Palestina – Materiali e iniziative per promuovere il benessere psico-sociale delle comunità in Area C

Si è conclusa la realizzazione del manuale e del video del progetto Children Friendly Mobile Units realizzato dalla Ong Cospe nel quadro del programma Emergenza della sede AICS di Gerusalemme. Il manuale fornisce un background sui principali temi affrontati nel progetto quali le molestie sessuali, la perdita, la violenza familiare e la resilienza. Il manuale, rivolto alle adolescenti, fornisce strumenti concreti per affrontare situazioni di violenza e sviluppare le capacità personali. Il manuale sarà distribuito come strumento di lavoro a consulenti di salute mentale e alle organizzazioni palestinesi che operano per il sostegno psicosociale. 

L’iniziativa ha garantito l’accesso a servizi di supporto psicosociale per i minori vittime di violenza, insieme alle loro famiglie, residenti in 15 villaggi dell'Area C, in Cisgiordania. Nell'ambito del progetto sono stati attivati numerosi servizi quali un supporto psicosociale grazie all’ausilio di 5 Unità Mobili dotate di 5 counsellors e 5 operatori; una linea telefonica antiviolenza alla quale hanno avuto accesso in media 33 minori al mese; sessioni di prevenzione e informazione ai quali hanno partecipato 2.610 minori e 685 adulti, di cui più della metà ragazze e donne; un programma di counselling individuale e familiare al quale hanno partecipato 37 minori e 83 adulti (74% ragazze e donne) e un gruppo di aiuto collettivo al quale hanno partecipato 906 utenti, di cui 800 minori. Sono stati inoltre effettuati corsi di formazione per gli agenti di polizia.

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“Start-up Palestine”: erogati mille prestiti a sostegno della micro-imprenditoria palestinese

In soli sei mesi dall’attivazione della linea di credito dell’iniziativa “Start Up Palestine”, nel febbraio 2016, sono stati erogati mille prestiti, per un totale di sette milioni di Euro, a sostegno di micro e piccole imprese palestinesi.

I prestiti, concessi da cinque istituti di microfinanza locali (Faten, Acad, Asala, Vitas e Al Ibdaa) a un tasso agevolato rispetto a quello di mercato, hanno permesso di sostenere l’imprenditoria delle donne (50% dei beneficiari), giovanile (40% dei beneficiari) e dei rifugiati (12% dei beneficiari), favorendo in particolare le comunità rurali (più del 60% dei prestiti) e micro-business attivi nel settore agricolo (30% dei prestiti). A livello di distribuzione geografica, più di un prestito su cinque è stato concesso nella Striscia di Gaza.

Nel corso delle prossime settimane, il Palestinian Fund for Employment and Social Protection e il Ministero delle Finanze e della Pianificazione, partner locali nell’implementazione dell’iniziativa “Start Up Palestine”, richiederanno la seconda rata della linea di credito, pari a ulteriori sette milioni di Euro: un vero e proprio “raddoppio” dell’impegno italiano a sostegno di coloro che fino a oggi, sono rimasti ai margini della vita economica in Palestina.

il progetto

Start up Palestine è un’iniziativa volta a promuovere l’occupazione e la generazione di reddito a favore delle fasce più povere della società palestinese, con particolare rilievo al lavoro giovanile e femminile, promuovendo e facilitando l’accesso a strumenti di credito progettati e costruiti a questo scopo, focalizzandosi prioritariamente nel settore agricolo.

Obiettivo specifico dell’intervento è  la concessione di finanziamenti a favore di soggetti che non sono in grado di ottenere liquidità, per la realizzazione di  progetti di piccola imprenditoria economicamente sostenibili.

