Il direttore Maestripieri interviene al 15esimo anniversario della Fondazione Cima

Resilienza e prevenzione sono gli approcci necessari per far fronte alle calamità naturali acuite dai cambiamenti climatici. A sottolinearlo è stato il direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), Luca Maestripieri, intervenuto in videocollegamento all'anniversario per i quindici anni della Fondazione Cima - Centro internazionale di monitoraggio ambientale. La Fondazione, la cui ricerca si concentra sulla mitigazione del rischio da disastro, ha instaurato con Aics un proficuo e consolidato rapporto di collaborazione nell’ambito degli interventi di riduzione delle minacce.

Gli eventi calamitosi che si susseguono con sempre maggiore frequenza ed intensità "ci dimostrano che non abbiamo fatto e non facciamo ancora abbastanza in termini di prevenzione e spingono la comunità internazionale a un drastico cambiamento di strategia" ha ricordato Maestripieri, evidenziando che metà della popolazione mondiale (3,3 miliardi di persone) è direttamente esposta al rischio delle conseguenze del cambiamento climatico.

In questo contesto, "la prevenzione salva vite umane e consente inoltre un uso più efficiente delle risorse finanziarie disponibili" ha detto Maestripieri. "Secondo la Banca Mondiale - ha continuato - a fronte di un dollaro investito in prevenzione, infatti, se ne risparmiano sette per la risposta ad una catastrofe".

Maestripieri ha poi citato i risultati nati dalla collaborazione con Cima, come i sistemi di Early Warning e i meccanismi di Anticipatory Action implementati in diversi Paesi, e quello realizzato insieme allo United Nations Office for Disaster Risk Reduction (Undrr) per creare un embrione del sistema di Protezione civile africana.

Il direttore dell'Agenzia ha ricordato che i disastri non sono “naturali” per definizione:

 
"L’uomo ha spesso un ruolo determinante nel contribuire a causarli o ad esacerbarli, ruolo reso ancor più evidente dal cambiamento climatico e dalla pandemia da Covid-19. I fenomeni naturali si trasformano in catastrofi quando l’uomo non predispone le misure necessarie a ridurne l’impatto e a gestirne tempestivamente le conseguenze. Prendere consapevolezza di questa realtà significa anche assumersene la responsabilità e, quindi, agire ed investire risorse affinché venga assicurata la necessaria protezione alle persone esposte al rischio".
 
 
 
 

Mare Climaticum Nostrum: Prima conferenza mediterranea sugli effetti del clima e azioni di mitigazione e adattamento


“Il Mediterraneo come hot spot dei cambiamenti climatici non ha una sponda nord e una sponda sud. Tutti i Paesi sono accomunati dalle sfide che la cooperazione allo sviluppo dovrà ancor affrontare”

È uno dei messaggi principali che il direttore dell’Agenzia per la Cooperazione ha inteso lanciare nella conferenza di presentazione di “Mare climaticum nostrum”, l’iniziativa sul climate change e le sue conseguenze nel bacino del Mediterraneo co-promossa da Aics, Protezione civile, Fondazione Ewa e dal Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici. I tre giorni di lavoro si aprono a Firenze il 5 ottobre alla Fortezza da Basso con un parterre di esperti, politici, esponenti di governi e organizzazioni internazionali di tutto il Mediterraneo.

L’evento avrà al centro la presentazione del Rapporto scientifico sugli impatti climatici a breve e a lunga scadenza nell’area Mediterranea. Si tratta di un focus con i più aggiornati studi e ricerche, curato dal Centro euromediterraneo di Lecce, tese ad identificare e prevenire gli effetti prodotti dal cambiamento climatico in atmosfera, sulle acque, al suolo, in agricoltura, nelle aree urbane, sulle infrastrutture, sulla salute umana e negli ecosistemi ambientali. La gamma degli impatti previsti - desertificazione, siccità, dissesto idrogeologico e alluvioni, innalzamento dei livelli del mare e cuneo salino, disponibilità qualità e utilizzi delle acque - richiamano la necessità immediata di infrastrutture di difesa, di sistemi idrici e di accumulo di risorsa, di tecnologie per la previsione e la gestione, opere e interventi di mitigazione ed adattamento.

I temi saranno approfonditi da workshop e convegni nei giorni successivi con attenzione ai campi dell’agricoltura, dell’acqua, dell’energia, della prevenzione dei rischi.

