si registra una domanda di ospedalizzazione particolarmente elevata. Per questo motivo, attraverso un credito di aiuto di 10 milioni di euro, la Cooperazione italiana è impegnata nella costruzione di due ospedali nelle località di Dura e Halhoul. Quello di Dura si trova in una fase avanzata dei lavori e dovrebbe essere completato entro febbraio 2020.

La visita è proseguita con altri incontri agli ospedali di Hebron e Beit Jala, anch'essi interessati da interventi della Cooperazione italiana, sia sul canale bilaterale che attraverso il lavoro di organizzazioni della società civile. AICS Gerusalemme risulta lead donor per la sanità nel quadro del lavoro di programmazione congiunta dell’Unione Europea e, attualmente, finanzia un programma sanitario per un valore complessivo di oltre 35 milioni di euro.

A Betlemme il Direttore vicario, insieme al Segretario generale del MAECI Elisabetta Belloni e al Direttore generale della DGCS Giorgio Marrapodi, ha visitato la Chiesa della Natività, dove un contributo a dono di un milione di euro consentirà interventi di restauro e attività di formazione. La basilica di Betlemme, uno dei principali siti di interesse della Cisgiordania, richiama ogni anno decine di migliaia di visitatori e pellegrini da tutto il mondo, con un importante impatto sull'economia del turismo. Questo progetto di restauro, che si aggiunge a quelli effettuati negli anni scorsi, intende sostenere non solo la valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche lo sviluppo economico palestinese. Questo settore riveste un'importanza strategica per la Cooperazione Italiana, impegnata a gestire un pacchetto di progetti per un valore complessivo di oltre 75 milioni di euro.

L’ultima visita sul campo ha riguardato il centro Mehwar di Bet Sahour, una realtà che nel corso degli anni è stata sostenuta con convinzione dalla Cooperazione italiana e che si è affermata quale struttura di eccellenza per il trattamento dei casi di violenza di genere, diventando un riferimento centrale per la costruzione delle politiche nazionali di protezione. Il programma di AICS Gerusalemme per i diritti umani e l’uguaglianza di genere in Palestina comprende dieci iniziative in corso - cinque sul canale bilaterale e cinque su quello multilaterale - per un ammontare complessivo di circa 16 milioni di euro.

La visita del Direttore vicario si è conclusa con la partecipazione alla firma di un nuovo accordo di progetto sul canale multilaterale "SAGA - SAlute rifugiati GAza" volto alla fornitura di servizi sanitari di base per i rifugiati della Striscia di Gaza, in partnership con UNRWA. Questa iniziativa, per un valore di 2 milioni di euro, consentirà la fornitura di prestazioni sanitarie nei centri medici UNRWA e di cure primarie basate sulla medicina di famiglia nei campi rifugiati della Striscia. A siglare il documento, alla presenza del Console Generale d’Italia a Gerusalemme Fabio Sokolowicz e della titolare di sede Cristina Natoli, sono stati il Commissario Generale di UNRWA Pierre Krähenbühl e il Segretario generale del MAECI Elisabetta Belloni.

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Roma – CinemArena in partenza per 200 villaggi africani per promuovere una migrazione consapevole

Roma - Martedì 9 ottobre, nella sala Aldo Moro del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di CinemArena, la storica iniziativa itinerante che dal 2002 porta l'emozione del cinema all'aperto nelle zone più remote.

La stagione 2018-2019 è partita il 20 settembre scorso con una carovana di camion attrezzati che percorrerà le strade dell'Africa fra Senegal, Costa d’Avorio, Guinea, Gambia, Nigeria e Sudan, portando l'esperienza della proiezione cinematografica in oltre 200 villaggi.

Creare occasioni di informazione pubblica sui rischi della migrazione irregolare è l’obiettivo della nuova edizione che, quest’anno, sarà dedicata ai principali Paesi d'origine dei migranti che cercano di arrivare in Europa attraverso il mare. In ogni villaggio toccato dalla carovana saranno proiettati di film di intrattenimento e video di sensibilizzazione sui rischi della migrazione irregolare ai quali seguiranno workshop, spettacoli teatrali e attività culturali.

