{"id":9148,"date":"2019-09-30T11:51:37","date_gmt":"2019-09-30T09:51:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/?p=9148"},"modified":"2019-10-08T09:49:49","modified_gmt":"2019-10-08T07:49:49","slug":"rohingya-una-tragedia-che-non-fa-notizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/articoli\/pace\/rohingya-una-tragedia-che-non-fa-notizia\/","title":{"rendered":"Rohingya, una tragedia che non fa notizia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>La drammatica crisi umanitaria che affligge la minoranza etnica segnata dalle atrocit\u00e0 perpetrate in Myanmar. L\u2019impegno fattivo dell\u2019Aics <!--more--><\/p>\n<p>La loro tragedia fatica a conquistare le prime pagine dei giornali o trovare posto nell\u2019agenda internazionale dei Grandi della Terra. Qualche accenno, una tantum, ma niente di pi\u00f9. Eppure, la tragedia dei Rohingya meriterebbe ben altra attenzione dei media e, soprattutto, ben altro impegno della comunit\u00e0 internazionale. Un impegno che l\u2019Italia non sta facendo mancare attraverso la sede Aics in Myanmar.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_9177\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9177\" class=\"size-full wp-image-9177\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/zucconi-edit4.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/zucconi-edit4.jpg 350w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/zucconi-edit4-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><p id=\"caption-attachment-9177\" class=\"wp-caption-text\">Walter Zucconi titolare AICS Yangon<\/p><\/div>\n<p><strong>ZUCCONI: IL SENSO E LE SFIDE DELL\u2019OGGI<\/strong><br \/>\nLe sue riflessioni sono un importante contributo per mettere meglio a fuoco una situazione altamente impegnativa: \u201c\u00c8 in un contesto come quello attuale birmano in cui le enormi esigenze connesse con un processo di sviluppo socio economico sostenibile ed equilibrato, in grado di rendere partecipi dei benefici da esso derivanti una sempre pi\u00f9 ampia fetta della popolazione di un Paese in cui il 70% vive in zone rurali caratterizzate da elevatissimi livelli di povert\u00e0 ed arretratezza (ma che cresce quasi del 7% all\u2019anno con prospettive ancora migliori per il futuro), che si inserisce l\u2019azione della Cooperazione Italiana\u201d &#8211; rimarca Zucconi. \u201cL\u2019Italia opera in Myanmar, uno dei 20 Paesi prioritari di intervento per l\u2019Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo &#8211; AICS, in stretto coordinamento con la Comunit\u00e0 dei donatori ed in particolare con l\u2019UE e i Paesi membri, ponendosi come principi guida di tale azione quelli sanciti dalle line di indirizzo governative in tema di sviluppo, definite col supporto della Comunit\u00e0 internazionale a partire dal 2012 a seguito della cancellazione delle sanzioni internazionali e l\u2019avvio del processo di democratizzazione.<\/p>\n<p>I nostri settori di intervento prioritari spaziano dallo Sviluppo dell\u2019imprenditoria privata alla valorizzazione del patrimonio culturale e del turismo sostenibile, lo sviluppo delle aree rurali e il buon governo e i processi di democratizzazione e pacificazione. Tematiche trasversali presenti in ogni nostra azione sono la parit\u00e0 di genere e in generale la protezione delle fasce della popolazione pi\u00f9 vulnerabili (donne, minori), l\u2019empowerment delle comunit\u00e0 locali. Dal 2012 il Governo del Myanmar ha intrapreso un impegnativo percorso di riforma, mai interrotto ma ancora lungo ed irto di ostacoli, con l\u2019obiettivo di definire e perseguire correttamente le priorit\u00e0 di sviluppo, riorganizzare l\u2019apparato Statale e creare le condizioni per creare un efficiente ed efficace coordinamento dell\u2019aiuto allo sviluppo, proseguendo nel contempo nel processo di democratizzazione.<\/p>\n<p>\u00c8 in tale contesto, segnato purtroppo da instabilit\u00e0 e conflitti interni \u2013 puntualizza Zucconi \u2013 che, a seguito di un lungo periodo di rallentamento delle attivit\u00e0, sono finalmente al lavoro dal 16 settembre scorso per riaccendere i motori e, grazie alla dedizione, competenza e professionalit\u00e0 dei miei collaboratori, fare del mio e del nostro meglio per contribuire al perseguimento degli obiettivi che la Legge 125\/2014 -che ha istituito l\u2019Aics- ci pone, a sostegno dei processi di sviluppo. Ci\u00f2 garantendo nel contempo la necessaria visibilit\u00e0 del nostro Paese nella quotidiana interazione con le Istituzioni e diversi interlocutori e beneficiari locali, nonch\u00e9 verso la Comunit\u00e0 internazionale e lavorando in sinergia e sentendosi orgogliosamente parte del pi\u00f9 ampio Sistema Italia, presente in Myanmar con attori significativi, tra cui le nostre Ong Universit\u00e0, Enti locali, imprenditori ed aziende di primaria importanza.