A questo proposito, Start up Palestine prevede l’attivazione di diversi strumenti finanziari, a valere sulla componente a credito d’aiuto, da attivare progressivamente nel corso della realizzazione dell’iniziativa. Inoltre, a valere sul fondo a dono, gli strumenti finanziari saranno coadiuvati da interventi di accompagnamento dei beneficiari (coaching; co-finanziamento di servizi di consulenza; supporto al marketing) e di assistenza tecnica (formazione del personale; acquisizione di strumenti e pratiche gestionali più efficaci; supporto al bilancio) ai due principali soggetti intermedi che erogheranno il credito d’aiuto – il Palestinian Fund for Employment and Social Protection (PFESP) e l’Unione delle Cooperative di Credito e Risparmio (undici cooperative).

Il programma si sviluppa su due ambiti di intervento:

  1. Predisposizione di servizi finanziari e non finanziari, supportando l’azione del PFESP, al fine di promuovere la nuova imprenditoria giovanile e femminile, valorizzando a questo proposito le sinergie con altri interventi della Cooperazione Italiana e con quelli di altri donatori
  2. Sostegno al settore del Credito Cooperativo attraverso la partnership con la PMA e la rete UCASC, cui viene fornita assistenza tecnica specifica oltre alla possibilità di accesso agli strumenti finanziari previsti. Al fine di rispondere alle esigenze dei diversi beneficiari individuati in termini di accesso al credito, sono previsti una molteplicità di strumenti finanziari e di misure di accompagnamento all’accesso al credito e di assistenza.

approfondimenti

• Economic Development Policy Brief 1,  August 2016 - Microfinance in Palestine: Are loans too expensive and should interest rates be capped? (Aics, Jerusalem Office)

The role of Specialized Banks in the economy and the financial stability in light of international experiences and the possibilities of application and success in the Palestinian economy

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Palestina – Al via un percorso di adeguamento della normativa carceraria agli standard internazionali

Il 28 agosto, promossa dall’AICS di Gerusalemme, si è svolta a Ramallah una tavola rotonda sul drafting legislativo in materia di adeguamento agli standard internazionali della normativa palestinese del sistema carcerario. La riunione - alla quale hanno partecipato esperti universitari e dei ministeri palestinesi in materia di diritto internazionale e drafting legislativo, oltre che rappresentanti dell’AICS – ha permesso di analizzare la normativa attualmente in vigore e di stilare una prima bozza di commenti che tiene conto dei trattati e convenzioni in materia di diritti umani ai quali la Palestina ha aderito nel 2014.

Il Vice Ministro della Giustizia palestinese, Mohammed Abu Sondos, ha confermato l'importanza della modifica della normativa, in linea con le norme internazionali sul rispetto dei diritti umani. Allo stesso tempo, il direttore della sede AICS di Gerusalemme, Vincenzo Racalbuto, ha confermato l’appoggio alle iniziative volte a rafforzare la legislazione palestinese.

La prossima riunione di questo percorso - prevista per metà settembre – avrà come obiettivo la redazione di un draft di riforma che sarà sottoposto ai rappresentanti della società civile, alle istituzioni palestinesi e successivamente al governo palestinese.

Il Programma di Assistenza Tecnica alla Costituzione di un’Unità per i Diritti Umani, approvato nel 2009, ha consolidato l’Unità per i Diritti Umani sostenendone le attività a favore dei cittadini e delle fasce marginali, rafforzando le capacità dell’Unità in tema di allineamento del quadro legislativo e regolamentare locale agli standard di protezione dei diritti fondamentali, con particolare riguardo alle Convenzioni Internazionali recentemente ratificate dalla Palestina. Il Programma si è focalizzato sul consolidamento dell’Unità tramite interventi di formazione dello staff - con particolare riguardo a tecniche di monitoring, reporting e complaint handling; workshops e seminari tenuti da esperti locali ed internazionali; azioni di accompagnamento dell’attività istituzionale attraverso metodologie di learning by doing.

