Palestina – Resilienza, sostegno sociale, accesso all’acqua: Ong in azione nella Striscia di Gaza

Nell’ambito di un ampio intervento umanitario nella Striscia di Gaza destinato al supporto delle fasce più vulnerabili della popolazione, finanziato dall'Agenzia con un importo di 1,6 milioni di euro, le Ong EducAid e Cospe hanno realizzato azioni volte a rafforzare 21 Community Based Organizations in cinque governatorati della Striscia, con particolare attenzione alle capacità di risposta ai traumi dei gruppi più vulnerabili, persone con disabilità e donne.

L’iniziativa ha promosso l’attivazione di 32 cicli di peer-counselling, un metodo strutturato di intervento psicosociale caratterizzato da una relazione di aiuto che permette di attivare processi di empowerment individuale e di emancipazione sociale che si basa su alcuni elementi chiave: ascolto, comprensione empatica, rispecchiamento, concretezza, consapevolezza del corpo, lavoro con le emozioni e la fantasia, problem solving e pianificazione.

Circa 520 persone, nel corso del progetto, hanno partecipato a incontri di gruppo e individuali, attività di awareness, couselling e supporto psicosociale. Il progetto, inoltre, ha previsto l’apertura di 10 sportelli di supporto psicosociale per le donne; attività di coaching e aggiornamento professionale per 10 counselor e per altrettante figure di supporto; la realizzazione di workshop teatrali attraverso la tecnica dello story telling; campagne di informazione e sensibilizzazione finalizzate ad accrescere la consapevolezza delle comunità riguardo l’importanza della salute psicologica e, infine, la costruzione di un sistema digitale (web e mobile app) per segnalare casi di violazioni dei diritti delle donne e delle persone con disabilità.

Sempre nella Striscia di Gaza, oltre all'iniziativa di EducAid e Cospe sono stati realizzati altri tre progetti. Le organizzazioni Overseas e CISS hanno operato per migliorare la disponibilità e la qualità dell'acqua potabile grazie alla costruzione di un pozzo, la distribuzione di cisterne e di filtri domestici; Oxfam Italia ha effettuato interventi per migliorare l'accesso all'acqua potabile e le condizioni igieniche; GVC ed EducAid hanno rafforzato le capacità di resilienza e di accesso ai servizi di base nelle aree più vulnerabili del sud della Striscia.

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Palestina – Tutela dei minori e giustizia, prosegue l’assistenza tecnica alla Procura generale

Gerusalemme - Il 16 agosto scorso ha visto l’inizio della seconda fase dell’iniziativa di assistenza tecnica e capacity building indirizzata all’ufficio della Procura generale palestinese. In questa occasione si è svolto il primo di tredici incontri tecnici sul miglioramento del sistema della giustizia minorile in Palestina. Quelli successivi hanno avuto luogo in tutti i governatorati della Cisgiordania, con il coordinamento del magistrato Ziad Edween, massimo esperto sul tema della giustizia giovanile.

Agli incontri hanno partecipato tutti gli attori coinvolti nel settore: Procura generale, polizia, Consiglio superiore della magistratura, consulenti legali dei governatorati, Ministero degli affari sociali, operatori dei servizi sociali, rappresentanti dell'Autorità Nazionale Palestinese, esponenti della società civile locale e internazionale.

Le giornate di studio, organizzate dall’ufficio della Procura generale in collaborazione con gli uffici dei 13 governatorati palestinesi, hanno concentrato l'attenzione sulla normativa nazionale n. 4/2016 sulla tutela dei minori, a 18 mesi dalla sua entrata in vigore, e hanno analizzato i punti critici sollevati da diversi attori in materia di procedura, investigazione, processo e ruolo dei servizi sociali.

L’iniziativa di supporto al sistema giudiziario, della durata di 12 mesi per un valore di 500mila euro, rientra nel programma "Karama – Verso un sistema rispettoso dei diritti umani e della dignità della persona", realizzato con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento dello stato di diritto in Palestina al fine di tutelare i diritti umani e la dignità delle persone, anche attraverso il miglioramento del trattamento dei minori nei procedimenti che li interessano.

Nello specifico, l’assistenza tecnica italiana si concentra sull’aumento delle competenze delle unità interne al Ministero della Giustizia palestinese in tema di monitoraggio del rispetto dei diritti umani nei centri di arresto, detenzione e riabilitazione, nonché sul rafforzamento degli standard di tutela dei diritti umani da parte degli organi giudiziari. L’iniziativa contribuisce, inoltre, alla formazione dei Pubblici Ministeri palestinesi, in particolare sul tema della giustizia minorile, mediante interventi di assistenza tecnica all’ufficio del Procuratore generale.

