Roma – Quando la migrazione è risorsa per lo sviluppo, al via il nuovo Summit delle diaspore

Roma - C’è una migrazione diversa da quella drammatica degli sbarchi e dei rimpatri forzati. Una migrazione fatta di competenze, legami territoriali, creazione di impresa, che genera economia e integrazione. E’ questa visione che il Summit delle Diaspore trasmette, non attraverso discorsi teorici o slogan pubblicitari, ma attraverso l’azione e i progetti. Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, vi sono in Italia oltre 2100 associazioni di migranti e un settimo delle imprese sono gestite da imprenditori di nazionalità non italiana. Dati importanti, che configurano un mondo ben diverso da quello delle emergenze raccontate dalla narrazione mainstream. Imprenditori e associazioni espressione delle diaspore, a diverso titolo si occupano di attività economiche, sociali e culturali in tutta Italia e nei paesi di origine. Per questo la legge 125/2014 prevede che questi soggetti possano essere attori della cooperazione e destinatari di fondi per iniziative di sviluppo.

Dopo l'esperienza pilota dello scorso anno, martedi 25 settembre ha avuto luogo nella sala stampa dell'agenzia DIRE la presentazione del secondo capitolo del progetto "Summit Nazionale delle Diaspore" che sarà operativo nel 2018-2019.

“Diaspora vuol dire aver trovato una nuova casa, diaspore vuol dire parlare molti linguaggi diversi. Diaspore vuol dire avere una visione prismatica del mondo, che è la realtà di oggi. Diaspore significa investire sulle seconde generazioni e sui Paesi d’origine perché si possa avere tutti una vita migliore. Perché migrare è una pulsione naturale dell’uomo ma stare a casa propria dovrebbe essere un diritto di tutti. E allora investire con modelli di sviluppo nuovi e vincenti che coinvolgano contemporaneamente le diaspore e i paesi di origine è importantissimo” ha affermato la vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Emanuela Claudia del Re. “Questo progetto è un tesoro, un conto in banca, un capitale che nel tempo frutterà importanti interessi sociali, politici economici. È ora di credere che i nostri interlocutori nei Paesi cosiddetti terzi non siano dei beneficiari - ha aggiunto Del Re - ma dei partner costruttivi di un rapporto bidirezionale in cui si cresce entrambi. Le diaspore che ci arricchiscono in Italia devono essere sostenute, non aiutate, in un percorso di sviluppo. Questo capitale, nel tempo, se sapremo trasmetterlo adeguatamente alle nuove generazioni, sarà la nostra ricchezza futura."

Emilio Ciarlo, responsabile Relazioni Esterne e Comunicazione dell'Agenzia, ha spiegato con una bella metafora il perchè di questo progetto: “Il blues è nato in Africa Occidentale, poi ha attraversato il mare ed ha trovato la sua fortuna negli Stati Uniti, ma oggi sta ritornando alle sue origini, in Mali, in Burkina Faso. Perché dico questo? Perché il blues è un esempio di migrazione circolare ed è una musica di tutti, che si è aperta ed è diventata un modello condiviso. Crediamo molto in questo modello e per questo siamo molto orgogliosi, come AICS, di supportare il percorso del Summit. Vogliamo dare la possibilità alle associazioni di diventare attori del cambiamento nei Paesi di origine e di diventare gestori di fondi pubblici. E crediamo che questo sia un modello da diffondere.”

Per accrescere il know-how, creare sinergie e progettualità comuni, ecco allora che il progetto Summit Nazionale delle Diaspore propone incontri con imprenditori e associazioni espressioni delle diaspore in 12 città italiane, moduli di formazione frontale e a distanza, eventi culturali e un sito web di informazione, www.summitdiaspore.org.

Fondamentale, in questo percorso, che si sviluppa a partire da oggi e fino a dicembre 2019, il supporto delle Fondazioni che cofinanziano il progetto. Stefania Mancini, consigliere delegato della Fondazione Charlemagne, ha sottolineato l’importanza delle azioni territoriali, ancora più radicali rispetto al Summit Nazionale. “E’ importante valorizzare le diaspore presenti in tutta Italia, le loro potenzialità e la storia del loro radicamento nel territorio. Sono queste storie che possono fare la differenza e costruire una 'carta d’identità' che ci aiuta a capire chi siamo oggi.” Giorgio Righetti, DG di ACRI/Fondazioni for Africa Burkina Faso, ha aggiunto: "Le Fondazioni sostengono il Summit perchè è un'opportunità di messa in rete delle realtà associative della diaspora, un'opportunità reale di ascolto e di dialogo che consente di migliorare i percorsi di integrazione e contrastare la paura della diversità."

Anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è partner del Summit delle Diaspore. Tatiana Esposito, DG dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione: “Diventiamo tutti attori di questo progetto, non ci sono beneficiari o destinatari. Se costruiamo le politiche di integrazione concentrando l'attenzione sui migranti abbiamo fallito. Questo è il motivo per cui oggi siamo qui e parteciperemo alle attività dei prossimi 18 mesi.”

Comunicato stampa
Agenzia DIRE - Summit delle Diaspore

 

Tunisia – Firmato accordo per interventi di sviluppo nelle regioni di confine al sud del Paese

Tunisi - È stato firmato il 17 settembre scorso l’accordo per il finanziamento, da parte della Cooperazione italiana, di un progetto di sviluppo rurale nel governatorato di Tozeur. La cerimonia di firma si è tenuta presso il Ministero degli Affari Esteri alla presenza dell'ambasciatore d'Italia, Lorenzo Fanara, del segretario di Stato per gli Affari Esteri Sabri Bachtobji e del titolare della sede AICS di Tunisi Flavio Lovisolo.

“Questo accordo dimostra l'impegno italiano nel sostenere gli sforzi della Tunisia per affrontare insieme le sfide dello sviluppo economico e sociale e rafforzare la nuova cooperazione bilaterale all’interno di diverse aree di intervento" ha detto il Segretario di Stato tunisino a margine della firma. Soddisfazione condivisa anche da parte italiana che con questo progetto intende proseguire lungo la strategia d’intervento volta al sostegno delle aree più svantaggiate del Paese. Questa iniziativa triennale infatti, grazie al contributo di circa 5 milioni di euro, intende migliorare le condizioni di vita e il reddito della popolazione residente nelle aree meridionali di confine. In particolare, l’iniziativa prevede il miglioramento e la diversificazione della produzione agricola di 18 perimetri irrigui nelle delegazioni di Hazoua e Tamerza, situate nel governatorato di Tozeur.

Per ottenere il più ampio coinvolgimento possibile, la strategia d’intervento si basa su un approccio partecipativo ed è articolata in cinque assi:

1) miglioramento delle capacità delle cooperative agricole riguardo alla gestione dell’acqua per l’irrigazione dei palmeti da dattero;
2) riduzione del tasso d’insabbiamento dei perimetri irrigui;
3) aumento della produzione dei datteri del 30%;
4) aumento della produzione animale da allevamento del 30% ed allargamento della zona forestale protetta per la produzione dei foraggi;
5) miglioramento dell’alimentazione e della protezione sanitaria del bestiame.

A conferma del ruolo fondamentale conferito alla società civile tunisina, a beneficiare dell’iniziativa saranno soprattutto le associazioni e le organizzazioni degli agricoltori e le istituzioni pubbliche coinvolte, per un totale di circa 800 persone nella delegazione di Hazoua e di circa 200 nella delegazione di Tamerza.

Il progetto intende rafforzare i principi del decentramento e dello sviluppo locale introdotti dalla Costituzione tunisina del 2014, a cui l'Italia contribuisce attraverso il programma di cooperazione definito dal Memorandum d’Intesa 2017-2020.

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Albania – Assegnati i primi marchi ‘Made With Italy’ ai prodotti frutto della Cooperazione italiana

Permet - La Cooperazione italiana nei Balcani Occidentali ha presentato il marchio etico Made With Italy per sostenere la crescita e la stabilità delle comunità rurali albanesi. Il marchio, senza scopo di lucro, intende valorizzare lo sviluppo di prodotti e servizi nati o perfezionati grazie a progetti finanziati o cofinanziati dal Governo italiano. In particlare, il marchio valorizza risorse e tipicità dei territori, in particolar modo delle comunità più povere ma al tempo stesso più ricche di potenzialità, e consolida i processi di sviluppo locale, attraverso la creazione di una rete di piccoli imprenditori.

Nella cerimonia di consegna che si è svolta il 20 settembre a Permet sono stati assegnati i primi 23 marchi ad altrettanti soggetti partner locali. Nuovi marchi saranno assegnati nei prossimi giorni nella regione di Malesi E Madhe. Possono richiedere e ricevere il marchio Made With Italy le istituzioni locali, le ditte individuali, le aziende private e le associazioni albanesi che hanno partecipato a progetti della Cooperazione italiana e che offrano a consumatori e cittadini prodotti e servizi con comprovate caratteristiche di tipicità, genuinità ed eticità.

