Pakistan – Formazione sulla gestione sostenibile dell’acqua per lo sviluppo rurale e la stabilità sociale

Rawalpindi – Dal 27 al 29 giugno scorsi ha avuto luogo, presso la sede del PMAS - Arid Agriculture University, di Rawalpindi, una conferenza internazionale dal titolo Training and Capacity Building in Sustainable Agricultural Water Management to Address Food Security and Social Instability in Pakistan.

L’evento, organizzato dal PMAS in collaborazione con la Higher Education Commission pachistana e il CNR-IVALSA, ha costituito l’atto conclusivo dell’iniziativa “Formazione nella gestione sostenibile delle risorse idriche nel settore agricolo per combattere l’insicurezza alimentare e l’instabilità sociale”, approvata dal Comitato Direzionale del MAECI/DGCS nel 2011 e, nel gennaio 2016, passata ad AICS. L'Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree del CNR, in particolare, ha partecipato in qualità di ente esecutore dell'iniziativa.

L’ambasciatore d’Italia in Pakistan, Stefano Pontecorvo, è intervenuto nella sessione inaugurale presentando l’approccio italiano alla tematica di riferimento. La conferenza ha visto la partecipazione di un centinaio di delegati provenienti da diverse organizzazioni e istituzioni pachistane ed internazionali.

Oltre allo staff dell'Agenzia, rappresentata dal dirigente dell'Ufficio VI Pietro Pipi e dal funzionario tecnico Paolo Enrico Sertoli, del PMAS, con il rettore dell'università Sarwat N. Mirza e il chairman dell'evento Azeem Khalid, e del CNR, con il responsabile dell'intervento Mauro Centritto, hanno partecipato all'evento studenti e ricercatori afferenti a numerose università e centri di ricerca pachistani e internazionali. Tra gli ospiti italiani anche il preside della Scuola di Agraria dell'Università degli Studi di Firenze Francesco Ferrini, il direttore di ricerca del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria (CREA) Guido Bonati, e l'agronomo e consulente dell'Istituto Alcide de Gasperi, partner dell'iniziativa, Nicola Laruccia.

La presenza del personale AICS alla conferenza, che ha visto anche una giornata di visite sul campo, il 28 giugno, ha permesso di fare uno stato dell'arte dell'iniziativa e, attraverso scambi con il personale degli enti esecutori coinvolti nella sua fase di implementazione, valutare il raggiungimento dei risultati attesi.

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Brindisi – Una base operativa di eccellenza per la logistica dell’aiuto umanitario globale

Brindisi - Venerdì 6 luglio il direttore vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo Leonardo Carmenati, insieme al responsabile dell'Ufficio Comunicazione Emilio Ciarlo e al referente AICS per gli aiuti umanitari Andrea Senatori, ha preso parte all'evento organizzato in occasione della visita del direttore esecutivo del World Food Programme, David Beasley, alla base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi - UNHRD.

La visita si è aperta con una breve cerimonia di saluto alla presenza di autorità nazionali e locali ed esponenti del corpo diplomatico. Sono intervenuti il direttore esecutivo del WFP, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Direttore generale della Cooperazione italiana allo sviluppo, Giorgio Marrapodi, il direttore vicario dell’Agenzia, Leonardo Carmenati, e il comandante del distaccamento aeroportuale di Brindisi, Col. Giambattista Degiuli.

"La base di Brindisi svolge un ruolo determinante.” Con queste parole il Direttore esecutivo del WFP, David Beasley, ha rimarcato l’importanza della base di pronto intervento di Brindisi, chiamata a gestire operazioni di aiuto umanitario alle popolazioni che affrontano situazioni di crisi in ogni angolo del mondo.

Investita di un ruolo fondamentale, per Leonardo Carmenati "la base di Brindisi è un efficace strumento per rispondere alle emergenze", mentre Giorgio Marrapodi ha ricordato che la base di Brindisi “ha ormai una storia di 18 anni, 18 anni di collaborazione tra il governo e le Nazioni Unite per intervenire nei teatri di crisi.”

