Libia – Al via il più importante programma di cooperazione europea per la stabilità e lo sviluppo

Tripoli - Giovedi 29 novembre l'Agenzia ha partecipato alla prima sessione del Comitato di Pilotaggio del programma europeo Recovery, Stability and Socio-economic Development in Libya a sostegno dei servizi di base in 24 municipalità su tutto il territorio libico. A soli due mesi dalla firma del primo accordo di cooperazione delegata UE-AICS, questa importante riunione ha sancito l'avvio della fase operativa.

Frutto di un'iniziativa congiunta tra l’Unione Europea, il governo libico e il governo italiano a supporto della stabilizzazione del Paese, il programma prevede un finanziamento complessivo di 50 milioni di euro e una durata triennale. L'iniziativa, elaborata nel quadro dell'Emergency Trust Fund for Africa,  rappresenta il più importante intervento UE a sostegno delle municipalità libiche e sarà realizzato in partnership con le agenzie UNDP (18 milioni) e UNICEF (10 milioni), accanto all'Agenzia (22 milioni).

Oltre all'impegno diretto per il potenziamento di strutture per la fornitura, nelle municipalità coinvolte, di servizi di base nei settori salute, istruzione, acqua potabile e protezione igienico-sanitaria, AICS giocherà un ruolo chiave nel coordinamento di un programma cruciale per promuovere la stabilità e migliorare le condizioni di vita della popolazione residente e migrante.

EUTF - Comunicato stampa | ENG

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Firenze – Le immagini della fototeca AICS nell’iniziativa “Black Archive Alliance”

Per tre giorni, dal 27 al 29 novembre, l'atrio della sede AICS di Firenze ha ospitato un'installazione curata dal centro di produzione d’arte contemporanea Villa Romana nell'ambito dell'iniziativa "Black Archive Alliance." Il progetto ha coinvolto numerosi archivi del capoluogo toscano nella ricerca e nell'esposizione di materiali, poco noti al pubblico, che documentano le relazioni tra Italia e Africa nel corso della storia. Anche la fototeca della sede AICS ha messo a disposizione degli autori la propria collezione di immagini storiche: tra queste, una ventina sono state stampate sui manifesti ideati per l'allestimento. L'analisi delle fotografie scattate in Etiopia, Eritrea e Somalia negli anni 1937-'39 ha messo in evidenza aspetti su cui riflettere, come l'assimilazione delle popolazioni locali al paesaggio e alle risorse della terra, in evidente contrasto con il riconoscimento della soggettività dei colonizzatori europei.

Black Archive Alliance - Presentazione dell'iniziativa
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foto: Andrea Merli

 

Gerusalemme – Ricette toscane in sapor di Palestina per gli aspiranti chef della scuola UNRWA

Gerusalemme – Sedici studenti del corso in Hotel Management della Scuola di formazione professionale UNRWA a Ramallah hanno partecipato a un workshop di cucina organizzato il 22 novembre scorso dalla sede AICS di Gerusalemme e condotto dalla chef Sara Barbara Guadagnoli, membro della Federazione Italiana Cuochi – Lady Chefs.

Nelle quattro ore di corso i ragazzi sono stati guidati nella preparazione di piatti della tradizione toscana, rivisitati secondo gli ingredienti disponibili sul mercato palestinese. Sui tavoli dell'open buffet che ha seguito il lavoro tra i fornelli sono stati serviti piatti da menù con le stelle: spaghetto di zucchine su crema di sedano, parmigiana di melanzane, toppe (maltagliati) con ragù bianco di vitella, spezzatino con patate, zuppa inglese e fragole con panna, in aggiunta a una speciale focaccia a base di pane palestinese - pita - con uova, zucchine e menta.

L'ottimo risultato dell’iniziativa avrà nelle prossime settimane un gustoso seguito con la realizzazione di un libro di ricette toscane, adattate con ingredienti palestinesi, che racconterà attraverso foto e testimonianze dei protagonisti l'esperienza di fusion italo-palestinese sperimentata nello workshop.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della terza edizione della Settimana della Cucina italiana nel Mondo, organizzata in Palestina dal Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, che ha promosso una serie di eventi e degustazioni a Gerusalemme, Nablus e Betlemme.

La scelta di collaborare con UNRWA e, in questa particolare occasione, con la Scuola di formazione professionale, sottolinea l’impegno italiano in favore dei rifugiati palestinesi, che nel 2018 ha visto un incremento del 25% dei volumi finanziari allocati a livello regionale - da 11,8 milioni di euro del 2017 si è passati a 14.8. Allo stesso temppo, l'iniziativa conferma l'importanza che la formazione professionale per i giovani, in particolare le donne, riveste all'interno dei programmi dedicati alle pari opportunità di genere e allo sviluppo economico che la sede AICS attualmente gestisce.

