Burkina Faso – Il grande schermo di CinemArena in 18 villaggi del sud-est del Paese

Ouagadougou - Il 30 marzo scorso si è conclusa la terza campagna di CinemArena in Burkina Faso. L'iniziativa di sensibilizzazione itinerante è stata dedicata ai rischi e ai pericoli correlati alle migrazioni irregolari e alle possibili alternative.

La zona d'intervento della carovana è stata la “Région du Centre-Est”, dove ha toccato 18 villaggi rurali raggiungendo un pubblico di oltre 10mila persone. La partecipazione è stata ampia, non solo alle proiezioni dei film, ma anche alle fasi del dibattito che hanno seguito i video e gli sketch girati insieme ai giovani del villaggio durante la giornata.

In ogni tappa del suo percorso, anche questa edizione della campagna ha creato momenti di riflessione e di aggregazione sociale che sono stati molto apprezzati dalle comunità invitate a radunarsi davanti al grande schermo del camion di CinemArena.

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Kenya – “Kilimo Ni Swag”, l’agricoltura tira e può offrire ai giovani opportunità interessanti

Kiambu – Il 24 marzo scorso si è tenuto il lancio ufficiale del progetto Reducing the adverse drivers of migration through local value chain development, un intervento di sviluppo rurale finanziato dall'Agenzia con 1,5 milioni di euro e implementato dalla FAO in collaborazione con il governo della contea di Kiambu. Hanno partecipato all'iniziativa il governatore della contea di Kiambu, Ferdinand Waititu, l'ambasciatore d’Italia in Kenya, Mauro Massoni, la titolare della sede AICS di Nairobi, Teresa Savanella, e il rappresentante della FAO in Kenya, Gabriel Rugalema.

Il progetto si propone affrontare le cause profonde dell'emigrazione dei giovani dalla contea di Kiambu, un'area peri-urbana con un vivace settore agricolo, verso la città di Nairobi. Attraverso attività di supporto all’imprenditorialità e di sviluppo delle catene del valore in agricoltura, il progetto contribuirà alla creazione di posti di lavoro e promuoverà l'innovazione di filiera, coinvolgendo circa quattromila persone. L'intervento andrà a rafforzare il tessuto delle piccole e medie imprese e a facilitare la produzione orientata al mercato tramite lo sviluppo delle capacità di trasformazione del prodotto e la promozione del relativo valore aggiunto.

Un'attenzione particolare sarà rivolta ai giovani e alle donne, favorendo l’inclusione delle fasce più deboli attraverso opportunità d’impiego in loco e la crescita di attività imprenditoriali già esistenti nel settore. L’intervento, dunque, si allinea con due delle aree prioritarie della Big Four Agenda del presidente Kenyatta: la creazione opportunità di lavoro per i giovani e il miglioramento della sicurezza alimentare nel Paese.

Nel sottolineare l’importanza di un progetto nato da una proposta delle autorità locali in risposta a un problema concreto, l’ambasciatore Massoni ha evidenziato come l’Italia costituisca un partner strategico per il Kenya, "un partner amico, che non impone idee e soluzioni, ma che collabora e accompagna le istituzioni in un viaggio comune per lo sviluppo e la trasformazione del Paese. Il successo di questo progetto – ha poi aggiunto – potrà cambiare il paradigma e aprire la strada a collaborazioni future, su simili progetti, con il coinvolgimento delle OSC italiane, del settore pubblico e di quello privato, sia italiano che keniota."

Sulla scia del motto in Swahili “Kilimo Ni Swag” - l'agricoltura è cool - tutte le parti coinvolte hanno affermato l'impegno di trasformare l'agricoltura in un'attività interessante e attrattiva per i giovani, con l'obiettivo di far sì che le persone più vulnerabili della contea possano trovare un mezzo di sostentamento autonomo, riducendo la migrazione dei giovani a causa di fragilità economiche o sociali.

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Ecuador – ‘Amazzonia senza fuoco’, il programma di tutela ambientale arriva nel distretto di Quito

Quito - È stato firmato il 27 marzo un importante accordo tra il ministero ecuadoriano dell’Ambiente e il Distretto Metropolitano di Quito che punta a rafforzare il sistema locale di prevenzione e risposta all'emergenza incendi. L’intesa - siglata nell'ambito del programma Amazonía Sin Fuego (PASF) finanziato dalla Cooperazione italiana con un contributo di 1,5 milioni di dollari - prevede il rafforzamento delle capacità tecniche del personale preposto alla prevenzione e controllo degli incendi in diverse modalità: formazione di brigate forestali per il controllo degli incendi, promozione di alternative all’uso del fuoco nelle attività agricole, sensibilizzazione e prevenzione dell’uso del fuoco, corsi di formazione per pompieri e guardiaparco, campagne informative per accrescere la consapevolezza della popolazione rispetto ai rischi e alle conseguenze degli incendi forestali.