L’Italia, da sempre in prima linea nelle attività di cooperazione con l'Albania, si fa promotrice di un piano complessivo di cooperazione che mette al centro le persone, orientato ai risultati e all’efficacia degli interventi. Iniziativa dopo iniziativa, la cooperazione promuove buone pratiche, incentiva gli scambi tra sistemi-Paese e condivide le eccellenze italiane riconosciute nel mondo. I dati in crescita del turismo internazionale nelle aree rurali albanesi, per esempio, sono un segno evidente del positivo dinamismo delle comunità locali. Attraverso il marchio Made With Italy la Cooperazione italiana segna una nuova e fondamentale tappa nella lunga storia di amicizia fra i due Paesi.

aicstirana.org/madewithitaly
• Disciplinare Made With Italy

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Mogadiscio – Un futuro di pace dai prodotti della terra, storico incontro tra istituzioni e imprenditori

Mogadiscio - Un'occasione di incontro considerata eccezionale da tutti i partecipanti è quella che ha avuto luogo nel luglio scorso nell'Aviation Meeting Room dell'aeroporto internazionale di Mogadiscio, tanto da essere ricordata come un segno di speranza e di "normalità operosa" anche dopo un paio di mesi dall'evento, il primo nel suo genere da qualche decennio.

Circa 150 ospiti hanno animato la prima edizione del forum "SomIncontri" che, nei giorni dell'11 e 12 luglio, ha visto la presenza di amministratori somali di alto livello, imprenditori italiani ed esponenti del settore privato locale che hanno potuto conoscersi e gettare le basi per collaborare nel rilancio del settore agricolo e agro-industriale della Somalia, a lungo tra i principali esportatori africani di prodotti agricoli, tra cui le celebri banane "Somalita."

L'evento, organizzato dalla società Madex con la collaborazione del titolare della sede AICS di Mogadiscio Guglielmo Giordano e del consigliere dell'Ufficio del Presidente per i progetti di sviluppo, Abdullahi Hajji,  è stato aperto dall'ambasciatore italiano Carlo Campanile e dal ministro del Commercio e dell'industria Mohamed Abdi Hayir.

Accanto alle delegazioni dell'Ufficio del Presidente e di quello del Primo Ministro, le istituzioni somale sono state rappresentate dal ministero dell'Agricoltura e dell'Irrigazione, dal ministero delle Finanze, dal ministero della Pianificazione, Investimenti e Sviluppo economico e dalla Camera di Commercio e dell'Industria. Per quanto riguarda il settore privato locale sono intervenute alcune società, ma anche cooperative di agricoltori e allevatori di bestiame e unioni di cooperative.

Le aziende italiane invitate all'evento hanno presentato alle rappresentanze somale alcuni strumenti chiave per la produttività del settore agro-industriale come sistemi di irrigazione, equipaggiamenti per la preparazione del terreno e soluzioni tecniche per la coltivazione, semina, trasporto e lavorazione dei prodotti. Inoltre sono stati visitati ambienti con atmosfera e temperatura controllate per garantire una maggiore durata dei prodotti freschi, dal pesce e alla carne, dalla frutta alle verdure.

Le autorità somale hanno posto una particolare attenzione verso il settore della pesca, soprattutto per la possibilità di esportare prodotti ittici, e il settore lattiero-caseario. Al centro della riflessione condivisa anche la possibilità di aprire e consolidare canali di mercato per prodotti somali in Italia.

Il grande successo dell'iniziativa ha testimoniato la vitalità di tanti attori che, in un contesto duramente provato dal conflitto, hanno confermato il proprio impegno per costruire un futuro di pace prosperità, anche a partire dai prodotti della terra.

Press release | ENG

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Bruxelles – Firmato il primo accordo di cooperazione delegata all’AICS: 22 milioni per interventi in Libia

Venerdi 14 settembre a Bruxelles il direttore vicario Leonardo Carmenati, alla presenza del Viceministro Emanuela Del Re, ha firmato con Christian Danielsson, direttore della DG NEAR della Commissione europea, il primo accordo di cooperazione delegata dell’Agenzia, appena accreditata per la gestione dei fondi europei.