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Roma – Popoli del lago Ciad, la fotografia di Abdoulaye Barry racconta una crisi dimenticata

E' stata inaugurata giovedi 29 novembre, al museo delle Civiltà "Luigi Pigorini" di Roma, la mostra fotografica "Popoli del Lago Ciad - Una crisi umanitaria vista dall'interno" che raccoglie una serie di scatti del giovane fotografo ciadiano Abdoulaye Barry.

Organizzata da Vita in collaborazione con Coopi e il sostegno dell'Agenzia, la mostra vuole raccontare la crisi umanitaria che colpisce la regione del Lago Ciad, tra Niger, Camerun e Ciad. E' un'emergenza dimenticata dall'Occidente che ha coinvolto oltre 10 milioni di persone e creato oltre 2,4 milioni di sfollati. L'autore ha attraversato tre Paesi africani documentando gli interventi di Coopi e la quotidianità di chi vive la crisi sulla propria pelle, ogni giorno.

Abdoulaye Barry è vincitore nel 2009 del Premio della Giuria alla biennale Les Rencontres de Bamako, la più grande rassegna fotografica del continente africano, per il suo lavoro sui bambini di strada della sua città, N’Djamena.

La mostra è stata inaugurata con il saluto del direttore vicario dell'AICS Leonardo Carmenati.

foto: Giuseppe Gurrò

 

Roma – Giornata ONU contro violenza di genere, il 28 novembre l’evento pubblico dell’Agenzia

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne - designata dalle Nazioni Unite per il 25 novembre - l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo organizza la tavola rotonda ''Libere dalla violenza: la Cooperazione italiana a fianco delle donne."

L’iniziativa si terrà a Roma mercoledì 28 novembre presso la Casa internazionale delle donne, in via della Lungara 19, alle ore 11.00. L' incontro offrirà un'importante occasione per riflettere sulla violenza di genere quale problema sistemico e strutturale, presente, in diverse forme, in ogni società e cultura.

L’evento vedrà la partecipazione di relatori italiani e stranieri, tra cui rappresentanti istituzionali del Senegal e della Palestina, delle OSC italiane, delle Nazioni Unite e di associazioni di donne migranti in Italia.

“Libere dalla violenza” è la prima manifestazione pubblica dell’Agenzia, in Italia, sul tema del contrasto alla violenza di genere e sarà l'occasione per condividere con il pubblico l'importante lavoro svolto dall'AICS a favore delle donne nei Paesi partner.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dedicato il 25 novembre alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne con la risoluzione 54/134 del 7 febbraio 2000. La data del 25 novembre fu scelta da un gruppo di donne attiviste in ricordo del brutale assassinio, nella Repubblica Dominicana nel 1960, delle tre sorelle Mirabal, considerate un esempio di impegno politico per il loro contrasto alla dittatura.

Il 25 novembre, inoltre, segna l'inizio di "16 giorni di attivismo globale", due settimane di iniziative di sensibilizzazione in tutto il mondo in difesa dei diritti delle donne che culmineranno nella Giornata internazionale dei Diritti Umani, il 10 dicembre. Per identificare questo periodo di impegno particolare e condividere l'adesione alla campagna è stato scelto il colore arancione, protagonista del motto Orange the world!

 

Roma – MED Dialogues, l’Agenzia in prima linea negli interventi di emergenza e sviluppo in Siria

E' in corso a Roma, da 21 al 24 novembre, la quarta edizione di Rome MED – Mediterranean Dialogues, iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall'ISPI che rappresenta uno dei principali fori globali di riflessione e dialogo per la definizione di un’agenda positiva per il futuro del Mediterraneo "allargato".

Come ogni anno, MED è stato preceduto da una serie di incontri tematici preparatori, chiamati Towards MED, che si si sono svolti da aprile a ottobre in Italia, Europa, Stati Uniti, Russia e in vari Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Inoltre, la mattina del 21 novembre si è svolto all’hotel Parco dei Principi il pre-MED forum sulla Cooperazione allo sviluppo dove sono intervenuti, tra gli altri, la vice Ministra degli Esteri con delega alla Cooperazione allo Sviluppo, Emanuela Del Re, e il direttore ad interm dell’AICS, Leonardo Carmenati.