Vengono realizzate infine attività mirate al dibattito per la sensibilizzazione degli studenti universitari, in particolare delle facoltà di giurisprudenza, con lo scopo di mettere in moto processi democratici per sostenere la sospensione e l’abolizione della pena di morte.

Palestina – Posata la prima pietra per l’ampliamento dell’ospedale di Qalqiliya

Gerusalemme - Lo scorso 29 luglio si è svolta la cerimonia di posa della prima pietra per l’ampliamento dell’ospedale di Qalqilya alla presenza del Primo Ministro Rami Hamdallah, del Ministro della Salute Jawad Awad, del Vice Ministro della Salute, Assad Ramlawi, del Governatore di Qalqilya Rafe' Rawajbeh, del Console Luigi Mattirolo e dell’esperto sanitario AICS Sandro Accorsi.

L’iniziativa si inserisce nel quadro del programma CRONO volto al contrasto alle malattie croniche non trasmissibili in Palestina ed è finanziata dall'Agenzia con un importo complessivo di 3 milioni di euro, di cui 1,65 come supporto al bilancio e 1,35 come fondo in loco a gestione diretta. La componente di supporto al bilancio prevede l’espansione dell’ospedale di Qalqiliya, il completamento del centro di cure primarie di Shyauk, la fornitura di attrezzature mediche in alcuni centri di cure primarie e in altri ospedali pubblici e la realizzazione di una campagna di promozione della salute nelle comunità contro i fattori di rischio delle malattie croniche, previo aggiornamento del personale addetto all’educazione sanitaria. In parallelo, con il fondo in loco vengono organizzate campagne informative nazionali sulla prevenzione delle malattie croniche e la sensibilizzazione delle donne allo screening del tumore della mammella.

L’iniziativa CRONO, della durata di 12 mesi, vuole dare continuità al progetto POSIT rafforzando gli interventi per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche non trasmissibili che rappresentano in Palestina una priorità sia dal punto di vista dello stato di salute che dell’impatto sulla spesa sanitaria. Come riconosciuto nella National Health Strategy 2014-2016, le malattie croniche non trasmissibili rappresentano le principali responsabili del carico di malattia, della mortalità prematura e della spesa sanitaria in un contesto di transizione demografica ed epidemiologica in cui l’invecchiamento della popolazione comporta un aumento della multi-morbosità e disabilità.

Il Programma CRONO è stato elaborato di concerto con il Ministero della Sanità palestinese e assicura la coerenza e l’allineamento del contributo italiano alle politiche nazionali, nel rispetto della titolarità del Paese partner, avvalendosi anche di contributi finanziari diretti al supporto al bilancio. L’intervento é realizzato in parte direttamente dal Ministero della Salute palestinese e dal Ministero delle Finanze e della Pianificazione palestinese per quanto riguarda la componente di supporto al bilancio, e in parte in gestione diretta dall’AICS, in partenariato con il Ministero della Salute. Gli interventi previsti seguono un approccio condiviso di sanità pubblica e sono in linea con le raccomandazioni dell’OMS in tema di prevenzione e controllo delle malattie croniche non trasmissibili e di screening mammografico.

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Palestina – Microfinanza, dal 2016 erogati sette milioni di crediti per sostenere le piccole imprese

Il 15 e 16 maggio scorsi si è svolta a Gerico la prima conferenza sulla microfinanza in Palestina, inaugurata dal Governatore della città Majed Al-Fatiani, alla quale hanno partecipato il Console Generale a Gerusalemme Fabio Sokolowicz e la titolare della sede AICS di Gerusalemme Cristina Natoli, insieme a numerosi rappresentanti di organizzazioni internazionali e locali.

L’evento - organizzato congiuntamente dalla Palestine Monetary Authority e da Sharakeh, network locale di istituti di microfinanza - ha permesso di puntare l'attenzione su due tematiche: lo sviluppo della microfinanza e le migliorìe da introdurre nel quadro legale in vigore; l'introduzione di un sistema per misurare l’impatto socio-economico dei microprestiti sulle fasce più vulnerabili.

