Ecuador – ‘Amazzonia senza fuoco’, il programma di tutela ambientale arriva nel distretto di Quito

Quito - È stato firmato il 27 marzo un importante accordo tra il ministero ecuadoriano dell’Ambiente e il Distretto Metropolitano di Quito che punta a rafforzare il sistema locale di prevenzione e risposta all'emergenza incendi. L’intesa - siglata nell'ambito del programma Amazonía Sin Fuego (PASF) finanziato dalla Cooperazione italiana con un contributo di 1,5 milioni di dollari - prevede il rafforzamento delle capacità tecniche del personale preposto alla prevenzione e controllo degli incendi in diverse modalità: formazione di brigate forestali per il controllo degli incendi, promozione di alternative all’uso del fuoco nelle attività agricole, sensibilizzazione e prevenzione dell’uso del fuoco, corsi di formazione per pompieri e guardiaparco, campagne informative per accrescere la consapevolezza della popolazione rispetto ai rischi e alle conseguenze degli incendi forestali.

L’accordo rappresenta una tappa molto importante del processo di rafforzamento della partnership istituzionale tra il ministero dell’Ambiente e le amministrazioni regionali ecuadoriane, un processo sostenuto dal programma attraverso la formazione, la promozione e la diffusione di tecniche alternative all’uso del fuoco nelle attività agricole. Azioni, queste, promosse allo scopo di contribuire alla riduzione dell’incidenza degli incendi boschivi nelle zone più sensibili del Paese e nelle principali aree di conservazione del Distretto Municipale di Quito, dove l’antica pratica del debbio è largamente diffusa in settori quali agricoltura e allevamento.

Alla cerimonia di firma, nella sala protocollare del Municipio di Quito, hanno preso parte il ministro dell’Ambiente Tarcisio Granizo, il primo cittadino della capitale Mauricio Rodas e la segretaria dell’Ambiente del Municipio di Quito Veronica Arias, insieme all’ambasciatore brasiliano Carlos Lazary, al rappresentante della Banca di Sviluppo dell’America Latina (CAF) Bernardo Requena e al co-direttore del Fondo Italo-Ecuadoriano per lo Sviluppo Sostenibile Carlo Miglioli, delegato dell’ambasciatore d’Italia.

Dopo gli eccellenti risultati ottenuti in Brasile (1999-2009) e Bolivia (2012-2017), alla fine del 2016 il programma Amazonía Sin Fuego è stato attivato in Ecuador, dove le azioni di prevenzione e controllo degli incendi hanno raggiunto le regioni di Imbabura, Pichincha, El Oro e Loja, le quattro aree maggiormente vulnerabili al fenomeno degli incendi boschivi. Nei prossimi mesi le attività saranno estese alle regioni di Azuay, Chimborazo, Esmeralda e Santa Elena. L’intervento è realizzato dal ministero dell’Ambiente dell’Ecuador con il sostegno di una piattaforma composta dall’AICS, dall’Agenzia Brasiliana di Cooperazione e dalla CAF.

Nei suoi primi mesi di vita il PASF-Ecuador ha promosso diversi accordi di cooperazione interistituzionale che hanno coinvolto autorità locali e istituzioni accademiche, ha organizzato tre corsi di formazione per la costituzione di brigate anti incendio e, attualmente, sta contribuendo alla formulazione della strategia nazionale per la prevenzione e controllo degli incendi forestali. Nell’immediato futuro le attività si concentreranno sulle "unità dimostrative", spazi per la formazione e la diffusione di sistemi agro-produttivi sostenibili dove agricoltori e allevatori potranno sperimentare direttamente gli effetti delle tecniche promosse dal PASF, una delle iniziative più rappresentative della Cooperazione italiana nel settore ambientale.

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Ecuador – Sostegno all’agricoltura e alla pesca per rilanciare lo sviluppo delle aree colpite dal sisma

Si sono tenuti lo scorso 13 ottobre, nella Provincia di Manabí, due eventi organizzati in occasione del lancio ufficiale del progetto post-emergenza “Proposta di recupero dei mezzi di sussistenza e di rafforzamento dei processi produttivi in comunità rurali e costiere situate nei Cantones San Vicente, Rocafuerte, Portoviejo e Jipijapa”, finanziato dal Fondo italo-ecuatoriano con un contributo di circa un milione di dollari.

Alle inizitive hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia a Quito, Marco Filippo Tornetta, il Ministro di Acquacultura e Pesca, Katuska Drouet, il Coordinatore Residente delle Nazioni Unite, Arnaud Peral, il Prefetto della Provincia di Manabí, Mariano Zambrano, oltre a una delegazione ufficiale del Ministero dell’Agricoltura, rappresentanti e Autorità politiche delle comunità che saranno direttamente raggiunte dall’intervento.

Alla presenza di numerosi organi di stampa, i condirettori del Fondo italo-ecuadoriano per lo sviluppo sostenibile (FIEDS), Carlo Miglioli e Andrea Marín, hanno presentato contenuti e obiettivi dell’iniziativa, attivata grazie alle disposizioni contenute nel II Accordo di Conversione del Debito Italia-Ecuador, firmato nell’aprile del 2016. In questo accordo i due governi hanno stabilito che parte delle risorse del Fondo possano essere destinate al finanziamento di progetti legati ad emergenze di carattere sismico, climatico e vulcanico, fenomeni che colpiscono l’Ecuador con una certa frequenza.

L’iniziativa, che fa seguito al pacchetto di interventi di emergenza sostenuti dall’Italia nella fase immediatamente successiva alla catastrofe, è stata promossa dall’Ambasciata d’Italia a Quito e dalla Sede AICS di La Paz, e sarà eseguita dalle Ong italiane CRIC e CISP in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).

Il progetto si rivolge alle comunità di piccoli agricoltori e pescatori artigianali, i quali, attraverso azioni tese alla riattivazione e rafforzamento delle rispettive catene produttive e di commercializzazione, saranno sostenuti nel recupero dei propri mezzi di sussistenza. Tali attività saranno accompagnate da un’opera di rafforzamento delle capacità di pianificazione territoriale delle istituzioni competenti, nelle diverse aree interessate dal progetto.

Va infine segnalato l’alto grado di appropriazione a livello locale, un aspetto fondamentale per la sostenibilità dell’iniziativa che è stato promosso sin dalla fase di elaborazione della proposta progettuale, laddove attività e strategia d’intervento sono state definite a partire dall’articolazione tra i principali soggetti istituzionali operanti sulle tematiche di riferimento.

La riattivazione economica dei territori colpiti dal sisma, con particolare attenzione alle attività legate alla pesca e all’agro-industria, resta una priorità programmatica per i due governi anche nell’ambito dell’attuale fase di negoziato che riguarda i settori, i territori e le aree d’intervento sui quali canalizzare le risorse del Fondo nei prossimi anni.

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