Conferenza stampa presso la Sede della Protezione Civile della presentazione dell'evento "Mare Climaticum Nostrum" dal 5 all'8 ottobre alla Fortezza da Basso a Firenze

Facim, il presidente del Mozambico al padiglione Italia: interesse per il modello di cooperazione e business sostenibile

Il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, ha visitato il padiglione Italia alla Facim, la fiera internazionale di Maputo. Nyusi è stato accolto da Gianni Bardini, Paolo Gozzoli e Paolo Enrico Sertoli, rispettivamente ambasciatore d’Italia a Maputo, direttore di Ice Maputo e titolare della sede dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo svilupppo (Aics) di Maputo. Il presidente Filipe Nyusi era accompagnato dal primo ministro del Portogallo, António Costa, e dal ministro degli Esteri, João Cravinho.

La Facim è una fiera annuale multisettoriale che riunisce in un unico spazio tutti i settori economici a livello nazionale e internazionale. Il suo obiettivo generale è quello di mostrare le potenzialità produttive e di esportazione del Mozambico e di promuovere le opportunità di business e di investimento nei vari segmenti nazionali ed esteri. L’edizione di quest’anno, la 57esima, ha come focus l’impiego, l’imprenditoria e l’innovazione tecnologica. L'Aics ha presentato in fiera il nuovo approccio della cooperazione italiana: accanto alle iniziative di cooperazione tradizionali, l’Agenzia ha coinvolto il settore privato per fare cooperazione avviando un’azione vera e un utilizzo efficiente delle risorse, guidando e accompagnando le aziende che diventano veri partner di progetti istituzionali, in quello che si definisce come “Sistema Italia”.

"Il modello di business deve essere Isi, vale a dire Innovativo, Sostenibile e Inclusivo – ha spiegato il titolare della sede Aics Maputo – idoneo a promuovere processi, prodotti e servizi tecnologie più efficienti ed economicamente vantaggiosi, sostenibile, cioè economicamente in grado di generare profitto e sviluppo nel tempo ma, allo stesso tempo, in grado di migliorare le condizioni di vita delle comunità locali e tutelare la salvaguardia dell’ambiente e inclusivo, vale a dire investimenti privati volti a includere, nei processi di sviluppo, le persone emarginate, che percepiscono cioè meno di 2,00 dollari al giorno".

"In questa sfida, le aziende sono supportate dall'Aics e dal Sistema Italia, che lavora con governi, enti, cittadini, organizzazioni non profit, società civile e organizzazioni internazionali nei Paesi partner, – ha sottolineato Sertoli, aggiungendo che – il coinvolgimento del settore privato for profit, rappresenta il passo più recente nella strategia di rafforzamento del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo che vede l’attore pubblico collaborare con altre istituzioni, con gli attori non profit e quelli del settore privato lucrativo. Le aziende sono chiamate a contribuire in modo concreto, investendo i propri capitali, le proprie conoscenze, la propria creatività e capacità di adattamento, per accettare la sfida dello sviluppo sostenibile nei Paesi di intervento".

L'Aics, attraverso dei bandi dedicati, fornisce sovvenzioni per finanziare o cofinanziare iniziative imprenditoriali innovative e investimenti nei Paesi partner in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli standard internazionali. Il focus delle call for proposals Aics sono le Piccole e Medie imprese (MSMEs) che hanno gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) come principi guida della propria attività imprenditoriale. Nel periodo 2017-2021, tramite tre bandi, l'Agenzia ha finanziato 47 iniziative e la creazione di 14 start-up. Su untotale di 5,2 mln di euro di contributo totale l'Aics ha partecipato erogando 13,2 mln. In Mozambico, sono tre le aziende selezionate grazie al bando profit:  Carbonsink , Newster e Novamont.

A Niamey la conferenza su media e voci della migrazione in Africa occidentale e centrale

Tra il 6 e l’8 settembre si è tenuta, al Palazzo dei congressi di Niamey, la conferenza regionale Media e voci della migrazione in Africa occidentale e centrale organizzata dal ministero della Comunicazione e delle relazioni istituzionali del Niger e dall'ufficio regionale di Dakar dell’Unesco. La conferenza segna la chiusura del progetto “Autonomizzare i giovani in Africa attraverso i media e la comunicazione”, finanziato dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) attraverso il Fondo Africa del 2016 del ministero degli Esteri italiano e implementato dall'Unesco. L’azione si inserisce in uno dei principali assi di intervento della cooperazione italiana nel Sahel, la creazione di opportunità economiche e di alternative al cammino della migrazione irregolare.