L’edizione 2018-2019 di CinemArena è un’iniziativa AICS, finanziata con il Fondo Africa del MAECI e realizzata insieme al Ministero dell’Interno e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).

"CinemArena raggiunge comunità in aree soggette al fenomeno migratorio, rivolgendosi alle giovani generazioni e alle famiglie. Gli eventi saranno realizzati in circa 40 aree in ogni Paese - ha spiegato Luigi Maria Vignali, Direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del MAECI - offrendo esperienze uniche in luoghi in cui non esistono attività di cinema e intrattenimento. Grazie a CinemArena abbiamo uno strumento in più per contrastare le attività criminali dei trafficanti di esseri umani che approfittano della disinformazione per lucrare sui pericolosi viaggi migratori."

Secondo il Vice direttore dell'AICS Leonardo Carmenati "informare le persone sui pericoli del percorso migratorio è un elemento di protezione dei migranti. Sensibilizzare serve ad aumentare la consapevolezza dei rischi che si corrono. CinemArena sarà un successo e porterà i frutti che auspichiamo."

Un valore aggiunto di quest'anno è stato creato dalla sinergia con la campagna informativa Aware Migrants dell’OIM, già diffusa sui canali social, radio e TV. “I migranti che arrivano in Italia - ha spiegato Federico Soda, direttore dell’ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM - spesso ci raccontano di aver lasciato il proprio Paese senza essere consapevoli delle difficoltà del viaggio e del livello di violenza a cui sarebbero stati sottoposti. La nostra campagna è nata due anni fa proprio per questi migranti, non rifugiati, con l’obiettivo di informarli, attraverso video testimonianze, sui rischi del viaggio e di metterli nelle condizioni di prendere una decisione libera e consapevole. Grazie a CinemArena il messaggio di Aware Migrants potrà essere ulteriormente divulgato in 200 villaggi africani."

Comunicato stampa

Nei mesi di giugno e luglio 2018, in occasione dei mondiali di calcio, il team di CinemArena ha organizzato proiezioni speciali in Mozambico, in 24 distretti delle province di Zambezia e Nampula. La possibilità di guardare le partite del campionato del mondo sul grande schermo ha richiamato ovunque un pubblico numeroso, che ha seguito con interesse anche i filmati e gli spettacoli di sensibilizzazione in tema di educazione sanitaria.

 

Roma – Una sinergia più forte col Dipartimento per la Giustizia Minorile, firmato il protocollo d’intesa

Roma - Mercoledì 3 ottobre il Direttore Vicario Leonardo Carmenati e il Capo Dipartimento Gemma Tuccillo hanno firmato un protocollo d'intesa tra l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.

L’accordo ha sancito formalmente una collaborazione che sul campo è attiva da anni attraverso la partecipazione di esperti del Dipartimento a progetti di assistenza tecnica, visite di scambio e sessioni di formazione per operatori del settore sia in Italia sia nei Paesi partner di cooperazione. Queste attività trovano eco anche nel Documento triennale di programmazione 2017-2019 della Cooperazione italiana.

Dal momento della firma, l’esistenza di un quadro formale di riferimento per le future collaborazioni consentirà di rafforzare il partenariato e la sinergia tra le azioni dei due organismi, con un ampliamento del ventaglio di attività. L’Agenzia e il Dipartimento si impegnano, infatti, a dare vita a un meccanismo che sia un esempio concreto di quella valorizzazione del sistema Italia che p promossa dalla Legge 125/2014.

La firma del protocollo darà, quindi, un nuovo impulso alla condivisione di competenze e buone prassi e alla programmazione e realizzazione di interventi congiunti per promuovere obiettivi comuni in tema di equo accesso alla giustizia e tutela dei diritti umani, con particolare riguardo ai minori in contatto o conflitto con la legge.

