Libia, l’altra vita di Asma

“Mi sono sposata a 19 anni. Quando ho scoperto di essere incinta per la prima volta ero al settimo cielo”. Inizia così il racconto di Asma (nome fittizio), giovane donna sfollata attualmente residente a Um-Alaranib, nel centro-sud della Libia. È fuggita da Sebha insieme a tutta la sua famiglia alla ricerca di quiete e sicurezza. Scappavano dal conflitto, dalla povertà, dalla paura. “Mi avevano detto che questo era un posto tranquillo dove poter trovare una casa e mandare a scuola i miei figli”, continua. I suoi cinque figli, tanto desiderati e tanto protetti, divenuti proiezione del suo proprio benessere alla sola condizione che la loro fosse, e sia ancora, una bella vita.

Per mesi Asma ha sofferto di deconcentrazione, stress acuto e stanchezza perpetua. Continuava a sognare di terminare gli studi e trovare un lavoro dignitoso per essere soddisfatta come donna e come madre. Sogni, quasi epifanie deliranti, ritmati da ricadute nel pessimismo assoluto. Depressione fu la diagnosi del dottor Suha, medico presso l’unità mobile allestita dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa) grazie al contributo finanziario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics). Il dottore ha visitato la donna, l’ha ascoltata e l’ha indirizzata verso una pianificazione familiare controllata. Sulla sua scrivania c’era del materiale informativo ed educativo, lo stesso che distribuisce ai pazienti, circa 40 a settimana, durante le visite o le sessioni di sensibilizzazione.

Da allora, la vita di Asma è cambiata. La sua salute psico-fisica è migliorata, ha terminato gli studi in infermieristica e ha intrapreso un percorso professionale in una clinica. “Oggi lavoro come assistente medico e sento di contribuire al benessere della mia famiglia e della comunità”, conclude Asma.

Quella di Asma è una delle tante storie, raccontate ma più spesso taciute, degli sfollati in Libia. Secondo i dati più recenti dell’Oim, sono ancora 143.000 le persone che hanno dovuto lasciare le loro case nonostante il cessate il fuoco dell'ottobre 2020 e i miglioramenti della situazione della sicurezza. Un dato importante per comprendere le conseguenze che anni di conflitto hanno generato sulle condizioni di vita delle popolazioni.

Grazie al contributo italiano e all’impegno sul campo dell’Unfpa e dei suoi partner, molte persone tra cui migranti, sfollati, donne e altre categorie vulnerabili possono accedere gratuitamente a servizi integrati di emergenza in ambito di salute riproduttiva e di protezione in risposta alle violenze di genere, per una vita dignitosa, di sogni e di conquiste.

L’Aics interviene in partnership con Unfpa in Libia per supportare l’accesso a servizi sanitari essenziali relativi alla salute riproduttiva materno-infantile e ai servizi multi-settoriali di risposta alla violenza di genere a beneficio dei gruppi più vulnerabili della popolazione, tra cui ragazze e donne.

Il programma, realizzato nel sud della Libia (Ghat, Zawilah, Um Alaraneb e Tmassah), si declina in diverse attività: il dispiego di unità mobili e di personale sanitario specializzato, la formazione e il rafforzamento delle capacità, la realizzazione di campagne d’informazione e sensibilizzazione. Da settembre 2022, 18.488 persone, di cui 11,005 donne, 871 migranti e 674 sfollati interni hanno ricevuto assistenza medica grazie alle unità mobili e il personale sanitario dei centri ospedalieri.

Il vicedirettore Aics Giuseppe Cerasoli in visita a Nairobi

Durante il mese di dicembre il vicedirettore amministrativo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) Giuseppe Cerasoli si è recato in visita in Kenya, presso la sede Aics di Nairobi. Durate la missione, oltre ad incontrare l’Ambasciatore d’Italia in Kenya, Roberto Natali, il vicedirettore ha avuto l’occasione di visitare progetti finanziati dall’Agenzia, accompagnato dal titolare di sede di Aics Nairobi, Giovanni Grandi, e da una piccola delegazione della sede.

Il vicedirettore ha avuto così l’occasione non solo di vedere lo svolgimento delle attività finanziate, ma anche la possibilità di parlare con partner esecutori e beneficiari e ricevere i loro suggerimenti e i loro riscontri.

