Palestina – Medicina di famiglia e analisi dei dati sanitari, Agenzia e OMS rilanciano l’impegno congiunto accanto al ministero della Salute

Gerusalemme – Con un finanziamento di 300mila euro finalizzato al rafforzamento del sistema sanitario palestinese nelle sue componenti di medicina di famiglia, del sistema informativo e analisi dei dati e del registro tumori, prosegue l’impegno italiano in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità in Palestina (WHO) a supporto del ministero palestinese della Salute.

Questo nuovo accordo, siglato il 13 giugno dal Console generale d’Italia Fabio Sokolowicz e dal Rappresentante WHO in Palestina Gerald Rockenschaub, alla presenza della titolare della sede AICS di Gerusalemme Cristina Natoli, si pone in continuità con altre due iniziative, realizzate nel 2016 e nel 2017 per un valore complessivo di 980mila euro, volte a potenziare il sistema informativo del ministero della Salute palestinese e a rafforzarne i servizi per la copertura sanitaria universale.

Più in generale, gli accordi con il WHO si inscrivono in un ampio programma sanitario della sede AICS di Gerusalemme, che ricopre il ruolo di Lead Donor nell’ambito della programmazione congiunta europea e una stabile partnership con il ministero della Salute. In questo settore rientrano anche il programma bilaterale RING approvato a settembre 2017 (11,5 milioni di euro), il supporto al programma europeo PEGASE (3 milioni di euro approvati per il triennio 2017-2019) e il credito di aiuto per la costruzione di due ospedali nel Governatorato di Hebron (10 milioni di euro).
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Palestina – Giustizia minorile, prosegue il dialogo tra gli esperti italiani e gli attori del sistema palestinese sulle strategie di recupero dei minori

Nablus – Proseguono le attività di “Karama: verso un sistema rispettoso dei diritti umani e della dignità delle persone”, progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo a Gerusalemme. Nel corso dell’ultima settimana di giugno due dirigenti del dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità del ministero italiano della Giustizia – Donatella Caponetti e Vincenzo Starita – hanno svolto una missione per dare seguito alle attività avviate nel marzo scorso durante la visita di una delegazione di pubblici ministeri della Procura generale palestinese presso il ministero della Giustizia italiano.

Lo scopo di questa iniziativa è stato incontrare i partner del progetto e avviare un confronto per l’eventuale introduzione nel sistema di giustizia minorile palestinese della messa alla prova, mutuando ruoli, funzioni e regolamenti del modello italiano. L’istituto della messa alla prova minorile è stato introdotto dal D.P.R. n. 448/1988 quale alternativa efficace al carcere, con l’obbiettivo di rieducare il minore. Si tratta di una sospensione della pronuncia della condanna a pena detentiva in favore di un periodo di prova. La messa alla prova costituisce uno strumento di attuazione di alcuni obiettivi tipici del sistema di giustizia minorile, quali la rapida uscita dal circuito penale, la tempestività dell’intervento istituzionale, la diversione, la mediazione tra minore e vittima, l’esigenza di fornire al minore risposte individualizzanti.

Oltre agli incontri con i partner istituzionali, tra cui il Procuratore generale e il Viceministro palestinese dello Sviluppo Sociale, l’agenda della missione ha visto una tavola rotonda che si è svolta nella sede del governatorato di Nablus, alla quale hanno partecipato i principali attori del sistema giudiziario minorile palestinese con l’obiettivo di conoscere nei dettagli l’esperienza italiana nel settore.
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Palestina – Al salone del gusto di Torino sono arrivati i datteri di Gerico, frutto della filiera sostenuta dalla Fondazione Giovanni Paolo II insieme all’Agenzia

Partiti dalla valle del Giordano, sono arrivati al salone del gusto di Torino i datteri Medjoul prodotti dalla filiera sostenuta dalla Fondazione Giovanni Paolo II nell’ambito di un progetto realizzato con il contributo dell’Agenzia e sviluppato insieme a una solida rete di partner. Tra questi, la fondazione Slow Food, l’università di Firenze, CIHEAM e CNR.

Grazie a un programma di assistenza tecnica dedicato ai produttori di Jiftlek, un villaggio di circa cinquemila abitanti nella parte nord della valle del Giordano, la qualità del celebre frutto è migliorata in misura significativa, così come è migliorata la tecnica di coltivazione, oggi più attenta ai principi dell’agroecologia.

