Tunisia: agricoltura più impresa sociale e solidale, anche così si batte il Covid-19

Mancano statistiche e dati attendibili sull’impatto che la pandemia può avere avuto sulla popolazione in Tunisia. Ciò di cui si è più sicuri è l’impatto sulla situazione economica: la pandemia ha limitato tutto il settore del turismo e ha colpito gli scambi commerciali e la produzione industriale a causa dei rallentamenti a livello internazionale, con conseguenze ancora da quantificare sulle piccole e medie imprese. Minori sono stati gli effetti sull’agricoltura.
Tale il quadro che emerge da una Tunisia che proprio in queste settimane celebra i dieci anni della Rivoluzione dei gelsomini, con la quale si pose fine all’esperienza politica dell’allora presidente Zine El Abidine Ben Ali. E questo quadro, secondo la Banca Mondiale, si tradurrà per il 2020 in un calo del pil del 9 per cento, con un aumento della disoccupazione intorno al 18 per cento, gli stessi livelli del 2011.
È indubbio che la Tunisia abbia avviato un percorso di democrazia dal 2011, anche solo guardando a quello che è successo altrove (Siria, Libia) o alle difficoltà che sta vivendo l’Algeria.
È altrettanto indubbio che la Tunisia sia uscita meglio di altri da quel periodo turbolento (si veda anche il riconoscimento all’azione del Quartetto per il dialogo nazionale tunisino a cui nel 2015 è stato assegnato il Nobel per la pace). “Purtroppo quel processo non è poi continuato in un percorso virtuoso e si è abbastanza impantanato nelle difficoltà e nella mancanza di esperienza democratica, considerando che forse la democrazia è pura libertà ma non è solo quello” racconta a Oltremare Flavio Lovisolo, titolare uscente dell’ufficio di Tunisi dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo ….. (continua a leggere