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MOZAMBICO 2020: tutela dell’ambiente e ricostruzione post-cicloni

Nei prossimi mesi la Cooperazione Italiana attiverà nuovi programmi per la ricostruzione dopo i due cicloni Idai e Kennet e la valorizzazione delle riserve naturali
Si preannuncia un 2020 intenso per l’attività della Cooperazione Italiana in Mozambico. Di recente infatti sono state approvate nuove importanti iniziative, per un valore totale di oltre 12 milioni di Euro, che riguarderanno diverse aree di intervento: dalla conservazione ambientale alla ricostruzione post-cicloni, dall’impulso alla ricerca scientifica alla formazione di giovani mozambicani nelle ICT, con il coinvolgimento di istituzioni universitarie italiane d’eccellenza, agenzie delle Nazioni Unite specializzate e centri di ricerca ed istituzioni mozambicane.
Risorse, innovazione, sviluppo, conservazione: sono queste le parole chiave del programma RINO che, se da una parte insisterà sulla tutela dello straordinario patrimonio ambientale e naturale che caratterizza alcune aree del Mozambico, dall’altra interverrà per la ricostruzione di Ibo, distretto devastato nell’Aprile 2019 dal passaggio del violento ciclone Kenneth e successivamente vittima delle forti piogge che hanno attraversato la regione settentrionale del Paese tra dicembre 2019 e gennaio 2020. Il programma prevede che gli interventi fisici, socioeconomici, culturali e ambientali per la ricostruzione vengano realizzati grazie alla collaborazione con tre agenzie specializzate delle Nazioni Unite, ovvero UN-HABITAT, ILO e UNESCO.

Allo stesso tempo, attraverso l’iniziativa si cercherà di valorizzare le vaste risorse naturali del Paese e del parco nazionale delle Quirimbas, definito “uno degli ultimi paradisi naturali del pianeta”: quest’area protetta si trova nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, ed è stata dichiarata dall’UNESCO prima riserva della biosfera del Paese, trattandosi di un mosaico di isole e atolli circondati da barriera corallina con acque cristalline abitate da un’incredibile varietà di specie marine. La tutela e la valorizzazione di quest’area è strategica per lo sviluppo del Paese, non solo per gli importanti introiti che potrebbero derivare dall’attività turistica, ancora poco rilevante, ma anche perché questi interventi potrebbero valorizzare significativamente la traiettoria di sviluppo che conoscerà la provincia di Cabo Delgado, dove pochi anni fa sono stati rilevati immensi giacimenti di gas naturale.
Il programma intende inoltre rilanciare il Museo di Storia Naturale di Maputo, creato nel 1913 e struttura integrante dell’Università E. Mondlane: si tratta di uno dei pochi musei al mondo a conservare una collezione completa di feti di elefante, oltre che diverse altre collezioni di animali delle savane mozambicane e africane, e vanta un’intensa attività di ricerca ed analisi da anni appoggiata dalla Cooperazione Italiana. Il programma prevede un intervento consistente sul Museo, con l’obbiettivo di renderlo un centro nevralgico per la diffusione di conoscenze, la ricerca e la formazione, attraverso il rimodernamento della struttura e degli spazi espositivi e la creazione del primo Centro di Conservazione della Biodiversità del Mozambico. Quest’obiettivo verrà perseguito anche con continue attività di formazione e di scambio di expertise che prevedono il coinvolgimento di Università ed entità di eccellenza italiane. Tra queste, spiccano i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri (NAS) che lavoreranno in collaborazione con l’Ispettorato Nazionale delle Attività Economiche del Mozambico per garantire un migliore controllo della qualità degli alimenti prodotti e importati nel Paese, dove ancora sono pochi i laboratori che possono vantare processi di analisi certificati sui prodotti che circolano sul mercato (con gravi ripercussioni per la salute pubblica).
Tra le iniziative approvate anche il progetto Bio for Moz, che opererà nel settore della ricerca scientifica, a fianco di un partner storico, l’Università di Sassari, con la quale collaboriamo da tempo per rafforzare le strutture mozambicane attive nell’area della ricerca nei settori delle bioscienze e della conservazione ambientale. Il progetto prevede la collaborazione tra l’Università di Sassari con l’Università Eduardo Mondlane, una delle più antiche e prestigiose del Paese, non solo per la riqualificazione e la certificazione dei laboratori scientifici secondo gli standard internazionali, ma anche per continuare il processo di rafforzamento delle capacità tecniche locali in vari ambiti della ricerca legati alle bioscienze, attraverso formazione e ricerca applicata. Il progetto si inserirebbe, dunque, in un contesto di cooperazione scientifica tra enti universitari e laboratori italiani e mozambicani di lunga data, che ha permesso e permetterà a giovani studenti mozambicani di beneficiare di attività di formazione specifiche in Italia o realizzati da docenti italiani in Mozambico. Da qui arriva un continuo impulso alla ricerca scientifica e che ha consentito, poche settimane fa, di realizzare il primo workshop sulla sicurezza degli alimenti e sulla certificazione dei laboratori in Mozambico.


Infine, è stata approvata un’iniziativa nel settore delle ICT, che prevede numerose attività di formazione rivolte a studenti, ricercatori e docenti (summer school, corsi di master, corsi di formazione). Oltre al sostegno allo “Spazio di Innovazione” dell’Università E. Mondlane, con l’obbiettivo di valorizzarne le attività e renderlo un hub strategico per l’organizzazione di workshop e conferenze a livello nazionale, il programma prevede l’istituzione di un incubatore di imprese, per incentivare la creazione di start up da parte di talenti mozambicani. Una preziosa occasione per contribuire a rendere i giovani africani protagonisti della trasformazione tecnologica che sta intervenendo in diversi paesi dell’Africa subsahariana.
L’approvazione di queste iniziative rappresenta il rinnovo dell’impegno dell’AICS in Mozambico non solo nei settori tradizionali, come la formazione e le ICT, ma anche la volontà di scommettere su nuove priorità, come quella ambientale, con l’obbiettivo di captare e investire sulle numerose potenzialità per lo sviluppo del Paese.

 

*Communication Officer, AICS Maputo

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