Protocollo d'intesa AICS - DGMC

 

 

Bruxelles – Firmato il primo accordo di cooperazione delegata all’AICS: 22 milioni per interventi in Libia

Venerdi 14 settembre a Bruxelles il direttore vicario Leonardo Carmenati, alla presenza del Viceministro Emanuela Del Re, ha firmato con Christian Danielsson, direttore della DG NEAR della Commissione europea, il primo accordo di cooperazione delegata dell’Agenzia, appena accreditata per la gestione dei fondi europei.

L’accordo prevede per AICS la gestione di 22 milioni di euro nell'ambito di un progetto complessivo di 50, destinati a migliorare le condizioni di vita della popolazione in Libia e sostenere la governance locale nelle municipalità libiche più colpite dai flussi migratori. Particolare attenzione sarà riservata alle persone più vulnerabili - migranti, rifugiati, sfollati interni, rimpatriati e comunità ospitanti - con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi di base e sociali.

L'azione sarà condotta in stretto coordinamento con le autorità libiche competenti, a livello nazionale e municipale, e si focalizzerà nei settori della sanità, dell’istruzione, della manutenzione delle infrastrutture, dello smaltimento dei rifiuti e della gestione delle risorse idriche.

Oltre alla componente affidata alla Cooperazione italiana, le agenzie UNDP e UNICEF collaboreranno nella realizzazione di interventi specifici attraverso accordi di delega separati a valere sul Trust Fund.

Le attività della componente delegata alla Cooperazione italiana si inquadrano nella strategia complessiva del Trust Fund europeo incardinata su quattro assi:

• aumento e miglioramento delle competenze professionali dello staff che opera nelle istituzioni partner;

• miglioramento dell'equipaggiamento e della dotazione strumentale delle istituzioni e organizzazioni partner;

• miglioramento generale delle infrastrutture;

• sensibilizzazione pubblica riguardo a tutti gli aspetti legati ai fenomeni migratori.

 

Bari – Accoglienza e sviluppo, i pilastri della Regione Puglia al centro del dibattito alla Fiera del Levante

Bari - Una giornata di informazione, discussione e sensibilizzazione, nel suggestivo scenario della Fiera del Levante, per richiamare l'attenzione pubblica sulla Puglia come luogo che guarda allo sviluppo e alla resilienza dei popoli. E' quella organizzata il 12 settembre scorso dall'amministrazione regionale, in collaborazione con l’Istituto Agronomico Mediterraneo CIHEAM di Bari e la Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite UNHRD di Brindisi, e con la partecipazione del direttore vicario dell'Agenzia Leonardo Carmenati.

L'iniziativa ha visto la condivisione di numerose esperienze e strategie orientate al tema della giornata: "Puglia: terra di accoglienza, motore di sviluppo e di aiuto internazionale - Politiche e pratiche di gestione dei fenomeni migratori, sostegno allo sviluppo e aiuto umanitario." In particolare, a partire dalle realtà di eccellenza che sono presenti sul territorio regionale, sono stati illustrati due fronti di attività, quello interno, dedicato all'accoglienza e all'integrazione dei migranti, e quello esterno, indirizzato allo sviluppo dei Paesi partner, con particolare attenzione al bacino Mediterraneo nel quale la Puglia si propone come punto di riferimento sempre più significativo.

"Fin dai tempi antichi - si legge nel documento elaborato per guidare il dibattito - la Puglia è stata terra di approdo, transito e destinazione per molti popoli del Mediterraneo. Negli ultimi decenni l’intensità di questi movimenti migratori è aumentata, a causa della crescente instabilità politica, sociale ed economica sia dei Paesi delle rive sud ed est del Mediterraneo che di molti Stati africani. Di fronte a un’emergenza che ha sempre più le sembianze di una costante normalità, il territorio pugliese si impegna per offrire aiuto, assistenza solidarietà e soprattutto speranza per un futuro migliore. [...] Consapevole delle radici profonde che sono alla base dei fenomeni migratori, oltre all’accoglienza, la Puglia promuove lo sviluppo nei Paesi terzi, attraverso la Legge Regionale n. 20/2003 "Partenariato per la cooperazione" che mira a rafforzare i partenariati tra comunità locali, la cooperazione internazionale e la cultura dei diritti umani."

