{"id":15096,"date":"2022-03-07T17:39:01","date_gmt":"2022-03-07T16:39:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/?p=15096"},"modified":"2022-03-08T17:05:31","modified_gmt":"2022-03-08T16:05:31","slug":"le-donne-di-port-sudan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/articoli\/persone\/le-donne-di-port-sudan\/","title":{"rendered":"Le donne di Port Sudan"},"content":{"rendered":"<p>Dal 2016 l&#8217;ong Aispo lavora con dei progetti per il rafforzamento della salute femminile finanziati da Aics. . Un reportage dalla costa del Mar Rosso, dove ha sede uno dei loro progetti.<!--more--><br \/>\nSono ocra, ciliegia, ciclamino e turchese i colori abbaglianti dei veli leggeri che avvolgono dalla testa ai piedi le donne di Port Sudan. Situata a nord est del vasto Paese sub-sahariano, la capitale dello Stato del Red Sea si affaccia sulla sponda occidentale del Mar Rosso e conta circa mezzo milione di abitanti. Risultato di una rapida e recente urbanizzazione, molto estesa e visibilmente deteriorata, Port Sudan \u00e8 sorta fin dai primi anni del secolo scorso attorno al principale porto sudanese. Accoglie una moltitudine di gruppi etnici e numerose comunit\u00e0 di sfollati interni, rifugiati e richiedenti asilo provenienti dai Paesi limitrofi. Nei quartieri improvvisati delle aree periferiche, famiglie allargate di tutte le etnie vivono in abitazioni di fortuna, costruite con assi di legno e lamiera poggiate su sentieri di sabbia.<\/p>\n<div id=\"attachment_15100\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15100\" class=\"size-full wp-image-15100\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/La-vecchia-sala-parto-del-Maternity-Hospital-AICS-Khartoum.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><p id=\"caption-attachment-15100\" class=\"wp-caption-text\"><em>La vecchia sala parto del Maternity Hospital crediti Aics Khartoum<\/em><\/p><\/div>\n<p>Sedute nel cortile del centro sanitario del quartiere, il Taqadom Rural Hospital, donne dai veli colorati di etnia Beja, sfollate delle zone insicure del Darfur e del Kordofan insieme a rifugiate dell\u2019Etiopia e dell\u2019Eritrea, assistono assorte a una sessione di sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore alla cervice uterina. Nello stato del Red Sea l\u2019incidenza dei tumori femminili, soprattutto quelli alla mammella e al collo dell\u2019utero, \u00e8 particolarmente alta, e il sistema di prevenzione pressoch\u00e9 inesistente.<br \/>\nPresente in Sudan dal 2016, l\u2019Associazione Italiana per la Solidarieta\u2019 tra i Popoli (Aispo), l\u2019ong sanitaria legata all\u2019ospedale San Raffaele di Milano, interviene nel Paese con una serie di progetti sanitari per il rafforzamento della salute femminile. Tutti finanziati dall&#8217;Agenzia italana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), in buona parte nel quadro del consistente programma Dictorna, volto a fornire supporto tecnico e finanziario a favore delle istituzioni del sistema sanitario sudanese, i progetti di Aispo si sviluppano negli Stati orientali particolarmente poveri del Red Sea e di Kassala.<\/p>\n<p>Se il 36% della popolazione sudanese vive in povert\u00e0, il 25% sopravvive in povert\u00e0 estrema. Secondo alcune agenzie delle Nazioni Unite, il Sudan \u00e8 il Paese con la pi\u00f9 alta incidenza di malnutrizione acuta, con oltre un milione di bambini affetti da altissimi tassi di stunting, l\u2019arresto della crescita mentale e motoria causato dalla mancanza di cibo. Il Paese \u00e8 da decenni fermo agli ultimissimi posti nella classifica dell\u2019Indice di sviluppo umano e la speranza di vita \u00e8 di 60 anni per gli uomini e di 64 per le donne. Una serie di fattori hanno gettato il Sudan in una condizione cronica di povert\u00e0 estrema e vulnerabilit\u00e0: una lunga sequenza di conflitti armati interni che hanno causato milioni di morti, una dittatura quasi trentennale, la secessione dal Sud Sudan nel 2011, da sommare alla rivoluzione che ha destituito il dittatore Omar el-Bashir nel 2019, fino ad arrivare al colpo di Stato militare dello scorso ottobre e al fallimento di pi\u00f9 tentativi di un processo di transizione democratica. La forte instabilit\u00e0 politica, il prolungarsi della crisi economica e un\u2019inflazione galoppante hanno causato alti livelli di insicurezza alimentare, con 11 milioni di persone a rischio di vita. Le proiezioni delle Nazioni Unite prevedono che nel 2022 quasi un sudanese su tre necessiter\u00e0 di assistenza umanitaria.