\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_9164\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9164\" class=\"size-large wp-image-9164\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Alessandra-Puccioni_Mercato-di-Matupi-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Alessandra-Puccioni_Mercato-di-Matupi-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Alessandra-Puccioni_Mercato-di-Matupi-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Alessandra-Puccioni_Mercato-di-Matupi-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p id=\"caption-attachment-9164\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Alessandra Puccioni<\/p><\/div>\n<p><strong>COX\u2019S BAZAR: UNA MISSIONE ESEMPLARE<\/strong><br \/>\nConoscere per intervenire. Intervenire oltre un orizzonte emergenziale. \u00c8 il senso della missione, incoraggiata dall\u2019Ambasciatore italiano a Dhaka, Enrico Nunziata effettuata a Cox&#8217;s Bazar a met\u00e0 giugno per delineare un quadro aggiornato sul perdurare della crisi umanitaria che affligge la popolazione Rohingya. La missione congiunta con Aics Yangon ha raccolto elementi utili per eventuali future iniziative per la crisi umanitaria Rohingya, la cui presente situazione non permette di intravedere una risoluzione sul breve termine. Inoltre \u00e8 stato anche monitorato l&#8217;intervento del Comitato Internazionale della Croce Rossa &#8211; AID11778.01.2 che beneficia di un finanziamento italiano di 1,5 milioni di Euro. La delegazione AICSY ha incontrato, prima di effettuare il sopralluogo a Cox&#8217;s Bazar, i rappresentanti dei principali attori coinvolti nella risposta alla crisi: ECHO, UNHCR, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), Organizzazione internazionale del Lavoro (OIL), Programma Alimentare Mondiale (PAM) e CICR.<\/p>\n<p>A conclusione della missione, fondamentale per capire quali cambiamenti sono intercorsi nell&#8217;ultimo anno, \u00e8 parso ancora indispensabile continuare a fornire sostegno agli attori umanitari impegnati a Cox&#8217;s Bazar. La crisi infatti, seppur iniziata nel 2017, sembra lungi dall&#8217;essere risolta a causa della situazione in Rakhine e dell&#8217;assenza di prospettive per un ritorno sicuro e dignitoso. Inoltre il Joint Response Plan per il 2019 (920,5 milioni di Dollari), \u00e8 stato finanziato ad oggi solo per il 22%. Riguardo ai bisogni della popolazione Rohingya, nel corso della missione \u00e8 emerso che la situazione nei campi si \u00e8 stabilizzata nel numero delle presenze, ma permane nelle persone un forte senso di precariet\u00e0 e bisogno di assistenza umanitaria. Resta infatti immutata la posizione governativa ufficiale nei confronti dei Rohingya, a cui non \u00e8 riconosciuto lo status di rifugiati. Questa posizione li mantiene di fatto dipendenti in toto dagli aiuti umanitari per la propria sopravvivenza. Il Governo bengalese pone forti limiti a tutti quegli interventi che possano portare ad una stabilizzazione della condizione dei Rohingya, dall&#8217;integrazione nel sistema educativo bengalese (il 55% dei rifugiati ha meno di 18 anni) all&#8217;uso di ripari (shelter) semi-permanenti, all&#8217;impiego in attivit\u00e0 lavorative legali, a parte qualche primo progetto di cash for work implementato da alcune Agenzie Onu.<\/p>\n<p>Dal punto di vista della protezione, rispetto al 2018 si registrano diversi trend preoccupanti: matrimoni precoci, traffico di esseri umani, aumento del numero di suicidi tra uomini e ragazzi che si trovano depauperati dal loro ruolo di &#8216;breadwinner&#8217;, ma anche tra le donne vittime di violenza domestica. Dalla missione \u00e8 emerso poi un aspetto positivo: la realizzazione, da parte di UNHCR, delle operazioni di registrazione dei rifugiati e la raccolta dei loro dati biometrici con il rilascio di un documento di identit\u00e0 riconosciuto dal Governo bengalese. Questa registrazione dovrebbe garantire una migliore analisi della popolazione presente e dei suoi bisogni. L&#8217;esecutivo di Dacca sottolinea la necessit\u00e0 di fornire assistenza non solo ai rifugiati ma anche alle