Concept e agenda della giornata

 

Tunisia – Inaugurata la nuova sede AICS, più spazi e risorse per affrontare le sfide del Mediterraneo

Tunisi - "Forte di un'esperienza pluridcennale di cooperazione in Tunisia, la sede AICS si rinnova per affrontare al meglio, nella sua dimensione regionale, le sfide contemporanee che riguardano l'intero bacino Mediterraneo." Con queste parole di direttore vicario dell'Agenzia, Leonardo Carmenati, ha salutato l'inaugurazione dei nuovo uffici della sede, il 10 luglio scorso. "Oggi l'Italia concentra la propria azione in Tunisia in settori chiave come lo sviluppo economico, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo locale e sociale, l'istruzione primaria e questioni relative alla migrazione - ha spiegato il Direttore. - Sono in corso numerose iniziative nei settori dello sviluppo economico a sostegno delle piccole e medie imprese tunisine e dello sviluppo dell'imprenditoria nelle regioni più interne e nelle zone costiere meridionali. La Cooperazione italiana sostiene anche il processo di decentramento che la Tunisia sta attraversando attraverso iniziative di sviluppo regionale. Per quanto riguarda lo sviluppo sociale, diverse iniziative contribuiscono al rafforzamento delle istituzioni pubbliche e della società civile, promuovendo il buon governo, la protezione dell'infanzia, il diritto a un'istruzione di qualità e l'inclusione delle persone con disabilità. La Cooperazione italiana si impegna a migliorare il contesto socio-economico delle regioni svantaggiate, attraverso la creazione di occupazione e anche il coinvolgimento della diaspora tunisina in Italia."

La sede regionale AICS di Tunisi, le cui competenze si estendono anche sulla Libia, sul Marocco e sulla Mauritania, si trova in rue Harroun Errachid, nel distretto di Mutuelville della capitale tunisina.

All'evento inaugurale hanno preso parte l'ambasciatore d'Italia in Tunisia Lorenzo Fanara e il ministro tunisino della cooperazione allo sviluppo, oltre a rappresentanti dei partner locali e delle OSC italiane impegnate in loco. "Per la Tunisia l'Italia è sempre stata un partner di primo livello - ha ricordato l'ambasciatore. - Oggi l'Italia occupa il primo posto come partner economico e commerciale ed è il primo fornitore di investimenti, il quarto mercato turistico e uno dei principali donatori. Ma al di là di queste cifre, certamente significative, i nostri due Paesi condividono ora gli stessi valori di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani."

A partire dal 2011 la Cooperazione italiana ha riaffermato il suo ruolo di partner privilegiato della Tunisia, sostenendo la transizione democratica del Paese e i suoi sforzi verso la realizzazione di un modello di sviluppo inclusivo e sostenibile. Questo approccio è stato confermato e rafforzato con la firma del nuovo Memorandum d'intesa per la cooperazione allo sviluppo 2017-2020, avvenuta lo scorso 9 febbraio 2017, per un importo di 165,5 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 200 milioni di euro per le iniziative già in corso. Il Memorandum, sviluppando e ampliando i risultati di 30 anni di esperienza nel paese, dimostra la volontà di innovare e sostenere la Tunisia in una fase cruciale del suo sviluppo, anche grazie ai nuovi strumenti che la legge 125/2014 è in grado di schierare. L'accordo prevede un aumento dell'impegno finanziario italiano - quasi il 30% in più rispetto al memorandum precedente - e un rinnovato interesse per i settori tradizionali e le aree geografiche ritenute prioritarie per il governo tunisino e la Cooperazione italiana.

Un altro canale importante è quello dei crediti di aiuto dedicati allo sviluppo del settore pubblico e privato. In questo contesto, una linea di credito di 73 milioni di euro è attiva a beneficio delle piccole e medie imprese. Si tratta dell’ottava linea di credito realizzata dalla Cooperazione italiana in Tunisia e questo strumento, utilizzato fin dagli anni '90, ha permesso di distribuire circa 240 milioni di euro, contribuendo alla creazione di più di 10mila posti di lavoro.

La Cooperazione Italiana è impegnata in modo significativo anche nel finanziamento del governo tunisino per l'acquisto di attrezzature e servizi attraverso un credito di 145 milioni.

