Female Farmers in Urban Agriculture in Khartoum. Sfide e Opportunità

Al via lo studio  “Female Farmers in Urban Agriculture in Khartoum. Sfide e Opportunità" condotto dall’Università Ahfad for Women con il supporto di AICS Khartoum. Lo studio è stato presentato a UNWOMEN , al Ministero dell’Agricoltura e alla #fao.

L’obiettivo principale dello studio è stato quello di indagare l’esclusione delle donne agricoltrici dal settore agricolo nella città di Khartoum. La difficoltà più grande è stata quella di identificare il campione, inizialmente ritenuto inesistente o irrilevante. L’Università di Ahfad è invece riuscita a dimostrare quanto il ruolo delle donne agricoltrici nelle aree urbane sia essenziale e presente. Sono state intervistate 400 donne lavoratrici nel settore agricolo per un totale di circa 10 mesi di lavoro sul campo. Sono state identificate quattro categorie: (i) donne agricoltrici cha hanno accesso a terra e risorse; (ii) donne impiegate informalmente nel settore; (iii) donne impiegate in attività agricole a conduzione famigliare; (iv) donne agricoltrici che hanno accesso a microcredito e investimenti.

La maggior parte delle donne impiegate nel settore agricolo in #Sudan sono lavoratrici informali e di conseguenza invisibili, ma rappresentano l’80% della forza lavoro. Studi settoriali come quello presentato danno voce a questa categoria invisibile, evidenziando necessità e sfide, in particolare l’esclusione delle donne dai processi di decision-making, la violenza economica fisica ed economica, l’impossibilità di accedere a servizi di credito e il diritto di proprietà fortemente discriminatorio nei confronti delle donne.

La ricerca verrà incorporata nel più ampio processo di sviluppo della Strategia di #Genere e #Agricoltura, iniziato nel 2018 e portato avanti dalla Unità di Genere del Ministero dell’Agricoltura del Sudan con il supporto dell’AICS.

24 febbraio Milano- Investimenti profit nella cooperazione: normativa, modelli e incentivi

Milano- Il 24 febbraio alle ore 17.00, si terrà un’incontro con le imprese interessate a investire in Paesi in Via di Sviluppo secondo un approccio etico e sostenibile. L’appuntamento intende fornire un primo orientamento sulle principali opportunità di coinvolgimento del settore privato profit su tematiche di Sviluppo Internazionale, con particolare riferimento allo strumento finanziario promosso da AICS (Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo) – Bando AICSIdee Innovative per lo Sviluppo”.

L’evento è organizzato da De-LAB in partnership con la Camera di Commercio di Milano. La relatrice sarà Lucia Dal Negro, founder De-LAB srl

De Lab srl è una start up aggiudicataria del Bando profit 2018 e che ha vinto anche un premio per l’iniziativa selezionata da AICS “Kokono dato da ANGI  (associazione giovani innovatori italiani) per la categoria “salute& Benessere” lo scorso Dicembre.

DestinatariMPMI e start up, con sede legale iscritta al Registro Imprese di Milano Monza Brianza Lodi o sede operativa iscritta al REA della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, attive in settori di rilevanza per lo sviluppo socio-economico di Paesi in Via di Sviluppo.  

Per procedere all’iscrizione dell’evento sarà richiesta la registrazione alla pagina della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

Workshop Bando Profit AICS: opportunità per i professionisti

IL FUTURO NON SI ASPETTA SI CREA! Bando Profit 2019
Il 30 gennaio 2020, alle ore 9.00 presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri in Via XX Settembre n.5 a Roma, si terrà  il Workshop "BANDO PROFIT AICS 2019: OPPORTUNITÀ’ PER I PROFESSIONISTI" dove verranno presentati dalla Dirigente dell'Ufficio VIII Grazia Sgarra gli strumenti dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo per il settore privato profit.