La partecipazione al prestigioso salone di Torino, che si è svolto nel capoluogo piemontese dal 20 al 24 settembre, ha segnato un punto importante nel percorso di riqualificazione della produzione e della commercializzazione che è stato sviluppato dalla Fondazione col sostegno dell’Agenzia.

Brochure progetto “Datteri di Gerico”
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Palestina – Più attenzione sui media alle questioni di genere, a Gerico formazione su linguaggi e contenuti

Gerusalemme – Si sono svolte il 23 e 24 agosto, nella città di Gerico, due giornate di formazione sulla promozione dell’uguaglianza di genere sui media aderenti al Gender sensitive Media network palestinese.

Le due giornate sono state organizzate dal Ministero palestinese degli Affari delle Donne (MoWA) nell’ambito del programma WELOD 3Women’s Empowerment and Local Development finanziato dall’Agenzia e indirizzato all’aumento delle opportunità di sviluppo socio-economico delle donne palestinesi, alla protezione dei loro diritti e alla lotta alla violenza di genere.

All’apertura dell’iniziativa hanno preso parte la direttrice del dipartimento di Media e Advocacy del MoWA, Fatima Radaydeh, e la capo programma del settore Gender della sede AICS a Gerusalemme, Guia Faglia.

Negli interventi è stato sottolineato il ruolo fondamentale dei mezzi di comunicazione nel creare una cultura che promuova l’uguaglianza di genere e l’eliminazione della violenza di genere, nel valorizzare il contributo delle donne sia nella sfera privata che in quella pubblica, e anche nel trattare con responsabilità la questione delle donne vittime di violenza.

I partecipanti hanno condiviso l’approccio di genere elaborato all’interno di alcuni media palestinesi che fanno parte del network, tra cui Palestine TV, Maan News, Raya Radio, Ajyal Radio, Watan TV, Al Hayat e Al Mustaqbal Radio.

Un primo risultato delle giornate è stato la definizione di una bozza della strategia di genere del Media network, con l’obiettivo di sviluppare adeguati spazi e competenze. I rappresentanti del MoWA hanno espresso soddisfazione per il lavoro fatto, che ha gettato le basi su cui continuerà il percorso iniziato dal Media network.

 

Gerusalemme – Ricette toscane in sapor di Palestina per gli aspiranti chef della scuola UNRWA

Gerusalemme – Sedici studenti del corso in Hotel Management della Scuola di formazione professionale UNRWA a Ramallah hanno partecipato a un workshop di cucina organizzato il 22 novembre scorso dalla sede AICS di Gerusalemme e condotto dalla chef Sara Barbara Guadagnoli, membro della Federazione Italiana Cuochi – Lady Chefs.

Nelle quattro ore di corso i ragazzi sono stati guidati nella preparazione di piatti della tradizione toscana, rivisitati secondo gli ingredienti disponibili sul mercato palestinese. Sui tavoli dell'open buffet che ha seguito il lavoro tra i fornelli sono stati serviti piatti da menù con le stelle: spaghetto di zucchine su crema di sedano, parmigiana di melanzane, toppe (maltagliati) con ragù bianco di vitella, spezzatino con patate, zuppa inglese e fragole con panna, in aggiunta a una speciale focaccia a base di pane palestinese - pita - con uova, zucchine e menta.

L'ottimo risultato dell’iniziativa avrà nelle prossime settimane un gustoso seguito con la realizzazione di un libro di ricette toscane, adattate con ingredienti palestinesi, che racconterà attraverso foto e testimonianze dei protagonisti l'esperienza di fusion italo-palestinese sperimentata nello workshop.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della terza edizione della Settimana della Cucina italiana nel Mondo, organizzata in Palestina dal Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, che ha promosso una serie di eventi e degustazioni a Gerusalemme, Nablus e Betlemme.

La scelta di collaborare con UNRWA e, in questa particolare occasione, con la Scuola di formazione professionale, sottolinea l’impegno italiano in favore dei rifugiati palestinesi, che nel 2018 ha visto un incremento del 25% dei volumi finanziari allocati a livello regionale - da 11,8 milioni di euro del 2017 si è passati a 14.8. Allo stesso temppo, l'iniziativa conferma l'importanza che la formazione professionale per i giovani, in particolare le donne, riveste all'interno dei programmi dedicati alle pari opportunità di genere e allo sviluppo economico che la sede AICS attualmente gestisce.