comunit\u00e0 ospitanti (host communities), che vivono in uno dei distretti pi\u00f9 poveri e meno serviti del Bangladesh. Qui stile di vita e fonti di sostentamento sono mutati con l&#8217;arrivo di un numero cospicuo di rifugiati. A questo scopo la comunit\u00e0 dei donatori (Asian Development Bank, Australia, Canada, Banca Mondiale, DEVCO, DFID, ECHO, USA) sta discutendo l&#8217;adozione di un approccio che utilizzi pianificazione distrettuale per l&#8217;intera Cox&#8217;s Bazar come elemento di inclusione sia della comunit\u00e0 ospitante che dei rifugiati nei piani di sviluppo, per fornire a questi ultimi soluzioni pi\u00f9 durature. \u201cPropositi e conclusioni emersi in seguito alla missione italiana a Cox&#8217;s Bazar confermano dunque la necessit\u00e0 di intervenire con attivit\u00e0 coerenti con il nesso umanitario e sviluppo\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-9167\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Mrauk-U_by-Khin-Chaw-Thu-Zar-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"867\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Mrauk-U_by-Khin-Chaw-Thu-Zar-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Mrauk-U_by-Khin-Chaw-Thu-Zar-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Mrauk-U_by-Khin-Chaw-Thu-Zar-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 867px) 100vw, 867px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ROHINGYA, UNA TRAGEDIA DIMENTICATA<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>La crisi umanitaria che affligge la minoranza etnica Rohingya \u00e8 una delle pi\u00f9 gravi al mondo. Il governo birmano gestisce diversi campi profughi, con una popolazione totale di circa 128mila musulmani Rohingya e Kaman. Questi vivono nei campi per sfollati interni (IDPs) dal 2012, quando le violenze tra buddisti di etnia Rakhine e musulmani hanno causato la morte di oltre 200 persone e creato circa 140 mila sfollati, in maggioranza Rohingya. Ai residenti nei campi per IDPs si aggiungono pi\u00f9 di 720 mila profughi che hanno trovato rifugio in Bangladesh dopo le campagne militari del\u00a0Tatmadaw\u00a0nel 2016 e 2017.<\/p>\n<p><strong>Circa 1 milione di Rohingya<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>stanno ancora aspettando giustizia e di potere decidere del loro futuro, due anni dopo essere scappati dalle loro case a causa delle atrocit\u00e0 di massa perpetrate in Birmania, e stanno lottando per avere sicurezza e dignit\u00e0 in Bangladesh come rifugiati. In un appello congiunto,\u00a0<strong>61 Ong a livello locale, nazionale e internazionale<\/strong><strong>,<\/strong> che operano nei due Paesi, hanno chiesto che siano riconosciuti diritti umani per tutti nello Stato Rakhine, in Birmania, e hanno chiesto che i rifugiati Rohingya abbiano un ruolo nel prendere decisioni che riguardano le loro vite, comprese le condizioni per il loro ritorno in Birmania,\u00a0<a href=\"https:\/\/drc.ngo\/news\/61-ngos-warn-of-worsening-crisis-in-myanmar-call-for-refugees-engagement-on-safe-voluntary-returns\">spiega il Danish Refugee Council.<\/a> Le Ong hanno espresso molta preoccupazione per la sicurezza di tutte le famiglie colpite dall\u2019emergenza nello\u00a0<strong>Stato Rakhine<\/strong>, inclusi i Rohingya, dal momento che il conflitto si intensifica e l\u2019intervento umanitario rimane limitato. Negli ultimi due anni, le ong hanno aiutato il governo del Bangladesh e le agenzie Onu a fornire un\u00a0<strong>supporto<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>che ha consentito la sopravvivenza delle persone all\u2019interno del pi\u00f9 grande campo profughi del mondo. I loro sforzi collettivi hanno permesso di rendere pi\u00f9 stabili le condizioni nei campi, e hanno aiutato a impedire epidemie di malattie. Ma i rifugiati hanno bisogno di\u00a0<strong>dignit\u00e0<\/strong>&#8211; non solo di sopravvivenza. Le agenzie hanno chiesto alla comunit\u00e0 internazionale di aumentare i finanziamenti per la risposta umanitaria in Bangladesh e Birmania per migliorare la vita dei rifugiati e delle comunit\u00e0 ospitanti, cos\u00ec come le vite dei \u00a0rifugiati all\u2019interno del Paese.