La visita è proseguita negli spazi espositivi, i magazzini e il laboratorio UNHRD dove vengono revisionate, testate e sviluppate idee innovative per migliorare gli strumenti e i materiali da utilizzare in situazioni di emergenza. I partecipanti hanno assistito anche a una simulazione di montaggio dei prefabbricati utilizzati nelle emergenze.

La Cooperazione italiana ha direttamente contribuito alla creazione della base di Brindisi sin dall’anno 2000, finanziando la copertura delle spese per magazzini e uffici, dapprima ospitati all’interno dell’aeroporto militare Pierozzi e successivamente a San Vito dei Normanni, dove si trova oggi.

L'Agenzia sostiene la base di Brindisi dal 2016 con un contributo annuale medio di 2,3 milioni di euro e corrisponde annualmente contributi destinati sia al PAM/WFP che all’OMS/WHO per l’acquisto, lo stoccaggio e l’invio di beni umanitari e forniture mediche di prima emergenza in risposta a calamità naturali o crisi complesse.

L’importante centro operativo di Brindisi è servito da modello per l’espansione in un più ampio Network di basi posizionate in altre cinque aree strategiche del mondo che includono - oltre a Brindisi - Las Palmas (Spagna), Dubai (Emirati Arabi Uniti), Accra (Ghana), Città di Panama (Panama) e Subang (Malesia). Nel 2017 il Network UNHRD ha effettuato 575 operazioni per l’assistenza umanitaria, di cui 72 operate da Brindisi. Di queste, 29 operazioni sono state realizzate per conto della Cooperazione italiana e delle organizzazioni della società civile, per un peso totale di circa 368 tonnellate, un volume di 1.117 metri cubi ed un valore complessivo pari a un milione di dollari.

In qualità di leader del cluster per la logistica all’interno del sistema onusiano, il PAM/WFP gestisce l’operatività di Brindisi e del Network UNHRD per conto della comunità internazionale. Tra i partner utilizzatori della base di Brindisi vi sono – oltre alla Cooperazione italiana - agenzie Onu, organizzazioni non governative, governi e agenzie internazionali della cooperazione.

Grazie ai servizi offerti dalla base di Brindisi, la Cooperazione Italiana ha potuto rispondere prontamente a emergenze improvvise inviando beni di prima necessità in scenari colpiti da terremoti, come il Kurdistan iracheno e il Messico, e da alluvioni, come i Balcani, ma anche rispondendo a crisi complesse come quelle dei rifugiati sud sudanesi in Uganda o le popolazioni vulnerabili del Niger. Molteplici sono state inoltre le operazioni realizzate per l’invio di materiali gestito da organizzazioni della società civile in Malawi, San Salvador, Perù, Giordania e Repubblica Centrafricana.

UNHRD - Comunicato stampa
UNHRD - Rassegna stampa

RCA – Assistenza sanitaria accessibile e di qualità, passaggio di consegne al centro pediatrico di Bangui

Bangui - Il 29 giugno scorso, presso il Complexe Pediatrique di Bangui (PCB), si è svolta la cerimonia del passaggio di attività tra le Ong Emergency e Cuamm, che dal 1 luglio è subentrata nel lavoro di gestione tecnica nei reparti del centro pediatrico che opera in uno dei paesi più poveri al mondo, dove la guerra degli ultimi anni ha causato migliaia di morti e oltre 1,2 milioni di rifugiati e sfollati. Una parte dell’equipe di Emergency continuerà ad operare nella clinica pediatrica ora dedicata al trattamento delle malattie croniche, attiva dal 2009, e a supporto del Centro Nazionale delle Trasfusioni.

L’evento, al quale hanno partecipato il ministro della Salute e della Popolazione Pierre Somse, il vice direttore del Field Operations Department di Emergency Emanuele Nannini, il direttore della Cooperazione europea Paolo Curradi e il titolare della sede AICS di Khartoum Vincenzo Racalbuto, ha offerto l’occasione per ricordare che il successo dell’operazione è il risultato di un partenariato che ha visto il contributo, oltre che della Cooperazione italiana, della Commissione Europea, delle Nazioni Unite, di ACF - Action contre la Faim e di fondi privati di Emergency, riuscendo a garantire la completa gratuità delle cure in questi anni. Dal 2013 ad oggi la media mensile registrata dal PCB è stata di 6.000 persone al triage, 250 interventi chirurgici e 1.000 ammissioni pediatriche.