Nell’arco dei tre giorni, la Conferenza ha portato insieme i rappresentanti diplomatici e i principali professionisti e esperti degli ecosistemi mediatici degli otto paesi di intervento del progetto - Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Mali, Niger, Nigeria e Senegal – fornendo una  piattaforma per lo scambio di idee, esperienze e best practices. Scopo della Conferenza: garantire l’accesso ad un’informazione completa e di qualità sulla migrazione e promuovere i percorsi di migrazione regolare ed il rispetto dei diritti e della dignità delle persone migranti. Nello specifico, la Conferenza ha permesso di intavolare una serie di dibattiti sulle modalità, priorità e raccomandazioni per lo sviluppo di narrative diversificate, inclusive, non stereotipate e “autoctone” sul tema della migrazione, sulla lotta alla disinformazione, e sulle sfide affrontate dai media in tutta la regione.

Come è emerso dai dibatti, troppo spesso purtroppo le storie di migrazione si limitano a focalizzarsi sulle tragedie, sull’illegalità, sulla vittimizzazione, o peggio sulla demonizzazione del migrante, finendo per disumanizzare la figura e la storia umana dietro a ogni percorso migratorio. La migrazione rimane però un fenomeno complesso e sfaccettato, ricco di sfide e difficoltà, ma anche di successi e speranze. Solamente assicurando una copertura informata, completa, sfaccettata e non stereotipata del fenomeno i media possono garantire la diffusione di un’informazione di qualità sulla migrazione – un’informazione che possa permettere ad ogni individuo di intraprendere una scelta ben ponderata ogni volta che il cammino della migrazione si presenta come opzione.

Durante il primo giorno della Conferenza, Aics ha partecipato e contribuito, insieme al ministro della Comunicazione e delle relazioni Istituzionali del Niger, Mahamadou Laoualy Dan Dano, alla direzione regionale dell'Unesco e agli ambasciatori degli otto paesi di intervento, all’approvazione della Dichiarazione di Niamey - documento che sancisce l’impegno di tutti gli stakeholder presenti nel sostenere lo sviluppo di un ecosistema favorevole allo sviluppo di un approccio giornalistico al tema della migrazione con i caratteri sopra citati. Nel corso della Conferenza, si sono tenuti una serie di dibattiti tematici, in sessione plenaria ed in gruppo, che hanno portato alla stesura di un piano di azione e di una lista di raccomandazioni che sarà condivisa e adottata a livello regionale.

NaCLO for Africa: Aics porta la sua esperienza in Sudan e Mozambico nel miglioramento dei sistemi sanitari

Il miglioramento dei sistemi sanitari africani può rappresentare un motore di sviluppo e sicurezza anche per l’Europa in termini medici, economici e geopolitici. Nel mondo circa due miliardi di persone dispongono, per bere, solo di acqua infetta e un altro miliardo e 700 milioni è privo di servizi igienici di base. La situazione è difficile in particolare nel continente africano, dove spesso manca una vera cultura dell’igiene e per questo proliferano malattie infettive. Di questo si è discusso oggi presso l’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma in occasione dell’evento NaCLO for Africa: l’igiene come requisito sanitario essenziale per lo sviluppo nei Paesi a basso e medio reddito. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), tra i patrocinatori del convegno, ha partecipato portando le testimonianze degli interventi in campo sanitario e di igiene di sue due sedi estere.

“Aics in Sudan interviene attraverso interventi di riabilitazione e la realizzazione di centri di salute territoriali, formazione del personale sanitario, distribuzione dei farmaci e l’estensione della copertura del sistema di previdenza sanitaria pubblica, interventi di prevenzione e risposta alle gravi epidemie, campagne di sensibilizzazione” ha affermato Michele Morana, titolare della sede dell’Agenzia a Khartoum, con competenza per Eritrea, Camerun, Repubblica Centrafricana e Chad. “Un’importante caratteristica degli interventi realizzati da Aics Khartoum” ha continuato Morana, “è data dall’attenzione che viene posta sulle categorie di persone più deboli e vulnerabili, affinché la salute possa diventare concretamente un diritto universalmente riconosciuto nel Paese, in linea con l’Obiettivo di sviluppo sostenibile numero 3 dell’Agenda 2030 dell’Onu”.