<\/p>\n<p>I rifugiati Rohingya in Bangladesh vivono in un ambiente sicuramente non protetto, n\u00e9 sostenibile, ed \u00e8 fondamentale che vengano consultati in tutte le decisioni che li riguardano- inclusi i rimpatri. E che non ritornino prematuramente a una situazione dove i loro diritti e la loro sicurezza non possano essere garantiti\u201d, afferma\u00a0<strong>Mikkel Trolle, direttore regionale del <\/strong><a href=\"https:\/\/drc.ngo\/\"><strong>Danish Refugee Council:<\/strong><\/a>\u00a0\u201cAttraverso il nostro lavoro nei campi profughi e nelle comunit\u00e0 ospitanti a Cox\u2019s Bazar, abbiamo riscontrato come gli sforzi congiunti del governo del Bangladesh, delle agenzie Onu e delle Ong abbiano salvato delle vite, ma ora \u00e8 tempo di assicurare che queste persone vivano una vita dignitosa e che siano autosufficienti. Soluzioni di medio e lungo termine sono necessarie urgentemente per proteggere i rifugiati e le comunit\u00e0 ospitanti. Educazione, skills building e mezzi di sussistenza sono essenziali per qualunque soluzione durevole di successo, incluso il reinserimento\u201d.<strong> \u201c<\/strong>Le operazioni di rastrellamento dei Rohingya condotte nell\u2019estate del 2017 a fini di rappresaglia contro gli attacchi terroristici orditi dall\u2019organizzazione Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA) ai danni delle forze armate nazionali, conosciute anche con l\u2019appellativo di Tatmadaw, hanno dato adito ad\u00a0<strong>una spirale di indicibili orrori<\/strong> \u2013 rimarca il professor Andrea Passeri dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna in un dettagliato report per l\u2019Ispi -. Secondo le stime internazionali pi\u00f9 accreditate, ad un mese dallo scoppio delle violenze le vittime ammontavano gi\u00e0 ad oltre 6.000 civili inermi, liquidati nella maggior parte dei casi con pratiche barbare che hanno contemplato anche il ricorso ad esecuzioni sommarie e stupri su vasta scala, come dimostrato poi dal rinvenimento di numerose fosse comuni e di interi villaggi dati alle fiamme allo scopo di cancellare qualsiasi evidenza dei crimini perpetrati dal Tatmadaw. Gli oltre 600.000 Rohingya che nel frattempo erano riusciti a sottrarsi ai\u00a0<strong>pogrom antimusulmani<\/strong>, invece, avevano trovato rifugio al di l\u00e0 della frontiera fra il Myanmar e il Bangladesh, conducendo rapidamente al collasso i campi profughi allestiti dal governo di Dhaka. Di l\u00ec a poco, peraltro, le atrocit\u00e0 a cui si sono abbandonate tanto le truppe birmane, quanto le porzioni della popolazione imbevute di\u00a0<strong>un\u2019ideologia etno-nazionalista e xenofoba<\/strong>, sono state ampiamente documentate da un\u2019indagine dell\u2019Onu pubblicata nel settembre del 2018, ovvero ad un anno esatto dall\u2019escalation di violenze.<\/p>\n<p>Il <strong>report dell&#8217;Onu<\/strong>, redatto al termine di una lunga attivit\u00e0 investigativa condotta nel paese che ha scontato l\u2019aperta opposizione dei vertici politici birmani, descrive la rappresaglia innescata dal Tatmadaw come un \u2018esempio da manuale\u2019 di campagna di pulizia etnica sprigionata con spirito sistematico e implacabile, contro quella che appare oggi come <strong>una minoranza di apolidi<\/strong> spogliata di qualsivoglia diritto o tutela di base all\u2019interno dell\u2019ordinamento nazionale&#8230;\u201d. Cicr \u00a0e Pam sono le due uniche organizzazioni internazionali autorizzate dal Governo del Myanmar ad operare senza restrizioni temporali\/geografiche nel nord del Rakhine; i due attori umanitari hanno suddiviso il proprio lavoro per aree al fine di massimizzare il proprio intervento ed evitare duplicazioni. Episodi di violenza mirata, il frenato sviluppo socio-economico e le tensioni storiche, etniche, religiose esistenti tra la popolazione di etnia Rakhine (tradizionalmente buddhista), le comunit\u00e0 musulmane (Rohingya) e altre comunit\u00e0 minoritarie, rendono la situazione nel Rakhine e nel vicino Bangladesh una delle crisi umanitarie pi\u00f9 gravi al mondo.<\/p>\n<p>Nel Rakhine, lo stato pi\u00f9 povero del Myanmar con un tasso di povert\u00e0 pari al 78%, si registrano un totale di 1,1 milioni di persone senza cittadinanza (apolidi), prevalentemente musulmani di etnia Rohingya, sistematicamente soggetti a discriminazioni istituzionali e restrizioni alla libert\u00e0 di movimento. Inoltre, l\u2019azione repressiva delle forze di sicurezza birmane ha provocato, dal 2016 in poi, un esodo di 688.000 persone, prevalentemente appartenenti all\u2019etnia Rohingya, in fuga dalle tre township di Maungdaw, Buthidaung e Rathedaung verso il Bangladesh. Il Myanmar \u00e8 anche uno dei paesi pi\u00f9 esposti al rischio di disastri naturali dell\u2019Asia, \u00e8 il secondo su 187 paesi nel Global Climate