Tunisia – Buone pratiche per lo sviluppo agro-industriale e l’occupazione giovanile

Tunisi - Nell'arco di tre giorni, dal 7 al 9 marzo scorsi, è stato realizzato un ciclo di tavole rotonde che ha toccato tre governatorati tunisini - Nabeul, Bizerta e Beja - dove sono in programma le azioni del progetto "Agricoltura sostenibile – Supporto al settore agro-industriale tunisino attraverso la creazione e il consolidamento di imprese agricole, la promozione di tecniche irrigue sostenibili e la meccanizzazione agricola, sull’esempio delle best practices italiane." Il progetto, finanziato dall'Agenzia con un importo di circa 1,5 milioni di euro in tre anni e gestito dalla OSC Elis, si pone l’obiettivo di sostenere la creazione e il consolidamento di filiere agro-industriali, la promozione di tecniche di coltivazione moderne e la diffusione di una meccanizzazione agricola sostenibile a partire dalle buone pratiche sperimentate in Italia.

Alle tavole rotonde, promosse in collaborazione con Umbria Export e con l’Agence de Promotion des Investissements Agricoles (APIA), hanno partecipato numerosi rappresentanti di aziende tunisine e italiane del settore agricolo e agro-industriale che avuto la possibilità di presentare le proprie attività imprenditoriali alle rispettive controparti.

“È stata un’eccellente opportunità per scambi di idee e di business che porteranno benefici sia in Tunisia che in Italia” ha detto Fausto Bruschi, direttore tecnico dell’azienda italiana Master & Co. specializzata nella costruzione di macchine automatiche. Dello stesso avviso Massimiliano Gaudenzi, Product Manager di Agricolus, azienda qualificata nell’agricoltura di precisione: “Questa collaborazione permetterà alle aziende tunisine di ammodernarsi, migliorando la produttività, anche grazie alla tecnologia italiana.”

Il progetto punta a diffondere i modelli di una serie di best practices italiane in 11 governatorati tunisini, con un impatto su numerosi settori: latte, olio d’oliva, frutta, datteri, agrumi e cereali. I risultati attesi non si limitano a un incremento di produttività, ma anche di occupazione, con l'inserimento lavorativo di circa 180 giovani attualmente disoccupati nell'arco di tre anni. Si prevede inoltre che 270 agricoltori tunisini saranno coinvolti nelle attività del progetto insieme a 22 tecnici dell’APIA.

Per l’Agenzia questa iniziativa riveste un’importanza particolare poiché rientra tra i temi toccati dal Memorandum d’intesa per la cooperazione allo sviluppo tra il governo italiano e il governo tunisino nel periodo 2017-2020, firmato il 9 febbraio 2017.

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Umbria e Tunisia lavorano a progetti di sviluppo
Corriere dell' Umbria, 15/03/2018

 

Tunisia – Quattro accordi con agenzie ONU: educazione, alimentazione, diaspora e processo elettorale

Tunisi -  La sede AICS di Tunisi ha chiuso il mese di ottobre firmando quattro accordi di partenariato importanti per la sua attività di cooperazione in Tunisia. Venerdi 27, nel corso di una cerimonia presieduta dal Ministro dell'Educazione, Hatem Ben Salem, sono stati sottoscritti due accordi di finanziamento per riaffermare l'impegno dell'Italia accanto all'Unione Europea per un'istruzione e un'alimentazione di qualità per i bambini in Tunisia.

Un primo finanziamento a Unicef pari a circa 10 milioni di euro - di cui 4,6 dalla Cooperazione italiana e 5,5 dall’UE - permetterà di realizzare un vasto programma dedicato al miglioramento della qualità dell’educazione primaria per garantire maggiori chance di successo alle bambine e ai bambini tunisini.