Problematiche e interventi simili sono stati evidenziati anche nella testimonianza di Aics Maputo.

“Il Mozambico, soprattutto nelle zone rurali, non dispone di adeguate conoscenze e condizioni sanitarie nonché di una cultura dell'igiene sufficiente” ha spiegato durante il collegamento Paolo Enrico Sertoli, titolare della sede Aics di Maputo. “La nostra sede per questo è in prima linea nel supportare il governo locale, nella promozione sanitaria e nell'affrontare le sfide sanitarie emergenti. Già dal 2018 con un progetto sulle malattie non trasmissibili l'Aics sostiene varie attività volte alla sensibilizzazione e alla promozione sanitaria a livello comunitario nelle province di Zambezia, Maputo e Sofala” ha detto Sertoli. Il titolare di Maputo, riguardo alle malattie infettive, ha anche ricordato che “da più di dieci anni l'Italia e l'Agenzia contribuiscono alla valorizzazione infrastrutturale di varie zone urbane, migliorando anche il sistema di canalizzazione al fine di rendere accessibili ai beneficiari risorse idriche sicure e igieniche”.

Nel corso di tutta la mattina si è messo l’accento sulla “geopolitica sanitaria” con approfondimenti dedicati alle sfide sanitarie in Africa oggi, all’Agenda 2030 e allo sviluppo di pratiche sanitarie e di una cultura dell’igiene in Africa come in Europa.  Si sono alternati gli interventi di rappresentanti istituzionali, del mondo scientifico, di Organizzazioni della società civile (Osc) attive in campo sanitario come il Cuamm o in progetti Wash (Water, Sanitation, Hygiene) come Intersos.

Sono state poi presentate innovative soluzioni a disposizione di Osc e onlus che operano nel campo della prevenzione di epidemie o di malattie trasmissibili. Alcuni attori della cooperazione internazionale hanno quindi illustrato i risultati conseguiti sul campo grazie all’efficacia di alcuni dispositivi per la produzione di ipoclorito di sodio elettrolitico ricevuti in donazione dal progetto NaCLO (Campus Madrugada di Bissau, Pime, Amici di Marco ETS). L’ipoclorito di sodio elettrolitico (NaCLO) è un disinfettante altamente efficace in soluzione acquosa, utilizzato in passato nei Paesi dell’Africa nord-occidentale in programmi di contrasto al virus Ebola. I dispositivi per la produzione di sodio elettrolitico sono poi utilizzabili per formare alle pratiche igieniche il personale sanitario.

Evento NaCLO for Africa
Intervento di Michele Morana (titolare Aics Khartoum) all'evento NaCLO for Africa
Intervento di Paolo Enrico Sertoli (titolare Aics Maputo) all'evento NaCLO for Africa
Un dispositivo NaCLO alimentato con pannelli solari

Un dispositivo NaCLO alimentato con pannelli solari

Nuovo museo Ars Aevi di Sarajevo, Italia e Bosnia Erzegovina disegnano la contemporaneità

Con un prestigioso evento di lancio, in collaborazione con le autorità della Bosnia Erzegovina, l’ambasciata d’Italia a Sarajevo e l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) nei Balcani Occidentali hanno aperto la prima fase dei lavori per la realizzazione del museo Ars Aevi finanziata dall'Aics.

Ars Aevi è un parziale anagramma della parola Sarajevo. Si tratta di un originale progetto di fondazione di un museo d’arte contemporanea, originato da una volontà collettiva e dalla cooperazione etica di importanti artisti internazionali, curatori e musei d’arte contemporanea. Nato come collezione d'arte durante la guerra, nel 1992, ora ospita opere d’arte donate da alcuni dei più rinomati artisti contemporanei locali e internazionali. Un primo progetto per il nuovo museo è stato offerto alla città di Sarajevo dall’architetto italiano Renzo Piano, che ha anche donato i materiali utilizzati nella costruzione del ponte pedonale che attraversa il fiume Miljacka nei pressi della sede del futuro Museo.

L’ambasciata italiana a Sarajevo ha svolto negli anni un ruolo di stimolo e sostegno per tutti gli enti locali coinvolti, costruendo consapevolezza del valore del progetto non solo dal punto di vista artistico e culturale ma anche come strumento di riconciliazione e dialogo interetnico, sostenuto in questo compito dall’ufficio locale dell’Unesco.