L’accordo prevede per AICS la gestione di 22 milioni di euro nell'ambito di un progetto complessivo di 50, destinati a migliorare le condizioni di vita della popolazione in Libia e sostenere la governance locale nelle municipalità libiche più colpite dai flussi migratori. Particolare attenzione sarà riservata alle persone più vulnerabili - migranti, rifugiati, sfollati interni, rimpatriati e comunità ospitanti - con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi di base e sociali.

L'azione sarà condotta in stretto coordinamento con le autorità libiche competenti, a livello nazionale e municipale, e si focalizzerà nei settori della sanità, dell’istruzione, della manutenzione delle infrastrutture, dello smaltimento dei rifiuti e della gestione delle risorse idriche.

Oltre alla componente affidata alla Cooperazione italiana, le agenzie UNDP e UNICEF collaboreranno nella realizzazione di interventi specifici attraverso accordi di delega separati a valere sul Trust Fund.

Le attività della componente delegata alla Cooperazione italiana si inquadrano nella strategia complessiva del Trust Fund europeo incardinata su quattro assi:

• aumento e miglioramento delle competenze professionali dello staff che opera nelle istituzioni partner;

• miglioramento dell'equipaggiamento e della dotazione strumentale delle istituzioni e organizzazioni partner;

• miglioramento generale delle infrastrutture;

• sensibilizzazione pubblica riguardo a tutti gli aspetti legati ai fenomeni migratori.

 

Bari – Accoglienza e sviluppo, i pilastri della Regione Puglia al centro del dibattito alla Fiera del Levante

Bari - Una giornata di informazione, discussione e sensibilizzazione, nel suggestivo scenario della Fiera del Levante, per richiamare l'attenzione pubblica sulla Puglia come luogo che guarda allo sviluppo e alla resilienza dei popoli. E' quella organizzata il 12 settembre scorso dall'amministrazione regionale, in collaborazione con l’Istituto Agronomico Mediterraneo CIHEAM di Bari e la Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite UNHRD di Brindisi, e con la partecipazione del direttore vicario dell'Agenzia Leonardo Carmenati.

L'iniziativa ha visto la condivisione di numerose esperienze e strategie orientate al tema della giornata: "Puglia: terra di accoglienza, motore di sviluppo e di aiuto internazionale - Politiche e pratiche di gestione dei fenomeni migratori, sostegno allo sviluppo e aiuto umanitario." In particolare, a partire dalle realtà di eccellenza che sono presenti sul territorio regionale, sono stati illustrati due fronti di attività, quello interno, dedicato all'accoglienza e all'integrazione dei migranti, e quello esterno, indirizzato allo sviluppo dei Paesi partner, con particolare attenzione al bacino Mediterraneo nel quale la Puglia si propone come punto di riferimento sempre più significativo.

"Fin dai tempi antichi - si legge nel documento elaborato per guidare il dibattito - la Puglia è stata terra di approdo, transito e destinazione per molti popoli del Mediterraneo. Negli ultimi decenni l’intensità di questi movimenti migratori è aumentata, a causa della crescente instabilità politica, sociale ed economica sia dei Paesi delle rive sud ed est del Mediterraneo che di molti Stati africani. Di fronte a un’emergenza che ha sempre più le sembianze di una costante normalità, il territorio pugliese si impegna per offrire aiuto, assistenza solidarietà e soprattutto speranza per un futuro migliore. [...] Consapevole delle radici profonde che sono alla base dei fenomeni migratori, oltre all’accoglienza, la Puglia promuove lo sviluppo nei Paesi terzi, attraverso la Legge Regionale n. 20/2003 "Partenariato per la cooperazione" che mira a rafforzare i partenariati tra comunità locali, la cooperazione internazionale e la cultura dei diritti umani."

Concept e agenda della giornata

 

Roma – Migrazioni e comunicazione, un’indagine IPSOS misura le percezioni degli italiani

Roma - Un'accurata indagine per misurare le articolate percezioni degli italiani in tema di immigrazione, che incrocia su molteplici livelli i settori d'intervento della cooperazione allo sviluppo, è quella presentata da IPSOS, il 10 settembre scorso, nella sede della Scuola Nazionale dell'Amministrazione. I risultati principali dello studio, dal titolo Un’Italia frammentata: atteggiamenti verso identità nazionale, immigrazione e rifugiati in Italia,  sono stati illustrati nel corso dello workshop "Comunicare la migrazione tra percezioni, narrazioni e sentimenti identitari" organizzato dal sottogruppo del Consiglio nazionale per la Cooperazione allo sviluppo che si occupa di comunicazione e narrazione delle migrazioni.

