AICS Beirut al fianco delle donne che vivono in Libano

Il Libano è oggi un Paese travolto da una profonda crisi economica che ha precipitato gran parte della popolazione, più del 50% secondo la Banca Mondiale, al di sotto della soglia di povertà. Non esistono dati, ma certamente le donne pagano uno dei prezzi più alti.

Dalla crescita del numero di bambine obbligate al matrimonio precoce o ad abbandonare la scuola, perché se solo un figlio può studiare è quello maschio il prescelto. Dallo sfruttamento del lavoro femminile, soprattutto in agricoltura, attraverso vecchie e nuove forme di caporalato, alle lavoratrici etiopi o srilankesi abbandonate dai datori di lavoro nelle strade davanti alle ambasciate. Nel Paese dei Cedri oggi più che mai la lotta a tutte le forme di violenza contro le donne deve essere combattuta su una molteplicità di fronti.

AICS Beirut è al fianco di tutte le donne che vivono in Libano, realizzando una grande varietà di progetti che mirano all’uguaglianza dei generi e del rispetto dei diritti delle donne al centro della loro azione, e inserendo questo obiettivo in tutte le iniziative che finanzia e realizza. Dal progetto con il Ministero degli Affari Sociali per l’empowerment femminile a quello per potenziare la partecipazione delle donne nella governance locale e nazionale. Dall’iniziativa, realizzata a livello regionale, per il sostegno alle donne rifugiate e a quelle delle comunità ospitanti al progetto promosso per la creazione di un rifugio che accoglie le donne lavoratrici migranti. L’accesso all’educazione e alla salute materna infantile sono centrali anche nelle iniziative in risposta alla cosiddetta crisi siriana, come nel nascente progetto ISOSEP finanziato dal Fondo Madad dell’Unione Europea. Infine, anche gli interventi nelle carceri danno particolare rilievo alla difesa delle donne, puntando alla realizzazione di aree protette per quelle in gravidanza e le madri con figli piccoli, garantendo loro anche assistenza psicosociale.