Il Direttore Aics Luca Maestripieri in visita in Libano

La visita in Libano del Direttore dell’AICS, Luca Maestripieri, è iniziata da Bourj-Hammoud e Karantina, le aree periferiche di Beirut più colpite dall’esplosione del 4 agosto 2020. Un comune, il primo, e un quartiere, il secondo, popolari e con una forte presenza di rifugiati siriani dove l’onda d’urto ha lasciato un segno drammatico fatto di lutti, di case, scuole e negozi distrutti o danneggiati.

Accompagnato dall’Ambasciatrice d’Italia Nicoletta Bombardiere e dallo staff AICS in Libano, il Direttore ha incontrato il Sindaco di Bourj-Hammoud, Mardig Boghossian, e poi ha visitato i lavori realizzati da ONG italiane, in collaborazione con le istituzioni locali e con associazioni libanesi. Le attività finanziate dalla Cooperazione Italiana hanno l’obiettivo comune di dare una risposta positiva alle conseguenze umanitarie, sociali ed economiche provocate dall’esplosione. Un intervento che va dalla riabilitazione delle case al sostegno per le piccole imprese, dall’aiuto umanitario al facilitare la scolarizzazione degli studenti più vulnerabili. Infine, il Direttore a Karantina ha incontrato gli operatori e i beneficiari di un progetto di Community-Based-PSS a beneficio di bambini vulnerabili, con attività di sensibilizzazione e empowerment degli adulti su benessere e protezione dei bambini.


 

 

 

Dalla visita ai lavori di restauro della monumentale colonnata del Tempio di Giove a Baalbek a quella al Museo Nazionale di Beirut fino al sopralluogo sui lavori, in fase iniziale, per la riabilitazione del Museo Sursok, le attività dell’AICS per la tutela e la promozione del patrimonio culturale libanese hanno rappresentato una componente significativa della missione in Libano del Direttore Luca Maestripieri.

“All’AICS in Libano – ha dichiarato il Direttore Maestripieri - è stato affidato il restauro di uno dei monumenti più simbolici del Paese (il Tempio di Giove), un impegno che, grazie ai nostri esperti, abbiamo portato a termine con successo. Un affidamento che testimonia come la Cooperazione Italiana anche in questo settore sia un partner di riferimento delle istituzioni libanesi.”

Nel corso degli anni il finanziamento e l’assistenza tecnica italiana si sono concretizzati in importanti progetti di restauro, come quello degli affreschi della “Tomba di Tiro”, la completa ristrutturazione di un piano del Museo Nazionale di Beirut e nei molti interventi realizzati nei maggiori siti archeologici di Baalbek, Sidone e Tiro.

Attualmente con un investimento di circa 12 milioni di Euro (fondi a credito di aiuto e a dono) la Cooperazione Italiana partecipa al Programma “Cultural Heritage and Urban Development” (CHUD), che attraverso la conservazione dei siti archeologici del Paese punta al miglioramento della qualità della vita della popolazione.

Per il Direttore Maestripieri “Il Libano è un Paese con una storia millenaria chiamato oggi ad affrontare grandi sfide e difficoltà. La ricchezza e la valorizzazione del suo patrimonio culturale sono una delle armi per vincere queste sfide. Un settore, come molti altri, che vede l’Italia impegnata da sempre a fianco del Paese per la costruzione di un futuro disviluppo e di crescita sostenibile.”


La visita a uno dei tanti campi informali dei rifugiati siriani disseminati nella Valle della Bekaa ha rappresentato uno dei momenti più forti della missione del Direttore dell’AICS Luca Maestripieri in Libano. Ha incontrato la popolazione del campo e gli operatori di UNHCR e UNICEF che, anche grazie ai fondi della Cooperazione Italiana, sostengono il popolo degli insediamenti. Il Libano è il Paese con la più alta concentrazione di rifugiati pro capite al mondo. A fronte di una popolazione di circa 5 milione di persone i rifugiati siriani registrati dall’UNHCR sono circa 900.000, ma tenendo conto di quanti non hanno effettuato o rinnovato la registrazione le autorità libanesi stimano in 1,5 milioni i cittadini siriani presenti nel Paese. Il 55% vive al di sotto della soglia di povertà estrema.
I rifugiati siriani si aggiungono ai circa 300.000 palestinesi e ai 18.000 di altre nazionalità, compresi iracheni, sudanesi ed etiopi.
In risposta alle conseguenze economiche e sociali della crisi siriana in Libano, la Cooperazione Italiana dal 2012 ha stanziato fondi per circa 131 milioni di Euro. Una consistente parte delle risorse, circa il 47%, è stato allocato per iniziative gestite dalle Organizzazioni della società civile italiana nei settori della salute, dell’istruzione e del livelihood. Il resto dei fondi è stato destinato alle varie Agenzie delle Nazioni Unite impegnate nel sostegno ai rifugiati. Le iniziative finanziate sono in linea con la strategia definita dal Governo libanese con la comunità internazionale, che mira a rafforzare la resilienza dei rifugiati e delle comunità ospitanti e a preservare la stabilità sociale del Libano.