 

 

Al via due progetti finanziati dal primo bando Affidato per le organizzazioni della società civile italiane in Palestina

Gerusalemme, 15 Gennaio 2020 – Firmati stamani tra l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di Gerusalemme e le organizzazioni italiane WE WORLD/GVC e COSPE i contratti di affidamento nel quadro dell’iniziativa “AMAL-Diritti Umani e Uguaglianza di Genere”, per due progetti di sviluppo del valore di circa 1,350,000 euro e una durata complessiva di 36 mesi. Si tratta del primo bando Affidato per Osc (Organizzazioni della società civile) gestito dalla sede AICS di Gerusalemme.
I due progetti sono “We change. Percorsi partecipati di genere e promozione dell'empowerment economico delle donne in Palestina”, realizzato da WE WORLD/GVC in partnership con OVERSEAS e “Donne e Democrazia – Spazi femministi, pratiche trasformative e partecipazione politica delle donne e donne con disabilità in Palestina”, che sarà gestito da COSPE con il coinvolgimento di EDUCAID.
Entrambi incentrati sui diritti delle donne e sulla valorizzazione delle loro competenze, “We change” sarà focalizzato sull’empowerment economico attraverso workshop, conferenze, formazioni per imprenditrici, scambio di buone pratiche e analisi/ricerche di mercato sulla produzione artistica come fonte di reddito, mentre “Donne e democrazia” lavorerà con la società civile per promuovere il coinvolgimento politico e la partecipazione femminile in spazi pubblici e istituzionali sui temi dei diritti delle donne, dei valori femministi e per la promozione dell’uguaglianza di genere.
Con un budget complessivo di 4 milioni di euro e il coinvolgimento di Ministero dell’Educazione e Procura Generale Palestinese, AMAL – Diritti Umani e Uguaglianza di Genere intende supportare le istituzioni locali e le organizzazioni della società civile nella realizzazione di interventi che promuovano una cultura rispettosa dell’uguaglianza ed equità di genere e dei diritti umani, attraverso tre obbiettivi specifici:

1. Promuovere l’uguaglianza di genere e favorire l’empowerment economico delle donne e le opportunità lavorative nel mercato del lavoro in Palestina;

2. Promuovere la partecipazione attiva delle donne nella sfera pubblica;

3. Promuovere e contribuire al consolidamento della promozione dell’uguaglianza di genere e dei diritti umani in Palestina

 

 

 

 

Nasce la Rete Oncologica e screening dei tumori del collo dell’utero e della mammella in Bosnia Herzegovina in collaborazione con la Città Salute di Torino

Al via una Rete Oncologica ed un programma di Screening dei tumori del collo dell’utero e della mammella in Bosnia Herzegovina, grazie alla Città Salute di Torino e alla Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta, nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana Cooperazione e Sviluppo, per un importo di circa 800 mila euro, nel quadro dell’Accordo di gemellaggio tra la Regione Piemonte ed il Kantone di Zenica-Doboj. Nei prossimi tre anni la Città della Salute di Torino è chiamata a fornire tutta la propria esperienza nella gestione e realizzazione dei servizi afferenti alla Rete Oncologica ed ai programmi di Screening.

Sabato scorso si è riunito, presso la sede della Rete Oncologica di Piemonte e Valle D’Aosta, il gruppo di riferimento per la gestione e realizzazione del progetto. L’incontro, al quale hanno partecipato, Giulio Fornero, in rappresentanza della Direzione aziendale; Oscar Bertetto, direttore della Rete Oncologica di Piemonte e Valle D’Aosta; Libero Ciuffreda e Silvana Storto, in rappresentanza delle specialità oncologiche necessarie al progetto; Umberto Ricardi e Mauro Papotti, in rappresentanza della Scuola di Medicina; e Livia Giordano, quale referente del CRPT; Daniela Guasco e Luca Giliberti, quali coordinatori del progetto a nome di RE.TE. ONG, è servito per aggiornare tutti i partecipanti sulla situazione locale in Bosnia dalla quale partire per impostare un piano operativo di tutte le azioni e procedure necessarie. Lo stesso gruppo si recherà in Bosnia Herzegovina a metà febbraio per una prima missione operativa di lavoro con gli omologhi colleghi in Bosnia. Le prime mosse passeranno dalla costituzione di un comitato scientifico misto italo-bosniaco per la verifica degli effettivi avanzamenti del progetto e della capacità locale di promuovere questi servizi.