All'iniziativa sono intervenuti la ricercatrice IPSOS Chiara Ferrari, il sociologo ed esperto di migrazioni Ali Baba Faye e lo scrittore Jorge Canifa Alves, accanto ai delegati del sottogruppo e agli ospiti dell'Agenzia. Dalla ricerca è emersa una fotografia dell’Italia estremamente frammentata, con sentimenti ambivalenti sul fenomeno della migrazione e un forte scollamento tra i dati reali e quelli percepiti. In particolare, l'analisi di un campione di duemila residenti in Italia ha permesso di elaborare sette profili che consentono di tracciare una mappa delle diverse percezioni nel Paese. La preoccupazione diffusa nei confronti del fenomeno migratorio non toglie che, si legge nel rapporto, "la maggioranza degli italiani prova sentimenti di solidarietà ed empatia per gli stranieri: l’opinione pubblica italiana spesso è più sfaccettata di quanto si immagini."

L’incontro si è concluso con un dibattito che ha sollecitato i partecipanti a riflettere sulle dinamiche di comunicazione, sempre più rapide e immediate, che incidono sulle percezioni dell'opinione pubblica, un tema destinato a restare al centro dell'attenzione nel prossimo futuro.

 

Roma – Avanti, insieme, nella sfida dello sviluppo, il Vice ministro Del Re in visita all’Agenzia

Roma - Un'occasione di incontro cordiale per segnare l'avvio di un nuovo tratto del percorso legato allo sviluppo dei Paesi partner della Cooperazione italiana. Martedì 4 settembre la Vice ministra degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Emanuela Claudia Del Re, nominata all'incarico lo scorso 6 agosto dal Presidente della Repubblica, ha fatto visita alla sede centrale dell'Agenzia in via Contarini.

Conversando con il direttore vicario Leonardo Carmenati e con i dirigenti AICS, Del Re ha messo in evidenza le linee guida del suo mandato, l’importanza del valore della Cooperazione italiana, l’impegno a promuoverla e a rafforzare il buon lavoro svolto in questi anni dall’Agenzia. Molti i temi affrontati, dalla centralità dell’Africa alle sfide dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, dall’impegno su disabilità e salute a quello per il corretto coinvolgimento del settore privato nelle iniziative di cooperazione.

La Vice ministra si è poi intrattenuta personalmente con i dipendenti dell’Agenzia, visitando tutti gli uffici, ascoltando esperienze e idee e, alla fine, esprimendo soddisfazione per la competenza e la passione trasmesse dall’intera struttura, a conferma delle grandi potenzialità dell'Agenzia e della Cooperazione italiana.

 

 

Sudan – Strategie e governance inclusiva, chiavi essenziali per lo sviluppo in campo sanitario e rurale

Khartoum - Un giorno intenso, il 14 agosto scorso, per la sede AICS della capitale sudanese che ha preso parte a due importanti iniziative in tema di sanità e di sviluppo rurale. La prima ha visto la partecipazione al congresso organizzato dal ministero della Sanità per l’approvazione del primo piano nazionale per la sicurezza sanitaria globale, elaborato sulla base delle indicazioni di un team di valutazione di WHO–EMRO, l'ufficio regionale per il Mediterraneo orientale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il piano nazionale incorpora i principi di sicurezza della salute globale per rispondere puntualmente ai rischi di salute pubblica, indipendentemente dalla loro natura e origine, e ha grande rilevanza per il Sudan, crocevia di flussi migratori provenienti da tutto il Corno d’Africa.

Al congresso, presieduto dal sottosegretario del ministero della Sanità, Isameldin Abdalla, hanno partecipato, oltre ai delegati di WHO, i rappresentanti di tutti i dipartimenti del ministero della Sanità e delle istituzioni preposte ad assicurare standard di sicurezza in diversi ambiti: rischi ambientali, epidemie, gestione di sostanze chimiche e radioattive, monitoraggio e controllo frontaliero per persone e merci. Le autorità e i rappresentanti di WHO hanno sottolineato l’apprezzamento per il contributo dell'Agenzia in qualità di donatore e di membro del comitato per la definizione del programma nazionale in materia di International Health Regulations. Ugualmente apprezzata la continua collaborazione assicurata nella gestione delle emergenze sanitarie, in particolar modo durante la recente epidemia di colera, e per il sostegno al programma nazionale di sorveglianza sanitaria per il controllo delle infezioni che coinvolge 7 Stati sudanesi, così da garantire una trasmissione puntuale dei dati sanitari raccolti dalle strutture sentinella - complessivamente 1.565 - alle strutture statali e federali.