L’accordo rappresenta una tappa molto importante del processo di rafforzamento della partnership istituzionale tra il ministero dell’Ambiente e le amministrazioni regionali ecuadoriane, un processo sostenuto dal programma attraverso la formazione, la promozione e la diffusione di tecniche alternative all’uso del fuoco nelle attività agricole. Azioni, queste, promosse allo scopo di contribuire alla riduzione dell’incidenza degli incendi boschivi nelle zone più sensibili del Paese e nelle principali aree di conservazione del Distretto Municipale di Quito, dove l’antica pratica del debbio è largamente diffusa in settori quali agricoltura e allevamento.

Alla cerimonia di firma, nella sala protocollare del Municipio di Quito, hanno preso parte il ministro dell’Ambiente Tarcisio Granizo, il primo cittadino della capitale Mauricio Rodas e la segretaria dell’Ambiente del Municipio di Quito Veronica Arias, insieme all’ambasciatore brasiliano Carlos Lazary, al rappresentante della Banca di Sviluppo dell’America Latina (CAF) Bernardo Requena e al co-direttore del Fondo Italo-Ecuadoriano per lo Sviluppo Sostenibile Carlo Miglioli, delegato dell’ambasciatore d’Italia.

Dopo gli eccellenti risultati ottenuti in Brasile (1999-2009) e Bolivia (2012-2017), alla fine del 2016 il programma Amazonía Sin Fuego è stato attivato in Ecuador, dove le azioni di prevenzione e controllo degli incendi hanno raggiunto le regioni di Imbabura, Pichincha, El Oro e Loja, le quattro aree maggiormente vulnerabili al fenomeno degli incendi boschivi. Nei prossimi mesi le attività saranno estese alle regioni di Azuay, Chimborazo, Esmeralda e Santa Elena. L’intervento è realizzato dal ministero dell’Ambiente dell’Ecuador con il sostegno di una piattaforma composta dall’AICS, dall’Agenzia Brasiliana di Cooperazione e dalla CAF.

Nei suoi primi mesi di vita il PASF-Ecuador ha promosso diversi accordi di cooperazione interistituzionale che hanno coinvolto autorità locali e istituzioni accademiche, ha organizzato tre corsi di formazione per la costituzione di brigate anti incendio e, attualmente, sta contribuendo alla formulazione della strategia nazionale per la prevenzione e controllo degli incendi forestali. Nell’immediato futuro le attività si concentreranno sulle "unità dimostrative", spazi per la formazione e la diffusione di sistemi agro-produttivi sostenibili dove agricoltori e allevatori potranno sperimentare direttamente gli effetti delle tecniche promosse dal PASF, una delle iniziative più rappresentative della Cooperazione italiana nel settore ambientale.

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Tunisia – Buone pratiche per lo sviluppo agro-industriale e l’occupazione giovanile

Tunisi - Nell'arco di tre giorni, dal 7 al 9 marzo scorsi, è stato realizzato un ciclo di tavole rotonde che ha toccato tre governatorati tunisini - Nabeul, Bizerta e Beja - dove sono in programma le azioni del progetto "Agricoltura sostenibile – Supporto al settore agro-industriale tunisino attraverso la creazione e il consolidamento di imprese agricole, la promozione di tecniche irrigue sostenibili e la meccanizzazione agricola, sull’esempio delle best practices italiane." Il progetto, finanziato dall'Agenzia con un importo di circa 1,5 milioni di euro in tre anni e gestito dalla OSC Elis, si pone l’obiettivo di sostenere la creazione e il consolidamento di filiere agro-industriali, la promozione di tecniche di coltivazione moderne e la diffusione di una meccanizzazione agricola sostenibile a partire dalle buone pratiche sperimentate in Italia.

Alle tavole rotonde, promosse in collaborazione con Umbria Export e con l’Agence de Promotion des Investissements Agricoles (APIA), hanno partecipato numerosi rappresentanti di aziende tunisine e italiane del settore agricolo e agro-industriale che avuto la possibilità di presentare le proprie attività imprenditoriali alle rispettive controparti.