“A partire dal dicembre 1995 – riferisce la nota piemontese – , subito dopo la devastante guerra nei Balcani, Rete Ong, in collaborazione con la Regione Piemonte, è impegnata in azioni di cooperazione con il Cantone di Zenica Doboj. Una parte di esse si sono sviluppate in ambito sanitario con progetti di supporto all’assistenza medica rivolta alla popolazione, in particolare con l’implementazione locale di un programma pilota di screening presso l’ospedale Cantonale di Zenica.  L’insieme di queste azioni, oltre ad aver incrementato il livello di assistenza sanitaria,  ha dato origine a protocolli di intesa tra diversi Enti italiani e bosniaci, per la realizzazione congiunta di azioni di cooperazione in ambito sociale, della formazione universitaria e sanitaria”. Il  progetto propone un’insieme di azioni, quali la sensibilizzazione ed educazione della popolazione con la diffusione delle 12 raccomandazioni del Codice Europeo contro il Cancro, per ridurre il rischio di sviluppare un cancro; la realizzazione locale di un’attività di screening per il tumore della mammella e di implementazione dello screening dei tumori della cervice uterina, secondo un modello già utilizzato nel Progetto Prevenzione Serena della Regione Piemonte; l’attivazione di un progetto di Rete Oncologica, secondo il modello della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, eventualmente da estendere progressivamente agli altri Cantoni della Bosnia Herzegovina. Questi tre ambiti di azione sono tra loro strettamente collegati e permetterebbero di sviluppare un Servizio Sanitario, in grado di diagnosticare e prendere in carico i pazienti affetti dalle più diffuse patologie tumorali, secondo standard medici riconosciuti a livello europeo ed internazionale.

Articolo Ansa

Articolo Quotidiano Sanità

9-13 gennaio 2020 – Visita del Direttore Luca Maestripieri in Myanmar

Dal Vietnam, il 9 gennaio, Luca Maestripieri si è spostato in Myanmar dove sono programmati vari incontri, dapprima con l’Ambasciatrice Alessandra Schiavo, con il personale della locale sede AICS e le visite a progetti finanziati da AICS nel Paese, accompagnato dal nuovo direttore della sede AICS di Yangon Walter Zucconi. E’ prevista, tra gli altri la visita nella regione di Magway dove è sono in corso le iniziative promosse cofinanziate da AICS e realizzate dalle ONG Progetto Continenti e Terre des Hommes Italia. Le due iniziative prevedono la realizzazione di attività volte a promuovere la formazione ed organizzazione dei piccoli coltivatori e delle pratiche agricole sostenibili ed il rafforzamento delle filiere produttive, oltre a mettere in atto le misure necessarie per rafforzare la resilienza delle comunità rurali ai cambiamenti climatici in un’area del Paese quale quella centrale del Myanmar, denominata Dry Zone, caratterizzata da scarsa ed erratica piovosità.

 

 

 

Il Direttore Maestripieri ha incontrato inoltre il Direttore Generale del Dipartimento di Archeologia del MoRAC (Ministry of Religious Affairs and Culture) presso il sito di Bagan, recentemente nominato Patrimonio Mondiale dell’Umanita’ grazie al supporto di AICS, in collaborazione con UNESCO e con le autorita’ locali. Da sempre in prima linea nella salvaguardia del patrimonio culturale birmano, la Cooperazione Italiana ha supportato l’iscrizione nella lista UNESCO delle Antiche Citta’ Pyu nel 2014 ed e’ attualmente coinvolta nella protezione del sito archeologico di Mrauk U nello Stato del Rakhine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6-13 gennaio 2020 – Visita del Direttore Luca Maestripieri in Vietnam

Per il direttore dell’Agenzia Luca Maestripieri il nuovo anno è iniziato denso di appuntamenti. Infatti dal 6 al 9 gennaio è in visita in Vietnam e, accompagnato dal titolare della sede AICS di Hanoi, Martino Melli, ha incontrato, presso il Ministero degli Affari esteri del Vietnam (MOFA), il Vice Ministro, Sig. To Anh Dung. Sono seguiti altri incontri con diverse autorità locali, tra cui il vice ministro della Pianificazione Economica e degli Investimenti Sig.Vu Dai Thang, una importante occasione per confermare la collaborazione e la disponibilità della cooperazione italiana a rafforzare la partnership con il  paese.