Il titolare della sede AICS ha ribadito che il successo del Centro pediatrico è stato quello di invertire la tendenza, diffusa in Africa, di privatizzare anche le cure primarie, garantendo fino a 200 visite gratuite al giorno a bambini di età inferiore ai 15 anni, interventi di chirurgia pediatrica elettiva e di urgenza, un programma di formazione on the job per operatori locali, la disponibilità di farmaci ed equipaggiamenti biomedicali e la riattivazione del Centro Nazionale delle Trasfusioni. A questo proposito il vice direttore di Emergency ha evidenziato come, grazie alle campagne di sensibilizzazione, è aumentata la disponibilità di sangue alla “Banque du sang” per contribuire a ridurre la mortalità materna e infantile.

L’Italia è sempre stata in prima linea nel sostenere il settore sanitario in RCA e continua a farlo grazie a interventi mirati al rafforzamento del sistema sanitario nazionale per migliorare l’accesso alla salute, formare personale qualificato e fornire cure specialistiche e di qualità. Il direttore della Cooperazione Europea ha affermato che dal 2014 ad oggi i fondi destinati al settore salute in Centrafrica hanno raggiunto la quota di 90 milioni di euro e sono stati erogati attraverso il FED - Fondo Europeo di Sviluppo, il Fondo Fiduciario Bekou e il canale ECHO - European Civil Protection and Humanitarian Aid Operation.

Infine, il ministro della Salute e della Popolazione Pierre Somse ha espresso un sentito riconoscimento all’Italia e alla Cooperazione italiana per il lavoro svolto che "ci rende orgogliosi di rispondere ai bisogni sanitari della popolazione" e ha ricordato che “cooperazione significa lavorare per, lavorare con, e alla fine lasciar fare. La salute è la priorità e senza salute non c’è sicurezza”. Parole, queste ultime, che hanno un significato colmo e profondo in un paese come il Centrafrica.

Rassegna stampa

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Tunisia – In scena contro l’abbandono scolastico, anche il teatro diventa luogo di sviluppo sociale

Tunisi – Il 23 giugno scorso si è tenuta presso il Centro culturale Mahmoud Messadi della capitale tunisina una rappresentazione teatrale dal titolo Mes études, j’y tiens, incentrata sul tema della lotta all'abbandono scolastico. La messa in scena è stata organizzata dall'associazione tunisina Ado +, il cui scopo principale è la diffusione di conoscenze di educazione civica attraverso l’utilizzo di spazi di espressione e convivialità che permettano la partecipazione dei giovani alla vita sociale e culturale in maniera positiva. Ado + utilizza il teatro come strumento per favorire l’espressione e la partecipazione degli adolescenti, ma anche come mezzo per stimolare un impegno comunitario che sia indirizzato a contribuire a processi di trasformazione sociale.

La rappresentazione, allestita da un gruppo di attori adolescenti e della durata di circa un'ora, ha avuto modo di affrontare la tematica dell’abbandono scolastico, con le sue cause e le sue conseguenze, attraverso un linguaggio immediato e familiare alle nuove generazioni. Le vicende raccontate sul palco sono state ispirate dalle esperienze di vita dei giovani artisti e dei loro amici. Ai giovani che hanno contribuito all’evento sono stati consegnati degli attestati di partecipazione da parte del titolare della sede AICS di Tunisi Flavio Lovisolo, del Coordinatore ONU in Tunisia Diego Zorrilla, dei rappresentanti del ministero dell’Educazione e dello staff di UNICEF.

L’iniziativa è stata realizzata nella cornice del più ampio progetto di lotta all’abbandono e all’insuccesso scolastico realizzato da UNICEF e finanziato dalla Cooperazione italiana per un importo complessivo di 2,3 milioni di euro. Si tratta di un progetto iniziato nel 2016 che è stato sviluppato in stretta sinergia con il ministero tunisino dell’Educazione.