Il secondo evento si è svolto nei locali della sede AICS, dove è stata convocata la prima riunione di una commissione nazionale di esperti già in servizio nei ministeri di competenza e chiamati a delineare la strategia nazionale di genere nel settore agricolo per il periodo 2019-2023 - National Strategy on Gender and Agriculture, Forestry and Animal Resources 2019-2023. L’incontro, coordinato dall'AICS e dall’Unità di genere presso il ministero federale delle Risorse agricole, ha offerto l’occasione per avviare un'analisi sugli aspetti di genere nei settori della sicurezza alimentare, agricoltura, silvicoltura, pesca e zootecnia, ma anche sulle principali sfide che gli agricoltori devono affrontare a livello urbano e rurale. Obiettivo dell'analisi è quello di individuare una serie di linee di intervento da inserire nella strategia nazionale, che sarà sviluppata nell'arco dei prossimi nove mesi.

La riunione è stata organizzata nell'ambito del programma Tadmeen avviato dall’AICS lo scorso 7 maggio. Di durata triennale e finanziato con un importo di 4,1 milioni di euro, il programma ha l'obiettivo di promuovere modelli di governance inclusiva orientati alla tutela dei diritti e alla protezione sociale di gruppi vulnerabili e discriminati che appartengono a comunità migranti e ospitanti negli Stati di Khartoum e del Red Sea; promuovere lo sviluppo del capitale umano; accrescere la resilienza dei gruppi di minori a rischio (orfani, bambini di strada, bambini all’interno del sistema giudiziario e migranti non accompagnati); promuovere la tutela dei diritti delle donne in termini di salute sessuale e riproduttiva, libertà dalla violenza e autonomia socioeconomica; contribuire a ridurre la marginalità sociale e la discriminazione delle persone con disabilità promuovendo l’ inclusione scolastica, la formazione professionale e l'avviamento al lavoro.

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Sudan – Lotta alla malnutrizione, strategie e buone pratiche a partire dai primi mille giorni di vita

Khartoum - La sede AICS di Khartoum ha partecipato e contribuito, assieme a UNICEF, alla prima conferenza nazionale sul tema della nutrizione, focalizzata sui primi mille giorni di vita del bambino, che si è svolta nella capitale il 2 agosto scorso alla presenza della First Lady sudanese, signora Widad Babiker Omer, e del ministro della Salute.

In Sudan, dove si stima che oltre due milioni di bambini al di sotto dei cinque anni siano malnutriti, la lotta alla malnutrizione costituisce un ambito di intervento in cui la Cooperazione italiana sta assumendo un ruolo sempre più rilevante. L’Italia è attualmente in prima linea in questo settore con interventi di emergenza e di sviluppo volti a prevenire e contrastare il grave fenomeno della malnutrizione infantile, affinché si investano maggiori risorse nel settore della nutrizione e sia sempre al centro dell’agenda politica.

In tal senso, e coerentemente al ruolo di Donor Convenor nell’ambito del movimento globale Scaling Up Nutrition (SUN), il titolare della sede ha ricordato che l’AICS e il dipartimento di Nutrizione del ministero della Salute hanno siglato un accordo, lo scorso 29 luglio, per l’avvio di un'indagine secondo la metodologia S3M (metodo del campionamento spaziale semplice) che – per la prima volta – fornirà una fotografia reale della situazione sudanese in campo nutrizionale.

La forma di malnutrizione più diffusa in Sudan è lo stunting, “ritardo nella crescita” o “malnutrizione cronica”: ne soffre il 38,2% dei bambini al di sotto dei 5 anni. Lo stunting può essere prevenuto: i primi mille giorni di vita del bambino - la cosiddetta “finestra delle opportunità” - rappresentano un periodo cruciale durante il quale alcuni semplici interventi possono risultare determinanti nella prevenzione della malnutrizione.

Nel settore della riduzione della povertà e della nutrizione la Cooperazione italiana in Sudan ha in corso iniziative per un totale di circa 12,5 milioni di euro, sia in ambito bilaterale che multilaterale, con la partecipazione attiva di WHO, UNICEF, UNIDO e UNWOMEN.

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