La missione è proseguita con una Trasferimento alla citta’ di Tam Ky, capoluogo della Provincia di Quang Nam, dove, hanno avuto luogo una riunione con il Chairman del People Committee della Provincia Sig. Le Tri Thanh e la visita al laboratorio di restauro realizzato presso il museo etnologico di Tam Ky, nell’ambito del progetto “Centro di formazione professionale per il restauro e la conservazione del patrimonio culturale nella provincia di Quang Nam”.

A seguire la visita del centro sanitario Viet An previsto dall’iniziativa di cooperazione “Miglioramento dei servizi sanitari a favore di specifiche aree della regione centrale del Vietnam” e il trasferimento al sito storico di My Son, per la visita al sito e alle opere in corso di restauro  con il contributo degli studenti vietnamiti del “Centro di formazione professionale per il restauro e la conservazione del patrimonio culturale nella provincia di Quang Nam”.

La visita odierna si conclude al Da Nang HydroMet Centre – realizzato con il progetto “Improving the Flood Forecasting and Warning System in Vietnam – First Phase”.

La visita del Direttore Maestripieri in Vietnam si è conclusa con gli incontri con il Vice Ministro delle Finanze, con il Direttore Generale dell'Ufficio Centrale di Statistica e infine con il vice Ministro dell'Ambiente.

 

 

 

 

 

Iniziativa della Cooperazione Italiana per la cura di piccoli pazienti provenienti dalla Libia

L’iniziativa della Cooperazione italiana per la cura di minori libici affetti da patologie onco-ematologiche ha visto ieri, 17 dicembre, l’arrivo all’aeroporto militare di Ciampino del secondo gruppo di 5 piccoli pazienti, accompagnati rispettivamente da un genitore.

“Grazie a questo intervento umanitario vogliamo dimostrare che per la Libia l’Italia c’è e ci sarà sempre per contribuire al processo di stabilizzazione e alla costruzione della pace nel Paese”, ha detto la Vice Ministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Marina Sereni. All’arrivo del C130 dell’Aereonautica Militare, ad accompagnare la Vice Ministra, erano presenti il Vice Direttore dell'AICS, Leonardo Carmenati, il Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) del MAECI, Giorgio Marrapodi, il Capo Ufficio Emergenza del MAECI Cristina Carenza, oltre al personale medico dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù dove verranno curati i bambini.

Leonardo Carmenati ha sottolineato come questa iniziativa preveda il trasferimento delle eccellenze italiane nel settore sanitario, grazie al coinvolgimento del Bambin Gesù, “per poter offrire una speranza e provare a salvare la vita ai più vulnerabili in un contesto in cui l’accesso ai servizi sanitari è molto limitato”. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha infatti sottoscritto un Accordo con l’Ospedale pediatrico che prevede la cura di 14 bambini provenienti dall’area di Bengasi, lo sviluppo di collaborazioni e scambi con i medici libici, il percorso di inclusione scolastica e l’insegnamento della lingua italiana.

Un primo gruppo di 4 pazienti è arrivato a settembre 2019, mentre per i restanti 5 sarà programmato un volo nel corso del 2020. I 5 bambini arrivati ieri hanno un’età compresa tra i 5 e 14 anni. “Il reale valore aggiunto di questa iniziativa è che facciamo veramente la differenza nella vita delle persone”, ha aggiunto Carmenati. Oltre a ringraziare per l’opportunità offerta dall’Italia per la cura dei propri figli un padre ha espresso l’augurio di “un successo, se Dio vorrà”.

 

 

Ginevra, 11 dicembre – La delegazione italiana incontra il Presidente della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC) Francesco Rocca

L’11 dicembre, nell’ambito della 33ma Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, la delegazione governativa nazionale (MAECI-AICS) ha incontrato il Presidente della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC), Francesco Rocca, eletto nel novembre 2017.