Un altro accordo di 2,5 milioni di euro è stato firmato tra la Cooperazione italiana e il PAM per finanziare una nuova iniziativa di promozione dell'alimentazione scolastica, nell'ambito della strategia nazionale per un'alimentazione scolastica sostenibile. Le azioni che saranno attuate grazie a questi programmi mirano a rafforzare le capacità del sistema educativo, includendo l'educazione prescolare, il miglioramento degli ambienti scolastici e dell'alimentazione degli alunni e a combattere i fattori che portano al fallimento e all’abbandono scolastico. Cosicchè ogni studente possa imparare, crescere e svilupparsi in un ambiente inclusivo, sicuro e sano.

Per l’Italia gli accordi sono stati firmati dall’ambasciatore Raimondo De Cardona e dal titolare della sede AICS di Tunisi Flavio Lovisolo. Nei giorni precedenti, entrambi avevano partecipato ad un'analoga cerimonia con l'Agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni (OIM), con la quale avevano firmato un accordo per l'attuazione del progetto “Migrazione come risorsa: mobilitazione della diaspora tunisina e stabilizzazione delle comunità svantaggiate in Tunisia”. L'evento era stato presieduto dal segretario di Stato per la migrazione e i tunisini all'estero, Adel Jarboui. Questo progetto mira a coinvolgere i tunisini che vivono all'estero, in particolare in Italia, nelle priorità di sviluppo individuate nelle loro regioni di provenienza, come finanziatori e investitori in microprogetti sostenuti da imprenditori locali. Si tratta di progetti che riguardano principalmente le aree svantaggiate e di confine della Tunisia. Il progetto offre una nuova alternativa alle fonti tradizionali di finanziamento e promuove la ricerca di opportunità di business nel mercato italiano. Con un bilancio complessivo di € 2,9 milioni, l'iniziativa si propone di sostenere la creazione di 70 microprogetti ad alto potenziale di sviluppo e di creare 210 posti di lavoro formali nelle regioni di Jendouba, Kef, Medenine e Tataouine.

Un ultimo accordo è stato firmato tra l’Italia e l’Agenzia ONU per lo Sviluppo (UNDP) per un sostegno al processo elettorale, in particolare per le prossime elezioni municipali che permetteranno di eleggere per la prima volta gli amministratori locali, come previsto dalla nuova costituzione del Paese. Attraverso questo accordo l'Italia ha dato sostanza all'impegno di sostenere la Tunisia nella realizzazione del processo di decentralizzazione stabilito dalla nuova Costituzione.

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Tunisia – Il presibiterio di Santa Croce torna alla ‘medina’ di Tunisi come Centro di Arti applicate

Il centro storico di Tunisi ha vissuto un giorno importante, il 3 ottobre scorso, quando è stato inaugurato l’antico presbiterio di Santa Croce, sede del futuro Centro mediterraneo di Arti applicate. Il restauro del sito è stato effettuato grazie a un intervento della Cooperazione italiana, finanziato con un importo di 430mila euro.

Il momento della restituzione alla municipalità di Tunisi è avvenuto alla presenza del ministro del Turismo della Tunisia, dell'Ambasciatore d'Italia Raimondo De Cadorna, del sindaco di Tunisi e del titolare della sede AICS di Tunisi, Flavio Lovisolo, che ha sottolineato come l'iniziativa rappresenti un esempio straordinario di attività che promuovono "la bellezza per lo sviluppo".

Il progetto si inserisce in un programma di salvaguardia del patrimonio storico-artistico e monumentale della Medina di Tunisi, che punta a valorizzarlo sia come luogo di alto valore culturale che come risorsa di sviluppo socioeconomico. L’obiettivo, infatti, è di trasformare il presbiterio e la chiesa di Santa Croce in un centro di formazione artigianale, esposizioni museografiche e iniziative culturali il cui filo conduttore sarà il Mediterraneo, visto come luogo di incontro, commercio e scambio tra i Paesi e le culture rivierasche.

Il restauro e la riabilitazione del presbiterio di Santa Croce, costruito nel 1662 dalla comunità cristiana locale, rappresentano un passo decisivo per l'apertura del Centro mediterraneo di Arti applicate, che sarà affidato a un soggetto incaricato della gestione, sulla base di una gara pubblica.