Il progetto si pone l'obiettivo di contribuire a ridurre il numero di ragazzi e ragazze che abbandonano la scuola, sviluppando modelli di prevenzione all’abbandono scolastico, di insegnamento compensativo e di miglioramento dell’ambiente delle scuole. In particolare, l’iniziativa si articola su tre assi:

  1. sperimentazione di un modello educativo innovativo e accessibile che comprenda un dispositivo di sostegno scolastico e un sistema di insegnamento compensativo;
  2. sviluppo di installazioni sanitarie e spazi gioco che favoriscano le attività creative e lo sport e che tengano conto della protezione dell’ambiente;
  3. azioni di sensibilizzaizione sociale e comunicazione pubblica per la prevenzione e la lotta contro l’abbandono scolastico.

La rappresentazione teatrale è stata organizzata proprio nell'ambito di quest'ultimo asse.

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Kenya – Una meta comune per gli attori del sistema cooperazione, le Ong italiane si raccontano

Nairobi - Nella giornata di lunedì 4 giugno, a ridosso della festa della Repubblica che a Nairobi è stata celebrata presso la residenza dell’ambasciatore d’Italia, è stata presentata la pubblicazione “Nia moja, One aim, Una meta – Experiences of Italian NGOs in Kenya”. Alla presentazione, in uno stand dedicato alle Ong italiane operative nel Paese, hanno partecipato l'ambasciatore Mauro Massoni, la titolare della sede AICS di Nairobi Teresa Savanella, rappresentanti delle Ong coinvolte e autorità governative nazionali e locali.

Gli ospiti hanno avuto occasione di interagire con i rappresentanti delle Ong italiane presenti allo stand, sfogliare la pubblicazione, conoscere le attività promosse dagli attori della Cooperazione italiana e visitare una mostra fotografica che ha ripercorso le attività più significative delle organizzazioni presenti nel volume.

La pubblicazione, prodotta grazie al contributo della sede AICS di Nairobi e nata in seno agli incontri regolari tra OSC, Agenzia e Ambasciata, è stata il frutto della volontà comune di creare un testo che raccogliesse e raccontasse a un pubblico più ampio possibile le attività di supporto e sviluppo portate avanti delle organizzazioni della socità civile operanti in Kenya. Il titolo stesso intende rimarcare l’obiettivo programmatico di una "meta comune" attraverso la traduzione in tre lingue diverse ma legate tra loro - swahili, inglese, italiano - della medesima parola.

Con le prefazioni a cura dell’ambasciatore Massoni e della dott.ssa Savanella, il volume descrive l’esperienza delle organizzazioni italiane in Kenya e le attività portate avanti attraverso infografiche sulle aree di intervento, attività e finanziamenti, oltre a schede riassuntive dedicate a 30 Ong italiane.

Il supporto alla pubblicazione da parte di AICS Nairobi si inquadra nelle attività portate avanti sia nell’ambito dell’iniziativa “Inclusive Development Partnership”, sia nell'attuazione delle linee programmatiche dettate dalla legge 125/2014, finalizzate alla promozione di sinergie e partenariati tra i diversi attori di un sistema di cooperazione plurale ed efficiente.

Nia Moja - One aim - Una meta

 

Sudan – Lotta alla malnutrizione, l’Italia guida il SUN network a fianco delle istituzioni locali

Khartoum - Nell’ambito del movimento Scaling Up Nutrition - SUN, il 12 giugno scorso si è riunito presso gli uffici dell’AICS di Khartoum il network dei donatori. Oltre all’Italia, che ricopre nel Paese il ruolo di Donor Convenor, hanno partecipato la Delegazione dell’Unione Europea, ECHO, USAID, la Norvegia e i Paesi Bassi.