Tema dell'incontro è stato il caso della Siria e la sua crisi prolungata, con particolare attenzione al sostegno che la cooperazione può offrire nello sviluppo rurale. La vice Ministra del Re, che ha aperto i lavori, ha ricordato il ruolo dell’Italia in Siria, in particolar modo la sinergia costante con le OSC e con le associazioni locali. “In Siria – ha ricordato Del Re – la Cooperazione italiana ha avviato fino a oggi circa cento progetti di sviluppo in diversi campi. Va ricordato, inoltre, che è stato approvato un nuovo pacchetto di aiuti per circa 2 milioni e 500mila euro”. La Vice Ministra ha poi voluto ricordare le “buone pratiche” che le organizzazioni non governative stanno attuando nel territorio siriano e infine ha sottolineato che il problema della sicurezza in Siria è un tema fondamentale e che va preparato sin da ora lo scenario post conflitto e post Daesh.

Il direttore ad interim dell’Agenzia, Leonardo Carmenati, ha posto l’attenzione anche sui Paesi intorno alla Siria che in qualche modo risentono della crisi, come la Giordania, la Turchia, il Libano e il Kurdistan iracheno. Carmenati ha inoltre ricordato che a partire dal 2017 la Cooperazione italiana ha esteso l’orizzonte temporale degli interventi di emergenza da 12 a 24 mesi al fine di rispondere meglio alle esigenze delle popolazioni colpite da crisi prolungate e preparare le condizioni per il post-emergenza. Carmenati ha infine ricordato l’importanza delle partnership fra le organizzazioni della società civile e le comunità locali, aprendo il terreno della collaborazione anche al mondo profit, per cui è stata pubblicata proprio in questi giorni la seconda edizione del bando di settore.

Solo nel 2018 la Cooperazione italiana ha approvato un portafoglio di interventi di aiuto umanitario in Siria per un ammontare complessivo di 9,5 milioni di euro, che comprende contributi del valore complessivo di 5,5 milioni di euro destinati alle agenzie UN-OCHA, UNDP-UNFPA, Programma Alimentare Mondiale, UNICEF e UNRWA e un finanziamento di 4 milioni di euro per iniziative la cui esecuzione sarà affidata a organismi della società civile italiana operanti in Siria.

 

Sudan – Un concerto dedicato ai rifugiati, simbolo del nexus tra sviluppo e assistenza umanitaria

Khartoum - Nella suggestiva cornice dei giardini del Museo Nazionale di Khartoum la delegazione dell'Unione Europea in Sudan, l'ambasciata d'Italia in Sudan e l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo hanno lanciato due programmi dedicati al sostegno dei rifugiati e delle comunità ospitanti nelle regioni orientali del Paese: Strengthening resilience for refugees, IDPs and host communities in Eastern Sudan e Improving access to safe water and sanitation for migrants and host communities in Eastern Sudan. Il 15 novembre scorso l'evento di apertura ha proposto un concerto che ha richiamato il pubblico negli straordinari spazi del Museo Nazionale sudanese, già oggetto di interventi della Cooperazione italiana.

I due programmi di cooperazione delegata UE, denominati SDN 11 e SDN 13, sono rivolti alle popolazioni più vulnerabili e marginalizzate in tre stati - Kassala, Gedaref e Red Sea - dove la Cooperazione italiana è impegnata da anni con un ruolo di leadership nel campo della sanità e dell'acceso all'acqua potabile. Promuovere la salute primaria e riproduttiva, la nutrizione di qualità e l'accesso all’acqua potabile sono i cardini delle due iniziative, per un finanziamento totale di 14 milioni di euro. In particolare, l’iniziativa SDN 13 vuole sostenere lo sviluppo del sistema primario sanitario rendendolo accessibile alle fasce della popolazione più marginalizzata, in particolar modo i migranti, attraverso interventi infrastrutturali, forniture di farmaci ed equipaggiamenti e attività di formazione e supporto istituzionale. L’iniziativa SDN11, complementare all'altra, punta a migliorare l'accesso all'acqua per le popolazioni di migranti e sfollati, a sviluppare sistemi di energia alternativa e a riabilitare servizi igienici in scuole e centri sanitari.

Entrambe le iniziative si concentrano sul rafforzamento delle capacità locali e sulla sensibilizzazione delle comunità sui rischi e sui comportamenti appropriati in ambito sanitario. Le attività progettuali saranno svolte in partnership con il ministero della Salute, il ministero dell’Irrigazione e quello dell'Educazione, sia a livello federale che degli stati interessati.