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Educazione dell’infanzia, l’approccio di Reggio Emilia diventa una risorsa per le scuole palestinesi

Reggio Emilia - Più classi nelle scuole palestinesi per l'infanzia, maggiori opportunità educative per i bambini in una fascia d'età cruciale per lo sviluppo e un metodo pedagogico che li metta al centro di ogni esperienza di apprendimento. Sono i capisaldi del progetto PACE, presentato a Reggio Emilia il 12 novembre scorso da parte dell'organizzazione della società civile RTM - Reggio Terzo Mondo insieme ai partner dell'iniziativa.

Il progetto - primo classificato nel lotto 2 del bando OSC 2017 e sostenuto da un finanziamento AICS di 1,53 milioni di euro - rappresenta una prosecuzione e un ampliamento della precedente iniziativa AEPIC - Alliance for an inclusive and qualitative early childhood education in the West Bank, egualmente cofinanziata da AICS e conclusa a maggio 2018.

L'obiettivo generale è quello di supportare il ministero palestinese dell'Educazione (MEP) nella realizzazione della strategia nazionale per lo sviluppo della prima infanzia nel periodo 2017-2022 migliorando la qualità, l'accessibilità e la sostenibilità del sistema dei servizi educativi per i più piccoli. Il ministero dell'Educazione si conferma, quindi, nel ruolo di controparte centrale e decisiva per il successo del progetto e la presenza a Reggio Emilia del ministro per l’Istruzione, S.E. Sabri Saidam, ne è stata prova concreta.

"L’educazione ha un ruolo cruciale nell’agenda politica palestinese" ha sottolineato il ministro Saidam, evidenziando che "il principio di riferimento è assicurare un’istruzione di qualità a ogni cittadino, in qualunque condizione o situazione si trovi, inclusi, per esempio, i bambini ricoverati in ospedale o i detenuti nelle carceri."

Nell'ottica di una vera e propria "rivoluzione educativa" che parte dal basso, cioè da un'educazione di qualità della prima infanzia, il MEP ha avviato un ambizioso programma di apertura di nuove classi pre-scolari nelle scuole pubbliche: altre 12 partiranno nel corso del mese prossimo. In questo modo si cerca di dare una risposta al fatto che, ad oggi, circa il 40% dei bambini palestinesi non frequenta la scuola dell’infanzia.

RTM, il ministero palestinese, i partner locali che si occupano direttamente di educazione dell'infanzia - i tre Patriarcati di Gerusalemme (Latino, Greco-Cattolico e Greco-Ortodosso) e l'associazione culturale Ibdaa' - e gli altri partner italiani - il comune di Reggio Emilia e la fondazione Reggio Children - hanno avviato inoltre una collaborazione per rafforzare le competenze del personale ministeriale, scolastico e universitario sotto i profili della formazione pedagogica e degli aspetti gestionali. Questi temi sono stati al centro della visita di studio in Italia che, dall'11 al 18 novembre, ha coinvolto una delegazione di funzionari ministeriali, insegnanti dell'infanzia e docenti universitari palestinesi: nel corso della visita è stato illustrato il "Reggio Emilia Approach" all'educazione pre-scolare, un modo speciale e attento di intendere l'approccio ai bambini che entrano per la prima volta nel mondo della scuola, basato sull'autonomia dei piccoli nei processi di apprendimento e dove gli adulti - educatori e famiglie - assumono il ruolo di guide del percorso.

Il “Reggio Emilia Approach”, elaborato dal pedagogista Loris Malaguzzi nel secondo dopoguerra, ha reso i servizi educativi di Reggio Emilia un'eccellenza italiana nel settore e ha ispirato tantissime scuole in tutto il mondo.

RTM - Comunicato stampa

 

 

Palestina – Sanità, economia e diritti umani, cooperazione a pieno regime in Cisgiordania e a Gaza

Gerusalemme - Nei giorni dell'11 e 12 ottobre scorsi il Direttore vicario dell’Agenzia, Leonardo Carmenati, si è recato nei nei Territori palestinesi allo scopo di visitare una serie di progetti realizzati col sostegno della Cooperazione italiana e partecipare alla firma di un accordo per un nuovo intervento nella Striscia di Gaza con l'Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, UNRWA.