Un'attenzione particolare è poi rivolta allo sviluppo rurale e alle regioni meridionali del paese, un'area geografica di tradizionale interesse per la Cooperazione italiana che, dalla fine degli anni '90, ha visto la realizzazione di importanti iniziative, tra cui il progetto nella regione desertica di Rjim Maatoug, che ha visto la creazione di duemila ettari di palme da dattero e di sviluppare azioni di inclusione socio-economica.

A marzo 2017 è entrato in vigore l'accordo che disciplina il primo programma di riconversione del debito tunisino, per un importo complessivo di 25 milioni di euro. Esso comprende interventi, attualmente in fase di sviluppo per la costruzione e la riabilitazione di infrastrutture nel settore idrico e servizi igienico-sanitari, la creazione di posti di lavoro, la salute pubblica e di sostegno all’infrastruttura amministrativa tunisina.

Rassegna stampa

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magazine n. 11/17 – editoriale

di Laura Frigenti, Direttore AICS

• Sul finire del 2017 e in occasione delle festività, sento l’esigenza di condividere con voi un bilancio di questo secondo anno dell’Agenzia. Siamo riusciti, con grande impegno di tutti, a completare la preparazione delle iniziative previste nella programmazione per il 2017. Voglio ricordare inoltre il consolidamento interno dell'assetto organizzativo e funzionale della nostra Agenzia con alcuni importanti traguardi raggiunti come quello dell'immissione nei ruoli del personale: si è così valorizzato pienamente l'apporto professionale delle varie componenti presenti nei nostri Uffici. Continueremo questo processo ultimando la fase di mobilità a cui seguirà finalmente, con l'inizio del nuovo anno, il concorso pubblico che porterà quelle energie esterne che completeranno il quadro delle figure professionali presenti nell'Agenzia.

Ma non solo: siamo riusciti a rafforzare la posizione della Cooperazione italiana a livello internazionale, con varie iniziative tra le quali voglio ricordare il G7 delle Agenzie a Firenze nel mese di novembre, un evento senza precedenti nella storia di questo summit che raduna i Paesi più
avanzati. La nostra giovane Agenzia è riuscita a convocare intorno ad un tavolo i leaders delle Agenzie di cooperazione per lavorare insieme ad un'agenda di consolidamento operativo dei temi politici formulati dal G7 di Taormina.

Abbiamo anche presentato i nostri lavori sui temi più importanti e più urgenti, come quello delle migrazioni, evidenziando il loro legame con le attività di sviluppo nei vari contesti internazionali, al Parlamento Europeo a Bruxelles, a Washington nel quadro delle riunioni annuali della Banca
Mondiale, alle riunioni delle Nazioni Unite. Un risultato importante, dove la nostra Agenzia è riuscita dal punto di vista tecnico a definire le metodologie d'intervento, assumendo a un ruolo guida nei confronti di altri Paesi.

Ora ci prepariamo al 2018, che sarà ancora più impegnativo. Nel terzo anno di vita dell'Agenzia spero che avremo a disposizione una quantità crescente di risorse, in linea con il trend positivo di questi tre anni nei quali abbiamo perseguito un altro grande obiettivo: il consolidamento e il
rafforzamento dei partenariati con i tanti attori della società civile, del mondo privato e imprenditoriale, attivi nel mondo della cooperazione, nei
confronti dei quali sono sicura che riusciremo ad offrire prospettive di collaborazione e di lavoro all'interno del sistema Italia. Per questo siamo impegnati ad aggiornare nuove procedure e proporre nuove occasioni di lavoro che applicheremo ai futuri bandi, lanciati peraltro in forma pilota già nel 2017, e che saranno rafforzati e consolidati.

Un augurio sincero a tutti, a coloro che hanno lavorato nella sede centrale dell'Agenzia a Roma, nella sede di Firenze, nelle nostre numerose sedi estere, ma anche e soprattutto ai nostri partner che permettono alle attività dell'Agenzia di ottenere quei risultati e quell'impatto sui problemi che vogliamo affrontare e senza i quali non sarebbero stati possibili i successi ottenuti.

