Iraq – Partiti da Brindisi due voli di aiuti umanitari per le popolazioni colpite dal terremoto del 12 novembre

Brindisi – La Cooperazione italiana ha prontamente risposto all’emergenza del terremoto di magnitudo 7.2 che ha colpito le zone al confine tra Iraq (governatorato di Sulaymaniyah) e Iran (provincia di Kermanshah) nella notte di domenica 12 novembre.

In collaborazione con la Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi (UNHRD) sono stati disposte due operazioni umanitarie con destinazione Sulaymaniyah per la successiva distribuzione di generi di prima necessità alla popolazione vittima del terremoto.

Un Boeing 767 dell’Aeronautica Militare è partito da Brindisi lunedì 13 novembre diretto in Iraq, con un carico di 13 tonnellate di generi di prima necessità – tende, coperte, kit igienici e attrezzature per cucinare – messi a disposizione dalla Cooperazione italiana e dalla Protezione civile.

Il volo, decollato dalla Base di Brindisi, ha fatto scalo negli Emirati Arabi Uniti prima di essere trasportato con due successive rotazioni a destinazione.

Un secondo volo umanitario per Sulaymaniyah è decollato la sera del 15 novembre sempre dalla Base di Brindisi, con un carico di oltre 10 tonnellate di aiuti della Cooperazione italiana presenti nei magazzini della Base, tra cui kit sanitari, tende, coperte e altri generi di prima necessità come kit igienici e attrezzature per cucinare.

Iraq – Salute mentale, si consolida l’impegno della Cooperazione italiana nella regione di Duhok

Duhok, Regione autonoma del Kurdistan iracheno – In occasione del World Mental Health Day, che ricorre il 10 ottobre, la Cooperazione italiana, in partnership con il Direttorato generale della Sanità di Duhok, ha lanciato il progetto “Supporto ai servizi di salute mentale per i minori e i giovani del Governatorato di Duhok” che sarà realizzato dalla Osc AISPO - Associazione Italiana per la Solidarietà fra i Popoli.

Alla presenza del direttore generale della Sanità, Dr. Nezar Ismet Taib, e della direttrice sanitaria Dr. Nazik A. Abdulkarim, il titolare della sede AICS di Amman, competente per le attività di cooperazione in Iraq, Michele Morana, ha visitato i locali del Child and Adolescent Mental Health Centre che sarà interessato da interventi di ristrutturazione e in cui si svolgeranno attività di formazione rivolte al personale sanitario, con l’obiettivo di potenziare i servizi di salute mentale a favore di minori e giovani della provincia di Duhok.

Inoltre, allo Hevi Paediatric Teaching Hospital sono state consegnate due incubatrici donate dalla Cooperazione italiana al pronto soccorso dell’ospedale, dove sono in corso lavori di ampliamento che prevedono la costruzione di un nuovo blocco operatorio e nuovi reparti di degenza.

“Con l’avanzare della crisi molte delle nostre risorse sono state impiegate a sostegno degli sfollati e dei rifugiati ed è stato necessario potenziare il nostro sistema di referrals - ha spiegato il Dr. Ismet Taib - In questo scenario la Cooperazione italiana ci è stata di notevole supporto con attività di formazione dello staff, ristrutturazione e fornitura di attrezzature."

Gli interventi di AISPO nella provincia di Duhok, avviati nel settembre del 2013 con il finanziamento della Cooperazione italiana e la collaborazione dell’università di Sassari, si sono concentrati sul potenziamento del sistema sanitario mediante l’assistenza tecnica di esperti in campo clinico, ingegneristico e gestionale. Tali interventi sono continuati in seguito all’aggravarsi della crisi nella regione con una strategia di intervento nel settore materno-infantile e di emergenza, mantenendo un approccio di sviluppo e di capacity building istituzionale.

Nel periodo 2013-2018 il sistema della Cooperazione italiana, tra MAECI e AICS, ha investito circa 4 milioni di euro per la realizzazione di interventi sanitari nella regione di Duhok, che vede la presenza di 1,3 milioni di residenti, 77mila rifugiati siriani e 560mila sfollati interni, alloggiati nei campi delle aree urbane.