Il vicedirettore ha assistito ad alcune delle attività dell’incubatore per start-up finanziato da Aics presso la Fondazione E4Impact, con sede a Nairobi. E4Impact è un’impresa sociale che supporta l’avvio e la crescita di nuovi business in Africa, mettendo in relazione il mondo delle imprese italiano e africano e aprendo nuovi mercati.

La delegazione si è poi diretta a Korogocho, uno degli slum di Nairobi, oggetto di interventi nell’ambito del programma di conversione del debito Kenya-Italia, il Kiddp (Kenya Italy Debt for Development Programme). Qui, Cerasoli ha parlato con Kenneth Nyaseda Omondi, project manager che ha seguito gli interventi del programma Kiddp, che hanno portato miglioramenti infrastrutturali all’insediamento.

Il vicedirettore ha visitato quindi la contea di Kiambu, teatro del progetto sul “Rilancio della produzione di caffè gourmet in Kenya”, realizzato dall’Organizzazione della società civile (Osc) Italiana Cefa, in partenariato con le fondazioni Avsi e E4Impact. Il progetto, che si sviluppa lungo l’intera filiera, sta impostando un percorso virtuoso che permetterà, tra le altre cose, di trasferire conoscenze e tecniche in loco per il miglioramento della qualità e della quantità del caffè keniota per rispondere alla forte domanda internazionale.

Grandi e Cerasoli hanno avuto un dialogo costruttivo con presidente, vice-presidente e Ceo di una delle cooperative di caffeicoltori finanziata dal progetto, la Gitwe coffee farmers cooperative, analizzando le sfide e le opportunità e il ruolo della Cooperazione italiana nel settore. Particolarmente significativa è stata la discussione sull’analisi Swot effettuata dalla cooperativa, al termine della quale sono stati aggiunti tre punti al quadrante Opportunities: aumento della produzione, aumento e diversificazione della qualità del prodotto e aumento del ritorno economico per i coltivatori.

Dopo aver avuto un assaggio del lavoro presso le cooperative, la visita è proseguita con un incontro con il direttore del Coffee Research Institute di Kiambu, Elijah Gichuru che ha sottolineato l’importanza del supporto dell’Italia per potenziare la filiera del caffè.

Ultima tappa della missione la visita al Ruaraka Uhai Neema Hospital in cui il vicedirettore ha approfondito le iniziative finanziate da Aics, tra cui alcuni progetti del Fondo Globale. La struttura sanitaria, appoggiata dalla Osc italiana World Friends, dal 2009 offre assistenza sanitaria di qualità a prezzi accessibili soprattutto agli abitanti degli insediamenti informali di Nairobi.

In conclusione, come sottolineato dal titolare Grandi, “la visita si è svolta con successo, sia per lo staff della sede di Nairobi che per il vicedirettore. Useremo i feedback ricevuti dai diversi beneficiari incontrati per informare la strategia futura non solo della sede di Nairobi ma dell’Agenzia stessa, per poter garantire sempre un servizio di qualità ed un impatto significativo sul territorio”.

Al via il tradizionale Annual meeting Aics che riunisce i titolari delle sedi estere dell’Agenzia

Una nuova sede, un incremento dell’organico e diversi miglioramenti per raggiungere gli obiettivi più ambiziosi: con queste premesse si è aperta il 19 dicembre la giornata inaugurale dell'Annaul meeting di Aics ospitata presso il nuovo edificio di via Cantalupo in Sabina, a Roma, dove tutto il personale Aics si trasferirà da gennaio 2023.

I lavori, che vedevano riuniti anche tutti i titolari delle sedi estere Aics, sono stati aperti dall’intervento del Vice Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, On. Edmondo Cirielli, che ha sottolineato il rilievo della Cooperazione allo Sviluppo quale strumento della politica estera nazionale, ancor più nell’attuale quadro reso ancor più complesso a fronte di inedite sfide per le relazioni internazionali, ed indicando al contempo l’importanza della continuità istituzionale per poter adeguatamente affrontare le sfide globali. Il Vice Ministro ha poi tracciato anche alcune linee d’indirizzo per l’azione della Cooperazione Italiana da qui in avanti.

“L’Italia vuole essere capofila di un’azione europea verso l’Africa” – ha detto – “C’è bisogno di sviluppare la classe dirigente africana ma anche la classe media, investendo nell’istruzione e nella formazione: è l’unico metodo per far crescere l'economia del continente”. E ha aggiunto che l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo “in questo deve essere un punto di riferimento importante, in coordinamento con le sue sedi estere”.