Il settore della microfinanza in Palestina movimenta circa 230 milioni di dollari e raggiunge 90.000 clienti, per la maggior parte donne, giovani e agricoltori su piccola scala. A partire dal 2013 la Cooperazione italiana è impegnata nel settore attraverso due iniziative, “Start Up Palestine” (21,8 milioni di euro) e “Financial Inclusion in Palestine” (2 milioni di euro), che intendono aprire canali di accesso ai servizi finanziari per i gruppi marginalizzati e fornire assistenza tecnica alla Palestine Monetary Authority, a sei istituti di microfinanza e alle cooperative dell'UCASC (Union of Agriculture Cooperatives for Saving and Credit).

Dal mese di febbraio 2016 sono stati erogati un migliaio prestiti, per un totale di 7 milioni di euro, a micro, piccole e medie imprese. La metà di queste imprese risultano promosse da donne; un quarto da giovani con meno di 30 anni); due terzi sono attive in aree rurali e un terzo riguardano attività in ambito agricolo.

Le iniziative si svolgono in partenariato con Cassa Padana BCC, Banca Popolare Etica, Federcasse, Fondazione Solidarete e Microfinanza s.r.l. che offrono servizi di accompagnamento alle controparti locali.

Il report Start Up Palestine Credit Line: Outreach, Impact and Way Forward presenta i principali indicatori sociali, economici e geografici relativi ai prestiti erogati, esaminando l’impatto della linea di credito sul mercato della microfinanza in Palestina. Sulla base dell’analisi quantitativa e qualitativa dei dati, il documento propone infine alcune raccomandazioni in vista della seconda fase della linea di credito, per altri 7 milioni di euro.

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Palestina – Un nuovo manto stradale per l’ingresso a Betlemme

Si è svolta venerdì 26 maggio la cerimonia di inaugurazione della nuova Caritas Road, all’ingresso di Betlemme. La riabilitazione della strada è stata realizzata nell'ambito del programma FAIR - Facilitating Access to Infrastucture Resilience nell'Area C e a Gerusalemme Est - gestito da UNDP con un finanziamento complessivo di 51 milioni di dollari, al quale la Cooperazione italiana ha partecipato con 3 milioni di euro. All'iniziativa hanno partecipato la sindaca uscente di Betlemme, Vera Baboun, il Console Generale d’Italia a Gerusalemme Fabio Sokolowicz, la titolare della sede AICS di Gerusalemme Cristina Natoli e il Rappresentante di UNDP Roberto Valent.

La riabilitazione del manto stradale e dell'annesso sistema fognario, sulla distanza di 1 km per 10 metri di larghezza, permetterà di agevolare l’ingresso dei turisti favorendo il loro afflusso nella città e promuovendo lo sviluppo della periferia settentrionale, oltre che migliorare i collegamenti con l'ospedale pediatrico Caritas Baby Hospital.

Nel corso dell'inaugurazione, i partner hanno ricordato anche altri interventi effettuati in Cisgiordania nell'ambito del programma FAIR: la riabilitazione di un asilo nido a Gerusalemme Est che ospita 45 bambini, di cui 9 diversamente abili; la riabilitazione di strade rurali in numerosi villaggi dell'Area C; la riabilitazione, espansione e costruzione di abitazioni di edilizia sociale per le minoranze e i gruppi vulnerabili in Area C e Gerusalemme Est (Sharafat Housing Project); lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per infrastrutture scolastiche in Area C (Multi-Purpose Hall in Azzoun).

Il programma FAIR, realizzato dall’UNDP e parte integrante del Piano palestinese di Sviluppo Nazionale 2014 - 2016, rappresenta un meccanismo innovativo che mira a potenziare le istituzioni locali nella progettazione e realizzazione di opere infrastrutturali pubbliche, essenziali per lo sviluppo sostenibile di Gerusalemme Est e dell’Area C. Attraverso il programma FAIR la Cooperazione italiana contribuisce allo sviluppo della Palestina e all’erogazione di servizi essenziali alle comunità residenti nell'Area C e a Gerusalemme Est, oltre che a specifiche comunità etniche e religiose in condizioni di marginalità.

In particolare, il contributo italiano ha permesso di lavorare sulla pianificazione urbanistica e rurale nei Governatorati di Betlemme, Hebron, Salfit e Jenin. È attualmente in via di ideazione la seconda fase del programma che sarà dedicata a opere infrastrutturali nei settori sanitario, educativo, abitativo, energetico, trasporti, acqua, tecnologie innovative ed ecosostenibili e costruzioni bio-sostenibili.