Accompagnato dalla titolare della sede AICS Cristina Natoli, Carmenati ha raggiunto il sud della Cisgiordania per visitare alcune strutture ospedaliere del governatorato di Hebron, dove si registra una domanda di ospedalizzazione particolarmente elevata. Per questo motivo, attraverso un credito di aiuto di 10 milioni di euro, la Cooperazione italiana è impegnata nella costruzione di due ospedali nelle località di Dura e Halhoul. Quello di Dura si trova in una fase avanzata dei lavori e dovrebbe essere completato entro febbraio 2020.

La visita è proseguita con altri incontri agli ospedali di Hebron e Beit Jala, anch'essi interessati da interventi della Cooperazione italiana, sia sul canale bilaterale che attraverso il lavoro di organizzazioni della società civile. AICS Gerusalemme risulta lead donor per la sanità nel quadro del lavoro di programmazione congiunta dell’Unione Europea e, attualmente, finanzia un programma sanitario per un valore complessivo di oltre 35 milioni di euro.

A Betlemme il Direttore vicario, insieme al Segretario generale del MAECI Elisabetta Belloni e al Direttore generale della DGCS Giorgio Marrapodi, ha visitato la Chiesa della Natività, dove un contributo a dono di un milione di euro consentirà interventi di restauro e attività di formazione. La basilica di Betlemme, uno dei principali siti di interesse della Cisgiordania, richiama ogni anno decine di migliaia di visitatori e pellegrini da tutto il mondo, con un importante impatto sull'economia del turismo. Questo progetto di restauro, che si aggiunge a quelli effettuati negli anni scorsi, intende sostenere non solo la valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche lo sviluppo economico palestinese. Questo settore riveste un'importanza strategica per la Cooperazione Italiana, impegnata a gestire un pacchetto di progetti per un valore complessivo di oltre 75 milioni di euro.

L’ultima visita sul campo ha riguardato il centro Mehwar di Bet Sahour, una realtà che nel corso degli anni è stata sostenuta con convinzione dalla Cooperazione italiana e che si è affermata quale struttura di eccellenza per il trattamento dei casi di violenza di genere, diventando un riferimento centrale per la costruzione delle politiche nazionali di protezione. Il programma di AICS Gerusalemme per i diritti umani e l’uguaglianza di genere in Palestina comprende dieci iniziative in corso - cinque sul canale bilaterale e cinque su quello multilaterale - per un ammontare complessivo di circa 16 milioni di euro.

La visita del Direttore vicario si è conclusa con la partecipazione alla firma di un nuovo accordo di progetto sul canale multilaterale "SAGA - SAlute rifugiati GAza" volto alla fornitura di servizi sanitari di base per i rifugiati della Striscia di Gaza, in partnership con UNRWA. Questa iniziativa, per un valore di 2 milioni di euro, consentirà la fornitura di prestazioni sanitarie nei centri medici UNRWA e di cure primarie basate sulla medicina di famiglia nei campi rifugiati della Striscia. A siglare il documento, alla presenza del Console Generale d’Italia a Gerusalemme Fabio Sokolowicz e della titolare di sede Cristina Natoli, sono stati il Commissario Generale di UNRWA Pierre Krähenbühl e il Segretario generale del MAECI Elisabetta Belloni.

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Palestina – Tre sfide per l’Agenzia: salute pubblica, violenza di genere, formazione professionale

Gerusalemme Est - Il 14 novembre scorso il responsabile della comunicazione AICS, Emilio Ciarlo, e la titolare della sede di Gerusalemme, Cristina Natoli, hanno visitato tre progetti finanziati dall’Agenzia in Palestina.

In primo luogo la la delegazione ha incontrato il vice ministro della Salute, dott. Ramlawi, e ha visitato il laboratorio nazionale di Salute pubblica a Ramallah. Tenendo presente che l’Italia è lead donor nel settore salute, le parti hanno ripercorso la cooperazione di lunga data tra Palestina e Italia e hanno discusso dei progetti in corso. In questo campo le iniziative di sviluppo finanziate dall’AICS sono attualmente volte al rafforzamento del sistema di salute primaria in Palestina tramite lo sviluppo di infrastrutture, la fornitura di materiale medico, la formazione dello staff, il rafforzamento comunitario e la prevenzione e il controllo delle malattie croniche non trasmissibili.