<\/p>\n<div id=\"attachment_15195\" style=\"width: 1610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15195\" class=\"size-full wp-image-15195\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.41.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.41.jpeg 1600w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.41-600x450.jpeg 600w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.41-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.41-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.41-1536x1152.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><p id=\"caption-attachment-15195\" class=\"wp-caption-text\"><em>La nuova sala parto del Maternity Hospital crediti Paola Boncompagni\/Aispo<\/em><\/p><\/div>\n<p>\u201cLa maggior parte di queste donne \u00e8 analfabeta, quindi non possiamo pensare di convincerle a farsi un test diagnostico con manifesti o volantini\u201d, spiega la dottoressa Houssman, direttrice del Taqadom Rural Hospital. \u201cDobbiamo raggiungerle a casa loro, andiamo porta a porta nei villaggi rurali e sulle montagne o, come oggi, organizziamo sessioni di outreach con musica e balli\u201d. La dottoressa spiega alle donne presenti cosa \u00e8 il tumore alla cervice uterina e quello alla mammella, mettendo l\u2019accento sull\u2019importanza della prevenzione e offrendo loro i servizi gratuiti per il test e la diagnosi da effettuare nell\u2019ospedale. Alla fine della sessione di sensibilizzazione alcune donne e ragazze si alzano per registrarsi e fare i test. Per questo progetto di supporto alla salute pubblica nel Red Sea, composto da componenti educative e strutturali con attenzione alla salute materna e infantile a Port Sudan, l\u2019Aispo ha messo a punto la completa riabilitazione del Maternity Hospital, del suo blocco operatorio e del reparto di pediatria. In citt\u00e0 l\u2019ong interviene in dieci Health Center con attivit\u00e0 di formazione a favore del personale medico e paramedico in diversi settori sanitari. In collaborazione con la struttura statale dell\u2019Academy of Health of Science, si occupa del rafforzamento delle abilit\u00e0 di chirurghi, ostetriche, anestesisti, infermieri ed altre figure del settore. Ha inoltre riabilitato il Laboratorio centrale di analisi cliniche cittadino e un laboratorio specializzato in istopatologia, mettendo in collegamento tutte queste strutture che prima non erano coordinate tra di loro per i referti clinici dei pazienti.<\/p>\n<p>\u201cSiamo una piccola ong, ma abbiamo il privilegio di avere la nostra sede all\u2019interno dell\u2019Ospedale San Raffaele dal 1984\u201d spiega il direttore di Aispo Federico Chiodi Daelli. \u201cOltre ai progetti sanitari nei Paesi in cui siamo presenti, abbiamo un\u2019intensa attivit\u00e0 di scambio con il San Raffaele per tirocini e formazione a favore dei beneficiari delle nostre attivit\u00e0.\u201d Esperti e specialisti dell\u2019ospedale milanese vengono inviati a cadenza regolare nei Paesi dove Aispo \u00e8 attiva per supportarne i programmi di formazione, implementare workshop, corsi e conferenze, al fine di trasferire le competenze sanitarie necessarie per uno sviluppo locale autonomo e indipendente. Al tempo stesso, ogni anno il San Raffaele riceve a Milano decine di borsisti dai Paesi dove la ong \u00e8 presente, per attivit\u00e0 di formazione e training a loro favore nelle strutture dell\u2019ospedale. Oltre che in Sudan, Aispo \u00e8 attiva con iniziative sanitarie nelle aree di crisi di Paesi in via di sviluppo come Sud Sudan, Egitto, Madagascar, Vietnam, Colombia, Mozambico, Libano, Iraq e Sierra Leone. \u201cI Paesi che selezioniamo devono essere in forte bisogno di aiuto. Veniamo qui, come ora in Sudan, cercando di insegnare delle cose a queste persone, per\u00f2 potrebbero chiederci: \u2018ma tu da dove arrivi, chi sei?