"L'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari nei tre stati è estremamente limitato, inoltre le regioni orientali sono interessate da un importante flusso migratorio che contribuisce a ridurre la capacità delle comunità locali di far fronte ai bisogni della popolazione" ha affermato l’ambasciatore italiano Fabrizio Lobasso. "Il nostro obiettivo principale – ha continuato - è garantire l'efficienza e l'efficacia dei nostri interventi.  Il popolo sudanese potrà contare sul sostegno dell’Italia: lavoreremo insieme alle nostre controparti al fine di assicurare un consistente aiuto nel settore igienico-sanitario, soprattutto in favore delle popolazioni più vulnerabili."

Le iniziative – in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile # 3 e 6 - saranno realizzate secondo modelli d'intervento replicabili in tutto il Paese.

Il capo della Delegazione europea in Sudan, ambasciatore Jean Michel Dumond, ha sottolineato che l'Unione Europea continua a essere il maggior donatore di assistenza umanitaria in Sudan. L'Unione Europea e i suoi stati membri concordano con il governo sudanese sulla necessità di perseguire una cooperazione allo sviluppo a più lungo termine, in linea con la strategia Humanitarian - Development Nexus che punta ad affermare un approccio di continuità tra l'intervento umanitario e lo sviluppo. A questo riguardo, il Sudan rappresenta un Paese pilota. Dumond ha aggiunto che sono in fase di identificazione nuove iniziative nel contesto del Nexus e che si attende di finalizzare un nuovo programma nel settore salute, con la Cooperazione italiana, entro il prossimo anno.

Sudan - Brochure programmi SDN 11 e SDN 13

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Honduras – Più forza alle donne che lavorano nelle aree rurali, al via un nuovo programma regionale

Tegucigalpa - Il 13 novembre scorso Onu Mujeres Honduras e AICS San Salvador, insieme all’ambasciata d’Italia in Guatemala e Honduras, hanno inaugurato l’ultimo degli eventi previsti per il lancio del progetto "Empowerment economico delle donne in Honduras, Guatemala e El Salvador" che andrà a sostenere direttamente 200 donne in ogni Paese del triangolo nord centroamericano. A livello regionale, l'iniziativa è finanziata dall'Agenzia con un contributo di 3,5 milioni di euro.

Secondo i dati del CEPAL, il 44,5% delle donne hondureñe vive in aree rurali e solo 3 su 10 ricevono uno stipendio per il loro lavoro. Questa è la stessa percentuale di famiglie che hanno una donna come capofamiglia e, secondo dati Oxfam, soltanto il 12% della terra appartiene a loro. Le donne guadagnano meno degli uomini, possiedono meno risorse e sopportano il peso di un lavoro non retribuito, oltre a prendersi cura della casa.

Per contribuire a colmare questo squilibrio, il progetto mira ad ampliare le opportunità economiche per le donne attraverso la creazione di strumenti a favore di micro imprenditrici nelle aree rurali in modo da generare catene di imprenditorialità che aprano ai mercati e aumentino la competitività. Per questo sono previste azioni mirate ad agevolare l'accesso a strumenti finanziari adeguati a sostenere le imprese guidate dalle donne.

L’investimento per l’empowerment economico delle donne contribuisce a migliorare la parità di genere, ridurre la povertà e promuovere una crescita economica inclusiva: fattori che contribuiscono alla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile - in particolare il quinto - che il governo honduregno punta a soddisfare entro il 2030.

L'iniziativa sarà attuata da UN Women con il supporto di partner regionali e nazionali tra cui la Segreteria di integrazione economica centroamericana (SIECA), la Banca centroamericana per l'integrazione economica (BCIE), il Consiglio dei Ministri di donne centroamericani (COMMCA) e le istituzioni per la promozione delle imprese e per l’accesso al credito, come la Rete di microfinanza del Centroamerica e Caraibi, mentre nella zona meridionale si lavorerà con la Fondazione per lo sviluppo economico de Valle (ADED VALLE).

L'evento di inaugurazione è stato seguito da numerosi media, a testimonianza del forte interesse per un'iniziativa di grande impatto sociale.

Rassegna stampa

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Dialoghi sullo sviluppo sostenibile • Bologna, 13 novembre 2018

Dialoghi sullo sviluppo sostenibile: quattro incontri pubblici organizzati dal gruppo editoriale Il Mulino in collaborazione con ASVIS e AICS, un roadshow per contribuire alla diffusione della cultura della sostenibilità e promuovere gli obiettivi dell'Agenda 2030.