Nel corso dell'inaugurazione le autorità e gli ospiti hanno visitato il presbiterio rinnovato, mentre il giorno successivo è stata organizzata una tavola rotonda dedicata al restauro del patrimonio storico come motore dello sviluppo locale.

La seconda fase del progetto prevede il restauro e la riabilitazione della chiesa attigua al presbiterio, che sarà effettuato grazie a un finanziamento di 780mila euro.

Présentation du projet Sainte Croix | FRA

Programme Sainte Croix | FRA

 

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Roma – Tempo di verifica per il programma Ge.Mai.Sa, piattaforma innovativa per lo sviluppo di genere

Il programma Ge.Mai.Sa, finanziato dalla Cooperazione Italiana e realizzato dal CIHEAM Bari, si colloca nel quadro delle attività avviate per la valorizzazione del ruolo delle donne nelle iniziative di sviluppo rurale e sicurezza alimentare nell’area sud del bacino Mediterraneo.

In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030,  l’iniziativa si è proposta di realizzare in tre paesi target - Egitto, Libano e Tunisia - altrettante esperienze pilota di promozione del ruolo delle donne in programmi di sviluppo rurale al fine di favorire la capacità di  gender mainstreaming delle istituzioni partner. In particolare, tre iniziative pilota sono state realizzate nelle aree di El Fayoum (Egitto), Chouf (Libano) e Medenine (Tunisia).

Sotto la guida di un comitato tecnico-scientifico composto da esperte internazionali che hanno indirizzato e accompagnato la realizzazione delle attività, il programma ha contribuito alla definizione di un approccio specifico all’empowerment delle donne e allo sviluppo di strumenti metodologici che possano concretamente contribuire a due obiettivi principali:

- sostenere un processo di modificazione delle relazioni di genere nei contesti sociali e di monitoraggio e misurazione del loro impatto;

- dare voce alle donne nei contesti rurali affinché, attraverso le loro aspirazioni, conoscenze ed esperienze, esse stesse possano prendere coscienza del proprio valore e accedere a processi decisionali nel contesto familiare, sociale e politico.

Il seminario del 6 dicembre ha offerto testimonianza di un’esperienza per alcuni aspetti sperimentale e innovativa, a partire dalla sua dimensione regionale. Il dialogo tra quattro Paesi, Italia inclusa, ha fatto certamente emergere le differenze tra i singoli contesti, ma ha anche aperto la strada alla definizione di un linguaggio comune sulle questioni dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne da parte delle istituzioni partner. Tale dialogo si è costruito o rafforzato anche a livello nazionale tra le istituzioni centrali - Ministeri dell’Agricoltura e degli Affari Sociali - e le autorità territoriali competenti - Commissariati Regionali, servizi di divulgazione e di sviluppo sociale. Questi processi sono stati analizzati con un’attività di valutazione mirata a identificare cosa è cambiato, ma anche cosa sarebbe opportuno cambiare, negli attori coinvolti e nei rapporti tra di loro, utilizzando strumenti partecipativi, qualitativi e quantitativi, adattabili ai diversi contesti. I risultati dell'analisi, presentati nel corso del seminario, hanno aperto una discussione finalizzata a rafforzare gli interventi nei Paesi target e ad estenderli in altre regioni del nel bacino del Mediterraneo.

Il programma Ge.Mai.Sa ha mobilitato numerosi soggetti nei Paesi di riferimento, spesso allargando i gruppi originari e dando vita a nuove iniziative  tramite sinergie e attività in rete con la società civile. Il progetto originario si è sviluppato e modellato secondo linee diverse nei tre Paesi, in risposta alle diversità dei contesti e anche alla progressiva crescita di capacità e di visione degli attori coinvolti.

Nel prossimo futuro l’esperienza pilota di Ge.Mai.Sa si arricchirà delle esperienze di altri attori per rispondere anche all'esplicita esigenza della nuova piattaforma di sviluppo promossa dall’Agenda 2030 che raccomanda la raccolta di dati disaggregati per genere e l’identificazione di indicatori di cambiamento più efficaci nelle iniziative di cooperazione.