All’inaugurazione è intervenuta anche la nuova direttrice della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (Dgcs), del Maeci, Ambasciatrice Teresa Castaldo:

“Assicuro il mio massimo impegno per lavorare su linee di continuità e di sfida con l’Agenzia” ha detto. “Le crisi che dobbiamo affrontare ci portano a essere più resilienti, ma anche più proattivi”.

Introducendo gli interventi istituzionali il direttore generale di Aics, Luca Maestripieri, ha rimarcato il percorso fatto e i  successi ottenuti in questi sei anni di vita dell’Agenzia e nei suoi tre e mezzo di dirigenza. L'apertura della nuova sede centrale e la prossima assunzione di 60 nuovi dipendenti sono solo i passi recenti più importanti. Maestripieri ha poi tenuto a ringraziare per il lavoro svolto i 116 dipendenti attualmente in servizio all’Agenzia, oltre ai collaboratori esterni e agli espatriati. Gli interventi della mattinata sono stati chiusi dal vicedirettore amministrativo di Aics, Giuseppe Cerasoli che, dopo avere passato in rassegna alcuni obiettivi raggiunti dall'Agenzia, ha illustrato quelli futuri, nonché i temi oggetto di discussione interna durante i tre giorni dell’Annual meeting.

Vice ministro Edmodno Cirelli insieme al direttore Aics Luca Madestripieri e alla direttrice della Dgcs Teresa Castaldo
Il Vice ministro Edmodno Cirelli e Luca Maestripieri nella nuova sede di Aics

Oltremare podcast: La Cooperazione Italiana in Mozambico raccontata da Paolo Sertoli

Torna Oltremare podcast e per la sezione Aics nel mondo il primo ospite del 2023 è il titolare della sede dell’Agenzia a Maputo, Paolo Sertoli, che offre agli ascoltatori una panoramica sulle iniziative di cooperazione svolte, i settori principali del nostro intervento e le prospettive per il futuro nella nazione africana.

Il Mozambico, Paese per noi prioritario, ha una lunga storia di rapporti con l’Italia, già a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, grazie in particolare alla cooperazione universitaria, di cui nel 2022 sono stati celebrati i 45 anni. I legami tra Maputo e Roma sono stati ulteriormente rafforzati dalla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso luglio. Oltre a ricordare l’importante visita istituzionale, in questa conversazione Sertoli ci guida alla scoperta di alcuni interventi finanziati da Aics come quelli per rigenerare zone svantaggiate alla periferia della capitale mozambicana.


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Gestione dei rischi naturali, adattamento e mitigazione nell’ultimo giorno di Mare Climaticum Nostrum

Di gestione delle emergenze e dei rischi naturali, oltre che di mitigazione e adattamento si è parlato durante l’ultima giornata di Mare Climaticum Nostrum, la conferenza che si è tenuta dal 5 al 7 ottobre a Firenze sugli effetti del climate change nel bacino del Mediterraneo.

Durante la mattinata dell’ultima giornata, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha partecipato a una sessione di lavoro e confronto tra esperti e tecnici delle Protezioni civili dei Paesi euro-mediterranei. L’evento è stato e introdotto da Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile italiana sulla gestione dei rischi naturali e di natura antropica e sulla gestione delle emergenze, con il coinvolgimento di Undrr, e moderato da Fausto Guzzetti, direttore per la previsione e la prevenzione dei rischi del dipartimento della Protezione Civile.

Letizia Fischioni, funzionaria dell’unità Emergenza e Stati fragili, Focal point per la riduzione del rischio di disastri, ha evidenziato l’impegno dell’Agenzia nel rispondere alle emergenze in modo rapido grazie alle proprie sedi lungo il bacino del Mediterraneo. Un approccio che Aics unisce anche a programmi di riduzione del rischio da disastri, di allerta precoce e di ripresa, collaborando con diverse organizzazioni internazionali. “Agiamo meglio quando agiamo insieme”, ha detto.

Fischioni ha poi citato i progetti dell’Agenzia realizzati in Albania per la modernizzazione della sede della Protezione civile, e in Tunisia per rafforzare il sistema di sorveglianza delle emergenze. L’Aics ha lavorato anche in Libano, con l’ausilio della fondazione Cima, implementando un sistema di allerta precoce per gli incendi boschivi, ha spiegato Fischioni.