“È stata un’eccellente opportunità per scambi di idee e di business che porteranno benefici sia in Tunisia che in Italia” ha detto Fausto Bruschi, direttore tecnico dell’azienda italiana Master & Co. specializzata nella costruzione di macchine automatiche. Dello stesso avviso Massimiliano Gaudenzi, Product Manager di Agricolus, azienda qualificata nell’agricoltura di precisione: “Questa collaborazione permetterà alle aziende tunisine di ammodernarsi, migliorando la produttività, anche grazie alla tecnologia italiana.”

Il progetto punta a diffondere i modelli di una serie di best practices italiane in 11 governatorati tunisini, con un impatto su numerosi settori: latte, olio d’oliva, frutta, datteri, agrumi e cereali. I risultati attesi non si limitano a un incremento di produttività, ma anche di occupazione, con l'inserimento lavorativo di circa 180 giovani attualmente disoccupati nell'arco di tre anni. Si prevede inoltre che 270 agricoltori tunisini saranno coinvolti nelle attività del progetto insieme a 22 tecnici dell’APIA.

Per l’Agenzia questa iniziativa riveste un’importanza particolare poiché rientra tra i temi toccati dal Memorandum d’intesa per la cooperazione allo sviluppo tra il governo italiano e il governo tunisino nel periodo 2017-2020, firmato il 9 febbraio 2017.

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Umbria e Tunisia lavorano a progetti di sviluppo
Corriere dell' Umbria, 15/03/2018

 

Etiopia – Gli attori del sistema Italia rilanciano reti e sinergie per lo sviluppo agro-industriale

Addis Abeba - Nell’ambito del secondo "International Agro-Industry Investment Forum" l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e l’Istituto di Commercio Estero nella capitale etiope hanno organizzato l'evento "The Ethio - Italian private-public partnership for the sustainable development of agro-industry” in collaborazione con il Ministero etiope dell’Industria e con UNIDO.

Hanno preso parte all'iniziativa il vice ministro etiope all’Industria, Mebrahtu Meles, e il primo consigliere dell’ambasciata italiana in Etiopia, Giuseppe Sean Coppola, che hanno presentato le azioni intraprese congiuntamente dai due Paesi a favore dello sviluppo sostenibile del settore agro-industriale.

Il Forum ha visto la partecipazione di eccellenze del settore agro-industriale italiano provenienti dal settore pubblico e da quello privato, insieme a delegati della Regione Emilia Romagna, di organizzazioni internazionali come UNIDO e FAO e delle università di Addis Abeba e Ferrara. Tutti i relatori hanno condiviso le proprie esperienze ed elaborato contributi sulle principali sfide e opportunità per lo sviluppo equo e sostenibile del settore agro-industriale in Etiopia.

Di particolare interesse è stata la partecipazione dei rappresentanti dell’Agenzia per lo Sviluppo Territoriale a supporto delle Politiche Regionali della Regione Emilia Romagna (ERVET) che hanno illustrato attività e successi del modello agro-industriale di riferimento, un esempio di innovazione territoriale e sviluppo agricolo d'avanguardia.

L’evento ha rappresentato un momento catalizzatore per la promozione di partenariati tra Italia e Etiopia a favore del rafforzamento del settore agro-industriale etiope, anche in vista d’importanti iniziative promosse da AICS in Etiopia.

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Libano – Sui banchi di scuola arriva la Pimpa, il personaggio di Altan per imparare con il sorriso

Beirut - Appena preso il quaderno, Ali ne approfitta per personalizzare il suo zainetto con un bell’adesivo, Fatima inizia a colorare alcune pagine, mentre Omar e altri bambini più grandicelli  iniziano a giocare insieme alla maestra con le carte del memory.

Questa la cronaca di una giornata particolare alla scuola "Third Public School” di Sin El Fil, dove è stato consegnato ai bambini il quaderno di giochi didattici della "Pimpa” disegnato da Altan e stampato in più di 20mila copie dalla Cooperazione italiana. All’iniziativa hanno partecipato Federica Mazzota, in rappresentanza dell’ambasciata d’Italia, e Sonia Khoury per il Ministero libanese dell’Educazione.

Il gioco e l’istruzione: due attività fondamentali per i bambini di tutto il mondo, due diritti troppo spesso negati ai bambini, vittime incolpevoli delle guerre degli adulti. Per questo, tra le attività che la Cooperazione italiana porta avanti in Libano a sostegno dei bambini che frequentano la scuola pubblica, si è scelto di proporre uno strumento capace di unire il gioco e la didattica.

E' nata così l’idea di produrre il quaderno "La Pimpa a scuola” e, in collaborazione con il ministero libanese dell’Educazione, di distribuirlo nelle strutture scolastiche pubbliche che accolgono anche un gran numero di bambini siriani in fuga dalla guerra.