Il primo appuntamento ha avuto luogo a Bologna il 13 novembre 2018. In questa occasione il responsabile della comunicazione AICS Emilio Ciarlo ha introdotto il tema di riferimento - "Cibo e benessere, i sistemi alimentari di qualità e il modello italiano" - con una serie di infografiche sui problemi chiave del sistema alimentare mondiale, dalla denutrizione, che nel 2017 ha colpito quasi 800 milioni di persone nel mondo, alle malattie croniche non trasmissibili, che nei Paesi a basso e medio reddito sono la causa principale dei decessi. L'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo considera la sicurezza alimentare, a livello quantitativo e qualitativo, un fronte prioritario di intervento nei Paesi partner.

Dialoghi sullo sviluppo - Programma

 

 

 

Educazione dell’infanzia, l’approccio di Reggio Emilia diventa una risorsa per le scuole palestinesi

Reggio Emilia - Più classi nelle scuole palestinesi per l'infanzia, maggiori opportunità educative per i bambini in una fascia d'età cruciale per lo sviluppo e un metodo pedagogico che li metta al centro di ogni esperienza di apprendimento. Sono i capisaldi del progetto PACE, presentato a Reggio Emilia il 12 novembre scorso da parte dell'organizzazione della società civile RTM - Reggio Terzo Mondo insieme ai partner dell'iniziativa.

Il progetto - primo classificato nel lotto 2 del bando OSC 2017 e sostenuto da un finanziamento AICS di 1,53 milioni di euro - rappresenta una prosecuzione e un ampliamento della precedente iniziativa AEPIC - Alliance for an inclusive and qualitative early childhood education in the West Bank, egualmente cofinanziata da AICS e conclusa a maggio 2018.

L'obiettivo generale è quello di supportare il ministero palestinese dell'Educazione (MEP) nella realizzazione della strategia nazionale per lo sviluppo della prima infanzia nel periodo 2017-2022 migliorando la qualità, l'accessibilità e la sostenibilità del sistema dei servizi educativi per i più piccoli. Il ministero dell'Educazione si conferma, quindi, nel ruolo di controparte centrale e decisiva per il successo del progetto e la presenza a Reggio Emilia del ministro per l’Istruzione, S.E. Sabri Saidam, ne è stata prova concreta.

"L’educazione ha un ruolo cruciale nell’agenda politica palestinese" ha sottolineato il ministro Saidam, evidenziando che "il principio di riferimento è assicurare un’istruzione di qualità a ogni cittadino, in qualunque condizione o situazione si trovi, inclusi, per esempio, i bambini ricoverati in ospedale o i detenuti nelle carceri."

Nell'ottica di una vera e propria "rivoluzione educativa" che parte dal basso, cioè da un'educazione di qualità della prima infanzia, il MEP ha avviato un ambizioso programma di apertura di nuove classi pre-scolari nelle scuole pubbliche: altre 12 partiranno nel corso del mese prossimo. In questo modo si cerca di dare una risposta al fatto che, ad oggi, circa il 40% dei bambini palestinesi non frequenta la scuola dell’infanzia.

RTM, il ministero palestinese, i partner locali che si occupano direttamente di educazione dell'infanzia - i tre Patriarcati di Gerusalemme (Latino, Greco-Cattolico e Greco-Ortodosso) e l'associazione culturale Ibdaa' - e gli altri partner italiani - il comune di Reggio Emilia e la fondazione Reggio Children - hanno avviato inoltre una collaborazione per rafforzare le competenze del personale ministeriale, scolastico e universitario sotto i profili della formazione pedagogica e degli aspetti gestionali. Questi temi sono stati al centro della visita di studio in Italia che, dall'11 al 18 novembre, ha coinvolto una delegazione di funzionari ministeriali, insegnanti dell'infanzia e docenti universitari palestinesi: nel corso della visita è stato illustrato il "Reggio Emilia Approach" all'educazione pre-scolare, un modo speciale e attento di intendere l'approccio ai bambini che entrano per la prima volta nel mondo della scuola, basato sull'autonomia dei piccoli nei processi di apprendimento e dove gli adulti - educatori e famiglie - assumono il ruolo di guide del percorso.

Il “Reggio Emilia Approach”, elaborato dal pedagogista Loris Malaguzzi nel secondo dopoguerra, ha reso i servizi educativi di Reggio Emilia un'eccellenza italiana nel settore e ha ispirato tantissime scuole in tutto il mondo.

RTM - Comunicato stampa