 

Tunisia – Il Direttore rilancia l’impegno della cooperazione italiana e visita i progetti in corso

Il Direttore dell’Agenzia, Laura Frigenti, ha partecipato alla conferenza internazionale degli investimenti Tunisia 2020, svolta a Tunisi il 29 e 30 novembre, come membro della delegazione italiana. Nel corso della conferenza l’Italia ha annunciato un nuovo contributo pari a 360 milioni di euro - di cui 260 a credito e 100 a dono - a cui si aggiungeranno risorse supplementari da destinare al programma di conversione del debito. Questo nuovo impegno vuole confermare l’importanza della cooperazione italo-tunisina, soprattutto in aree strategiche come lo sviluppo dei settori pubblico e privato, l’educazione, lo sviluppo locale e sociale.

A latere della conferenza, il Direttore ha avuto modo di visitare alcuni dei progetti finanziati dall’AICS in Tunisia. Negli spazi dell’ospedale Charles Nicolle di Tunisi, dove sono in fase di finalizzazione i lavori di costruzione del reparto di Neonatologia, la dott.ssa Frigenti ha discusso con i dirigenti del Ministero della Sanità e dell’ospedale sull'impatto che avrà il nuovo reparto nel diminuire la mortalità perinatale, sullo stato della sanità pubblica in Tunisia e sui servizi sanitari offerti alla popolazione, a fronte della crisi economica e sociale che sta attraversando il Paese.

Sempre nella capitale, il Direttore si è recato al Presbiterio di Santa Croce, nel cuore della Medina, che, grazie al contributo della cooperazione italiana, aprirà presto le sue porte come Centro Mediterraneo di Arti Applicate. Il centro è stato restaurato grazie al lavoro di numerosi artigiani della Medina e alla progettazione e al coinvolgimento dell’Associazione per la Salvaguardia della Medina, importante organizzazione della società civile tunisina.

Il successivo incontro con il Ministro dell’Educazione Néji Jalloul è stato un momento chiave della visita, durante il quale si sono discusse le sfide legate al sistema dell'istruzione pubblica in Tunisia. L’incontro ha avuto luogo nella scuola elementare Mansoura Ennekilett, nel Governatorato dell’Ariana, dove sono in corso dei lavori di ristrutturazione e ampliamento finalizzati al miglioramento dell'ambiente scolastico nell'ambito di un più ampio intervento di lotta contro l’abbandono scolastico.

Attualmente il portafoglio dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in Tunisia comprende circa 45 iniziative in fase di programmazione e realizzazione per un impegno complessivo di oltre 350 milioni di euro. I settori in cui la Cooperazione italiana è tradizionalmente presente sono quelli del settore privato, dello sviluppo economico e dello sviluppo locale e rurale, in particolare nelle regioni del sud e nelle zone più svantaggiate.

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Tunisia – Al via i lavori di ristrutturazione scolastica a Roued, il primo di 34 interventi

A seguito della firma, lo scorso 8 settembre, dell’accordo di partenariato per il sostegno all’attuazione della strategia nazionale di lotta contro l’abbandono e l’insuccesso scolastico, il Ministro dell’Educazione, Néji Jalloul, l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi, Raimondo De Cardona, il Direttore della sede AICS di Tunisi, Cristina Natoli, la Rappresentante dell’UNICEF in Tunisia, Lila Pieters, e la Direttrice dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi ed i progetti (UNOPS), Mariacarmen Colitti, hanno dato il via ai lavori per di ristrutturazione dell’istituto scolastico di Mansoura Ennkhilett a Raoued, nel Governatorato dell’Ariana.

Secondo lo studio nazionale sui bambini al di fuori del sistema scolastico e le recenti statistiche del Ministero dell’Educazione tunisino, ogni anno più di 100.000 bambini e ragazzi fino ai 16 anni abbandonano la scuola in Tunisia. La scarsa qualità delle infrastrutture scolastiche figura come una delle principali cause di tale fenomeno.  Per questo il Ministero dell’Educazione, con il sostegno tecnico e finanziario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, l’UNICEF e l’UNOPS, si sono impegnati in un’azione volta a migliorare l’ambiente scolastico al fine di rendere le scuole più accoglienti per i propri alunni.