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Palestina – Si rafforza il sostegno all’Unità ministeriale per i Diritti Umani, con focus sui detenuti

Si è svolta a Ramallah l'11 maggio scorso la conferenza "The Harmonization of the Rehabilitation and Reform Centers Law n. 6/1998 with International Law" organizzata - sotto gli auspici del Primo Ministro Rami Hamdallah - dalla sede AICS di Gerusalemme in collaborazione con il Ministero palestinese della Giustizia. All’evento hanno partecipato il Ministro della Giustizia H.E. Ali Abu Diak, il Console Generale d’Italia a Gerusalemme Fabio Sokolowicz e la titolare della sede AICS di Gerusalemme Cristina Natoli.

La conferenza è stata l’occasione per analizzare il processo di armonizzazione del sistema giuridico palestinese con le convenzioni internazionali sui diritti umani, priorità definita nell’ambito della National Strategy of Justice and Rule of Law 2017-2022.

Nel corso dei lavori è stato ricordato il ruolo svolto dall’Italia nel settore giustizia grazie alle iniziative “Technical Assistance for the Establishment of a Human Rights Unit at the Ministry of Justice” e “Karama”, che assicurano l’assistenza tecnica della sede AICS di Gerusalemme alla Procura Generale palestinese per una piena ed effettiva tutela dei minori coinvolti nei procedimenti di giustizia minorile.

Il programma di assistenza tecnica per la costituzione di un’Unità per i diritti umani presso il Ministero palestinese della Giustizia è stato approvato nel 2009 ed ha raggiunto la piena operatività nel 2011. A partire da allora il programma ha consolidato le attività della Human Rights Unit in favore dei cittadini e delle fasce marginali e vulnerabili della popolazione, rafforzando le capacità dell’Unità rispetto all'allineamento del quadro legislativo e regolamentare locale agli standard internazionali e alle Convenzioni ratificate dalla Palestina.

In particolare, il programma si è focalizzato sul consolidamento dell’Unità attraverso interventi di formazione dello staff, con particolare riguardo a tecniche di monitoring, reporting e complaint handling, e azioni di accompagnamento dell’attività istituzionale attraverso metodologie "learning by doing". Gran parte del lavoro svolto finora ha riguardato l'esame di contestazioni per violazioni di diritti, con specifica attenzione al trattamento dei detenuti.

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Palestina – Un aquilone per volare alto nei percorsi educativi in contesti di emergenza

Ramallah - Nell’ambito del progetto di emergenza “Miglioramento dei meccanismi di protezione di rifugiati e sfollati in Area C” finanziato dall’AICS e implementato in Cisgiordania dalle Ong EducAid e GVC, il 12 aprile scorso si è svolta la conferenza “Index for inclusion and empowerment: uno strumento per il sistema educativo palestinese” durante la quale è stata presentata la bozza di una ricerca sviluppata congiuntamente dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna con il Ministero dell’Educazione palestinese ed EducAid.

La ricerca mette a fuoco un indice per l’inclusione e l’empowerment per identificare gli ostacoli materiali e sociali, ma anche i bisogni e le criticità presenti nel sistema scolastico palestinese - quali disabilità, disparità di genere, povertà - che possono impedire l’accesso a un'educazione di qualità.

Hanno partecipato alla conferenza il Ministro palestinese dell’Educazione Sabri Saidan, il direttore della sede UNESCO Lodovico Folin-Calabi e le ricercatrici dell’Università di Bologna Arianna Taddei ed Elena Pacetti, assieme ai rappresentanti di AICS ed Educaid.

Il progetto, della durata di 7 mesi, prevede l’introduzione del cosiddetto Diamond Kite Project in 6 scuole palestinesi dei governatorato di Tubas ed Hebron. L’approccio che promuove l’educazione inclusiva nei contesti di emergenza, il Diamond Kite Project, usa tecniche didattiche che mettono il bambino al centro delle attività educative, sulla base di quattro concetti fondamentali:

• I AM: io ci sono e sono così, la mia identità è riconosciuta e accolta;

• I CAN: io posso, la mia autostima si nutre di successi, nella consapevolezza dei miei limiti;

• I SHARE: io interagisco con gli altri, faccio parte di un gruppo, collaboro;

• I CARE: io mi prendo cura dei nuovi arrivati, del funzionamento del centro educativo, dei materiali di gioco o di studio, mi sento responsabile.

Attorno a questi quattro punti, il progetto consortile di Educaid – GVC ha elaborato un percorso educativo attento al benessere psicosociale di ogni bambino e bambina.