Tanti auguri di Buon Natale e Buone Feste a tutti!

magazine n. 10/17 – editoriale

di Laura Frigenti, Direttore AICS

• Ci avviamo verso la conclusione di un altro intenso anno di lavoro, ma siamo convinti che il nostro impegno, nei vari progetti di cooperazione in tutto il mondo, non è certo finito. Anzi, continua con più forte determinazione anche alla luce degli importanti appuntamenti che stiamo vivendo e di cui parliamo ampiamente in questo numero del nostro Magazine.

Non solo momenti attuali ma anche futuri: sappiamo che il prossimo anno si aprirà con il grande evento della Prima Conferenza Nazionale della Cooperazione, un’occasione di grande rilevanza per rilanciare la nostra iniziativa in un momento in cui ne avvertiamo tutti la necessità, di fronte alle sfide che abbiamo come quella dell’immigrazione e delle migrazioni. Il Summit delle Diaspore, verso le quali la nostra Agenzia sta riservando la massima attenzione, svoltosi recentemente a Roma, ha posto con forza l’esigenza di favorire sempre più alti livelli di convivenza nel nostro Paese e in Europa, fondati sui valori dell’accoglienza, dell’integrazione e della convivenza, rispettosa delle diverse identità, che devono coniugarsi col rispetto delle regole, dello sviluppo, dell’uscita dalla crisi e dell’impegno verso più alti livelli di occupazione. La componente sociale delle diaspore impegnata anche come volano di sviluppo nei loro Paesi d’origine.

E ancora, a Firenze, si è svolto il Vertice delle Agenzie della Cooperazione dei Paesi membri del G7: prima di lasciare il testimone al Canada la presidenza italiana ha voluto un ulteriore appuntamento di spessore in linea con gli intenti del summit di Taormina, confermando così l’impegno dei Paesi più sviluppati nei confronti della periferie dimenticate del mondo. Dal primo rapporto realizzato dall’Osservatorio di Pavia, presentato a Roma da COSPE Onlus, FNSI e USIGRAI, emerge la necessità di maggiori spazi di approfondimento per far conoscere contesti locali apparentemente lontani geograficamente ma sempre più vicini per le interdipendenze di una società globalizzata.

In linea con gli sforzi dell’Italia per applicare l’Accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni dannose a livello climatico, la riunione di Bonn per rilanciare il negoziato sul clima si pone come un nuovo tassello verso un condiviso “libro delle regole” contro ogni forma di inquinamento che finisce per costituire una causa rilevante del crescente squilibrio tra i Paesi più e meno sviluppati di ogni continente.

Infine, ma non certo per importanza in quanto rappresentano il cuore del nostro lavoro, i reportage e gli stimoli che ci vengono rappresentati dai Paesi dove l’Aics sta lavorando con iniziative e progetti concreti: Etiopia, El Salvador, Perù, Giordania, Mozambico, Sudan, Myanmar; Somalia, Senegal. Un anno dunque che si avvia alla sua conclusione, ma non termina il nostro impegno per la Cooperazione, per un mondo solidale ed ecosostenibile, un mondo veramente per tutti!

 

magazine n. 9/17 – Per una cooperazione di valore e di valori

di Laura Frigenti, Direttore AICS

• La domanda che Papa Francesco ha posto a tutti noi nel suo intervento alla celebrazione della Giornata mondiale dell’alimentazione ci interroga e offre nuovi stimoli per il nostro lavoro: “È troppo pensare di introdurre nel linguaggio della Cooperazione internazionale la categoria dell’amore, declinata come gratuità, parità nel trattare, solidarietà, cultura del dono, fraternità, misericordia? ... Queste parole esprimono il contenuto pratico del termine “umanitario”, tanto in uso nell’attività internazionale. Amare i fratelli e farlo per primi, senza attendere di essere corrisposto: è questo un principio evangelico che trova riscontro in tante culture e religioni e diventa principio di umanità nel linguaggio delle relazioni internazionali. È auspicabile che la diplomazia e le Istituzioni multilaterali alimentino e organizzino questa capacità di amare, perché è la via maestra che garantisce non solo la sicurezza alimentare, ma la sicurezza umana nella sua globalità..."