\u2019\u201d continua Chiodi Daelli, \u201callora li facciamo venire da noi a vedere come funziona un reparto di pediatria o di maternit\u00e0 del San Raffaele, come gestiamo il pronto soccorso e i laboratori clinici. In questo modo creiamo un vero interscambio e un\u2019amicizia\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_15099\" style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15099\" class=\"size-full wp-image-15099\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/una-studentessa-di-infermieria-della-Academy-of-Helath-Science-di-Port-Sudan-.\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1920\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/una-studentessa-di-infermieria-della-Academy-of-Helath-Science-di-Port-Sudan-.\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/una-studentessa-di-infermieria-della-Academy-of-Helath-Science-di-Port-Sudan-.\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/una-studentessa-di-infermieria-della-Academy-of-Helath-Science-di-Port-Sudan-.\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/una-studentessa-di-infermieria-della-Academy-of-Helath-Science-di-Port-Sudan-.\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/una-studentessa-di-infermieria-della-Academy-of-Helath-Science-di-Port-Sudan-.\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-1536x1152.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><p id=\"caption-attachment-15099\" class=\"wp-caption-text\"><em>Una studentessa di infermieria della Academy of Helath Science di Port Sudan \u00a9 Paola Boncompagni\/Aispo<\/em><\/p><\/div>\n<p>Sempre finanziato da Aics, il progetto Safe della ong \u00e8 volto a \u201cpromuovere e aumentare l&#8217;accesso ai servizi sanitari di base per la prevenzione del tumore al seno e al collo dell&#8217;utero migliorando i servizi offerti, le competenze teoriche e pratiche degli operatori sanitari e la consapevolezza della comunit\u00e0 sull&#8217;argomento\u201d. In particolare l\u2019intervento \u00e8 stato pensato per offrire supporto ai rifugiati, ai migranti e alle comunit\u00e0 ospitanti di Port Sudan. Oltre alle molteplici attivit\u00e0 di formazione, Safe ha effettuato la riabilitazione del blocco operatorio del Maternity Hospital di Port Sudan, nonch\u00e9 della sala travaglio e della sala parto, strutture obsolete e fatiscenti dove le donne partorivano in ambienti non adeguati, spesso non sterili e dalle attrezzature mediche pi\u00f9 che obsolete. Il nuovo blocco operatorio \u00e8 letteralmente candido, modernissimo e attrezzato rispettando lo standard europeo, un miraggio di impeccabilit\u00e0 e pulizia in un mare di desolazione. Subito accanto \u00e8 stato riabilitato e attrezzato il reparto pediatrico, altra oasi nel deserto. Grazie a Safe, l\u2019altra grande novit\u00e0 del Maternity Hospital \u00e8 il recente arrivo di un mammografo digitale di ultima generazione, il primo dispositivo per effettuare mammografie mai introdotto nello Stato del Red Sea. Aispo ha gi\u00e0 predisposto una lista di 20 professionisti che a breve beneficeranno delle attivit\u00e0 di formazione specifica per il suo utilizzo: otto medici, dieci radiologi e alcuni tecnici per la manutenzione.<\/p>\n<div id=\"attachment_15204\" style=\"width: 778px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15204\" class=\"wp-image-15204 size-large\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.06-768x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.06-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.06-450x600.jpeg 450w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.06-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/WhatsApp-Image-2022-03-08-at-16.28.06.