La Pimpa, simpatica cagnolina a pois rossi ideata dal disegnatore italiano Altan, da più di quarant'anni accompagna con le sue storie e i suoi giochi didattici i bambini italiani e di tanti Paesi del mondo. La Pimpa, però, è anche portatrice di un messaggio importante: da sempre si presenta come un animale curioso e alla ricerca costante di nuovi amici, diversi da lei ma con la stessa voglia di giocare e di imparare arricchendosi dalle differenze, oltre le barriere.

L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità e alla solidarietà del disegnatore Altan e della casa editrice Panini di Modena che, a titolo completamente gratuito, hanno realizzato disegni e grafica del volume.

A partire dal 2016, con un contributo complessivo di 25,5 milioni di euro, la Cooperazione italiana è impegnata a sostenere la scuola pubblica e a garantire il diritto all'istruzione a tutti i bambini che vivono in Libano.

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Burkina Faso – “Bridging the gap”, un ponte europeo per una società più inclusiva della disabilità

Ouagadougou - Il 22 febbraio scorso la sede AICS nella capitale del Burkina Faso ha organizzato il lancio ufficiale del progetto Bridging the Gap/Combler l’Écart, iniziativa finanziata dall’Unione Europea e coordinata dalla fondazione spagnola FIAPP che punta a promuovere l'inclusione sociale della disabilità in cinque Paesi partner. L’Agenzia partecipa al cofinanziamento e interviene con azioni specifiche in Burkina Faso e Sudan.

Il lancio del progetto ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di attori attivi nel settore della disabilità e dell’inclusione sociale. Tra le autorità che hanno espresso un sostegno all'iniziativa, il segretario di stato del Ministero senegalese della Donna, M.me Yvette Dembélé.

Nel corso dell’evento sono state presentate le linee generali del progetto ed è stato rinnovato l’impegno da parte delle autorità e dei partner locali alla realizzazione delle attività.

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Kenya – E4impact, al via un incubatore di impresa innovativo con motore “a tripla elica”

Nairobi - Nella mattinata del 21 febbraio scorso, presso la sede AICS di Nairobi, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del bando di partecipazione all’incubatore di imprese E4Impact. Hanno preso parte all’evento l'ambasciatore d’Italia in Kenya Mauro Massoni, la titolare dell'Ufficio AICS di Nairobi Teresa Savanella, il manager di E4Impact per l’Africa Orientale David Cheboryot e la direttrice marketing di Standard Media Group Doreen Mbaya.

L’incubatore, cofinanziato dall’Agenzia e implementato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dalla Fondazione E4Impact – Nairobi si configura come un incubatore e acceleratore di impresa per promuovere in Kenya l’imprenditorialità, per creare opportunità di occupazione per i giovani e per stimolare l’apertura all’internazionalizzazione delle nuove imprese. L'incubatore offrirà supporto alle imprese in fase di start-up e scaling-up, con particolare attenzione all'occupazione femminile e all'impatto socio-ambientale.

Savanella ha sottolineato come iniziative di questo tipo, che mettono in relazione attori del settore pubblico, privato e della ricerca, possano essere di grande supporto per coloro che, pur avendo un’idea imprenditoriale potenzialmente creativa e appetibile, non riescono a trovare opportunità per sviluppare il proprio progetto.

Serrati i tempi di avvio dell'iniziativa. Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato per il 23 marzo 2018. Entro il 30 aprile 2018 verranno selezionate le migliori 20 idee progettuali che accederanno ai servizi dell’acceleratore.

L’incubatore rappresenta un'attuazione del cosiddetto "approccio a tripla elica” che mette in relazione i tre attori principali coinvolti nei processi innovativi - università/enti di ricerca, imprese e istituzioni - e la nuova concezione dello sviluppo che attribuisce un ruolo fondamentale al settore privato e alla crescita di una classe imprenditoriale locale. In questa ottica sono partner dell’iniziativa due soggetti pubblici - Jomo Kenyatta University of Agriculture and Technology e Micro Enterprise Support Program Trust, afferente al Ministero dell’Industria – e due soggetti privati - Tangaza University College e Kenyan National Chamber of Commerce and Industry.

La strategia d’intervento coniuga una visione di sviluppo coerente con l’Agenda 2030 e un approccio tipico del settore privato. L’incubatore prevede tra i servizi alle imprese un'analisi del possibile sbocco di mercato e l’inserimento in una rete di contatti nazionali e internazionali, in particolare italiani, in vista di futuri investimenti e partnership operative.

