sede AICS di Islamabad, Pakistan

Contesto socio-economico

La posizione geografica strategica, il potenziale economico, l’ampiezza territoriale e una popolazione di circa 207 milioni di abitanti, in rapida crescita, rendono il Pakistan un Paese di grande rilevanza geopolitica la cui stabilità istituzionale ed economica può avere ripercussioni a livello globale. Il Paese ha un reddito pro-capite di livello medio-basso e presenta una struttura economica fortemente vulnerabile con ampie sacche di povertà, arretratezza e pressanti necessità di sviluppo economico e sociale. Il tasso di disoccupazione ufficiale è del 6,1% (2016), ma il 73% della manodopera è occupata nell'economia informale con un alto tasso di sottoccupazione e di disparità di genere nella forza lavoro: 81,1% di uomini contro il 24,3% di donne.

La maggior parte della popolazione pakistana è concentrata nelle zone rurali ed è tradizionalmente impiegata in agricoltura, settore che rappresenta quasi un quarto dell’economia totale. Molto importanti sono anche il settore dei servizi, che realizza il 58% del prodotto interno lordo, e l’industria tessile, che fornisce il 57% delle esportazioni e rappresenta 1°8% del prodotto interno lordo. Negli anni recenti il Paese ha conosciuto bassi tassi di crescita economica (nel periodo 2008-2015 la crescita media è stata del 3,2%)°, la riduzione degli investimenti, l’insicurezza alimentare, e ricorrenti carenze nell’approvvigionamento di energia, gas e acqua.

Dal punto di vista dello sviluppo umano, il Pakistan occupa solo il 147° posto (su 188 nazioni ) con un’aspettativa di vita alla nascita di 66 anni e un tasso di alfabetizzazione tra gli adulti del 58% (45,8% tra le donne).

Lo sviluppo e la stabilizzazione sono ostacolati dai continui conflitti nelle zone di confine,  soprattutto la zona al confine con l’Afghanistan, dove gli indici di sviluppo umano presentano i valori più bassi e dai gravi problemi di sicurezza causati dal terrorismo, dalla criminalità e dall’instabilità politica. Il Pakistan è anche soggetto a ricorrenti crisi umanitarie legate a fattori politici e naturali. Come conseguenza dell’instabilità del confinante Afghanistan, il Paese ospita da più di tre decenni oltre 3 milioni di rifugiati afghani.

Il contributo italiano

Il Pakistan rientra tra i Paesi prioritari della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, con importanti investimenti a supporto del mondo rurale, della tutela dell’ambiente, delle risorse naturali, dell’educazione e del patrimonio culturale. L'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ex legge n. 125/2014 ha ereditato dalla DGCS un articolato pacchetto di interventi e d’impegni in essere, per un totale di circa 250 milioni di Euro (incluso il progetto Citizen’s Damage Compensation Program — Phase II°), ripartiti tra progetti a dono, crediti di aiuto, processi di conversione del debito e di supporto al sistema multilaterale.

Tale importo colloca l’Italia tra i principali donatori comunitari, dopo USAID (maggiore donatore bilaterale, con un programma pari a circa 5 miliardi di dollari), la Cooperazione inglese (Dfid) e tedesca (che opera con sostanziali risorse dell’UE ), ma avanti ad altri donatori bilaterali di livello medio-alto quali i Paesi nordici, Svizzera, Giappone, e possibilmente Australia e Canada.

 

La cooperazione in Pakistan

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