Palestina – Educazione inclusiva nelle scuole grazie alle tecniche del programma MOVE

Gerusalemme - Si è svolta il 9 gennaio 2017 presso la scuola Al Hussein Ben Ali School di Hebron la cerimonia di premiazione delle 5 scuole più inclusive nel distretto di Hebron e Betlemme. Le scuole vincitrici, selezionate fra 30 istituti partecipanti, hanno fatto proprio il metodo MOVE - Mobility Opportunities Via Education, programma riabilitativo nato negli Stati Uniti presso la Kern Country Superintendent of Schools di Bakersfield, California, con lo scopo di insegnare, in collaborazione interattiva con tutte le persone che vivono col soggetto disabile, le abilità motorie necessarie a condurre una vita quotidiana con la maggiore indipendenza possibile, sia nell'ambiente domestico che in quello sociale.

La premiazione ha avuto luogo nell'ambito delliniziativa IN DEPTH: Inclusive Development in Education, Protection, Health implementata dalla Ong AISPO in collaborazione con la Ong palestinese Qader. Conforme alle linee-guida della Cooperazione Italiana 2013-15, il progetto trae origine dalla volontà di garantire un' educazione "per tutti”, come prescritto dal SDG #4 che promuove un’istruzione inclusiva e opportunità di apprendimento permanente di qualità.

Il progetto mira a intervenire nel contesto sociale per abolire le barriere tra persone e garantire agli individui diversamente abili di partecipare pienamente ed effettivamente alla società su basi di eguaglianza con altri individui grazie al potenziamento delle capacità delle istituzioni e della società civile. In particolare, il progetto IN DEPTH intende contribuire all’aumento di inclusione nei servizi educativi in Cisgiordania attraverso il consolidamento e l’istituzionalizzazione del programma MOVE nei centri di riabilitazione, l’inserimento del curriculum MOVE nei corsi di laurea, attività di sensibilizzazione sui diritti delle persone con disabilità attraverso il Teachers’ Advisory Manual sviluppato da AISPO e Qader con il Ministero dell’ Educazione, la revisione dei programmi scolastici per garantire l’adeguamento per gli studenti con disabilità, la formazione al personale dei centri di salute di base nei distretti del Ministero della Sanità e il supporto tecnico ai dipartimenti competenti del Ministero dell’Educazione.

Il progetto si inserisce nel quadro dell’impegno italiano nel settore della disabilità in Palestina dove sono attualmente in corso 8 progetti per un valore totale di 5,5 milioni di euro, implementati da AVSI/Terre des Hommes, Ciss/Vento di Terra, Educaid, RTM e Fondazione Giovanni Paolo II.

A livello bilaterale l’Agenzia è attiva attraverso i progetti POSIT e CRONO, volti al rafforzamento del sistema di cure primarie in Palestina e in cui è stata inserita una componente disabilità, incentrata sul mainsteaming della disabilità e sulla progettazione inclusiva.

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Press release [EN]

Maan News Net

Al-Quds.com

• Interview at Palestine TV

Uruba Network

 

Palestina – Teatro e marionette per sensibilizzare anche i più piccoli sulla violenza contro le donne

Si è svolta il 2 gennaio, presso la School of Jericho Women Society, la prima rappresentazione dello spettacolo teatrale Still Young realizzata dalle beneficiarie del corso di formazione per donne vittime di violenza condotto da Inad Theatre nell'ambito dell’iniziativa WELOD 2 - Women’s Empowerment and Local Development.

Gli spettacoli di marionette – realizzati nell’ambito di una campagna sull’eliminazione della violenza contro donne e bambine in programma all'Al-Nawras Theatre di Betlemme, al Child club di Ramallah e alla Women Society di Gerico -  sono rivolti a un pubblico di età tra i 7 e i 13 anni e trattano temi impegnativi come la violenza familiare, l'aggressività e il matrimonio precoce, svolgendo un’azione incisiva sul piano della prevenzione e dell'educazione. Le manifestazioni teatrali, infatti, offrono un importante mezzo di sensibilizzazione per coinvolgere i più giovani nella riflessione su argomenti difficili in maniera vivace, ponendo delle domande e invitando a riconoscere la molteplicità delle forme in cui può manifestarsi la violenza di genere. 

Il programma WELOD 2, che ha preso il via nel gennaio 2013, intende promuovere l’empowerment socio-economico delle donne palestinesi e il miglioramento dei servizi dedicati a loro, concentrandosi su attività di carattere socio-economico, di formazione, sensibilizzazione e raccordo istituzionale. Si tratta di azioni a sostegno dell'inserimento delle donne nel mercato del lavoro e orientatate al miglioramento dell'accesso delle donne vittime di violenza ai servizi specializzati, in una prospettiva di parità e uguaglianza di genere che è alla base di una società più equa e libera dalla violenza.

