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MOZAMBICO. Conclusa tra musiche e spettacoli l’edizione 2019 del CinemArena

Una campagna di sensibilizzazione sanitaria sui tumori femminili ha attraversato il paese per 5.000 chilometri portando spettacoli indimenticabili

Anche quest’anno si è realizzata la campagna di sensibilizzazione sanitaria CinemArena in Mozambico, in occasione della Coppa d’Africa. Realizzata nell’ambito di un vasto programma sanitario finanziato dall’AICS sulle malattie non trasmissibili, quest’anno i temi oggetto della campagna sono stati i tumori femminili (cancro al collo dell’utero e al seno) e HIV.

La carovana ha lasciato Maputo il 17 giugno, e dopo più di un mese di viaggio, 5.000 km percorsi e 6 province attraversate, il 20 luglio il team è rientrato a casa. La proiezione finale si è svolta a Mangunze, dove i nostri cineasti sono stati ospitati nel terreno della parrocchia del sacerdote argentino Padre Juan. Padre Juan vive a Gaza, una delle province più povere del Mozambico, ormai da diversi anni, con l’obbiettivo di dare sostegno alle comunità locali: oltre ad attività ricreative e sportive, ogni giorno lui e i suoi collaboratori portano da mangiare a 15.000 bambini in 40 scuole diverse.
La serata di chiusura è stata una vera festa. La chiesa, una delle più grandi del paese, è interamente dipinta di bianco e azzurro. Dopo la sessione di danze tradizionali e un concerto di musica locale, è iniziata la proiezione della finale della Coppa d’Africa. La serata si è conclusa con la proiezione del film mozambicano “O comboio de sal e açucar” e alcuni filmati educativi sulle tecniche di prevenzione per il cancro al collo dell’utero e al seno. Padre Juan, salutando la nostra carovana in partenza per Maputo, ci ha ringraziato diverse volte, perché grazie alla campagna molte donne della comunità si sono recate a fare controlli sanitari nelle unità mobili messe a disposizione dai nostri partner. A Gaza infatti il CinemArena si è realizzato insieme a Elizabeth Glaser Pediatric AIDS Foundation e con la direzione provinciale del Ministero della Salute: durante le proiezioni di film e delle partite di calcio, medici e infermieri locali hanno operato non-stop nella clinica, parcheggiata al lato dello schermo mobile, per svolgere lo screening in grado di individuare lesioni riconducibili al cancro al collo dell’utero. Quando la paziente risultava positiva al test, veniva immediatamente sottoposta alla crioterapia, un’operazione rapida che permette di curare le lesioni in stadio iniziale e fermare la patologia. I casi più avanzati invece riportati ai centri di salute più vicini.
L’infermiera Carla, 32 anni, ci racconta che la sera prima della finale ha iniziato a lavorare alle 14:00 e ha potuto staccare solo alle tre di notte. Carla lavora alla Direzione Provinciale della Salute di Gaza come responsabile della salute materno-infantile. “C’era una fila che non finiva più, le donne volevano farsi visitare.

 

Abbiamo finito tardissimo!” ci racconta mentre si prepara ad affrontare un’altra giornata di lavoro. “È stata veramente una buona collaborazione quella tra il CinemArena e l’azione della nostra clinica mobile”, prosegue Carla, “noi normalmente non riusciamo ad attrarre così tante donne”. Carla e il suo team di medici hanno visitato una media di 100 persone ogni sera e, secondo quanto riportato, ogni dieci donne visitate, circa 3 risultavano positive allo screening. “Mi rendo conto che grazie a questo lavoro riusciamo a salvare delle vite, e questo è molto gratificante”, mi confessa, osservando la fila di donna che inizia a formarsi fuori dalla clinica.
Per l’edizione 2019 del CinemArena è stato creato anche un software, ideato e implementato da un collaboratore di AICS Maputo, grazie al quale ogni sera il personale medico trasmetteva al nostro ufficio i dati relativi alle visite svolte durante la giornata. Questo sistema ci permetterà di verificare l’impatto che ha avuto il passaggio della carovana e le attività di sensibilizzazione sanitaria sulla richiesta di servizi e visite mediche.
Daniele, uno dei due videomakers che si sono uniti alla carovana per girare un documentario sull’iniziativa, mentre fa sorvolare il suo drone sul campo dove fervono i preparativi per la gran finale, osserva: “Ci siamo resti conto che il Mozambico è veramente grande. Noi ne abbiamo attraversato solo una piccolissima parte e conosciuto contesti ogni volta diversi. Quando mi sembra di avere capito qualcosa su questo paese, il giorno dopo cambio idea”.
Fabrizio Falcone, il capo progetto dell’iniziativa, mi confessa che dopo un mese di campeggio e di strade da percorrere spesso sterrate è provato, ma molto dispiaciuto che l’avventura sia terminata. “Perché ti abitui a stare in giro con l’equipe, e come tutte le cose che finiscono, poi dispiace”.
E dispiace anche a noi che l’avventura sia finita. Per questo motivo, stiamo già pensando a quando riproporre il prossimo CinemArena.

*Communication Officer presso AICS Maputo

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