Risk Index ed \u00e8 dodicesimo su 191 paesi nell\u2019Index of Risk Management. I contributi a <strong>PAM<\/strong> e <strong>CICR<\/strong> si inseriscono quindi in un contesto caratterizzato da una crisi protratta aggravata dalla costante violazione dei diritti umani, dal mancato o parziale accesso alle aree di crisi da parte delle organizzazioni umanitarie e da un ambiente altamente esposto ai disastri naturali. L\u2019 Humanitarian Response Plan 2018 riporta come siano 691.000 le persone che necessitano di aiuto umanitario nello Stato di Rakhine. <strong>\u00a0<\/strong>L\u2019iniziativa\u00a0 <em>\u201cContributo al Comitato Internazionale della Croce Rossa per la risposta umanitaria alla crisi nel Rakhine (Myanmar)\u201d<\/em>AID 011690 &#8211;\u00a0 Delibera n. 78 del 13 dicembre 2018<strong> &#8211;<\/strong>.con un budget di 1 milione di Euro ha permesso\u00a0 di contribuire alle attivit\u00e0 di CICR: i) promozione del rispetto del Diritto Umanitario Internazionale, ii) sviluppo di strategie di autoprotezione rispetto al conflitto per le comunit\u00e0 pi\u00f9 vulnerabili, iii) prima emergenza (assistenza ai feriti e malati, fornitura di cibo, attrezzi per la coltivazione e l\u2019allevamento, attrezzature e medicinali per i centri sanitari, riabilitazione di impianti idrici e fognari), iv) miglioramento della vita dei detenuti.<\/p>\n<p>Inoltre Cicr \u00a0insieme con Myanmar Red Cross faciliter\u00e0 i ricongiungimenti familiari e rafforzer\u00e0 il settore nazionale della riabilitazione fisica e il sistema di referral per i fornitori di servizi, oltre a promuovere l\u2019inclusione sociale di persone disabili. <strong>\u00a0<\/strong>L\u2019iniziativa \u201c<em>Assistenza alimentare e in denaro alle popolazioni pi\u00f9 vulnerabili dello Stato Rakhine nel quadro del Piano Strategico Paese del PAM (2018-2022)\u201d<\/em> AID 011737con un contributo di 0,5 milione di Euro si configura come finanziamento al Piano Strategico quadriennale del PAM per il Myanmar e risponde all\u2019appello dell\u2019organismo in parola di 25 milioni di USD per continuare a svolgere attivit\u00e0 di assistenza alle popolazioni vulnerabili in Myanmar tra ottobre 2018 e marzo 2019. Il contributo permetter\u00e0 la fornitura di assistenza alimentare, la riabilitazione dei mezzi di sussistenza e beni delle comunit\u00e0 colpite attraverso attivit\u00e0 di cash for work alle popolazioni colpite dalla crisi nel nord dello stato di Rakhine.<\/p>\n<p>Quanto al <strong>Bangladesh, <\/strong>va rimarcato il contributo a CICR di 1,5 milioni di euro per l\u2019iniziativa <em>\u201cContributo al Comitato Internazionale della Croce Rossa per la risposta umanitaria alla crisi della popolazione Rohingya<\/em> \u201c (AID 011778)- Delibera n.83 del 24 dicembre 2018-\u00a0 volto \u00a0all\u2019assistenza, protezione e prevenzione dei civili provenienti dal Myanmar e delle comunit\u00e0 ospitanti, dei detenuti, dei feriti da armi, dei malati, dei disabili e delle autorit\u00e0 locali.\u00a0 L\u2019iniziativa ha previsto attivit\u00e0 di: i) promozione del rispetto del Diritto Umanitario Internazionale, ii) protezione della popolazione civile indipendentemente dall\u2019etnia di origine, iii) supporto &#8211; sia in termini di prima emergenza che a lungo termine &#8211;\u00a0 per le persone provenienti dal Myanmar e per la comunit\u00e0 ospitante, iv) miglioramento della vita dei detenuti. Inoltre CICR insieme con Bangladesh Red Cross faciliter\u00e0 i ricongiungimenti familiari e rafforzer\u00e0 il settore nazionale della riabilitazione fisica e il sistema di referral per i fornitori di servizi, oltre a promuovere l\u2019inclusione sociale di persone disabili. Una solidariet\u00e0 concreta, fattiva per una umanit\u00e0 sofferente. E dimenticata.<\/p>\n<div id=\"attachment_9165\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-9165\" class=\"size-large wp-image-9165\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Alessandra-Puccioni_Strada-di-Matupi-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Alessandra-Puccioni_Strada-di-Matupi-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Alessandra-Puccioni_Strada-di-Matupi-600x337.jpg 600w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Alessandra-Puccioni_Strada-di-Matupi-768x431.