L’Unità, nelle piene funzioni dal 2012, opera anche mediante una rete che coinvolge altre istituzioni palestinesi, organizzazioni della società civile e partner internazionali. Gran parte del lavoro sin qui svolto ha riguardato l'esame di reclami per violazione di diritti, con specifica attenzione al trattamento dei detenuti.

Specifico focus è stato quindi posto sul sostegno al drafting legislativo collegato alla implementazione delle convenzioni internazionali in tema di tutela dei diritti nei centri di detenzione. Nel quadro dell'iniziativa sono state svolte 110 ore di formazione dedicate ai funzionari del Ministero della Giustizia sulle tematiche inerenti ai diritti umani nei centri di detenzione.

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Palestina – Pannelli solari per sostenere la resilienza dei beduini in Area C

Sono stati installati presso la comunità beduina di Zanba in località Za'ayyem, nella delicata area E1 a est di Gerusalemme, dove vivono 129 persone (70% minori), 6 pannelli fotovoltaici collegati a sistemi di refrigerazione e 31 pannelli solari portatili. I 6 pannelli fotovoltaici garantiranno alla comunità, che vive sostanzialmente di allevamento e vendita di prodotti caseari, un accesso continuativo all’elettricità per preservare le proprie fonti di sostentamento tradizionali, mentre gli altri 31 pannelli portatili daranno loro la disponibilità di luce nelle ore notturne. 

L'iniziativa, del valore di 15.000 euro, è stata realizzata con un contributo in parti uguali da parte della sede AICS di Gerusalemme, mediante fondi in gestione diretta, e della ONG Terre des Hommes, grazie a economie di spesa sul budget del progetto "Attivazione e potenziamento dei servizi psicosociali e dei meccanismi di protezione a favore dei bambini di Wadi Qaddoum, Sheikh Saad e Zaayyem”, realizzato nel quadro del programma di emergenza “Iniziativa di emergenza per il rafforzamento delle capacità di resilienza della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, nell’Area C della Cisgiordania e a Gerusalemme Est - AID 10487”.

Il progetto intende contribuire a rafforzare la capacità di resilienza di comunità palestinesi in condizioni di fragilità attraverso la fornitura di servizi essenziali e psicosociali a circa duemila persone, di cui circa il 48% di bambini tra i 3 e 10 anni, che vivono in Area C e a Gerusalemme Est, presso le comunità di Wadi Qaddoum, Zaayyem e Sheikh Saad.

L’azione, realizzata da Terre des Hommes Italia in stretta collaborazione con 3 scuole pubbliche delle suddette comunità, prevede la realizzazione di otto spazi inclusivi protetti a misura di bambino (Child Friendly Space), facilitando così il benessere psicofisico dei beneficiari; lo svolgimento di attività di sensibilizzazione sulla protezione dei minori e sui rischi a cui sono esposti (sviluppo del bambino, life skills, igiene, pronto soccorso, nutrizione, capacità genitoriali, protezione); la distribuzione di materiale educativo e la fornitura di servizi essenziali (allacciamento a fonti elettriche e idriche; latrine mobili; kit di pronto soccorso; set impermeabili) che possano migliorare le condizioni di vita della comunità in una delle zone più sensibili della Palestina.

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Palestina: l’Italia a sostegno delle donne vittime di violenza

Nel quadro del programma bilaterale “Women’s Empowerment and Local Development” (Welod 3), finanziato dalla Cooperazione italiana, si è svolta il 19 luglio scorso a Ramallah la conferenza “National Referral System for Women Victims of Violence: Prospects and opportunities for development and complementarity”, organizzata dall’associazione Juzoor. L’obiettivo della conferenza è stato quello di proporre sinergie tra organizzazioni di donne così come definito nella Carta di principi sul “Referral System” che stabilisce le regole per assicurare un corretto “trasferimento” dei casi di violenza di genere presso strutture idonee e specializzate.