L’Aics è da tempo partner di Ars Aevi e si è offerta di sostenere finanziariamente il progetto definitivo ed esecutivo del museo, sulla base del progetto iniziale di Renzo Piano, in stretta collaborazione con gli enti locali e con il laboratorio edile Renzo Piano. Nel novembre 2021 il Comune di Sarajevo, il Cantone di Sarajevo e l’Istituto per l’Edilizia del Cantone di Sarajevo hanno firmato un accordo storico sull’attuazione del progetto per la costruzione del museo d’arte contemporanea Ars Aevi e poco dopo è stato emesso un permesso di costruire per il quadrante C di Marijin Dvor. Da allora, l’Aics ha lavorato quotidianamente per il progetto definitivo ed esecutivo del museo. In questi giorni l'Agenzia ha concluso la procedura di appalto e lo studio selezionato potrà iniziare i suoi lavori nelle prossime settimane.

Allo stesso tempo, sono state intraprese iniziative con importanti organizzazioni internazionali, come l’Unesco in Bosnia Erzegovina (BiH), per istituire un fondo multi-donatore che raccoglierà i contributi, pubblici e privati, che renderanno possibile la prossima costruzione del museo.

Stefania Vizzaccaro, rappresentante dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo nei Balcani occidentali, ha affermato: "La cultura è una priorità per l’impegno della cooperazione italiana in Bosnia Erzegovina e in tutti i Balcani occidentali. Due sono le principali aree di intervento: tutela del patrimonio culturale e valorizzazione delle industrie creative contemporanee. La strategia regionale dell’Agenzia mira a promuovere la cultura come mezzo di opposizione alla guerra. Il patrimonio del passato e l’arte contemporanea sono la migliore garanzia di pacifica convivenza e sviluppo sostenibile per le nuove generazioni bosniache ed erzegovine, e vorrei dire, europee”.

In occasione dell'evento di lancio di inizio lavoro l’ambasciatore d’Italia in Bosnia Erzegovina, Marco Di Ruzza, ha sottolineato che “l’Italia ha creduto in questo progetto sin dall’inizio ed è orgogliosa di presentare alla Città di Sarajevo i risultati di questa straordinaria partnership tra i nostri due Paesi. Ars Aevi rappresenta i valori universali di pace e umanità. È un ricordo vivo del potere dell’arte come ponte tra i popoli e le culture".

Nove milioni di euro per l’Etiopia da parte della Cooperazione italiana

Il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale italiano ha approvato quattro iniziative in favore dell'Etiopia, per un totale di nove milioni di euro. Per rispondere al problema della siccità, che ha provocato una condizione di insicurezza alimentare acuta per 50 milioni di persone nel Corno d’Africa, la Cooperazione italiana metterà a disposizione delle organizzazioni della società civile tre milioni per realizzare progetti nelle regioni meridionali del Paese. Altri due milioni di euro andranno a sostenere gli interventi del Programma alimentare mondiale (Pam), per favorire una risposta efficace alla riabilitazione nutrizionale e prevenire la mortalità infantile. Il programma sarà realizzato nelle regioni Tigray, appena possibile, Amara e Afar, le più fragili in termini di bisogni.

Nel nord del Paese il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), per ridurre le disuguaglianze e contrastare lo sfruttamento e gli abusi sessuali, agirà in favore della protezione di quasi 50mila donne e ragazze, in particolare di sfollati interni e di ritorno nel nord dell’Etiopia, attraverso un contributo di due milioni di euro. L’Etiopia beneficerà poi di altri due milioni di euro, destinati alle regioni di Gambella e Benishangul-Gumuz, per dare supporto alle persone costrette a fuggire dalla situazione di conflitto.

Etiopia agricoltrice

Inaugurato il festival dell’Asvis con il lancio del rapporto annuale

È stato inaugurato oggi, 4 ottobre 2022, il Festival dello sviluppo sostenibile dell'Asvis, l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, un evento che vede anche l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) tra gli enti promotori. Durante la cerimonia che si è svolta a Roma è stato presentato il Rapporto annuale dell’Asvis sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) che, oltre a fornire aggiornamenti sull’impegno della comunità internazionale per l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, analizza lo stato di avanzamento del Paese rispetto all’attuazione degli Oss e avanza un quadro organico di raccomandazioni di policy per segnalare gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo. I contenuti del rapporto costituiranno la base per la riflessione approfondita sulle dimensioni dello sviluppo sostenibile che sarà portata avanti nel corsoi della manifestazione.