Dare senso e significato quindi alla Cooperazione internazionale in una dimensione di valori è un richiamo forte perché spesso siamo limitati dalle nostre preoccupazioni quotidiane, impegnati nel far gestire al meglio i nostri investimenti per i tanti progetti sparsi nel Mondo perdendo di vista il senso e il significato ultimi della nostra azione. Ma la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, arrivata oggi in oltre 150 Paesi diventando uno dei giorni più celebri del calendario delle Nazioni Unite, ci ricorda che il nostro impegno è parte di un progetto più vasto che non solo considera la nutrizione adeguata e la salute come diritti umani fondamentali ma li lega alla nostra azione nei Paesi in via di sviluppo. L’alimentazione è infatti uno dei fattori che maggiormente incidono sullo sviluppo, sul rendimento e sulla produttività delle persone, sulla qualità della vita e sulle condizioni psicofisiche con cui si affronta l’invecchiamento. I successi ottenuti, come quello di dimezzare negli ultimi 20 anni la probabilità di un bambino di morire prima dei cinque anni con circa 17.000 bambini salvati ogni giorno non devono farci perdere di vista il secondo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile per raggiungere Fame Zero entro il 2030.

Occorre dunque ricordare, al di là degli obiettivi dell’Agenda 2030, che il richiamo ai valori più veri e autentici della convivenza mondiale fondata su principi di uguaglianza, sviluppo sostenibile, solidarietà, sarà il vero collante di un’azione globale complessa che la Comunità internazionale dovrà portare a compimento.

magazine n. 5/17 – editoriale

di Laura Frigenti, Direttore AICS

• Lo scorso 22 maggio si è celebrata in tutto il mondo la Giornata mondiale della biodiversità, proclamata nel 2000 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per ricordare l'adozione della Convenzione sulla diversità biologica. Per l’occasione l’Onu ha evidenziato che l'abbondanza di specie sta diminuendo, dopo essere già calata del 40 per cento tra il 1970 e il 2000. Consumi non sostenibili stanno inoltre risucchiando risorse, superando la capacità biologica terrestre del 20 per cento, mentre il 70 per cento dei poveri del mondo vive in aree rurali e dipende direttamente dalla biodiversità per la propria sopravvivenza. Stime preoccupanti riguardano anche il futuro: un recente studio del WWF ha previsto che entro il 2020 le popolazioni di fauna selvatica potrebbero diminuire di due terzi dai livelli del 1970.

Di fronti a tali numeri, emerge la necessità di un’azione coordinata a livello globale che l’Agenda 2030 ha delineato chiaramente, in particolare con l’Obiettivo 15 che prevede di “proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità”

In questo contesto, l’Italia deve poter sia lavorare con i partner all’estero, sia applicare queste esperienze all’interno dei propri confini, e la Cooperazione può avere un ruolo chiave di ponte tra le due dimensioni, ruolo peraltro già previsto dalla legge 125. Di questo, oltre che dei progetti portati avanti e alle strategie messe in campo dall’Aics nelle diverse aree in cui opera – dall’Africa sub-sahariana all’America Latina, dall’Asia all’Albania – parliamo in questo numero della nostra rivista, sempre attenta a dedicare ampio spazio ai punti di vista di organizzazioni internazionali, Ong, settore privato e agli altri partner del mondo dello sviluppo.

Quello appena concluso è stato un mese ricco di eventi per l’Agenzia, che dal 23 al 25 maggio ha partecipato con un proprio stand al Forum PA. Siamo intervenuti inoltre al convegno “Fare sistema per lo sviluppo sostenibile”, organizzato a margine del Forum, nel corso del quale si è discusso dei temi della cooperazione che saranno al centro anche delle Giornate europee dello sviluppo, in programma a Bruxelles il 7 e 8 giugno e dove l’Agenzia sarà presente per la prima volta in tre sessioni di rilevanza strategica.

Buona lettura.