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><p id=\"caption-attachment-15204\" class=\"wp-caption-text\"><em>Un intervento di parto cesareo nella sala parto dell&#8217;Obstetric Maternity Hospital di Port Sudan, crediti Aispo<\/em><\/p><\/div>\n<p>Come se non bastasse, attorno al tumore al seno e a quello dell\u2019utero, esiste il non trascurabile problema dello stigma sociale. Le donne che scoprono di avere un tumore vengono spesso isolate dal resto della famiglia, accusate di contagiare i parenti e i membri della comunit\u00e0, a volte additate come portatrici di sventura e malocchio. \u201cCombattiamo lo stigma sociale con campagne di sensibilizzazione a casa delle persone\u201d, spiega Houssman. \u201cSpesso coinvolgiamo gli uomini della famiglia, i mariti e i fratelli delle donne, spiegando che se si ammalano non \u00e8 colpa loro.\u201d A Port Sudan non esiste alcun dispositivo per le applicazioni di radioterapia e le donne affette da un tumore cui vengono prescritte cure radioterapiche sono obbligate ad andare fino a Khartoum e soggiornarvi fino alla fine delle terapie. Il viaggio per la capitale \u00e8 lungo e costoso, come le spese del periodo di permanenza, cos\u00ec queste donne diventano un peso per le loro famiglie, gi\u00e0 numerose e prive di risorse. \u201cSpesso arrivano qui con tumori in stadio avanzato\u201d, dice Houssman, \u201csi trascurano perch\u00e9 sanno che oltre ad essere malate diventeranno un grave peso per i familiari. A volte decidono di non curarsi affatto e si lasciano morire, ma noi le andiamo a cercare, le visitiamo e se necessario copriamo i costi delle loro cure.\u201d<\/p>\n<div id=\"attachment_15101\" style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15101\" class=\"size-full wp-image-15101\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pazenti-in-attesa-in-un-centro-sanitario-di-Port-Sudan-\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1920\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pazenti-in-attesa-in-un-centro-sanitario-di-Port-Sudan-\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pazenti-in-attesa-in-un-centro-sanitario-di-Port-Sudan-\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pazenti-in-attesa-in-un-centro-sanitario-di-Port-Sudan-\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pazenti-in-attesa-in-un-centro-sanitario-di-Port-Sudan-\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pazenti-in-attesa-in-un-centro-sanitario-di-Port-Sudan-\u00a9-Paola-BoncompagniAISPO-1536x1152.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><p id=\"caption-attachment-15101\" class=\"wp-caption-text\"><em>Pazienti in attesa in un centro sanitario di Port Sudan \u00a9 Paola Boncompagni\/Aispo<\/em><\/p><\/div>\n<p>Pur non finanziandone le attivit\u00e0, il San Raffaele di Milano accoglie la sede di Aispo all\u2019interno dell\u2019ospedale e la ong si avvale di personale clinico altamente qualificato per i suoi progetti. \u201cCi stiamo specializzando in interventi di terzo livello ospedaliero\u201d dice il direttore Federico Chiodi Daelli: \u201cstrutture come blocchi operatori, ma anche terapie intensive adulte, pediatriche e neonatali. Sempre di standard europeo. Si tratta del massimo livello di assistenza che si possa offrire a un paziente\u201d. Anche grazie all\u2019Universit\u00e0 di Sassari (Uniss), negli ultimi otto anni Aispo ha realizzato queste strutture nel Kurdistan iracheno, intervenendo in quattro ospedali pubblici e in 52 centri sanitari, al cui personale ha offerto 18.000 ore di formazione e training the job. Nella citt\u00e0 curda irachena di Duhok, oltre ad aver introdotto terapie intensive adulte, pediatriche e neonatali, la ong ha riabilitato diversi pronto soccorsi e alcune centrali operative per la gestione delle ambulanze. \u201cIn cinque anni la mortalit\u00e0 infantile nella zona di Duhok \u00e8 scesa dal 16% all\u20198%,\u201d continua Chiodi Daelli, \u201coltre a dare alla popolazione un motivo in pi\u00f9 per non migrare, forniamo alle autorit\u00e0 sanitarie un modello che possono e sono in grado di replicare. Ci\u00f2 significa poter fare qualcosa di estremamente concreto. Salvare vite umane\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2016 l&#8217;ong Aispo lavora con dei progetti per il rafforzamento della salute femminile finanziati da Aics. . 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