Tra gli interventi principali si possono ricordare l'installazione di sei letti di terapia intensiva pediatrica e di nove letti di terapia intensiva neonatale presso l’ospedale pediatrico di Duhok; la costruzione di un nuovo laboratorio analisi presso l’Emergency Hospital di Zakho; la costruzione di un reparto di terapia intensiva neonatale di 25 letti presso il Maternity Hospital di Duhok; l'erogazione di oltre trenta borse di studio per l’aggiornamento professionale del personale del Direttorato generale della Sanità di Duhok; l'attivazione di un sistema radio per le comunicazioni delle ambulanze del servizio 122 di Duhok e l'apertura di una nuova postazione per il servizio di ambulanze nel distretto di Zakho, con fornitura di materiali e formazione del personale.

Ulteriori interventi sono stati effettuati in sinergia con il Fondo regionale stanziato dall'Unione Europea in risposta alla crisi siriana, MADAD, con l'obiettivo di rafforzare le capacità di un sistema sanitario che è chiamato a operare in un contesto critico, prondamente segnato dal conflitto, e a offrire un supporto essenziale a tutte le fasce della popolazione.

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L’Italia protagonista del primo trapianto di midollo osseo nel Kurdistan iracheno

Ahmed, 42 anni, tornerà tra pochi giorni a casa dai suoi due figli dopo essere stato il primo uomo a ricevere un trapianto di midollo osseo nel Kurdistan iracheno. A operarlo è stato un team di specialisti italiani guidato dall’ematologo romano Ignazio Majolino, coordinatore scientifico di nuovo progetto promosso e finanziato dalla Cooperazione italiana per il sostegno al settore sanitario locale e realizzato dall’Ong Icu

L’intervento è stato realizzato il 27 giugno scorso all’Hiwa Cancer Hospital di Sulaymaniyah attraverso una tecnica particolare che fa uso delle cellule dello stesso paziente e di una sofisticata macchina robotizzata, il separatore cellulare, in grado di selezionare le cellule staminali immesse nella circolazione sanguigna per reinfonderle al malato dopo una terapia particolarmente energica.

Una tecnica nella quale il team italiano è particolarmente esperto e che la Cooperazione italiana ha l’obiettivo di affermare in tutto il territorio curdo, insieme ad altri tipi di trapianto. Tra questi spicca soprattutto quello allogenico, utile per combattere una malattia particolarmente diffusa nella regione come la talassemia. La terapia ha già avuto molto successo in altre parti del mondo, ma che non era mai stata praticata sinora in Kurdistan, cosa che aveva costretto tanti pazienti ad andarsi a curare in altri paesi, fra cui l’India e la Giordania.

Ahmed era stato colpito da mieloma multiplo, una malattia del sangue e delle ossa sulla quale la ricerca ha compiuto notevoli progressi anche per il contributo della tecnica di trapianto. L’intervento è riuscito perfettamente e l’uomo è pronto per fare ritorno a casa. La speranza del team italiano è che l’esperienza possa essere replicata efficacemente con altri pazienti ammalati di cancro e provenienti da tutto il paese. Proprio per questo motivo Majolino ha addestrato un’intera equipe di infermieri e di medici dello staff dell’Hiwa Cancer Hospital, ospedale moderno diretto da Dosti Ohtman. “I colleghi - dice Majolino - sin dai prossimi mesi potranno svolgere da soli questo difficile intervento, ma noi rimarremo ancora al loro fianco”. L’iniziativa italiana ha previsto anche la realizzazione di un grande reparto “sterile”, una unità capace di 100 trapianti all’anno che entrerà in funzione a giorni e rappresenterà una risorsa preziosa non solo per il Kurdistan, ma anche per le regioni limitrofe.

La Cooperazione italiana è impegnata dall'inizio del conflitto in Siria ad aiutare la popolazione del Kurdistan iracheno, i rifugiati e gli sfollati con una serie di interventi per i servizi di base che coinvolgono vari organismi non profit italiani.

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