L’evento, in continuità con le azioni di formazione e sensibilizzazione dei centri Tawasol nei Governatorati sulla lotta alla violenza di genere, si è tenuto a seguito di 11 workshop organizzati negli ultimi 6 mesi da Juzoor sia con istituzioni che prestano servizi (psico-sociale, sanitario e protezione) sia con organizzazioni di donne che hanno sensibilizzato la popolazione sulle politiche di empowerment delle donne e di contrasto alla violenza di genere. Il Programma Welod 3, dell’ammontare di 3,3 milioni di euro, è stato approvato nel 2013 e formulato sulla base delle richieste delle controparti locali e delle indicazioni dell’Eu Plan of Action on Gender Equality and Women's Empowerment in Development 2010-2015 (Gap). Il programma opera mediante lo strumento di supporto al bilancio del Ministero degli Affari delle Donne (MoWA) e del Ministero degli Affari Sociali (MoSA), accanto ad attività in gestione diretta.

Il programma prevede lo sviluppo di competenze specifiche all’interno del MoWA e attività specifiche volte al sostegno dei servizi anti-violenza gestiti dal MoSA, oltre che la creazione, presso il MoWA, del primo Osservatorio nazionale sulle donne in difficoltà, la violenza di genere e lo stalking. L’iniziativa si pone inoltre in sinergia con altri programmi inclusi nella programmazione triennale della Cooperazione italiana in Palestina. L’Italia è attualmente Lead Donor Europeo per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne in Palestina e come tale coordina il Gender Technical Working Group europeo (Eu-Gtwg) e partecipa al Social Protection Working Group e al Justice Sector Working Group del Lacs.

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Amleto a Gerusalemme: la tournée

Gerusalemme – “Hamlet in Jerusalem” è un progetto di Gabriele Vacis e Marco Paolini che ha radici lontane. L’idea nasce nel 2008 al Palestinian National Theatre di Gerusalemme Est, sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Cooperazione Italiana: una scuola di recitazione per ragazzi palestinesi, la cui voglia di lavorare in teatro è più forte delle difficoltà di ogni giorno e dei pregiudizi sociali. Nucleo fondamentale della didattica che Vacis mette in opera è la Schiera, un processo che unisce movimento e attenzione, da tempo alla base dei lavori del regista. «Schiera – spiega Vacis – è l’esercizio che sto elaborando da molti anni. Insegna a vedere quello che si guarda e ad ascoltare quello che si sente. Saper vedere, sapere ascoltare, è necessario per un attore che voglia essere autore della propria presenza in scena». E la chiave per poter ascoltare e realizzare un percorso teatrale è partire dall’Amleto di Shakespeare, dalla consapevolezza che in esso si scorgono tutte le sfaccettature della vita, complicate dalle esperienze di chi vive in Palestina: i riti di passaggio, il rapporto uomo-donna, il conflitto con la famiglia, le generazioni a confronto, la rabbia, la pazzia, l’amore.

Tournée italiana

29 marzo – 30 Aprile 2016 | Teatro Fonderie Limone, Moncalieri (To)
12 – 13 Aprile 2016 | Teatro Verdi, Pordenone
15 – 17 Aprile 2016 | Teatro Ariosto, Reggio Emilia
19 – 24 Aprile 2016 | Teatro Donizetti, Bergamo
26 Aprile 2016 | Teatro Nuovo, Verona
27 – 29 Aprile 2016 | Teatro Toniolo, Mestre (Ve)
30 Aprile 2016 | Teatro Astra, Schio (Vi)
2 Maggio 2016 | Città Del Teatro, Cascina (Pi)
4 – 8 Maggio 2016 | Teatro Il Rossetti, Trieste
10 – 13 Maggio 2016 | Teatro Dante Alighieri, Ravenna


Links

http://www.teatrostabiletorino.it/portfolio-items/amleto-a-gerusalmme/

http://www.teatrostabiletorino.it/tournee-2015-2016/

http://www.teatrostabiletorino.it/book/amleto_a_gerusalemme.pdf