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p id=\"caption-attachment-9165\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Alessandra Puccioni<\/p><\/div>\n<p><strong>LA COOPERAZIONE ITALIANA E LA CRISI ROHINGYA 2017-2018<\/strong><\/p>\n<p>In occasione della Conferenza dei donatori tenutasi a Ginevra il 23 Ottobre 2017, l&#8217;Italia ha annunciato un <em>pledge<\/em> complessivo di <strong>7 milioni di euro<\/strong> per la Crisi Rohingya. Nell&#8217;ambito di tale <em>pledge<\/em>, la Cooperazione Italiana ha disposto i seguenti contributi di emergenza:<\/p>\n<p><strong>2017 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Myanmar<\/strong><\/p>\n<p>Contributo italiano pari ad <strong>1 milione di euro<\/strong>\u00a0 all&#8217;iniziativa <strong>UNHCR<\/strong> \u00a0<strong>\u201c<\/strong><em><strong>Co-esistenza pacifica, protezione e assistenza per le persone apolidi e le comunit\u00e0 locali dello Stato Rakhine<\/strong><\/em>\u201d (AID 011158\/01\/1). Delibera del VM n.31 del 31 agosto <strong>2017.<\/strong> L\u2019iniziativa \u00e8 stata <strong>avviata il 1 maggio 2019 ed avr\u00e0 una durata di 18 mesi.<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa in parola l\u2019Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo intende promuovere e facilitare il dialogo intercomunale e la convivenza pacifica nello Stato del Rakhine \u00a0attraverso: i) il monitoraggio e l\u2019 analisi dello stato di protezione per condurre un\u2019azione di advocacy, basata sull\u2019evidenza, a tutti i livelli del governo e le principali parti interessate per garantire la massima protezione possibile per la popolazione apolide;ii) iniziative pacifiche di convivenza a che beneficino tutte le comunit\u00e0 per ricostruire la fiducia reciproca. Le attivit\u00e0 dell&#8217;iniziativa in oggetto, sono state avviate solo il 1 maggio 2019 \u00a0a seguito degli attacchi compiuti da elementi dell\u2019organizzazione Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA) \u2013 vicina alla minoranza musulmana &#8211; contro i posti di polizia di frontiera delle township di Maungdaw, Buthidaung e Rathedaung, nel nord del Rakhine, il 25 Agosto 2017, pochi giorni prima dell\u2019approvazione dell\u2019iniziativa stessa.<\/p>\n<p>La massiccia risposta da parte delle forze di sicurezza birmane ha portato alla quasi totale cessazione delle attivit\u00e0 di cooperazione internazionale (sia emergenza che sviluppo) nelle 3 township settentrionali, che includono l&#8217;area target prescelta per l&#8217;implementazione dell&#8217;iniziativa; a questo si aggiunge l&#8217;esodo di oltre 700.000 persone provenienti appunto delle suddette aree verso il Bangladesh. <strong>L&#8217;attuazione di interventi di emergenza nell&#8217;area \u00a0\u00e8 stata inizialmente concessa a due soli attori umanitari: il Comitato della Croce Rossa Internazionale (CICR) ed Programma Alimentare Mondiale (PAM).Tutte le altre agenzie onusiane sono state impossibilitate ad operare nell&#8217;area, compresa UNHCR<\/strong>. Soltanto dopo lunghi e faticosi negoziati si \u00e8 giunti, il 6 giugno 2018 alla firma di un Memorandum of Understanding tripartito (MoU) tra il Ministro birmano dell&#8217;Immigrazione, del Lavoro e della Popolazione, UNHCR e UNDP, volto alla creazione di condizioni sul terreno che facilitino il rimpatrio volontario e sicuro delle persone fuggite in Bangladesh nella loro zona di origine\/ altra destinazione scelta in maniera libera. Nella fattispecie, UNHCR \u00e8 incaricata dello svolgimento di attivit\u00e0 di protezione, monitoraggio, condizione di consultazioni comunitarie e supporto alla coesistenza pacifica. In seguito agli incidenti. Nonostante l\u2019area target non sia (pi\u00f9) limitata al solo nord Rakhine, l\u2019iniziativa in corso di realizzazione risponde anche ai bisogni &#8211; soprattutto in termini di protezione &#8211; degli abitanti del Rakhine centrale: si stima infatti che tra Rakhine settentrionale e centrale si trovino 474.000 apolidi, a cui si aggiungono 126.000 sfollati, anche essi apolidi. Le township del Rakhine target &#8211; Buthidaung, Maungdaw, Rathedaung, Kyauktaw, Pauktaw, Minbya, Sittwe e Mrauk U- si annoverano tra le aree meno sviluppate del Myanmar, composite dal punto di vista etnico e difficili da raggiungere, dove il supporto del Governo \u00e8 minimo. Le aree target includono le tre township settentrionali di Maungdaw, Buthidaung e Rathedaung, che sono state mantenute al fine di mobilitare le operazioni previste non appena ottenuto l\u2019accesso da parte delle autorit\u00e0, in conformit\u00e0 con il Memorandu of Understanding tripartito.