Il festival dell'Asvis, giunto alla sua sesta edizione, durerà fino al 20 ottobre e interesserà diverse città. Diciasette giorni – tanti quanti gli Oss – pieni di workshop, panel e presentazioni di libri e con centinaia di iniziative dedicate alla sostenibilità come protagoniste. L'obiettivo del Festival è quello di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli Oss, contribuendo in questo modo a portare l’Italia su un sentiero di sostenibilità.

-> Scarica qui il rapporto.

Il direttore Aics Maestripieri all’apertura della prima conferenza sul clima nel Mediterraneo

 


"L’area del Mediterrano rappresenta un’area strategica in fatto di emergenze umanitarie e insorgenze ambientali a cui dare risposte. Davanti al cambiamento climatico però non esistono Paesi ricchi e Paesi poveri, attorno al Mediterraneo i Paesi hanno problemi analoghi da affrontare insieme".

È intervenuto così Luca Maestripieri, direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), all'evento inaugurale di Mare Climaticum Nostrum, l’iniziativa sul climate change e le sue conseguenze nel bacino del Mediterraneo co-promossa da Aics, Protezione civile, Fondazione Ewa e dal Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) in corso a Firenze dal 5 all'8 ottobre.

"La sfida ai cambiamenti climatici è un elemento centrale della nostra azione ed è coerente con il lavoro che stiamo portando avanti in tanti Paesi del mondo sul piano della cooperazione allo sviluppo” ha osservato il direttore di Aics. "Come agenzia pubblica vogliamo lavorare con le altre istituzioni e le eccellenze nazionali per rispondere a questa sfida in tutti i Paesi dove operiamo" ha aggiunto.

Il climate change "non è più un lontano grido di allarme ma è diventato acqua che scarseggia, la desertificazione che avanza nelle regioni meridionali, eventi atmosferici catastrofici, il peggioramento della sicurezza alimentare per milioni di persone" ha scritto invece Emilio Ciarlo, responsabile dei rapporti istituzionali e della comunicazione per l’Aics, in apertura del Rapporto scientifico sugli impatti climatici a breve e a lunga scadenza nell’area Mediterranea, curato dal Centro euromediterraneo di Lecce e presentato a Firenze.

"Per qualche anno abbiamo pensato che la difesa dei mari significasse la tutela degli oceani, la preoccupazione per le isole del Pacifico minacciate dall’innalzarsi del livello dell’acqua o i pericoli per la barriera corallina. Pericoli, reali e gravissimi ma che ora sono molto più vicini" ha aggiunto Emilio Ciarlo, "Il Mediterraneo è uno dei mari che più soffrirà per i cambiamenti climatici e le popolazioni lungo le sue sponde devono rapidamente iniziare a reagire. Insieme".

Il direttore Maestripieri ha spiegato poi che l’esperienza italiana nel monitoraggio ambientale può essere messa a servizio della cooperazione allo sviluppo ma allo stesso modo "le esperienze di successo della nostra cooperazione possono fungere da lezioni apprese per la pianificazione ambientale ed ecologica sul nostro territorio” ha detto. Dopo aver ricordato l'azione dell'Agenzia nei Paesi del bacino del Mediterraneo e i progetti in corso, Maestripieri ha anche posto l'accento sul problema della migrazione dovuta alle mutazioni climatiche, ricordando che Aics è impegnata a fornire alternative economiche a chi fugge da contesti invivibili.

"La geografia della cooperazione deve intersecarsi con la geografia dei cambiamenti climatici. Con azioni puntuali possiamo dare risposte sia in termini di mitigazione che di adattamento" ha concluso il direttore.

Per i saluti istituzionali che hanno aperto la manifestazione sono intervenuti capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, di Antonio Mazzeo, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana,  e di Andrea Clerici, della Banca Europea degli Investimenti. L'evento mattutino è stato moderato da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola e il lavori sono stati introdotti, oltre che dal direttore di Aics, da Erasmo D’Angelis, presidente di Ewa Foundation. Il rapporto sui cambiamenti climatici nel Mediterraneo è stato presentato da Antonio Navarra, presidente del Cmcc.

A seguire si è tenuta una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Francesco Rutelli, in rappresentanza della Fondazione Centro Futuro Sostenibile, Amel M. Azab, Sdg Climate Facility Project Coordinator per l'Arab Water Council, Laura Lega, a capo del dipartimento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il presidente di Ispra Stefano Laporta, Paolo Esposito, direttore generale dell'Agenzia per la coesione territoriale, e Carlo Cacciamani, direttore dell'Agenzia ItaliaMeteo.