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Foto: @E4Impact via Twitter

 

8 marzo 2018, l’impegno non è di un giorno, ma di ogni giorno

Nella ricorrenza dell’8 marzo l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo riconferma il suo impegno nella lotta contro la violenza sulle donne e sulle bambine, così come il sostegno al loro pieno riconoscimento come persone e agenti di sviluppo a livello politico, sociale, economico e culturale in tutto il mondo.

Attualmente AICS gestisce oltre 50 iniziative per la protezione, l'empowerment e la tutela dei diritti delle donne e delle bambine nei 22 Paesi prioritari per la Cooperazione italiana, per un ammontare complessivo di circa 40 milioni di euro.

L'Agenzia è inoltre in prima fila a favore delle rifugiate, delle sfollate e delle migranti nel contesto della crisi siriana e di tante situazioni di guerra e conflitto ancora aperte in diverse aree geografiche. L'Agenzia continua a operare affinché venga difesa l’integrità psicofisica delle donne e sia promosso il loro ruolo nelle iniziatie di  mediazione e pacificazione, in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite.

Che questo 8 marzo sia per tutte e tutti un importante passo in avanti nella grande battaglia di civilt per l’uguaglianza di genere e il superamento di tutte le discriminazioni.

International Women's Day

 

Albania – Coinvolgere la diaspora, a partire da quella in Italia, per lo sviluppo sostenibile del Paese

Tirana - Con oltre 1,4 milioni di cittadini albanesi residenti all’estero, principalmente in Italia e in Grecia, ma presenti in tutto il mondo, la diaspora albanese rappresenta una grande opportunità, ancora poco sfruttata. La sfida è creare un ambiente che incoraggi e sostenga il coinvolgimento degli espatriati attraverso lo scambio e la condivisione di buone pratiche, esperienze e talenti per lo sviluppo del Paese.

In questo scenario l’Organizzazione Internazionale per il Migranti ha annunciato il lancio di un programma dedicato alla valorizzazione e al coinvolgimento della diaspora albanese per lo sviluppo sociale ed economico dell’Albania. Il programma è finanziato dalla Cooperazione italiana, con il sostegno politico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il supporto operativo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Implementato da OIM, in collaborazione con i ministeri albanesi per l’Europa e gli Affari Esteri e dell’Economia e delle Finanze, il programma Engaging the Albanian Diaspora to the Social and Economic development of Albania avrà la durata di tre anni e sosterrà il governo albanese in ogni fase del coinvolgimento e della valorizzazione della diaspora.

L'iniziativa è stata ideata con particolare attenzione al sostegno della diaspora nell'attivazione di investimenti, start-up e nella creazione di nuova occupazione in Albania. Tra le azioni principali saranno creati un piano per dare impulso agli investimenti, denominato Connect Albania, e un fondo speciale per le start-up aperto ai migranti di seconda generazione che vogliano investire in Albania. Focus principale del programma sarà la diaspora in Italia, che comprende oltre 500mila cittadini albanesi.

In occasione del lancio del programma l’ambasciatore italiano in Albania Alberto Cutillo ha evidenziato il ruolo positivo che la diaspora può svolgere: “I migranti hanno talenti e conoscenze che non vanno disperse. Sono un asset fondamentale per lo sviluppo dei nostri Paesi. Entrambi, Albania e Italia, beneficeranno della loro valorizzazione.”

Il Ministro per la Diaspora albanese Pandeli Majko ha sottolineato il potenziale inesplorato dei tanti cittadini albanesi residenti all’estero: “Il programma finanziato dall’Italia ci darà l’opportunità reale di mettere a frutto le immense potenzialità della nostra diaspora. Per questo è per noi di fondamentale importanza.”

“Si tratta di un progetto innovativo, di un punto di svolta - ha aggiunto il titolare della sede AICS di Tirana Nino Merola - e offrirà un modello di sviluppo sociale ed economico a tutti i livelli. Solo per citare due esempi concreti, potrà avere un impatto sulle comunità nei settori del turismo sostenibile e dell'agroalimentare.”

La direttrice OIM a Tirana, Alma Jani, ha spiegato che il programma diventerà un ponte istituzionale per trasferire conoscenze e buone pratiche, mettendole a disposizione dello sviluppo sostenibile dell’Albania: "Le competenze della diaspora saranno mappate e messe in contatto con i bisogni delle rispettive realtà locali, con le strategie e i piani di azione del Governo.”

• Info: iomtiranadiaspora@iom.int

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