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ONU stima che tra 200.000 e 240.000 Rohingya senza cittadinanza siano rimasti nelle aree settentrionali dello stato di Rakhine dopo la crisi del 2017<\/strong>. Per quanto riguarda il Rakhine centrale, invece, circa 825.794 persone vivono nelle cinque township designate, con una media di 165.515 persone per township, secondo il censimento della popolazione condotto dal Governo nel 2014 (e a cui l\u2019Italia ha contribuito attraverso l\u2019AID 10207 con un importo pari ad Euro 650.000,00). Questa cifra non include la comunit\u00e0 dei Rohingya \u2013 priva di cittadinanza- che comprende circa 216.690 persone, prevalentemente collocate nei villaggi delle 5 township.<\/p>\n<p><strong>Myanmar e Bangladesh<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tre contributi<\/strong> attivati nel<strong> 2017<\/strong> \u00a0a valere sui Fondi Bilaterali di Emergenza in essere presso<strong> IOM, PAM<\/strong> e <strong>CICR<\/strong>. Il\u00a0 contributo a CICR \u00a0del valore di <strong>1,5 Milioni<\/strong> di euro per attivit\u00e0 di assistenza sanitaria alla popolazione Rohingya in <strong>Myanmar,<\/strong> fornitura di generi alimentari e di prima necessit\u00e0 ed attivit\u00e0 di protezione. Il contributo ad <strong>OIM <\/strong>pari ad \u00a0<strong>1 Milione<\/strong> di euro per le attivit\u00e0 previste dal piano di risposta dell&#8217;ONU in favore della popolazione vulnerabile in <strong>Bangladesh<\/strong> (Cox\u2019s Bazar). Il contributo pari <strong>a 0,5 milion<\/strong>i di euro a <strong>PAM in Bangladesh<\/strong> per il sostegno degli interventi di prima assistenza e distribuzione di aiuti alimentari a favore delle popolazioni Rohingya in fuga dal Myanmar.<\/p>\n<p><strong>2018<\/strong><\/p>\n<p><strong>Myanmar<\/strong><\/p>\n<p><strong>CICR e PAM sono le due uniche organizzazioni internazionali autorizzate dal Governo del Myanmar<\/strong> ad operare senza restrizioni temporali\/geografiche nel nord del Rakhine; i due attori umanitari hanno suddiviso il proprio lavoro per aree al fine di massimizzare il proprio intervento ed evitare duplicazioni.<\/p>\n<p>Episodi di violenza mirata, il frenato sviluppo socio-economico e le tensioni storiche, etniche, religiose esistenti tra la popolazione di etnia Rakhine (tradizionalmente buddhista), le comunit\u00e0 musulmane (Rohingya) e altre comunit\u00e0 minoritarie, rendono la situazione nel Rakhine e nel vicino Bangladesh una delle crisi umanitarie pi\u00f9 gravi al mondo. Nel Rakhine, lo stato pi\u00f9 povero del Myanmar con un tasso di povert\u00e0 pari al 78%, si registrano un totale di 1,1 milioni di persone senza cittadinanza (apolidi), prevalentemente musulmani di etnia Rohingya, sistematicamente soggetti a discriminazioni istituzionali e restrizioni alla libert\u00e0 di movimento. Inoltre, l\u2019azione repressiva delle forze di sicurezza birmane ha provocato, dal 2016 in poi, un esodo di 688.000 persone, prevalentemente appartenenti all\u2019etnia Rohingya, in fuga dalle tre township di Maungdaw, Buthidaung e Rathedaung verso il Bangladesh. <strong>Il Myanmar \u00e8 anche uno dei paesi pi\u00f9 esposti al rischio di disastri naturali dell\u2019Asia, \u00e8 il secondo su 187 paesi nel Global Climate Risk Index ed \u00e8 dodicesimo su 191 paesi nell\u2019Index of Risk Management.<\/strong><\/p>\n<p>I contributi a PAM e CICR, di seguito dettagliati, si inseriscono quindi in un contesto caratterizzato da una crisi protratta aggravata dalla costante violazione dei diritti umani, dal mancato o parziale accesso alle aree di crisi da parte delle organizzazioni umanitarie e da un ambiente altamente esposto ai disastri naturali. L\u2019 Humanitarian Response Plan 2018 riporta come siano 691.000 le persone che necessitano di aiuto umanitario nello Stato di Rakhine.<\/p>\n<p><strong>L\u2019iniziativa\u00a0 <em>\u201cContributo al Comitato Internazionale della Croce Rossa per la risposta umanitaria alla crisi nel Rakhine (Myanmar)\u201d<\/em>AID 011690 &#8211;\u00a0 Delibera n. 78 del 13 dicembre 2018<\/strong>-.con un budget di 1 milione di Euro ha permesso\u00a0 di contribuire alle attivit\u00e0 di CICR: i) promozione del rispetto del Diritto Umanitario Internazionale, ii) sviluppo di strategie di autoprotezione rispetto al conflitto per le comunit\u00e0 pi\u00f9 vulnerabili, iii) prima emergenza (assistenza ai feriti e malati, fornitura di cibo, attrezzi per la coltivazione e l\u2019allevamento, attrezzature e medicinali per i centri sanitari, riabilitazione di impianti idrici e fognari), iv) miglioramento della vita dei detenuti. Inoltre CICR insieme con Myanmar Red Cross faciliter\u00e0 i ricongiungimenti familiari e rafforzer\u00e0 il settore nazionale della riabilitazione fisica e il sistema di referral per i fornitori di servizi, oltre a promuovere l\u2019inclusione sociale di persone disabili.