Le tematiche GEWE - Gender Equality and Women Empowerment - costituiscono un settore trasversale nel quale la Cooperazione italiana in Palestina vanta una storia e una competenza ampiamente riconosciute dai partner locali e internazionali, in grado di indirizzare il lavoro dei Paesi donatori e quello della società civile verso una programmazione congiunta. Lead Donor europeo in Palestina per l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne, l'Italia continua a offrire contributi significativi in un settore delicato e cruciale in ogni dimensione dello sviluppo, che trova proprio nel programma WELOD un sostegno di fondamentale importanza.

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Palestina – OSC italiane al lavoro per sostenere la resilienza delle popolazioni vulnerabili in Area C

Gerusalemme Est - Al via le attività di riabilitazione delle unità abitative e degli spazi comuni a Nabi Samuel realizzate da COSPE, in un'azione congiunta con CRIC, nell’ambito dell’iniziativa di emergenza per la protezione dei rifugiati e della popolazione a rischio di sfollamento nell’Area C della West Bank e a Gerusalemme Est.

Il progetto contribuisce alla protezione e al rafforzamento della capacità di resilienza del villaggio di Nabi Samuel, circa 240 persone a rischio di sfollamento, migliorando le condizioni delle abitazioni delle famiglie più vulnerabili.

Situato a 7,6 km a nord ovest di Gerusalemme, Nabi Samuel si trova nella Seam Zone, un'area critica tra il confine della Linea Verde e il Muro di Separazione.

Il progetto prevede la riabilitazione di 15 abitazioni con approccio partecipativo e la riqualificazione di altrettante aree di pertinenza con microgiardini, orti domestici, sistemi di recupero delle acque piovane e la ricostruzione di 3 ricoveri per animali. L'opera di riabilitazione abitativa prevede essenzialmente l’istallazione di uno strato di isolamento termico e di una barriera al vapore in modo da rendere gli ambienti salubri. L'intervento prevede anche la riabilitazione di 10 spazi verdi comuni, che rappresentano luoghi di aggregazione per donne e bambini nelle aree residenziali della comunità, e la riabilitazione di 1 ambulatorio in grado di fornire prestazioni di base e di primo soccorso alla popolazione di Nabi Samuel. Saranno altresì realizzate 3 giornate di visite mediche specialistiche gratuite e distribuite attrezzature sanitarie e medicinali. Infine, saranno migliorati dei playground attraverso interventi di valorizzazione ambientale.

L’azione, dell'importo di 264.710 euro, si allinea alle linee guida AICS operando in un contesto e in settori prioritari: sostegno alle aree rurali, promozione dei processi democratici, supporto sociosanitario.

Nel complesso, l’iniziativa di emergenza per la protezione dei rifugiati e della popolazione a rischio di sfollamento nell’Area C della West Bank e a Gerusalemme Est prevede l’esecuzione di 6 progetti, di cui 2 a Gerusalemme Est e 4 in Area C.

In dettaglio, sono state approvate e quindi avviate le seguenti iniziative:

OVERSEAS, in consorzio con EDUCAID, è impegnata nella realizzazione del progetto RES.P.I.R.E - RESilience and protection in a refugee environment nel campo profughi di Shu’fat a Gerusalemme Est;

GVC, in consorzio con EDUCAID, è al lavoro per migliorare i meccanismi di protezione di rifugiati e sfollati in Area C, in particolare nei Governatorati di Tubas e Hebron;

CESVI, in consorzio con DISVI, mira a garantire un adeguato supporto al diritto di accesso all’acqua e ai servizi sanitari di base da parte di comunità vulnerabili e a rischio di sfollamento che vivono a sud di Hebron, nell'area di Yatta;

OXFAM Italia è coinvolta nel migliorare l’accesso alle risorse idriche per le comunità beduine in Area E1 e, in particolare, ad Abu Nuwar;

VENTO DI TERRA è impegnata nella riabilitazione a basso impatto ambientale della scuola di al Jabal/Arab al Jahalin, con l’obiettivo di rafforzare l’accesso inclusivo all’educazione primaria per gli studenti;

• Infine, come già riportato, COSPE in consorzio con CRIC sta attuando un intervento di protezione abitativa a favore della popolazione di Nabi Samuel a rischio di sfollamento.

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