L'incontro si è svolto a ridosso del workshop dei Donor Convenors del SUN che si è svolto lo scorso 8 giugno a Lilongwe, Malawi, il cui obiettivo era quello di rendere la lotta alla malnutrizione il cardine dell’agenda politica dei Paesi con alto tasso di malnutrizione. La sfida colta dai donatori è stata quella di porsi come veri partner lasciando piena ownership alle istituzioni dei Paesi coinvolti affinché diventino promotori del proprio sviluppo. Nel corso della riunione è stata posta al centro dell’attenzione la grave insicurezza alimentare che sta colpendo il Sudan, dove 3,5 milioni sono a rischio di malnutrizione.

Il SUN Donor Network si è pertanto interrogato su come poter contribuire alla discussione politica con le istituzioni sudanesi in maniera propositiva e promuovere interventi efficaci in risposta alla crisi che sta inasprendo le condizioni di vita delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Il Movimento SUN è nato nel 2010 per dare impulso alla lotta globale contro la malnutrizone ed ispirare i governi, la società civile, le Nazioni Unite, i donatori, il settore privato e il mondo accademico a trovare insieme nuove soluzioni al problema, in linea con in linea con l’obiettivo 2 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. I pilastri tematici del SUN sono il ruolo della buona nutrizione come motore dello sviluppo umano e della crescita economica inclusiva, l’eliminazione della fame e il raggiungimento della sicurezza alimentare. Inoltre, si dà ampio spazio al problema del sovrappeso e dell’obesità che, al pari della denutrizione, vanno affrontate con urgenza in quanto rappresentano anch’esse un grave problema di sanità pubblica, anche dei Paesi di medio e basso reddito.

La Cooperazione Italiana svolge il ruolo di SUN Donor Convenor per il Sudan in piena continuità con la particolare attenzione dell’Italia a questi temi, come dimostrano eventi internazionali di primo piano come l’Expo Milano del 2015, il G7 di Taormina del maggio 2017 e il Summit Internazionale sulla Nutrizione e Sicurezza Alimentare di Milano, lo scorso 4 novembre.

Sudan National Nutrition Strategic Plan 2014-2025

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Cooperazione allo sviluppo, l’Italia avanza nella classifica internazionale della trasparenza negli aiuti

Importante riconoscimento per l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), nata nel 2016 e incaricata dal governo di promuovere sviluppo e crescita inclusiva in stati e aree del mondo in difficoltà a causa di guerre, sottosviluppo, catastrofi naturali. Si tratta dell’oramai famoso ”aiutare a casa loro” che l’Aics traduce in combattere la povertà, promuovere i diritti, creare posti e opportunità di lavoro.

Ogni anno gli autori della piattaforma Publishwhatyoufund.com - “pubblica quello che finanzi” - confrontano le varie agenzie governative e stilano una classifica.

Quest’anno, finalmente, l’Italia scala oltre otto posizioni in classifica, abbandona il poco lusinghiero “very poor” degli scorsi anni e rientra nella categoria “fair”, superando la Norvegia, il Giappone e l’Irlanda.

L’Agenzia ha gestito in questi primi due anni di vita progetti di sviluppo, interventi umanitari e investimenti sostenibili per oltre un miliardo di euro, suddivisi nei Paesi in via di sviluppo in Africa, Asia e America Latina. Ecco quindi che il giudizio sulla trasparenza nell’uso delle risorse e nella comunicazione ai cittadini rappresenta un passaggio cruciale per il lavoro svolto dall’Agenzia. E’ giustamente sempre più forte, infatti, l’attenzione su che fine fanno le risorse dei contribuenti, quanto sono trasparenti i flussi finanziari e quanto sono rendicontabili ai cittadini.

