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Foto di Giuseppe Currò (AICS)

Dialoghi sullo sviluppo sostenibile all’Auditorium Parco della Musica di Roma

Pubblico delle grandi occasioni all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove lo scorso 21 gennaio si è svolto il terzo appuntamento dei “Dialoghi sullo Sviluppo Sostenibile”, promossi dalla casa editrice il Mulino.

L’incontro, moderato da Patrizio Roversi, ha visto la partecipazione di Fabrizio Barca, Lella Costa, Enrico Giovannini e il fumettista satirico Makkox.

“l tema delle “disuguaglianze” – si poteva leggere sulla presentazione dell’iniziativa – si impone come centrale nelle politiche che accompagnano lo sviluppo delle società e delle economie alle prese con le contraddizioni dell’attuale modello di sviluppo. La disuguaglianza è uno dei problemi più urgenti, e non solo perché l’ormai mitico 1% del mondo diventa sempre più ricco, ma nella misura in cui non si riesce a contrastare la povertà, e l’incerto governo delle trasformazioni economiche lascia ai margini ampi settori della società. Alle disuguaglianze di reddito si aggiungono quelle che riguardano la salute e la sicurezza sociale, l’accesso ai servizi, all’istruzione e alla formazione, l’accesso alle tecnologie. E su tutto impatta, tutt’altro che marginalmente, la più tradizionale e apparentemente insuperabile delle disuguaglianze, quella di genere, moltiplicando le criticità e chiedendo soluzioni che provino a tenere insieme l’irriducibile complessità del fenomeno”.

Il confronto tra esperti è stato introdotto da Leonardo Carmenati, Direttore Vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) che ha illustrato le iniziative del nostro Paese per affrontare le 4 sfide globali: alimentazione, energia, disuguaglianze e innovazione.

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – ha ricordato Carmenati – ha gestito oltre 1 miliardo di investimenti in questi primi tre anni di vita, con oltre 1000 progetti attivi nel mondo. Un impegno vasto e articolato, di cui l’Agenzia è parte integrante e nel quale tanti soggetti hanno un’importanza strategica e possono offrire importanti sinergie.

 

 

Del resto la legge di riforma della Cooperazione, che istituisce l’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo, le assegna il compito, tra gli altri di lavorare per “sradicare la poverta’, ridurre le disuguaglianze, migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e promuovere uno sviluppo sostenibile”. Diseguaglianze, è stato ribadito durante l’incontro, che è possibile dividere in quattro categorie: Economica (sviluppo economico, contrasto alla povertà, aiuto umanitario, rafforzamento istituzionale); Di Genere; Ambiente e Formazione. Secondo il World Inequality Report, stilato da più di cento ricercatori di circa 70 nazioni, l’1% più ricco della popolazione ha concentrato il 27% delle entrate globali maturate tra il 1980 e il 2016. Le aree dove le differenze economiche sono più marcate risultano essere India, Russia e Cina, più moderata invece la crescita della disuguaglianza in Europa. Circa un miliardo di persone, the “bottom billion”, l’ultimo miliardo come le definisce l’economista Paul Collier, sono intrappolate nel sottosviluppo per ragioni politiche come instabilità, guerre, fragilità istituzionale, geografiche perché non hanno accesso al mare, lontane dalle grandi vie di comunicazione che sostanziano i mercati internazionali,  o ancora, ambientali perché subiscono condizioni climatiche avverse e che peggiorano in termini esponenziali con il fenomeno del cambiamento climatico. E infine di genere: le donne subiscono in media un divario retributivo del 23% ed hanno un tasso di partecipazione al mercato del lavoro del 26% più basso rispetto agli uomini e persino tra i ricchi si registra una sostanziale disparità di genere: 9 su 10 miliardari sono uomini! Le donne guadagnano ancora circa il 40% in meno degli uomini, il 35% subisce violenza e solo 22 parlamentari su 100 sono donne. Il lavoro di donne e bambine, invisibile e non pagato, accresciuto a causa dei continui tagli dovuti alle politiche di austerity e allo smantellamento delle politiche di welfare, inibisce fortemente il loro processo emancipatorio e il godimento delle libertà fondamentali incidendo fortemente sulla loro autonomia economica, sulla loro libertà di scelta e sull’aumento della loro vulnerabilità. Insomma un incontro utile per ribadire che negli ultimi decenni, forse, la disuguaglianza tra le Nazioni è diminuita, così come il livello della povertà media ma le disuguaglianze interne alle Nazioni sono cresciute.

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