La Federazione costituisce la più vasta organizzazione umanitaria al mondo con circa 14 milioni di volontari presenti in tutte le aree geografiche. Durante la 33ma Conferenza è stata annunciata la recente costituzione delle Società nazionali di Bhutan ed Isole Marshall, che portano il numero complessivo dei membri della Federazione a 192. La presenza capillare in quasi tutti i Paesi del mondo attraverso le Società nazionali è uno dei punti di forza dell’Organizzazione, che la rende un partner prezioso nella risposta e prevenzione alle catastrofi naturali, nell’assistenza socio-sanitaria, oltre che nella promozione dei valori umanitari.

L’Italia ha un rapporto consolidato negli anni con la Federazione e l’incontro dell’11 dicembre è stata l’occasione per discutere nuove prospettive di collaborazione anche alla luce della “Strategia 2030” (https://future-rcrc.com/) della Federazione, adottata nei giorni scorsi dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione. La strategia costituisce il piano operativo per i prossimi 10 anni per far fronte alle nuove sfide globali legate al cambiamento climatico, all’incremento del numero e dell’intensità dei disastri e delle crisi umanitarie protratte, ad epidemie e pandemie, salute mentale, migrazioni, nonché al preoccupante fenomeno dell’anti-umanitarismo. La Federazione intende potenziare l’utilizzo delle nuove tecnologie e del cash assistance nei propri interventi, nonché rafforzare il ruolo delle comunità locali e le attività di prevenzione dei disastri naturali, secondo un approccio incentrato sulle persone, ed in particolare, sulle categorie più vulnerabili.

 


Nella foto alcuni dei rappresentanti del Governo Italiano presenti a Ginevra tra cui  l’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado (Rappresentante Permanente dell’Italia presso le OO.II. a Ginevra) e il Vice Direttore dell’AICS, Leonardo Carmenati, durante l’incontro con il Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca.

Madrid, 12 dicembre – COP 25 – “Environmental global challenges as seen from Africa Italian environmental cooperation on display”

 

Il 12 dicembre p.v. l’AICS parteciperà alla COP25 che inizia oggi presso IFEMA-Feria di Madrid con un side event coorganizzato con il Ministero dell’Ambiente.

L’evento dal titolo “Environmental global challenges as seen from Africa Italian environmental cooperation on display” si terrà il 12 dicembre dalle 10.30 alle 12.30 presso il Padiglione Italia (Hall 8).

Interverranno tra gli altri il Direttore Maestripieri e il Ministro dell’ambiente Costa.

Nel corso dell'evento sarà trasmesso il documentario “Lac” del regista MAHAMAT-SALEH HAROUN. Si tratta di un corto di circa 8 minuti ambientato in Chad dove alcune donne  si ingegnano per contrastare la presenza di plastica nel lago dove pescano abitualmente.

Il corto fa parte di Interdipendence, (www.interdependencefilm.com  una rassegna di 11 documentari sul cambiamento climatico, realizzati da registi provenienti da diversi paesi, prodotta 2019 by ART for The World on Environment and Cimate Change. La rassegna è stata presentata anche all’ultimo Festival del cinema di Roma ed ha il sostegno anche delle Nazioni Unite.

Oltre al side event il Direttore avrà anche altri impegni in agenda quali il meeting con Javier Manzanares, Deputy Vice Direttore Esecutivo presso il Green Climate Fund. Il Direttore Maestripieri sarà anche intervistato da parte di Connect4Climate del gruppo della Banca Mondiale per la rassegna di interviste su Facebook “Live from COP25”.

Concept note e Agenda

Nel padiglione italiano il Direttore Maestripieri nel suo intervento ha considerato quanto sia importante "combinare le nostre azioni nei settori tradizionali (salute, food security, educazione) con le tematiche ambientali" ricordando la connessione tra migrazione/mobilità umana forzata e cambiamenti climatici. Ha inoltre espresso la volontà di rafforzare la partnership con il Ministero dell'Ambiente programmando insieme iniziative concrete e lanciando campagne di sensibilizzazione sull’Agenda 2030.

Ha inoltre osservato il ministro dell'Ambiente Costa che" emerge la consapevolezza e la necessità di agire per contrastare il cambiamento climatico. Un numero sempre maggiore di aziende, governi e amministrazioni locali e regionali sta infatti mettendo in campo soluzioni innovative e coraggiose per affrontare le sfide globali, che coinvolgono il clima, le risorse idriche e la deforestazione"