“L’Agenzia ha dovuto lavorare sodo per migliorare il posizionamento dell’Italia nell'Aid Transparency Index - afferma Emilio Ciarlo che dirige l’Ufficio delle relazioni internazionali e della comunicazione dell’Aics che si è occupato del dossier - Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo aderito allo IATI, l’organizzazione internazionale che pubblica lo standard riconosciuto di dati trasparenti sull’aiuto pubblico allo sviluppo; abbiamo chiesto alle nostre venti sedi in giro per il mondo di bonificare tutti i dati sui finanziamenti e i contratti; abbiamo rivisto il sito www.openaid.aics.gov.it per consentire ai cittadini di accedere facilmente alle informazioni sui nostri progetti; abbiamo partecipato al piano pubblico sull’open government italiano e abbiamo spiegato a livello internazionale che il Parlamento italiano è tra i più trasparenti in tema di stanziamenti per la cooperazione. Tutti i nostri sforzi – conclude Ciarlo – sono stati ripagati da questo risultato che dimostra che con impegno e orgoglio possiamo sempre dire la nostra a livello internazionale. Guai però ad accontentarsi e da oggi continueremo a lavorare per raggiungere risultati ancora migliori.”

Aid Transparency Index 2018 - Full Report

 

 

Bolivia – Acqua sicura e accessibile sull’altopiano boliviano grazie al credito d’aiuto

La Paz – Venerdì 8 giugno, in una cerimonia ufficiale che ha avuto luogo nel salone Tiwanaku del Ministero degli Esteri, l’ambasciatore d'Italia Placido Vigo e il Cancelliere boliviano Fernando Huanacuni hanno firmato l’accordo per la realizzazione del “Programma Nazionale di Raccolta dell’Acqua per la Vita” finanziato dalla Cooperazione italiana con un credito d’aiuto del valore di 25 milioni di euro.

L’intesa conferma il forte impegno dell’Italia sul tema dell’accesso universale all’acqua, uno degli obiettivi dell’Agenda 2030, e sosterrà un importante intervento nel settore idrico, diretto a garantire l’accesso e la disponibilità di acqua sicura a beneficio di comunità rurali, scuole e centri di salute dei dipartimenti di Oruro e Potosí, che presentano condizioni di estrema povertà e vulnerabilità ai cambiamenti climatici.

In particolare, l'intervento sarà indirizzato verso 25 municipi e 136 comunità dell’altopiano boliviano dove la cronica carenza d’acqua e la scarsità di fonti idriche sicure sono fenomeni che, molto spesso, minacciano la produzione agricola e mettono in pericolo la salute della popolazione. Malattie e infezioni di origine idrica sono diffuse in queste regioni e registrano un’alta incidenza sulle fasce più vulnerabili, quali anziani e bambini.

Attualmente la copertura idrica nelle comunità di intervento si attesta al 4%. Con l’intervento finanziato dalla Cooperazione italiana e realizzato dal Ministero boliviano dell’Ambiente e dell'Acqua si prevede di raggiungere l’84% di copertura e oltre 20mila beneficiari diretti. Il programma lavorerà, nello specifico, sulla costruzione e installazione di sistemi per la captazione, lo stoccaggio e la depurazione dell’acqua piovana attraverso 6mila serbatoi per la raccolta dell’acqua, oltre che su attività di formazione sull’uso e manutenzione dei serbatoi e in materia di educazione sanitaria e ambientale.

Nel suo intervento, l’ambasciatore Vigo ha ricordato l’importanza del contributo italiano per il raggiungimento degli obiettivi settoriali fissati dal Piano Nazionale di Sviluppo 2016-2020, oltre che per incoraggiare un ulteriore rafforzamento delle relazioni bilaterali. Il Cancelliere boliviano ha espresso grande soddisfazione per la firma dell’accordo, ringraziando l’Italia per il sostegno assicurato a un programma di assoluta rilevanza per l’esecutivo boliviano e ritenuto altamente prioritario dallo stesso presidente Morales, per il quale, ha sottolineato il Ministro Huanacuni, l’acqua è “la sangre de la Madre Tierra”, diritto umano universale e inalienabile.

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Kenya – Salute a scuola, interventi efficaci per migliorare gli ambienti e un partenariato che funziona

Kiserian – Il 30 maggio scorso si è tenuto presso la Primary School di Kiserian un evento pubblico per festeggiare gli obiettivi raggiunti dal Kenya Comprehensive School Health Program, iniziativa nel settore educativo-sanitario cofinanziata dall’Agenzia per un importo di 700mila euro e realizzata dall'organizzazione World Friends.