A Betlemme, la delegazione ha poi visitato il Mehwar Center per la protezione delle donne vittime di violenza e hanno incontrato l'assistente del vice ministro presso il ministero dello Sviluppo Sociale, Daoud al Deek, e la direttrice dell’unità Women and Gender, Saeda Al Atrash. Il processo che portò all’apertura del centro Mehwar cominciò nel 2001 e nel 2007 vide l'inaugurazione della struttura, grazie al supporto tecnico e finanziario della Cooperazione italiana.

Il centro è stato costruito nell’ambito di un programma volto a rafforzare le politiche e le azioni di prevenzione in risposta alla violenza di genere. Oltre alla presentazione delle attività del centro e delle problematiche evidenziate dalle ospiti e dal personale, l'incontro ha permesso di discutere sulle principali sfide e opportunità incontrate dalle donne palestinesi.

La giornata si è conclusa alla Salesian Technical School di Betlemme dove l'organizzazione della società civile VIS sta realizzando un progetto di sviluppo volto a favorire l’occupazione giovanile nel distretto. Nel corso della visita sono stati presentati principali risultati raggiunti nell’ambito del progetto quali, ad esempio, il dialogo tra scuole pubbliche e private, l’installazione dei pannelli solari sul tetto della scuola e l’ampia scelta di corsi di avviamento professionale offerti dall’istituto.

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Palestina – Come adottare un approccio di genere negli interventi WASH, proposte e percorsi

Gerusalemme - Nell’ambito del programma WELOD III, la sede AICS in Palestina ha condotto una ricerca intitolata “Gender & WASH - Toolkit in Palestine”. La ricerca ha coinvolto tutti i partner nei settori Gender e WASH (Water, Sanitation and Hygiene) e le comunità locali, sia in Cisgiordania che nella Striscia di Gaza, con lo scopo di elaborare strumenti di lavoro specifici che facilitassero il l'adozione di un approccio di genere nei progetti WASH in Palestina.

Il toolkit prodotto nel corso della ricerca analizza le peculiarità del contesto palestinese e fornisce gli strumenti tecnici da utilizzare per includere il gender mainstreaming nei progetti nel settore WASH, attraverso le diverse fasi del ciclo di progetto: analisi dei bisogni, realizzazione, monitoraggio e valutazione.

La ricerca si è svolta in tre fasi principali:

• selezione del campione per la ricerca e l’elaborazione dei questionari;

• analisi dei dati secondari disponibili e raccolta dati primari;

• analisi dei dati raccolti ed elaborazione di strumenti di lavoro basati sul contesto.

Il toolkit è stato disseminato tra i partner del "WASH Cluster" che lo utilizzeranno nell’elaborazione dei progetti umanitari afferenti allo Strategic Response Plan di UN-OCHA per la Palestina. Nelle prossime settimane si prevede anche un evento di lancio organizzato da UN Women e GVC, la Ong italiana che ha contribuito a realizzare la ricerca.

Il programma WELOD III mira all’accrescimento delle opportunità di sviluppo socio-economico delle donne palestinesi e alla protezione dei loro diritti attraverso un supporto al bilancio del Ministero degli Affari delle Donne (MoWA) e del Ministero dello Sviluppo Sociale (MoSD), accanto ad attività in gestione diretta. In un’ottica di ownership e di institution building il programma prevede lo sviluppo di competenze specifiche all’interno del MoWA per promuovere un approccio di genere in tutte le istituzioni palestinesi e anche all'interno della struttura di coordinamento degli aiuti (LACS).

L'elaborazione del toolkit è stata realizzata anche nel quadro di un'iniziativa di emergenza per il rafforzamento delle capacità di resilienza della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, nell’Area C della Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Nel complesso l'iniziativa ha visto la realizzazione di nove progetti da parte di altrettante Ong - Overseas, Educaid, Vento di Terra, CISS, Terre des Hommes Italia, COOPI, CESVI, GVC e COSPE - che a Gaza hanno operato nel settore protezione dei rifugiati e degli sfollati, mentre a Gerusalemme Est hanno contribuito alla fornitura di servizi di base, supporto psicosociale, peer-couselling e riabilitazione di strutture.

Gender & WASH - Toolkit for Palestine

Gender & WASH - Checklist

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foto: Fadi Arouri, GVC