<\/p>\n<p><strong>L\u2019iniziativa\u00a0 \u201c<em>Assistenza alimentare e in denaro alle popolazioni pi\u00f9 vulnerabili dello Stato Rakhine nel quadro del Piano Strategico Paese del PAM (2018-2022)\u201d<\/em> AID 011737 &#8211; Delibera n. 79 del 13 dicembre 2018<\/strong> -con un\u00a0 contributo di 0,5 milione di Euro si configura come finanziamento al Piano Strategico quadriennale del PAM per il Myanmar e risponde all\u2019appello dell\u2019organismo in parola di 25 milioni di USD per continuare a svolgere attivit\u00e0 di assistenza alle popolazioni vulnerabili in Myanmar tra ottobre 2018 e luglio \u00a02019. Il contributo ha permesso la fornitura di assistenza alimentare, la riabilitazione dei mezzi di sussistenza e beni delle comunit\u00e0 colpite attraverso attivit\u00e0 di cash for work alle popolazioni colpite dalla crisi nel nord dello stato di Rakhine.<\/p>\n<p><strong>Bangladesh<\/strong><\/p>\n<p>Contributo a <strong>CICR <\/strong>di <strong>1,5 milioni <\/strong>di euro per l\u2019iniziativa\u00a0 <em>\u201cContributo al Comitato Internazionale della Croce Rossa per la risposta umanitaria alla crisi della popolazione Rohingya<\/em> \u201c (AID 011778)- Delibera n.83 del 24 dicembre 2018-\u00a0 \u00e8 finalizzata all\u2019assistenza, protezione e prevenzione dei civili provenienti dal Myanmar e delle comunit\u00e0 ospitanti, dei detenuti, dei feriti da armi, dei malati, dei disabili e delle autorit\u00e0 locali.\u00a0 L\u2019iniziativa ha previsto attivit\u00e0 di: i) promozione del rispetto del Diritto Umanitario Internazionale, ii) protezione della popolazione civile indipendentemente dall\u2019etnia di origine, iii) supporto &#8211; sia in termini di prima emergenza che a lungo termine &#8211;\u00a0 per le persone provenienti dal Myanmar e per la comunit\u00e0 ospitante, iv) miglioramento della vita dei detenuti. Inoltre CICR insieme con Bangladesh Red Cross faciliter\u00e0 i ricongiungimenti familiari e rafforzer\u00e0 il settore nazionale della riabilitazione fisica e il sistema di referral per i fornitori di servizi, oltre a promuovere l\u2019inclusione sociale di persone disabili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-9168\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Rakhine-streets-Maungdaw-township_by-Khin-Chaw-Thu-Zar-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Rakhine-streets-Maungdaw-township_by-Khin-Chaw-Thu-Zar-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Rakhine-streets-Maungdaw-township_by-Khin-Chaw-Thu-Zar-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Rakhine-streets-Maungdaw-township_by-Khin-Chaw-Thu-Zar-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p>[vc_row css=&#8221;.vc_custom_1570124747049{margin-top: 50px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"qodef-image-gallery  qodef-ig-grid-type qodef-tiny-space  \">\n\t<div class=\"qodef-ig-inner qodef-outer-space qodef-ig-grid qodef-ig-two-columns\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"qodef-ig-image qodef-item-space\">\n\t\t\t\t<div class=\"qodef-ig-image-inner\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/foto1-200x200.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<div class=\"qodef-ig-image qodef-item-space\">\n\t\t\t\t<div class=\"qodef-ig-image-inner\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/foto2-200x200.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<div class=\"qodef-ig-image qodef-item-space\">\n\t\t\t\t<div class=\"qodef-ig-image-inner\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/foto3-200x200.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<div class=\"qodef-ig-image qodef-item-space\">\n\t\t\t\t<div class=\"qodef-ig-image-inner\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/oltremare\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/foto4-200x200.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n<\/div>[\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La drammatica crisi umanitaria che affligge la minoranza etnica segnata dalle atrocit\u00e0 perpetrate in Myanmar. 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