Insieme agli studenti dell’istituto scolastico hanno partecipato alla giornata i rappresentanti dei dipartimenti di salute e istruzione della Contea di Kajiado, gli insegnanti e i membri dei consigli delle scuole beneficiarie, la titolare della sede AICS di Nairobi Teresa Savanella, gli operatori di World Friends e i rappresentanti del partner locale Jukumu Letu Organization.

Il progetto, avviato nel 2015 e orientato a sostenere le politiche governative del Kenya in materia di salute scolastica (Kenya Comprehensive School Health Policy), ha visto la realizzazione di interventi in campo educativo, agricolo e sanitario attraverso attività di sensibilizzazione su temi di salute, nutrizione, igiene, sicurezza e ambiente, accanto alla costruzione di cucine e servizi igienici e alla fornitura di serbatoi d'acqua e pompe in cinque scuole della contea.

Nel proprio saluto, Savanella ha espresso l'auspicio che il modello di partenariato tra istituzioni pubbliche, organizzazioni italiane e partner locali che è stato affermato e consolidato nel corso del progetto possa essere replicato in altri contesti per migliorare l'efficacia e massimizzare l'impatto delle risorse pubbliche dedicate allo sviluppo. La collaborazione tra i soggetti coinvolti nelle diverse attività si è rivelata particolarmente efficace e ha consentito di sviluppare una serie di buone pratiche che potranno essere ulteriormente valorizzate nell'attuazione della Kenya Comprehensive School Health Policy.

Grazie alle sinergie tra le diverse realtà coinvolte e alla costruzione di relazioni solide con le comunità locali - elementi chiave per promuovere condizioni favorevoli alla sostenibilità - è stato possibile accompagnare il percorso della Contea nell’avvicinamento agli obiettivi posti dalle istituzioni governative in materia di salute in ambito scolastico e, al contempo, fornire servizi migliori e ambienti di apprendimento sicuri per gli insegnanti e gli alunni di Kajiado.

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Siria – Classi prefabbricate e kit scolastici per affermare il diritto al futuro, anche ad Aleppo

Anche nello scenario di una città devastata dalla guerra, anzi, a maggior ragione in quello scenario, è di fondamentale importanza creare quelle condizioni che permettono ai più piccoli di immaginare un futuro che non sia fatto di detriti e macerie. Un futuro che comincia dai banchi di scuola. Con questa convinzione il Gruppo di Volontariato Civile, Osc attiva in Siria dal 2011, ha realizzato una serie di attività orientate a sostenere l'accesso ai servizi educativi di base nella città di Aleppo. In particolare, attraverso un progetto finanziato dall'Agenzia, è stato possibile portare a termine la riabilitazione di quattro scuole, l'apertura di quattro classi in strutture prefabbricate, la distribuzione di kit scolastici e la formazione degli insegnanti al fine di gestire nel modo più appropriato le relazioni con studenti traumatizzati ed esclusi dai processi formativi.

Tre classi prefabbricate, della capacità di 50 studenti ciascuna, sono state installate nella scuola Khalil Hindawi del quartire Al Jabria, mentre un'altra classe è stata allestita nell'istituto industriale di Suliman Al Halabi. La fornitura di materiali scolastici ha visto la consegna di 420 banchi e quattro lavagne per l'arredamento delle classi. Inoltre, sono stati distribuiti oltre 5600 kit ad altrettanti alunni e alunne con quaderni, pennarelli, matite e attrezzature di base.

Il programma delle attività formative ha coinvolto insegnanti di diverse scuole in rappresentanza di tutti i quartieri della città: 175 insegnanti donne e 25 uomini hanno partecipato alle sessioni di training sull'apprendimento attivo e sulle tecniche di relazione con studenti esposti al conflitto per favorire il loro pieno inserimento nel percorso scolastico.

In un contesto estremamente fragile, il progetto Support for access to quality basic education services for children affected by the Syrian crisis ha offerto un sostegno ai processi di resilienza e di tutela delle nuove generazioni, il bene più prezioso di ogni comunità. Anche ad Aleppo.

 

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