Klajdi Nikolla, dell’agenzia nazionale della Protezione Civile albanese ha confermato l’impegno dell’Italia nel suo Paese. "L’Italia ha finanziato l’Albania con 5 milioni a dono e 90 in credito d'aiuto, di cui 30 per il rafforzamento della nostra Protezione civile" ha sottolineato.

L’appello di tutti i presenti è stato rivolto a una maggiore integrazione e sinergia tra gli attori che si occupano della prevenzione e delle risposte a disastri ed emergenze. “Dobbiamo offrire risorse e sostegno per rafforzare i sistemi di Protezione civile europei e del Mediterraneo. Abbiamo tanto da dare ma anche tanto da imparare” ha sintetizzato Curcio.

Alla tavola rotonda hanno preso parte anche l'ambasciatore John Grech, capo della divisione Affari sociali e civili della Protezione civile - Unione per il Mediterraneo e Zahi Chahine, esperto che lavora al supporto dell'Ufficio del primo ministro libanese per il rafforzamento delle capacità di gestione del rischio di catastrofi.

Nel pomeriggio Emilio Ciarlo, responsabile dei Rapporti istituzionali e della comunicazioni dell'Aics, è intervenuto al panel conclusivo su prevenzione e adattamento rispetto ai cambiamenti climatici.“Dobbiamo iniziare a parlare di glocal challenges perché le sfide del cambiamento climatico hanno implicazioni sia globali sia locali, come l’adattamento delle comunità” ha detto.

“Come Agenzia, a queste sfide non si può rispondere con piccoli progetti, bensì serve spostare la nostra attenzione su azioni di più ampio respiro. Esempi di questo approccio sono i centri di prevenzione del rischio che mettiamo in piedi in Africa e l’esportazione di tecnologie all’avanguardia”.

“Abbiamo poi la fortuna”, ha spiegato ancora Ciarlo, “di poter portare all'estero tutto il Sistema Italia con le sue eccellenze. Questa prospettiva, testimoniata anche in questa conferenza, deve continuare a ingrandirsi, inglobando ancora più attori”.

La sessione è stata moderata da Massimo Angelini, direttore della comunicazione della Luiss, e ha ospitato l’intervento, da remoto, del divulgatore scientifico Mario Tozzi. Hanno partecipato alla tavola rotonda, tra gli altri, Maria Siclari, direttrice generale di Ispra, il presidente di Ewa Erasmo D’Angelis, Gianni Gigli, in rappresentanza di Leonardo, Hafzullah Aksoy, professore dell’Istanbul Technical University, Alessandro Manfredini, direttore di Group Security e Cyber Defence del Gruppo A2A, Edoardo Zanchini, direttore Ufficio speciale Clima di Roma Capitale, Massimo Marra e Neri Di Volo per la Banca Europea degli Investimenti.



 

Firenze, 6 ottobre 2022 

Mare Climaticum Nostrum, l’acqua al centro delle azioni della cooperazione italiana

Il tema dell’acqua è centrale nell’azione della cooperazione italiana e lo sarà ancora maggiormente nei prossimi anni. Lo ha spiegato Emilio Ciarlo, responsabile dei rapporti istituzionali e della comunicazione per l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) durante la sessione mattutina del secondo giorno di Mare Climaticum Nostrum.

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Firenze, 5 ottobre 2022 

Il direttore Aics Maestripieri all’apertura della prima conferenza sul clima nel Mediterraneo

"L’area del Mediterrano rappresenta un’area strategica in fatto di emergenze umanitarie e insorgenze ambientali a cui dare risposte. Davanti al cambiamento climatico però non esistono Paesi ricchi e Paesi poveri, attorno al Mediterraneo i Paesi hanno problemi analoghi da affrontare insieme" ha detto Luca Maestripieri, direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), intervenuto all'evento inaugurale di Mare Climaticum Nostrum.

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Roma, 25 settembre 2022 

Mare Climaticum Nostrum: prima conferenza mediterranea sugli effetti del clima e azioni di mitigazione e adattamento

"Il Mediterraneo come hot spot dei cambiamenti climatici non ha 'una sponda nord e una sponda sud'. Tutti i Paesi sono accomunati dalle sfide che la cooperazione allo sviluppo dovrà ancor affrontare”. È uno dei messaggi principali che il direttore dell’Agenzia per la Cooperazione ha inteso lanciare nella conferenza di presentazione di Mare Climaticum Nostrum.

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