L’azione di ristrutturazione riguarda 34 strutture - 28 scuole elementari e 6 scuole preparatorie - ripartite su tutto il territorio tunisino. Si tratta essenzialmente di creare un ambiente scolastico sicuro e attraente attraverso la riabilitazione o ricostruzione dei blocchi sanitari e delle aree da gioco, accanto a specifiche azioni di prevenzione ed educazione all’igiene e a uno stile di vita sano.

In occasione della visita alla scuola di Raoued, il Ministro dell’Educazione, Néji Jalloul, ha accolto l’Ambasciatore d’Italia e la Rappresentante dell’AICS Tunisia in un clima gioviale facilitando lo scambio ed il dialogo con i bambini. L’incontro ha permesso agli alunni di parlare della loro scuola e delle loro materie preferite. L’Ambasciatore, la Rappresentante dell’AICS e le Direttrici dell’UNICEF e dell’UNOPS hanno approfittato dell’occasione per restare con i bambini evocando qualche memoria delle loro esperienze scolastiche. In seguito, è stato visitato il sito dei lavori e si e presa conoscenza degli interventi di ristrutturazione che verranno intrapresi.

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Tunisia – Agenzia e UNICEF insieme al ministero dell’Istruzione per contrastare l’abbandono scolastico

Si è tenuta giovedì 8 settembre, presso il ministero della Pubblica Istruzione di Tunisi, la cerimonia di firma di un accordo di finanziamento da 2,3 milioni di euro tra l’ufficio Unicef di Tunisi e la Cooperazione italiana. Alla cerimonia hanno partecipato il Ministro della Pubblica istruzione tunisino, Neji Jalloul, l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi, Raimondo De Cardona, il Direttore della sede di Tunisi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Cristina Natoli, e la rappresentante di Unicef in Tunisia, Lila Pieters. L’accordo, che si estenderà fino al 2018, ha l’obiettivo di sostenere gli sforzi del governo tunisino per combattere la dispersione scolastica e garantire una maggiore equità nel sistema d’istruzione, garantendo che tutti i bambini, i ragazzi e le ragazze possano godere pienamente del loro diritto a un'istruzione di qualità.

Il progetto coinvolgerà 19 governatorati delle regioni più colpite dall'abbandono scolastico e sarà attuato in 34 istituti. La partnership intende anche sviluppare modelli per prevenire la dispersione, favorire l'integrazione dei bambini in età scolare, migliorare l'ambiente scolastico anche attraverso la riabilitazione di servizi igienico-sanitari e la mobilitazione di famiglie e comunità.

“I tunisini riconoscono che sono stati conseguiti progressi significativi in materia di istruzione, ma sono anche consapevoli del fatto che molti sfide rimangono aperte, tra cui l'abbandono e la dispersione scolastica. Siamo determinati a lottare contro questo fenomeno che mina il nostro sistema scolastico e accogliamo favorevolmente l'impegno e il sostegno di tutti: genitori, insegnanti, società civile, media, settore privato e i nostri partner internazionali”, ha detto il Ministro Jalloul.

"Questa partnership tra ministero della Pubblica Istruzione, Unicef e Cooperazione italiana contribuirà a stabilire strategie rinnovate e innovative per combattere il fenomeno dell'abbandono e aiutare migliorare l'offerta e la qualità dell'istruzione di base. Ci auguriamo che l'accordo firmato oggi porti a risultati significativi per i bambini, soprattutto i più vulnerabili, e a generare interesse da parte di altri attori dello sviluppo", ha dichiarato da parte sua l’Ambasciatore De Cardona.

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Tunisia: firmata convenzione Aics-Regione Sardegna per iniziative di cooperazione decentrata

È stata firmata a Roma il 7 luglio una convenzione tra l'Agenzia e la Regione Sardegna per la realizzazione di un’iniziativa che sarà realizzata in Tunisia denominata "Partenariati di cooperazione decentrata per lo sviluppo locale innovativo e orientato verso l'Economia Sociale e Solidale". La Sardegna è la prima Regione a sottoscrivere un accordo di questo genere con Aics grazie alle possibilità offerte dalla recente legge di riforma della cooperazione internazionale italiana.