Roma, 25 settembre 2022 


Mare Climaticum Nostrum: Prima conferenza mediterranea sugli effetti del clima e azioni di mitigazione e adattamento

“Il Mediterraneo come hot spot dei cambiamenti climatici non ha una sponda nord e una sponda sud. Tutti i Paesi sono accomunati dalle sfide che la cooperazione allo sviluppo dovrà ancor affrontare”

È uno dei messaggi principali che il direttore dell’Agenzia per la Cooperazione ha inteso lanciare nella conferenza di presentazione di “Mare climaticum nostrum”, l’iniziativa sul climate change e le sue conseguenze nel bacino del Mediterraneo co-promossa da Aics, Protezione civile, Fondazione Ewa e dal Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici. I tre giorni di lavoro si aprono a Firenze il 5 ottobre alla Fortezza da Basso con un parterre di esperti, politici, esponenti di governi e organizzazioni internazionali di tutto il Mediterraneo.....continua a leggere 

Mare Climaticum Nostrum - Prima Giornata della Conferenza sul Mediterraneo, Fortezza da Basso, Firenze
Mare Climaticum Nostrum - Prima Giornta dei Lavori, Fortezza da Basso, Firenze
Mare Climaticum Nostrum - Prima Giornata della Conferenza sul Mediterraneo, Fortezza da Basso, Firenze

 

Aics al Meeting di Rimini 2022

Dal 20 al 25 agosto l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) partecipa al Meeting di Rimini 2022 con gli interventi di alcuni suoi rappresentanti su temi connessi alla sicurezza alimentare. Il direttore Luca Maestripieri interverrà sul tema dell’acqua come bene per l’umanità, mentre Pietro Pipi dirigente Ufficio VI - Sviluppo rurale e sicurezza alimentare e Francesca Fiorino dirigente Ufficio IV - Sviluppo umano prenderanno parte ad altrettanti panel su food policy locali e approccio One Health. Inoltre, allo stand "C'è un'Italia che coopera" nel Padiglione Area Internazionale ci saranno foto e video provenienti dai progetti dell'Agenzia nei Paesi partner.

La sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale sono argomenti centrali per la Cooperazione italiana, in quanto riconosciute come tematiche importanti per il benessere delle popolazioni e per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il lavoro di Aics si sviluppa con iniziative di supporto agricolo, al territorio rurale e rivolte alla sicurezza alimentare. Tramite le prime l'Agenzia sostiene istituzioni, comunità e l’empowerment dei piccoli produttori, con le seconde promuove il miglioramento della produzione agricola oltre che di filiere corte e solide.

Come si può leggere nell’ultimo Annual Report dell’Agenzia, nel 2021 Aics ha erogato 11,2 milioni di euro per iniziative in materia di sviluppo rurale e sicurezza alimentare implementate da governi locali, agenzie Onu, Organizzazioni della società civile (Osc), università, istituti, centri di ricerca, privati e cooperative.

Per quanto riguarda le filiere, l’Aics ha contribuito al loro potenziamento in Etiopia e a Cuba, promuovendo rispettivamente la produzione ortofrutticola e di caffè. L’impegno dell’Agenzia, nel sostenere i piccoli agricoltori, è confermato invece dal numero di iniziative che vanno in questa direzione, il 42% di tutte le attività in questo ambito.

Nelle sue iniziative, l’Agenzia è attenta anche alla gestione sostenibile delle risorse ambientali sostenendo, allo stesso tempo, la sicurezza nutrizionale tramite la produzione locale di alimenti altamente nutritivi come in Sudan. Trasversalmente, nelle sue iniziative di sicurezza alimentare, l'Aics è inoltre attenta all’integrazione di donne, giovani e gruppi vulnerabili, come dimostrano per esempio i progetti avviati in Libano

L’Agenzia è da anni impegnata in tutto il mondo finanziando progetti a tutela dell’ambiente. In molte zone dell’Africa “ambiente” significa in primo luogo lotta alla desertificazione e recupero dei suoli. Per contrastare l’avanzare del deserto, Aics interviene in Burkina Faso, nelle regioni del centro-nord e del Sahel, sostenendo l’applicazione di tecniche locali nella realizzazione di opere per il recupero e la valorizzazione delle terre degradate.

 

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