Si tratta di un nuovo tassello delle relazioni con la Tunisia per il mezzo del quale il sistema della cooperazione italiana partecipa al processo di rafforzamento e stabilizzazione della democrazia tunisina, in vista di un decentramento che garantisca maggiore equità e partecipazione e risponda ai bisogni dei territori.

Il progetto mira a trasferire al personale di istituzioni, associazioni e università della regione tunisina di Jendouba competenze in materia di sviluppo territoriale e partecipato, attraverso l'introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche e finanziarie.


Regione Sardegna: news

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Ge.Mai.Sa: una nuova piattaforma per promuovere l’impegno delle donne in ambito rurale

Nell’ambito del programma regionale “Contributo per il Gender Mainstreaming nelle azioni di sviluppo rurale sostenibile e Sicurezza Alimentare – Ge.Mai.Sa” , finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e realizzato dal CIHEAM di Bari,  si è svolto a Tunisi il 14 giugno scorso il seminario di lancio della piattaforma regionale per le donne impegnate in ambito rurale. La piattaforma rappresenta la fonte principale di informazione sulle iniziative del programma nei 3 Paesi coinvolti - Egitto, Libano e Tunisia - ma vuole anche essere strumento di condivisione di conoscenza e buone pratiche a favore dell’ empowerment delle donne nei contesti rurali.

All’evento, organizzato da CIHEAM in collaborazione con uno dei partner  di Ge.Mai.Sa, il “Center of Arab Woman for Training and Research – CAWTAR” , sono intervenute  il Ministro delle Donne, della Famiglia e dell’Infanzia S.E. Samira Merai, il dott. Ali Bouaycha del Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Idriche e della Pesca tunisino, la responsabile delle Relazioni Esterne del CIHEAM Bari dott.sa Rosanna Quagliariello, la presidente del CAWTAR dott.sa  Soukeina Bouraoui e la rappresentante AICS a Tunisi dott.sa Cristina Natoli. Quest’ultima ha ricordato come la Cooperazione Italiana allo Sviluppo si è sempre distinta per il suo impegno verso l’emancipazione economica e politica delle donne, la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la valorizzazione del loro ruolo nel mantenimento della pace e sicurezza.

Oltre cento donne, in rappresentanza di associazioni della società civile, agenzie di cooperazione, organismi internazionali hanno ascoltato gli interventi e partecipato con interesse al dibattito della giornata.

La piattaforma Ge.Mai.Sa è stata protagonista anche nella cornice degli European Development Days 2016 a Bruxelles. Il 16 giugno, l'AICS, la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e il CIHEAM hanno organizzato la tavola rotonda “Achievement and challenges for the economic empowerment of rural women”, dedicata ad approfondire l’approccio all’empowerment delle donne e dell’uguaglianza di genere nei contesti rurali dei Paesi del Mediterraneo.

La sessione, svolta il 16 giugno e moderata da Bianca Pomeranzi, Senior gender advisor della Cooperazione italiana, è stata introdotta dall’Ambasciatore Giampaolo Cantini che ha ricordato il tradizionale impegno dell’ Italia a favore dell’empowerment delle donne attraverso un approccio multidimensionale, in linea con gli SDGs dell'Agenda 2030, che tiene conto non solo dell'empowerment economico e formativo delle donne nei contesti rurali, ma anche  delle loro  condizioni di vita e di lavoro.

Attraverso la testimonianza dell’esperienza concreta del programma regionale "Ge.Mai.Sa" i relatori hanno contribuito ad approfondire la  centralità della Regione MENA e la complessità della situazione delle donne nell'area, mettendo in evidenza la necessità di agire in partenariato con le istituzioni nazionali che sostengano un approccio multidimensionale all'empowerment delle donne anche attraverso il cambiamento delle norme sociali negli specifici contesti locali, specialmente nelle aree maggiormente vulnerabili come quelle rurali.

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